Villa Parolini Bassano del Grappa: Storia e Rinascita di un Giardino Botanico

Descritto nelle guide del secolo scorso come "luogo di delizia", il Giardino Parolini è l’unico esempio regionale di orto botanico indipendente dall’Università. Questa accogliente e ricca isola verde, situata nel centro storico di Bassano del Grappa, fu realizzata nel 1805 da Alberto Parolini, nobile bassanese che partecipò attivamente alla vita culturale cittadina d’inizio Ottocento.

Le Origini e il Fondatore Alberto Parolini

Nascita dell'Orto Botanico

Il Giardino Parolini, che oggi è un giardino pubblico comunale, nel 1800 fu uno dei più importanti Orti botanici privati italiani ed europei. Alberto Parolini (1788-1867), nato da una nobile famiglia bassanese, avviò le collezioni tra il 1803 e il 1805 su un terreno adiacente alla casa paterna. Uomo dalla personalità poliedrica, Parolini vide il suo giardino crescere progressivamente sia in dimensioni, arrivando a 22.000 mq, sia in ricchezza di collezioni.

Ritratto di Alberto Parolini o illustrazione storica del giardino nel XIX secolo

Influenze e Ispirazioni

Per Alberto Parolini furono fondamentali l’influenza del naturalista Giambattista Brocchi e, soprattutto, il soggiorno a Londra. In questa città, punto d'incontro dei più noti naturalisti dell’epoca, si diffondeva rapidamente il gusto dei giardini paesaggistici inglesi, che ispirò l'impostazione del Giardino Parolini. Un rifacimento del 1817 consolidò l'idea di un giardino paesaggistico secondo i nuovi canoni, con l’inserimento intelligente di molti spazi orticoli per le raccolte di erbacee.

Un Orto Botanico di Rilievo Europeo

L'Estensione e le Collezioni

Nel 1829, Parolini annunciava di aver raggiunto la coltivazione di "3000 specie di piante diverse". Nell’ultimo catalogo, redatto dalla figlia Antonietta, se ne contarono addirittura 3200. Tuttavia, da notizie desumibili da lettere scambiate con suoi contemporanei, si stima che egli coltivasse circa 9000 specie diverse. Il suo Index seminum, inviato in tutta Europa dal 1834 al 1872, arrivò a proporre circa 3000 specie scambiabili.

Gli alberi che il Parolini privilegiava erano le conifere, tra cui possedeva anche piante rare come l’Agatis. Oltre a queste, il giardino ospitava camelie, rododendri, aralie, azalee e tantissime felci. I punti di forza delle collezioni erano le Conifere, le Pteridofite, le succulente e le piante alpine. Con le sue collezioni di specie alpine, Parolini partecipò anche alle rassegne floreali che a metà dell'Ottocento si svolgevano all’Orto Botanico di Padova.

Infografica con esempi delle specie di piante presenti nel Giardino Parolini

Rete Scientifica e Fama Internazionale

Per tutto il 1800, il Giardino Parolini fu un vero Orto botanico in rete con altri Orti botanici italiani ed europei, sia pubblici che privati. Erano fortissimi i legami con il mondo scientifico europeo, e tra questi si segnala l’appartenenza di Parolini alla Società di Orticultura di Londra. Il suo giardino divenne in breve tempo un luogo apprezzato e visitato da molti appassionati e personalità di spicco. Tra gli studiosi europei che lo visitarono, si annovera Alexander von Humboldt nel 1820, che successivamente presentò Parolini come socio all’Accademia delle Scienze di Parigi.

La stima di cui Parolini godette è comprovata anche dal battesimo di piante con il suo nome, inclusa l’istituzione di un genere (Parolinia) e di molte specie (ad esempio, Pinus parolinii, ora in sinonimia con Pinus brutia).

Dalla Donazione al Giardino Pubblico

Passaggio di Proprietà

Il Giardino Parolini sopravvisse alla morte del fondatore come Orto botanico fino all'inizio del 1900, grazie alla dedizione della figlia Antonietta. Nel 1908, il nipote Alberto Agostinelli Parolini lo donò al Comune di Bassano, assieme agli edifici padronali, sebbene già impoverito. Correva l’anno 1927 quando il Comune di Bassano ricevette ufficialmente, con lascito testamentario di Alberto Agostinelli, il Giardino Parolini, che poi divenne giardino pubblico comunale nel 1930. Parolini aveva portato le piante a Bassano al rientro dai suoi innumerevoli viaggi, insieme a minerali, fossili ed esemplari di piante velenose.

Condizioni del Lascito

Il testamento di Alberto Agostinelli del 16 giugno 1908 e la denuncia di successione presentata alla sua morte rivelano dettagli utili a immaginare l’importanza del Giardino in quegli anni. Al Comune di Bassano fu posta la condizione che "il giardino per nessuna ragione dovrà servire per area fabbricabile eccetto se per portinerie o casa dove dovrà dimorare il giardiniere". Inoltre, il luogo sarebbe dovuto diventare "pubblico sempreché ne sia regolato l’ingresso con una tassa d’entrata". Tuttavia, il Comune di Bassano scelse di non applicare alcun biglietto di ingresso.

Decadenza e Rinascita: Il Progetto "Di Rara Pianta"

Periodo di Abbandono

Divenuto “pubblico” in un periodo in cui la sua decadenza era già iniziata, il Giardino Parolini venne progressivamente trasformato in verde cittadino con l’abbandono delle collezioni. Fu destinato a spazio per eventi cittadini di svariate identità, pur conservando per qualche decennio un certo decoro e una dignitosa manutenzione. Tuttavia, dagli anni Settanta-ottanta del Novecento, il giardino andò incontro a un progressivo abbandono, con una proliferazione esplosiva di piante selvatiche e infestanti che occuparono buona parte degli spazi, e a un progressivo impoverimento anche del patrimonio arboreo.

Fotografia aerea del Giardino Parolini che mostra la sua estensione e la disposizione attuale

Gli Interventi di Recupero

Vari tentativi da parte di sodalizi di cittadini non riuscirono a invertire la tendenza. La svolta arrivò con la prima edizione nel 2011 della manifestazione “Di rara pianta”, promossa dal Rotary Club Bassano Castelli, che diede avvio a un progetto di restituzione parziale. Tra gli interventi principali ci furono una radicale pulizia, il recupero di spazi, indagini fitosanitarie e il rinnovo di alcune collezioni, sia secondo la tradizione (Conifere) che secondo criteri didattici innovativi (Querce e Aceri), in relazione a progetti specifici attuati per diversi anni (corsi per insegnanti, itinerari educativi).

Collaborazioni e Nuove Funzioni

Grazie alle successive edizioni della manifestazione “Di rara pianta” (ovvero rassegne del florovivaismo di qualità), è stato possibile riallacciare rapporti con l’Orto Botanico di Padova, ottenendo consulenze e donazioni di parti di collezioni di erbacee (Mente, Iris ed altre) o legnose. Sempre grazie a “Di rara pianta”, è stato ripristinato uno spazio ad Orto di erbacee con aiuole, destinato sia a ortoterapia che a incontri culturali (ad esempio, con alcune piante afferenti alle tre religioni monoteiste). Negli ultimi anni, sono state in parte restaurate anche le due serre.

Stato Attuale e Sfide Future

Resta ancora da affrontare una porzione di restauro delle “case Parolini”, che potrebbero essere destinate a servizio del rinnovato giardino. Attualmente, la gestione del giardino è affidata alla municipalizzata SIS, che tuttavia non ha ancora avuto una dotazione adeguata di personale (giardinieri) e di risorse.

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