La Quaresima è un «tempo forte» che prepara alla Pasqua, culmine dell’Anno liturgico e della vita di ogni cristiano. Questo periodo inizia con il Mercoledì delle Ceneri nel rito romano e si conclude il Giovedì Santo con la Messa in Coena Domini, la quale apre il Triduo Pasquale. Come ricorda San Paolo, la Quaresima è «il momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione», al fine di «affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male».
Questo itinerario di quaranta giorni, che conduce al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero di Salvezza, è «un entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini», come ha sottolineato Papa Francesco.

Il Simbolismo dei Quaranta Giorni nella Tradizione Liturgica
Nella liturgia si parla di “Quadragesima”, cioè di un tempo di quaranta giorni. La Quaresima richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica, come narrato nel Vangelo di Matteo: «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame».
Il numero quaranta è una cifra simbolica utilizzata nell’Antico e nel Nuovo Testamento per rappresentare momenti salienti dell’esperienza di fede del popolo di Dio. Esso esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore e della consapevolezza della fedeltà di Dio alle sue promesse. Nell’Antico Testamento, quaranta furono i giorni del diluvio universale, i giorni passati da Mosè sul monte Sinai, gli anni di peregrinazione del popolo di Israele nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa, i giorni di cammino del profeta Elia per raggiungere il monte Oreb, e i giorni concessi a Ninive per convertirsi. Nei Vangeli, quaranta sono anche i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al cielo e inviare lo Spirito Santo.
La Quaresima è un «accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e risurrezione», e ricorda che la vita cristiana è una “via” da percorrere, «consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire», come ha spiegato Benedetto XVI nel 2011.
La Peculiarità del Rito Ambrosiano in Quaresima
Differenti Inizi e Imposizione delle Ceneri
A differenza del rito romano, nel quale la Quaresima inizia con il Mercoledì delle Ceneri, nel rito ambrosiano non si celebra questo rito. La Quaresima ambrosiana inizia infatti la domenica successiva e le ceneri vengono imposte durante le Messe festive di questa prima domenica, o il lunedì seguente. Il rito ambrosiano, non avendo mai conosciuto il Mercoledì delle Ceneri come inizio del tempo quaresimale, si trova ancora in pieno Carnevale in quel giorno. Il computo dei quaranta giorni nel rito ambrosiano si basa su un metodo pre-medievale, partendo dalla sesta Domenica prima di Pasqua fino al Triduo Pasquale escluso, che inizia con i vespri del Giovedì Santo.
Questo computo originario intende la Quaresima come un periodo di quaranta giorni di penitenza, ma non di stretto digiuno, dato che, secondo un'antichissima tradizione, di domenica non si doveva digiunare. Questa prospettiva differisce dal rito romano, dove l'esigenza dei "quaranta giorni effettivi di digiuno" portò all'anticipo dell'inizio della Quaresima al Mercoledì delle Ceneri.
I Venerdì Aliturgici e la Croce con il Sudario Bianco
Una delle particolarità più caratteristiche del rito ambrosiano, durante la Quaresima, è quella dei cosiddetti venerdì «aliturgici», un termine tecnico che significa “senza liturgia eucaristica”. Chi entra, in un venerdì di Quaresima, in una chiesa di rito ambrosiano, trova sull’altare maggiore una grande croce di legno, con il sudario bianco sul patibolo. Questo è un simbolo suggestivo del Calvario e un segno di lutto e di abbandono.
Si crea così un vero e proprio senso di vuoto, accentuato dal fatto che per tutto il giorno non si celebra la Messa e non si distribuisce ai fedeli la comunione eucaristica. La proibizione di celebrare la Santa Messa e di distribuire la Santa Comunione in questi giorni fa parte dell'estrema accentuazione del carattere penitenziale della Quaresima. Essa conduce alla coscienza dolorosa della propria indegnità e all’esperienza, che sa di morte, della perdita del Dio vivo. A questa disciplina, che la Chiesa ambrosiana conserva fin dai tempi antichi, soggiace un profondo significato spirituale. I venerdì della Quaresima ambrosiana, infatti, richiamano più che mai alla meditazione del cristiano il mistero della morte di Cristo in croce, il dramma della Chiesa-Sposa che si ritrova desolatamente privata del suo sposo e Signore.

