La Storia, il Messaggio e la Devozione alla Madonna di Fatima

Introduzione alle Apparizioni di Fatima e la Loro Documentazione

La narrazione degli avvenimenti di Fátima e dei colloqui della Madonna con i veggenti si inserisce in una complessa sequela di fatti che comprendono le ripercussioni locali delle apparizioni, gli interrogatori dei veggenti e dei testimoni, le guarigioni e le conversioni straordinarie, i particolari della crescita spirituale dei bambini privilegiati, e numerosi episodi connessi. Alla relazione delle manifestazioni dell’Angelo nel 1916 e della Madonna nel 1917, segue quella delle rivelazioni private ricevute dall’uno o dall’altro dei veggenti isolatamente, e in modo speciale quelle di Suor Lucia. Questo ha reso Fátima uno dei centri di pellegrinaggio più famosi e il Santuario di Fátima uno dei più visitati al mondo.

Nonostante le restrizioni, i fedeli continuano a pellegrinare a Fátima, in Portogallo, animando l'immensa piazza del Santuario di Nostra Signora di Fátima con la loro fede e devozione.

Le Fonti e le Opere Fondamentali sulla Storia di Fatima

Per una completa ricostruzione storica degli avvenimenti di Fátima, la documentazione si è basata su opere fondamentali. Il Padre De Marchi ha trascorso tre anni a Fátima interrogando i principali testimoni degli avvenimenti e mettendo accuratamente per iscritto le loro deposizioni. Anche William Thomas Walsh è stato in Portogallo nel 1946 per condurre indagini e interviste. Le opere di Padre De Marchi e di Walsh sono considerate molto fededegne e concordano fondamentalmente tra loro. Per maggiore sicurezza, queste sono state confrontate con quelle di altri autori, che completano certi fatti e illuminano alcuni particolari.

La fonte più autorevole sono indubbiamente i manoscritti di Suor Lucia. Nel 1973 sono state finalmente pubblicate le "Memórias e Cartas da Irmã Lúcia", a cura del Padre Dr. Antonio Maria Martins S. J., un'edizione in fac-simile dei manoscritti di Suor Lucia. Questa pubblicazione ha contribuito in modo significativo alla conoscenza approfondita degli eventi.

Foto di Suor Lucia Dos Santos da anziana, mentre scrive

Lo Sviluppo dei Manoscritti di Suor Lucia

Gli scritti di Suor Lucia si sono sviluppati nel tempo, rispondendo a richieste specifiche della Chiesa. La sua prima memoria, scritta su un comune quaderno a righe, è una raccolta di ricordi personali per la biografia di Giacinta. Il 12 settembre 1935, in occasione dell'esumazione dei resti mortali della piccola veggente di Fátima, morta nel 1920, si scoprì che il suo volto si conservava incorrotto. Il vescovo di Leiria, Mons. José Alves Correia da Silva, inviò a Suor Lucia una fotografia scattata in tale occasione, ed ella, ringraziando, fece riferimento alle virtù della cugina.

Nell’aprile del 1937, Padre Ayres da Fonseca fece notare al vescovo di Leiria che la prima relazione di Suor Lucia lasciava supporre l’esistenza di altri dati interessanti, relativi all'apparizione e che restavano sconosciuti. Suor Lucia si mise allora a scrivere, tra il 7 e il 21 novembre di quell’anno, su nuovo ordine di Mons. José Alves Correia da Silva, la storia della sua vita. In questo secondo scritto parla anche, benché in modo molto succinto, delle apparizioni della Madonna, e riferisce, per la prima volta pubblicamente, le apparizioni dell’Angelo.

Diverse ragioni l’avevano spinta a tacere, fino ad allora: un consiglio dell’arciprete di Olival, Don Faustino José Jacinto Ferreira, e una raccomandazione dello stesso tenore del vescovo di Leiria. Inoltre, le critiche e le beffe nate a proposito del racconto delle prime apparizioni dell’Angelo nella primavera e nell’estate del 1915, insieme ai rimproveri severi di sua madre, l’avevano sempre indotta a una grande cautela e discrezione.

Nel 1941, il vescovo di Leiria ordinò alla veggente di scrivere tutto quanto potesse ancora ricordare a proposito della vita di sua cugina, nella prospettiva di una nuova edizione del libro su Giacinta che il canonico Galamba de Oliveira voleva editare. Suor Lucia scrisse: “Questo ordine mi cadde in fondo all’anima come un raggio di luce, dicendomi che era giunto il momento di rivelare le due prime parti del segreto”. Così, Suor Lucia iniziò il suo terzo manoscritto rivelando le parti attualmente note del segreto di Fátima, registrando poi le impressioni da esse causate sullo spirito di Giacinta.

