Il ministero di Don Michele Giachino, parroco di Brusson, si distingue per la sua profonda riflessione teologica e per un attivo coinvolgimento nella vita comunitaria. Attraverso le sue omelie e le iniziative locali, Don Giachino offre una guida spirituale che tocca temi universali come la vita, la morte e il legame con le proprie radici.
Le Omelie e la Filosofia sulla Vita e la Morte
L'Ultimo Saluto ad Augusto Rollandin
Nella chiesa di San Maurizio a Brusson, Don Michele Giachino ha officiato l'ultimo saluto ad Augusto Rollandin. All’inizio dell'omelia, il parroco ha richiamato il concetto di "natalità" - citando la filosofa Hannah Arendt - contrapponendolo al tradizionale pensiero occidentale focalizzato sulla morte.
“Noi ci arrendiamo ad un aggettivo che sottrae vita, che tronca ogni possibilità”, ha evidenziato il parroco. “Eppure dentro di noi sentiamo che natale è un aggettivo che ha la forza di aggiungere vita. Non tutto muore, rimane ciò in cui mettiamo bene il cuore”. Don Giachino ha ripreso le parole di Arendt, che scriveva: “In Occidente si è sempre messo l'accento sull'essere umano come mortale, e non come un natale”. Poi ha aggiunto: “Allora vogliamo accompagnare andando ad attingere a quel principio di natalità che portiamo ben scritto nel nostro Dna: non tutto muore, rimane ciò in cui mettiamo bene il cuore. Allora proviamo a sostituire nei nostri pensieri anzitutto l'aggettivo mortale con l'aggettivo natale, e metterlo accanto al sostantivo destino. Perché nel destino di natalità la visuale cambia radicalmente”.
Durante un altro passaggio della Santa Messa, il parroco ha aggiunto: “La morte non è la conclusione, è un cancello che si spalanca su una via che moltiplica la vita”. In chiusura, Don Giachino ha ricordato le parole del canto preghiera "Ora che il giorno finisce", composto dal teologo Pierangelo Sequeri, dopo aver letto un brano del Vangelo di Giovanni: "Io sono la via, la verità e la vita".

La Commemorazione di Alessandro Letey
Don Michele Giachino ha celebrato anche il funerale di Alessandro Letey, il freerider di Aosta tragicamente scomparso a 31 anni, nella chiesa parrocchiale di Brusson, dove Alessandro aveva vissuto infanzia e prima adolescenza. Don Michele Giachino ha scelto parole di Walter Bonatti per l'ultimo saluto, riflettendo sulla vita e la passione per la montagna.
Il parroco di Brusson aveva conosciuto Alessandro Letey al catechismo per la Cresima, essendo arrivato a Brusson, luogo di origine della mamma di Alessandro, nell’anno della sua terza media. Serba ancora il ricordo di una gita alle miniere di Chamousira, dove il ragazzo gli aveva fatto da cicerone, mostrandogli dal punto più alto la valle sottostante. Don Giachino rammenta ancora, oltre alla sua gioia nell’andare in mountain bike, il particolare trasporto con cui Alessandro guardava le vette. “Per lui quella per la montagna era una vera passione, non un vanto per le imprese compiute”, ha assicurato Don Michele Giachino. “Un fuoco, che lo faceva stare meglio con se stesso e con gli altri, e che nelle persone più sensibili si moltiplica alla massima potenza”. Don Giachino gli aveva scattato una fotografia, di spalle mentre osservava il panorama, che spesso utilizzava anche nel giornalino parrocchiale.

L'Impegno Comunitario e Culturale
Il Progetto "I 500 anni della campana del villaggio di Extrepiéraz 1525 - 2025"
A Brusson, l’interessante iniziativa legata alla storia locale ha visto la partecipazione e il sostegno di Don Michele Giachino. Il volumetto “I 500 anni della campana del villaggio di Extrepiéraz 1525 - 2025”, realizzato dal gruppo “Au son de la cloche” con la collaborazione della parrocchia, è stato presentato nel salone delle scuole di Brusson davanti a un pubblico numeroso e interessato.
Il gruppo “Au son de la cloche”, nato qualche anno fa, è mosso dall’interesse verso le origini, il passato e le radici che accomunano la comunità. La ricerca si è concentrata sui 500 anni dalla fusione della campana della cappella di Extrepiéraz, intitolata alla Madonna delle Nevi. Questo lavoro ha trovato concretizzazione nella pubblicazione di un interessante opuscolo di una sessantina di pagine, stampato unitamente al bollettino parrocchiale, a spese del parroco don Michele Giachino. La ricerca ha destato un grande interesse nella popolazione, con una partecipazione alla serata di presentazione di persone non solo di Brusson ma di tutta la vallata.
