Abramo, figura centrale dell'Antico Testamento, è riconosciuto come il capostipite del popolo ebraico e padre nella fede per cristiani e musulmani. La sua storia è un racconto potente di vocazione, fiducia e obbedienza, che risuona profondamente ancora oggi e costituisce una pietra angolare nell'insegnamento catechistico per ragazzi e adulti.
La Chiamata di Dio e la Partenza di Abramo
Abramo, figlio di Terach, viveva una vita tranquilla a Carran, nella Mesopotamia. Un giorno, risuona all'improvviso nella sua vita una voce divina. Dio chiama Abramo a lasciare tutto: la sua casa, i suoi parenti, il suo mondo sicuro e la sua terra, per andare verso la terra di Canaan. Questa chiamata lo invita a intraprendere un cammino che sa di assurdo, spronandolo a sradicarsi dalla sua patria e dalle radici della sua famiglia, per andare verso un futuro nuovo e diverso.

Il Signore gli promette una nuova terra, una discendenza numerosa, e una benedizione che si estenderà a tutte le famiglie della terra: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione». Dio non gli dà subito prove o certezze, ma solo una promessa di cui bisogna fidarsi. Abramo, pur non conoscendo tutta la strada e senza sapere bene dove andrà, si fida, parte e obbedisce. Probabilmente non ne capisce i motivi, ma sceglie di fidarsi di Dio e parte, credendo alla sua parola.
Abramo: L'Uomo della Parola e della Fede
La Bibbia tace sul passato del primo patriarca, ma la logica delle cose lascia supporre che adorasse altre divinità; forse era un uomo sapiente, abituato a scrutare il cielo e le stelle. Il Signore, infatti, gli promette che la sua discendenza sarà numerosa come le stelle che punteggiano il cielo. Abramo ascolta la voce di Dio e si fida della sua parola, diventando così l'uomo della Parola.
Quando Dio parla, l'uomo diventa recettore di quella Parola e la sua vita il luogo in cui essa chiede di incarnarsi. Questa è una grande novità nel cammino religioso dell'uomo: la vita del credente comincia a concepirsi come vocazione, cioè come chiamata, come luogo dove si realizza una promessa. Egli si muove nel mondo non tanto sotto il peso di un enigma, ma con la forza di quella promessa, che un giorno si realizzerà. Abramo credette alla promessa di Dio e andò, senza sapere dove andava - come ricorda la Lettera agli Ebrei (cfr 11,8).

Leggendo il libro della Genesi, scopriamo come Abramo visse la preghiera nella continua fedeltà a quella Parola, che periodicamente si affacciava lungo il suo cammino. In sintesi, nella vita di Abramo la fede si fa storia. Abramo, con la sua vita e il suo esempio, ci insegna questo cammino, questa strada sulla quale la fede si fa storia.
Il Dio di Abramo: Un Dio Personale
Grazie alla fede di Abramo, Dio non è più visto solo nei fenomeni cosmici, come un Dio lontano e terrificante. Il Dio di Abramo diventa il “mio Dio”, il Dio della mia storia personale, che guida i miei passi, che non mi abbandona; il Dio dei miei giorni, il compagno delle mie avventure; il Dio Provvidenza.
Questa esperienza di un Dio personale è testimoniata anche da uno dei testi più originali della storia della spiritualità: il Memoriale di Blaise Pascal. Esso comincia così: «Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, non dei filosofi e dei sapienti. Certezza, certezza. Sentimento. Gioia. Pace. Dio di Gesù Cristo». Questo memoriale, scritto su una piccola pergamena e trovato dopo la sua morte cucito all’interno di un vestito del filosofo, esprime non una riflessione intellettuale, ma il senso vivo e sperimentato della presenza di Dio. Pascal annota perfino il momento preciso in cui sentì quella realtà, avendola finalmente incontrata: la sera del 23 novembre 1654.
La Preghiera e la Famiglia di Abramo
La preghiera di Abramo si esprime innanzitutto con azioni: uomo del silenzio, a ogni tappa del suo cammino costruisce un altare al Signore (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 2570). Abramo non edifica un tempio, ma dissemina il cammino di pietre che ricordano il transito di Dio. Un Dio sorprendente, come quando gli fa visita nella figura di tre ospiti, che lui e Sara accolgono con premura e che annunciano loro la nascita del figlio Isacco (cfr Gen 18,1-15). Abramo aveva cent’anni e sua moglie novanta, ma credettero e si fidarono di Dio. E Sara, sua moglie, concepì a quell’età.