Sorpreso da tali rivelazioni, il canonico Galamba de Oliveira giunse alla conclusione che Suor Lucia non aveva detto tutto nei documenti precedenti, e sollecitò il vescovo di Leiria a ordinarle di scrivere una storia completa delle apparizioni: “Le ordini, Signor Vescovo […] di scrivere TUTTO. Ma TUTTO. Che deve fare molti giri in Purgatorio per avere taciuto una cosa tanto importante“. Suor Lucia si scusò dicendo di aver sempre agito per ubbidienza. Il canonico Galamba insistette con il vescovo perché le ordinasse “di dire TUTTO, TUTTO; di non nascondere nulla” (facendo così allusione anche alla terza parte del segreto). Il vescovo, tuttavia, preferì non compromettersi, affermando: “Questo non lo ordino. Non mi metto in affari di segreti“, e ordinò semplicemente alla veggente di fare una narrazione completa delle apparizioni. Allora fu redatto il quarto manoscritto, che porta la data dell’8 dicembre 1941.

I Pastorelli di Aljustrel e le Prime Visioni

A un chilometro e mezzo da Fátima, nella frazione di Aljustrel, nacquero e vissero i tre protagonisti della storia di Fátima: Lucia Dos Santos, nata nel 1907, e i suoi due cugini, Francisco Marto, nato nel 1908, e Giacinta Marto, nata nel 1910. Al tempo delle apparizioni della Madonna, avevano rispettivamente 10, 9 e 7 anni. Come molti ragazzi del luogo, i tre cuginetti portavano a pascolare i piccoli greggi delle rispettive famiglie, recitando il rosario dopo la colazione di mezzogiorno.

Foto storica dei tre pastorelli di Fatima: Lucia, Francisco e Jacinta

Le Visioni Preliminari e le Apparizioni dell'Angelo (1915-1916)

Le apparizioni dell’Angelo, nel 1916, furono precedute da tre altre visioni, dall’aprile all’ottobre del 1915, nelle quali Lucia e altre tre pastorelle, Maria Rosa Matias, Teresa Matias e Maria Justino, videro, sempre sul colle del Cabeço, sospesa nell’aria sull’albereto della valle, “come una nuvola più bianca della neve, qualcosa di trasparente, con forma umana“. Era “una figura come se fosse una statua di neve, che i raggi del sole rendevano in qualche modo trasparente“.

La Prima Apparizione dell'Angelo della Pace

Nel 1916, mentre giocavano, i pastorelli videro un vento forte scuotere le piante. Inaspettatamente, dato che la giornata era serena, apparve una figura. “A misura che si avvicinava, ne venivamo distinguendo i tratti: un giovane dai 14 ai 15 anni, di una grande bellezza. Eravamo sorpresi e quasi rapiti. Non dicevamo parola. ” L'Angelo disse: “Non abbiate paura. Sono l’Angelo della Pace.” E inginocchiato a terra, curvò la fronte fino al suolo, recitando: “Dio mio! Credo, adoro, spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano. Pregate così.” L’atmosfera soprannaturale che li avvolse era tanto intensa che per lungo tempo non si rendevano conto della propria esistenza, rimanendo nella posizione in cui l'Angelo li aveva lasciati e ripetendo la stessa preghiera. La presenza di Dio si sentiva così intensa e intima, che non si decidevano a parlare neppure tra di loro. “In questa apparizione, nessuno pensò di parlare, né di raccomandare il segreto. Essa lo impose da sé. Era così intima, che non era facile pronunciare su di essa la minima parola.”

Illustrazione dell'Angelo di Fatima inginocchiato con i pastorelli

La Seconda e Terza Apparizione dell'Angelo

La seconda apparizione avvenne nell’estate del 1916, sul pozzo della casa dei genitori di Lucia, presso cui i bambini giocavano. L'Angelo li esortò: “Che fate? Pregate! Pregate molto! I Cuori santissimi di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. In tutti i modi possibili, offrite a Dio un sacrificio in atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori. Attirate così sulla vostra patria la pace.”

Durante la terza apparizione, i bambini, inginocchiati con i volti a terra, iniziarono a ripetere la preghiera dell’Angelo. Vedendo che su di loro brillava una luce sconosciuta, si alzarono e videro l’Angelo con un calice nella mano sinistra e sospesa su di esso un’Ostia, dalla quale cadevano nel calice alcune gocce di sangue. L'Angelo disse: “Trinità santissima, Padre, Figliolo e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui è offeso. Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati.” Portati dalla forza del soprannaturale, che li avvolgeva, imitavano l’Angelo in tutto. La forza della presenza di Dio era così intensa che li assorbiva e li annientava quasi completamente, privandoli perfino dell’uso dei sensi corporali per un grande lasso di tempo. La pace e la felicità che sentivano erano grandi, ma soltanto interiori, con l’anima completamente concentrata in Dio. Le apparizioni della Madonna, invece, producevano effetti molto diversi: la stessa gioia intima, felicità e pace, ma con una certa agilità espansiva e un esultare di gioia, e un entusiasmo comunicativo, pur sentendo l’ispirazione a tacere, soprattutto alcune cose.

FATIMA. Cartone animato completo sulle apparizioni della Madonna a Fatima e a suor Lucia Portogallo

Le Apparizioni della Madonna a Cova d'Iria nel 1917

Il 13 maggio 1917, a Cova d’Iria, vicino Fátima, la Madonna apparve a Lucia, Giacinta e Francisco, recatisi lì con il loro gregge, pronunciando le parole: “Non abbiate paura non voglio farvi del male. Vengo dal cielo”. Fu l’inizio di una delle storie di fede più straordinarie mai accadute, una storia dove gli umili sono testimoni della misericordia e dell’amore di Dio, fatta di persecuzioni e rivelazioni, ma anche dei famosi segreti di Fátima sul futuro dell’umanità, di fede, speranza e pentimento.

