Il 1° novembre si celebra la festa di Ognissanti, o Tutti i Santi, una delle ricorrenze più sentite del calendario liturgico. Questa giornata è dedicata a tutti i santi e le sante, noti e sconosciuti, che hanno vissuto la loro fede in modo esemplare. Non si ricordano soltanto i santi canonizzati dalla Chiesa, ma anche coloro che, pur non avendo avuto un processo di canonizzazione, hanno condotto una vita di santità e di bene.
Per i fedeli, è un evento molto atteso, perché è visto come un momento in cui ci si rivolge a tutti coloro che già godono della gloria eterna. In Italia, l’1 novembre è giorno festivo sia dal punto di vista civile che religioso. La sua istituzione come festa di precetto risale al Medioevo, ma è nel 1949 che lo Stato italiano ne riconosce ufficialmente la festività civile, sancendo la sospensione delle attività lavorative e scolastiche.

Le Radici Storiche: Dal Paganesimo al Cristianesimo
Le origini di questa ricorrenza sono antichissime e si possono rintracciare al tempo dell’antica cultura delle popolazioni celtiche e romane. Proprio come tante altre festività cristiane, la festività di Ognissanti, secondo le ricostruzioni degli storici, si pensa abbia origini pagane. In particolare, era correlata alla festa romana della Dedicatio Sanctae Mariae ad Martyres, l'anniversario della consacrazione del Pantheon come chiesa dedicata alla Vergine Maria e a tutti i martiri.
Già nel IV secolo, alcune comunità cristiane d’Oriente celebravano una festa dedicata ai martiri. Nel VII secolo, Papa Bonifacio IV trasformò il Pantheon di Roma - antico tempio pagano - in una chiesa cristiana dedicata alla Beata Vergine Maria e a tutti i martiri; la data era allora il 13 maggio.
Tutto sembrerebbe risalire, inoltre, alla cultura celtica la cui tradizione divideva l’anno solare in due periodi. I giorni di inizio di questi due periodi venivano festeggiati: il primo, durante il mese di maggio (quello della vita, e quindi della rinascita della natura) e il secondo a metà autunno (quello della morte, e della quiete della natura). Nello stesso periodo storico, presso i romani si festeggiava un giorno simile, per significato al Samhain, la festa in onore di Pomona, dove si salutava la fine del periodo agricolo produttivo e si ringraziava la terra per i doni ricevuti.
Quando Cesare conquistò la Gallia, le due feste pagane, celtica e romana, si integrarono. I giorni per il festeggiamento cadevano, a seconda delle zone, in un periodo che si collocava tra la fine del mese di ottobre e i primi giorni di novembre. Questa notte veniva chiamata Nos Galan-Gaeaf, cioè notte delle calende d’inverno, ed era il momento di maggior contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Con l’affermarsi del cristianesimo, al significato di questa festa, prettamente agricola e pagana, se ne sovrappose un altro puramente spirituale e religioso. Nel VII secolo, con l’avvento al soglio pontificio di Papa Bonifacio IV, si tentò di cambiare la festa pagana in festa cristiana. Per togliere ogni residuo di paganesimo, l’idea originale fu quella di abolire la festa pagana, ma questa decisione avrebbe scatenato le ire del popolo ancora molto ancorato alle antiche tradizioni. Si optò quindi per la compensazione e il giorno di festa religioso venne chiamato Tutti i Santi. La conseguenza di questa decisione fu quella di avere due feste affiancate, una pagana e una cristiana.
La data scelta per Ognissanti, il 1° novembre, si riferisce a Papa Gregorio III, il quale verso la metà dell’VIII secolo la scelse come data per ricordare i santi apostoli e tutti i santi, martiri e confessori. Circa due secoli più tardi, e più precisamente nell’835, Papa Gregorio IV fece coincidere la data della festa cristiana di Ognissanti o di Tutti i Santi con quella pagana per diminuire ancor di più il peso dell’antico culto precristiano. Giorno che cadeva in coincidenza del giorno successivo alla notte delle calende d’inverno. Nel 1475, la festività di Ognissanti venne resa obbligatoria in tutta la Chiesa d’Occidente da Sisto IV.

