Il rapporto tra Karol Wojtyla, futuro Papa Giovanni Paolo II, e Padre Pio da Pietrelcina è segnato da incontri personali e una profonda risonanza spirituale che avrebbe accompagnato il sacerdote polacco per tutta la vita.
La Genesi di un Legame: L'Incontro a San Giovanni Rotondo (1948)
Nel 1948, il giovane sacerdote Don Karol Wojtyla, ordinato il primo novembre 1946 e trasferitosi a Roma per conseguire la licenza e il dottorato in teologia alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, approfittò delle vacanze di Pasqua per recarsi a San Giovanni Rotondo. Durante questo primo soggiorno romano, probabilmente tra il 29 marzo e il 4 aprile, così come segnalato dall’ottimo studio di Stefano Campanella (Il Papa e il Frate, inserito nella positio della beatificazione), il giovane sacerdote Don Karol giunse a San Giovanni Rotondo e conobbe Padre Pio.
Un’intensa emozione pervase il sacerdote partecipando all’Eucaristia del Frate cappuccino. Notò infatti che, durante la celebrazione, Padre Pio «soffriva fisicamente».

L'Esperienza Contemplativa e il Dialogo sulla Sofferenza
Un’ulteriore aspetto rintracciato nella storia di Wojtyla, come scrive Giovanni Chifari su Papaboys 3.0, può essere individuato nella crescente e graduale consapevolezza personale dell’esperienza contemplativa, che solo anni dopo avrebbe rivelato Don Karol come un mistico. Un’esplicita testimonianza, appresa da un’intervista a un Cardinale da un attento giornalista, narra alcuni elementi del dialogo avuto con Padre Pio, avvenuto durante la confessione.
Accenni che sembrano rievocare una comune missione e condivisione, quella della sofferenza, che avrebbe scandito il futuro ministero del giovane sacerdote. Alla domanda su quale piaga fosse più dolorosa, Padre Pio avrebbe risposto: “quella della spalla”, quella cioè che in Gesù sostiene il peso della croce. Anche quel giovane sacerdote sarebbe stato chiamato a portare questa croce, introducendo la Chiesa nel solco del terzo millennio.
Il mistero di Padre Pio: le stimmate sparite dopo la morte. 23 settembre 1968
Il Modello Sacerdotale e la Formazione di Don Karol
Dopo aver soggiornato l’anno prima, durante le vacanze estive ad Ars (1947), approfondendo la figura del Santo Curato, adesso, incontrando Padre Pio, Don Karol poté fare conoscenza diretta di un “uomo di Dio”, attingendo ad una mediazione autentica ed efficace, entrando in una comunione che lo avrebbe accompagnato per il resto della vita. Don Karol tornò in patria avendo fatto esperienza di un certo modello di sacerdote, che fra i poli dell’altare e del confessionale, così come nella direzione spirituale e perfino nelle Opere terrene, prolunga l’azione di Dio nel mondo. In Padre Pio, Wojtyla osservava infatti una contemplazione che si apre all’azione.
La Personalità di Wojtyla: Tra Studi e Curiosità (dall'intervista alla "sorella")
La sorella di Karol Wojtyla (chiamato Lolek dai polacchi) ha offerto una preziosa testimonianza sulla sua personalità. Parlando del futuro Papa, ha rivelato che era un «uomo semplice, che sapeva gustare la vita e amava il teatro, sì lo divertiva il teatro». Ha anche confermato che alcune volte, nella stessa opera, interpretava persino due personaggi distinti, aggiungendo: «Sì, sapeva cambiare, e la cosa mi sembrava geniale ed anche buffa».
Come studente, Karol era esemplare e si impegnava «allo spasimo», anche se a volte risultava persino… “cattivello”. Gli piaceva molto studiare e si applicava tanto, anche perché comprendeva i sacrifici e i costi della scuola che reputava una cosa seria. Persino con i suoi amici e compagni di banco era molto rigido, arrivando al punto, una volta, di esclamare rivolto ad un giovanotto che gli copiava il compito: «Ora basta, se non lo sai, ingannare non serve a nulla. Dopo vieni da me e te lo spiego, mi sembra meglio e molto più leale».

Il "Consiglio" di Padre Pio e l'Amore per le Lingue
Riguardo la sua passione per le lingue straniere, che confermò brillantemente durante tutto il suo pontificato, la sorella ha svelato un aneddoto sorprendente. Quando le fu chiesto: «Scusi sorella, ma che c’entra Padre Pio con le lingue?», lei rispose: «Un giorno Karol mi rivelò che un frate italiano, Padre Pio, gli disse scherzando: studia, studia le lingue. Un giorno, quando diventerai capo della Chiesa ti serviranno».
Dell'adulto Giovanni Paolo II, la sorella si è fatta un'idea precisa: «Era davvero un uomo molto sensibile ed affabile, alla mano. Gli piaceva scherzare e il buon umore. Però non tollerava le parolacce». Ricorda perfettamente che quando fu a Roma per il Grande Giubileo del 2000, egli la ricevette e, inginocchiatasi davanti a lui, con assoluta sorpresa, la afferrò per le braccia dicendole: «Basta alzati, ci conosciamo da una vita».
Un Legame Duraturo: Dalle Visite al Pontificato
Il legame di Wojtyla con Padre Pio andò oltre il primo incontro. Una lettera del 28 novembre comunicò la guarigione istantanea di una donna di Cracovia, avvenuta il 21 novembre prima di un intervento chirurgico, un episodio di rilievo nella loro corrispondenza.
Il 1 novembre 1974, in occasione del 28° anniversario della sua ordinazione sacerdotale, Karol Wojtyla tornò come cardinale presso la tomba di Padre Pio. Di questa visita restano i discorsi che egli fece nella cripta e nel santuario, e il pensiero che scrisse sul registro dei visitatori.
Da Papa, Giovanni Paolo II non si limitò a sbloccare l’inizio della causa di beatificazione: il 23 maggio 1987, a due giorni dal centesimo anniversario della nascita di Padre Pio, giunse per la terza volta a San Giovanni Rotondo, la prima da Pontefice. Successivamente, al cappuccino stigmatizzato fu conferito il titolo di «venerabile». Le folle non riuscirono a contenere i devoti del nuovo beato. Giovanni Paolo II aveva grande stima della persona e della fede del santo cappuccino.
Il mistero di Padre Pio: le stimmate sparite dopo la morte. 23 settembre 1968
L'Eredità Spirituale e la Percezione Popolare
Nelle agiografie popolari di questi due personaggi, spesso intrecciate e talvolta confluenti in un unico racconto, convivono messaggi talvolta contraddittori, testimoni di una religiosità variopinta, friabile e arbitraria, difficilmente descrivibile attraverso schemi unificanti. Tuttavia, la profonda venerazione di Giovanni Paolo II per Padre Pio, culminata nella sua canonizzazione, testimonia la perenne rilevanza del frate di Pietrelcina nella storia della Chiesa e nella spiritualità personale del Pontefice.