Immagine artistica dell'apparizione della Madonna di Fatima ai tre pastorelli

Le Richieste della Madonna e la Nascita del Santuario

Alla prima apparizione ne seguirono altre, sempre il tredicesimo giorno di ogni mese sino a ottobre. Nell’ultima apparizione, avvenuta il 13 ottobre del 1917, la Madonna fece una richiesta ai pastorelli: “Vorrei che qui fosse costruita una cappella in mio onore”. Così, nel punto esatto delle apparizioni, nel 1919 a Cova d’Iria, venne costruita la Cappella delle Apparizioni. Lì la Vergine del Rosario è passata cinque volte: a maggio, giugno, luglio, settembre e ottobre. Sul punto in cui si trovava il piccolo leccio sul quale era apparsa la Vergine ai pastorelli è stato realizzato un piedistallo sul quale è stata posizionata la statua della Signora del Rosario di Fátima, tanto venerata dai pellegrini di tutto il mondo.

Il Riconoscimento della Chiesa e la Devozione Papale

Le apparizioni di Fátima furono ufficialmente riconosciute dalla Chiesa nel 1930, che autorizzò, così, il culto della Madonna di Fátima. Nel 1942, Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria. La popolarità del Santuario di Fátima è cresciuta soprattutto durante il pontificato di San Giovanni Paolo II, grande devoto della Vergine di Fátima, che nel 1982 visitò il Santuario per ringraziare la Madonna per essere sopravvissuto all’attentato in Piazza San Pietro avvenuto il 13 maggio 1981. Nel 2000, durante la sua terza visita a Fátima, annunciò la beatificazione di Jacinta e Francisco.

Veduta aerea del Santuario di Nostra Signora di Fatima

FATIMA. Cartone animato completo sulle apparizioni della Madonna a Fatima e a suor Lucia Portogallo

Fatima Oggi: La Testimonianza del Cardinale José Tolentino de Mendonça

Il Cardinale José Tolentino de Mendonça, teologo e poeta, archivista e bibliotecario della Santa Sede, di origini portoghesi, presiede spesso importanti pellegrinaggi a Fátima. Nato a Madeira, è stato ordinato sacerdote nel 1990 e vescovo il 28 luglio 2018, prima che Papa Francesco lo creasse cardinale nel Concistoro del 5 ottobre 2019.

Il Legame Personale e Spirituale con la Madonna di Fatima

Intervistato a Fátima, il Cardinale Tolentino ha espresso il suo profondo legame con il santuario, rivelando che sua madre si chiama Fátima, come tante mamme portoghesi. Ha raccontato di essere cresciuto con grande devozione in famiglia, dove la Madonna di Fátima, la storia dei pastorelli e la semplicità e autenticità evangelica del messaggio di Fátima sono state una via per l’avvicinamento a Dio. Negli anni successivi, come cappellano universitario, ha compiuto numerosi pellegrinaggi a piedi da Lisbona con gli universitari, trasformando ogni pellegrinaggio in esercizi spirituali. Per lui, Fátima significa sentirsi a casa, nel cuore di Dio, perché la Madonna di Fátima mette nel cuore di Gesù. “Ogni volta che vengo qui al Santuario di Fátima è come cercare una fonte, una sorgente, durante l’anno poter venire un giorno a pregare in questi luoghi è sentirsi a casa,” ha affermato.

L'Eredità di Giovanni Paolo II a Fatima

Il Cardinale ha anche riflettuto sull'importanza di San Giovanni Paolo II per Fátima e la Chiesa universale. “San Giovanni Paolo II è un gigante della fede e dell’umanità. Lui ha testimoniato in un modo infaticabile l’annuncio del Vangelo cercando di proporre una nuova evangelizzazione. Il modo come lui ha toccato il cuore di tanti giovani, ha formato una generazione intera nella speranza, e poi il suo amore a Maria, tutto questo è commovente.” Ha sottolineato come Giovanni Paolo II fosse un Papa che insegnava a pregare, e il suo impatto nelle visite in Portogallo ha seminato una passione per Gesù e una gioia di stare in chiesa, un tesoro grande per la Chiesa contemporanea.

La Preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù 2023 a Lisbona

In vista della Giornata Mondiale della Gioventù che Lisbona ha ospitato nel 2023, il Cardinale Tolentino ha descritto l'entusiasmo dei portoghesi come straordinario. Ogni GMG rappresenta una grande opportunità per una Chiesa che accoglie, un momento di rinnovamento, per riscaldare i cuori e mobilitare la Chiesa. Il movimento verso la preparazione era già iniziato, e il Cardinale ha assicurato che l'entusiasmo era maggiore di quello causato dalla pandemia, promettendo grandi giornate per i partecipanti.

Foto del Cardinale José Tolentino de Mendonça

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