L'origine storica di questa tradizione potrebbe derivare da una consuetudine, in uso in Germania dal IX secolo, di stendere un grande panno davanti all'altare dall'inizio della Quaresima, o da un antico uso in cui la liturgia eucaristica del venerdì si prolungava in una veglia che terminava con la Messa solo all'aurora del sabato, lasciando così il venerdì privo di celebrazione eucaristica.
Pratiche Quaresimali: Digiuno, Elemosina e Preghiera
Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima. Il digiuno, oltre all'astinenza dal cibo, comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. Papa Francesco ha spiegato che esso «costituisce un’importante occasione di crescita», permettendoci di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario e rendendoci più attenti a Dio e al prossimo. Il digiuno è strettamente legato all’elemosina, come insegnava San Leone Magno: «A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone». L’elemosina, secondo Papa Francesco, «ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello».
La Quaresima è anche un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino afferma che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di giungere più facilmente sino a Dio. Dedicando più tempo alla preghiera, «permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi» (Papa Francesco).
Segni Liturgici e il Cammino Battesimale
Come nell’Avvento, anche in Quaresima la liturgia propone segni semplici che aiutano a comprendere il significato del tempo. I paramenti liturgici del sacerdote diventano viola, colore che invita a un sincero cammino di conversione. Durante le celebrazioni, non si usano fiori sull’altare e non si recitano il “Gloria” né l’“Alleluia”. Tuttavia, la quarta domenica di Quaresima, detta del “Laetare”, esprime la gioia per la vicinanza della Pasqua: in questo giorno è permesso usare strumenti musicali, ornare l’altare con i fiori e le vesti liturgiche sono di colore rosa.
La Quaresima ambrosiana, in particolare, ha conservato un clima di austera e rigorosa severità. Per questo motivo, non vi si celebra alcuna festa della Madonna o dei santi (ad eccezione delle solennità di San Giuseppe e dell'Annunciazione del Signore), così che l’attenzione dei fedeli rimanga sempre e solo concentrata sul mistero di Cristo, che per noi offre se stesso nel sacrificio della Croce.

La Dimensione Battesimale
Fin dai primi secoli, la Quaresima era il tempo in cui i catecumeni iniziavano il loro cammino di fede per ricevere il Battesimo a Pasqua. Questa dimensione battesimale si è conservata nel rito ambrosiano non solo nelle domeniche, ma anche nella liturgia dei sabati. Infatti, fino al Medioevo, nei sabati di Quaresima si tenevano gli “scrutinii”, celebrazioni in cui i catecumeni si preparavano al battesimo. Ancor oggi, durante i sabati quaresimali, vengono proclamate letture scelte per i loro riferimenti battesimali, completando la catechesi delineata dalle letture domenicali. Nel rito ambrosiano, a differenza di Roma, il sabato era proibito digiunare, persino in Quaresima, considerandolo più vicino alla domenica che agli altri giorni feriali.
Le letture domenicali di Quaresima nel rito ambrosiano seguono un itinerario battesimale, proponendo episodi come i quaranta giorni di Cristo nel deserto, la Trasfigurazione, la parabola dell’albero di fichi, la parabola del Figliol prodigo e l’episodio della lapidazione dell’adultera. La quinta settimana di Quaresima introduce al tema della Passione, presentando figure di "giusto sofferente" dall'Antico Testamento, come anticipazione profetica di Cristo.
Attraverso la Croce, la preghiera, il digiuno e una liturgia più essenziale, la Chiesa ambrosiana accompagna i fedeli in un cammino di conversione autentica, per giungere preparati e rinnovati alla gioia della Pasqua. La centralità della Croce, spesso con il Crocifisso ancora più visibile nelle chiese, è la mèta dei nostri sguardi e del cammino quaresimale che porta alla Pasqua di Gesù.