Così Abramo diventa familiare di Dio, capace anche di discutere con Lui, ma sempre fedele. Parla con Dio e discute, fino alla prova suprema, quando Dio gli chiede di sacrificare proprio il figlio Isacco, il figlio della vecchiaia, l’unico erede. Qui Abramo vive la fede come un dramma, come un camminare a tentoni nella notte, sotto un cielo questa volta privo di stelle. Dalla moglie Sara nacque il figlio Isacco, e a Isacco nacquero due gemelli, Esaù e Giacobbe. A Giacobbe Dio rinnovò la promessa fatta ad Abramo: “Sarai padre di un intero popolo”. Abramo, Isacco, Giacobbe sono i Patriarchi, cioè gli antichi padri del popolo eletto.
Abramo nella Storia della Salvezza
Grazie alla fede di Abramo, la salvezza arriverà a tutti i popoli della terra, secondo la promessa: «In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». Dalla discendenza di Abramo è nato Gesù, il Salvatore di tutti gli uomini. Come cristiani, facciamo parte di un progetto d’amore che parte da Abramo e si realizza in Gesù, e continua in ciascuno di noi se all'invito che quotidianamente Gesù ci rivolge sapremo dire il nostro “Eccomi”. La fede che cammina da Abramo a noi è un progetto catechistico sul tema della speranza cristiana.
Abramo e il Catechismo per Ragazzi: Strumenti e Percorsi
La storia di Abramo è fondamentale nel catechismo per diverse fasce d'età, offrendo spunti di riflessione e attività pratiche:
- Per la scuola dell'infanzia (3-5 anni): Vengono proposti quattro racconti biblici sul viaggio per altrettanti incontri. Percorsi come "Perché accogliere con gioia?", "Cosa ti stupisce?" e "Sì... io ti ascolto!" aiutano i più piccoli a comprendere il grande amore di Dio, simile a quello di mamma e papà.
- Per i bambini del primo anno di Comunione: Esistono schede specifiche sulla chiamata di Abramo.
- Per la quarta elementare: Sono state realizzate esperienze di catechismo annuali che includono laboratori di canto, danza e recitazione, spesso seguendo progetti come "Progetto Emmaus".
- Per ragazzi di prima media: Vengono svolte attività focalizzate sulla chiamata, anche in collaborazione con l'Azione Cattolica, e proposti lavori sulla Bibbia.
- Per cresimandi: Esistono percorsi di 13 lezioni che, partendo da Abramo e i patriarchi, arrivano a introdurre i doni dello Spirito Santo, con riferimento al catechismo "Sarete miei testimoni" (pagine 11-12).

Numerosi materiali didattici sono disponibili per approfondire la figura di Abramo:
- Schede sulla storia di Abramo dalla vocazione all'alleanza con Dio.
- Brevi schede con riflessioni da completare per i ragazzi.
- Schede sintetiche per scoprire il progetto di Dio nella nostra vita, avvalendosi di personaggi biblici e del Catechismo "Sarete miei testimoni".
- Domande a risposta multipla sul patriarca Abramo, collegate al percorso di "Sarete miei testimoni".
- Quaderni attivi con attività per spiegare ai bambini la Storia della Salvezza nell'Antico Testamento, includendo Creazione, Adamo ed Eva, Noè, Abramo, Davide, Mosè.
- Album con immagini di personaggi della prima parte dell'Antico Testamento (il Pentateuco e il Re Davide), utili come supporto visivo.
- Copioni adatti a bambini e ragazzi delle medie per rappresentazioni teatrali educative, che possono includere Abramo come parte della storia della salvezza che porta al Natale.
- Campi scuola di cinque giorni per ragazzi dai 10 ai 13 anni che esplorano temi biblici.
- Incontri specifici sul tema del viaggio, in compagnia di Abramo, del profeta Elia e di Tobia.
In principio, storie dalla Bibbia Ep 05 - Abramo il patriarca (Genesi cap.12,1-9; cap.16-17)
L'Esempio di Abramo per la Nostra Fede Oggi
Nella nostra vita, ci sono situazioni in cui fatichiamo molto a fidarci di Dio, perché non le capiamo, ci sembrano assurde. È proprio in quelle situazioni che abbiamo l’occasione di mettere alla prova la nostra fede: il Signore ne conosce i motivi, anche se noi non capiamo, e ci chiede di fidarci. Siamo chiamati a fidarci di Lui, dei suoi tempi e del suo amore per noi.
A volte non è facile: ci sono delusioni, dubbi, errori. Ma Dio non smette mai di fidarsi di noi. Essere cristiani vuol dire vivere come Abramo: camminare con Dio, anche senza avere tutte le risposte. Vuol dire dire ogni giorno: «Signore, mi fido di te». Dio oggi ci chiede: «Ti fidi di me?» e, come ad Abramo, ci promette che non saremo mai soli.
Impariamo da Abramo a pregare con fede: ascoltare il Signore, camminare, dialogare fino a discutere. Non dobbiamo avere paura di discutere con Dio, perché "solo un figlio è capace di arrabbiarsi con il papà e poi re-incontrarlo". Impariamo da Abramo a pregare con fede, a dialogare, a discutere, ma sempre disposti ad accogliere la parola di Dio e a metterla in pratica. Con Dio, impariamo a parlare come un figlio con il suo papà: ascoltarlo, rispondere, discutere, ma sempre con trasparenza.
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