Il Museo Parrocchiale di San Lorenzo a Zogno: Tesori d'Arte Sacra e Devozione

Introduzione e Contesto Storico

Il Museo di San Lorenzo, noto anche come Museo Parrocchiale, è sorto a Zogno nel 1985 e si presenta come un prezioso scrigno di arte sacra e testimonianze della religiosità locale. Dedicato a monsignor Giulio Gabanelli, che fu parroco per 40 anni e fondatore della prima struttura museale, il museo è ubicato nel centro storico, in via Umberto I, 4, a poca distanza dalla chiesa parrocchiale dedicata a S. Lorenzo martire.

Il Museo ha sede nel Palazzo della Giudicatura di Pace, di proprietà della parrocchia. Questo edificio, già residenza in epoca veneta del Vicariato amministrativo della Valle Brembana Inferiore, fu acquistato dalla parrocchia nel 1963 con l'intento di custodirvi gli arredi sacri. Tra il 1980 e il 1985, il palazzo è stato restaurato e riportato al suo stato originale, per poi essere destinato ad ospitare le ricche raccolte del futuro museo, prettamente religioso.

Foto esterna del Museo Parrocchiale di Zogno in Via Umberto I

Le Collezioni e la Missione del Museo

Il Museo ospita un vasto patrimonio che include una quadreria, una collezione di sculture lignee e fittili, antichi paramenti sacri, suppellettili e oggetti utilizzati per le funzioni liturgiche, oltre a un composito insieme di opere riconducibili alle arti applicate. Il materiale esposto, che comprende dipinti e sculture, arredi liturgici e oggetti devozionali, proviene sia dalla parrocchia di Zogno che dalla raccolta personale di don Giulio Gabanelli, parroco di S. Lorenzo.

Il Museo raccoglie un ricco patrimonio di oggetti religiosi e testimonianze d'arte sacra, prodotti per la maggior parte in Valle Brembana ma provenienti anche da altre vallate alpine e località della provincia. È il frutto delle ricerche del suo ideatore, don Giulio Gabanelli, e di un gruppo di cultori di storia locale che hanno raccolto e restaurato il materiale attraverso cui è raccontato il cammino della religiosità delle popolazioni locali nel corso dei secoli.

Interno del museo con vetrine espositive e opere d'arte sacra

Il Percorso Espositivo: Un Viaggio Attraverso la Fede

Il materiale è sapientemente distribuito sui tre piani dell’edificio e ordinato in vetrine secondo tematiche religiose che illustrano la redenzione operata da Cristo e celebrata dalla Chiesa nella liturgia, la celebrazione di Cristo nei sacramenti, nella devozione del Rosario e nella rinascita del cristiano. Nel Museo sono state realizzate delle sequenze o scene espositive con vetrine che illustrano al visitatore le idee celebrative sottese al materiale esposto, anche grazie a vetrofanie studiate appositamente.

Piano d'Ingresso

L’itinerario espositivo inizia al piano d’ingresso con un idolo solare preistorico che testimonia come l’uomo abbia sempre guardato al cielo alla ricerca di una “luce” che illuminasse la sua esistenza. In questa sala, insieme ad affreschi quattro-cinquecenteschi e ad alcune sculture, si possono ammirare quattro grandi vetrine tematiche, corredate da vetrofanie esplicative, e una lunga bacheca con esemplari di antichi pizzi preziosi.

La seconda vetrina è dedicata ai santi fondatori della Chiesa lombarda: S. Ambrogio, S. Agostino, S. Narno e S. Carlo Borromeo. In quattro busti di ottone argentato sono conservate le reliquie dei santi. Nella terza vetrina, sculture lignee policrome del 1300/1400 illustrano la vicenda del Calvario. Il percorso si conclude davanti alla stupenda vetrina della Messa Grande di S. Lorenzo, patrono di Zogno, rievocata con i sontuosi paramenti in velluto rosso morello, ricamati in oro, argento e sete policrome.

Piano Superiore

Al piano superiore sono visualizzati i temi del Santo Viatico, della devozione alla Madonna del Rosario e della Messa funebre. Nella prima vetrina, figure e oggetti simbolici rievocano la processione del Santo Viatico, come veniva portato, nel passato, ai malati e ai moribondi.

Al centro della seconda vetrina, i quindici tondi cinquecenteschi dei misteri fanno da cornice ad un’antica statua lignea della Madonna col Bambino. Preziosi paramenti liturgici si possono ammirare nella successiva, insieme con le bandelle settecentesche del baldacchino della parrocchiale usato nelle processioni del Corpus Domini. Di particolare interesse sono i paramenti di seta nera ricamati in argento dalle Suore di Clausura di Zogno, su disegno di Luigi Angelini. In una lunga bacheca centrale sono esposti antichi oggetti per la celebrazione della Messa.

Merita un’attenzione particolare la raccolta di campane fuse tra il 1500 e il 1800, esposte in modo da poter essere suonate. Molto interessante è anche il meccanismo di un orologio da torre, datato 1756, opera della famiglia Gritti di Miragolo, frazione di Zogno, famosa per la produzione di orologi.

Collezione di campane storiche e meccanismo di orologio da torre

Piano Inferiore

Ritornando all’ingresso e scendendo al piano inferiore, si possono osservare due grandi vetrine centrali e numerose vetrinette lungo le pareti. In quelle grandi sono esposti piviali antichi in seta e broccato riccamente lavorati, sculture di legno dipinto di fattura lombarda del XVI secolo, lampade d’argento, tre stupendi elemosinieri e carteglorie.

Le bacheche laterali raccolgono i piccoli oggetti legati alla devozione quotidiana e domestica dei fedeli: immaginette, scapolari, medagliette, crocifissi, piccole acquasantiere e rosari.

Un Patrimonio di Fede e Cultura

Sui tre piani espositivi troviamo una vasta gamma di oggetti, tra cui affreschi, quadri, sculture, indumenti sacri, paramenti, crocefissi, calici, pissidi, ostensori, candelabri, baldacchini, stendardi, mobili, santellette, pizzi e ricami, messali, libretti di preghiera, immaginette, grazie ricevute e altri vari oggetti di devozione popolare. A questi si aggiungono una preziosa raccolta di campane ed una serie di ferri antichi e pietre lavorate.

Il Museo, dotato di spazi per laboratori didattici e conferenze, ospita un’esposizione permanente e mostre temporanee. Qui, oggetti di notevole livello artistico si affiancano a cose più umili e povere, tutti però nella stessa misura testimonianza di una fede e una pietà religiosa sincere e genuine, che narrano la storia spirituale delle comunità della Valle Brembana.

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