Il Legame con Halloween: All Hallows' Eve
Non è un caso che Halloween, la notte del 31 ottobre, preceda Ognissanti. Il nome stesso della festa di Halloween deriva proprio da qui, ovvero dalla contrazione delle parole "All Hallows’ Eve", cioè "vigilia di Tutti i Santi".
La festa di Halloween affonda le sue radici nelle antiche usanze contadine del nord Europa e risale addirittura alla tradizione popolare celtica di 2000 anni fa. Secondo la leggenda celtica, Halloween corrispondeva a "Samhain", una ricorrenza che indicava l’arrivo dell’autunno. Già secondo la cultura celtica, questa notte aveva un significato ancora più profondo: era usanza comune ritenere che le anime dei defunti potessero “attraversare” la porta che separa il loro mondo con quello dei vivi per tornare a farci visita. Da qui infatti nasce l’usanza delle maschere, indossate per spaventare questi spiriti. Un’eco di quelle antiche veglie, durante le quali si dipingevano i teschi e si trascorreva la notte bevendo, suonando e cantando, si ritrova oggi nella notte di Halloween, celebrata in origine nei paesi anglosassoni e negli Stati Uniti, durante la quale i ragazzi si travestono da scheletri mimando il ritorno dei trapassati sulla terra.
Questa festa è stata importata in America e poi trasformata con la leggenda di Jack O’Lantern. Nel mondo anglosassone, la festa ha assunto toni più folkloristici e profani, mentre nel mondo cattolico è rimasta una ricorrenza religiosa. Da qualche anno, Halloween è tornata in Europa e anche in Italia, ma non avendo radici con la tradizione originaria, è diventata una specie di festa in maschera dove i ragazzi si vestono in modo pauroso. Oggi è una festa molto commerciale, molto sentita in America e in Canada, ma festeggiata un po’ in tutto il mondo.
Samhain: le origini celtiche di Halloween tra mitologia, tradizioni e folklore #nesiamocelti
Simboli e Leggende di Halloween
La Leggenda di Jack O'Lantern
Un’altra delle tante leggende legate ad Halloween riguarda il personaggio di Jack O'Lantern. Jack era un giovane irlandese, probabilmente un fabbro, molto sveglio e abile, ma anche “malandrino”. Secondo la leggenda, grazie alla sua astuzia riuscì ad ingannare più volte il Diavolo, ma una volta morto e rifiutato dal regno dei cieli, si trovò a pagare il conto. A seguito del suo comportamento, il Diavolo lo costrinse a vagare senza una meta precisa, senza mai ammetterlo veramente negli inferi, confinandolo in un’oscurità senza fine. Fu così che per illuminare il suo cammino senza fine, il povero Jack riuscì a ricavare da una rapa un semplice lumino. Questa leggenda è importante perché al suo interno sono presenti due degli elementi più importanti della tradizione della moderna festa di Halloween: la rapa, che in America era poco diffusa e divenne una zucca, e il ricordo degli inganni che Jack fece al Diavolo, che vive oggi nell’espressione “Dolcetto o Scherzetto?”.

"Dolcetto o Scherzetto?"
“Dolcetto o scherzetto?” è la classica frase di Halloween tradotta dall’americano “trick or treat”. L’origine dell’usanza di portare i bambini per le case a reclamare la loro dose di dolcetti non è chiara, ma sicuramente proviene sia dalla tradizione celtica che dalla leggenda di Jack O’Lantern. C’è chi sostiene che l’origine potrebbe risalire agli anni difficili seguiti al crollo di Wall Street nel ’29, quando le tensioni sociali portavano i ragazzi a compiere atti di vandalismo, e che l'usanza di offrire dolci sia nata come deterrente.
La Zucca
Non c’è Halloween senza le zucche, che in questa ricorrenza vengono usate come lanterne, ma anche come ingrediente per le varie ricette dedicate alla ricorrenza. La scelta della zucca è legata a diverse leggende, tra cui anche quelle che riguardano la caccia alle streghe e gli spiriti maligni. Per tenere lontani questi “esseri”, anticamente si creavano dei fantocci (simili a degli spaventapasseri) con la testa ricavata da una zucca. Il colore tipico di Halloween, oltre al nero, è l’arancione, proprio il colore della zucca.

La Commemorazione dei Defunti (2 Novembre)
Tradizionalmente il giorno di Ognissanti è legato alla festività, celebrata il successivo 2 novembre, legata alla Commemorazione dei Defunti. La data scelta nasce dal volere dell’abate Odilone del convento di Cluny, molto devoto alle anime del Purgatorio: nel 928 d.C. incontrò un eremita, che gli raccontò di aver udito le grida e le voci dolenti delle anime purganti provenienti da una grotta insieme a quelle dei demoni che gridavano contro di lui. Durante i festeggiamenti del 2 novembre, venivano ricordate le anime degli estinti; in alcune tradizioni, i loro cari si mascheravano da angeli e diavoli e, come nella tradizione celtica, accendevano grandi fuochi.
Tradizioni Popolari Italiane
In molte regioni italiane, Ognissanti è una festa che unisce fede e tradizione popolare, con radici antiche che si mescolano al culto dei defunti. In questa occasione, diverse aree geografiche della penisola sono accomunate dall’uso dei legumi, fave e ceci in particolare, come probabile prosecuzione di riti risalenti all’antichità. I Romani consideravano le fave sacre ai morti e ritenevano che ne contenessero le anime. Questa consuetudine si protrasse sino al X secolo, quando le fave divennero cibo di precetto nei monasteri durante le veglie di preghiera per la Commemorazione dei Defunti. Anche i ceci vengono associati sin da tempi remoti al mondo ultraterreno.
Altre consuetudini si esprimono con la preparazione di dolci come le "ossa dei morti" o il torrone, e con l’uso del frumento come dono rituale, dal “Pane dei morti” diffuso in tutto il Nord Italia, ai “Cicci cotti” o “grano dei morti” (la
Anche l'uso della zucca, tipico prodotto autunnale, ha tradizioni antiche e consolidate in diverse parti della penisola, dove ad Ognissanti può essere lasciata piena di vino per i defunti o utilizzata come lanterna per favorire il ritorno dei trapassati nell’aldilà. Il Comune di Orsara di Puglia (FG) con le Fucacoste e Cocce priatorje aderisce al progetto sui Patrimoni Culturali della Rete Italiana di Cultura Popolare, mantenendo viva questa antica usanza.

Il Significato della Santità
La festa di Tutti i Santi invita a gioire ed esultare con i santi che sono già in paradiso e che continuano ad essere presenti fra noi, per aiutarci e guidarci al bene. Tutti i santi sono stati caratterizzati da tutte le virtù, e sebbene ognuno/a, nel realizzare il progetto di Dio su di lui/lei, si qualifichi per una virtù specifica, chi ne vive una in modo eroico, vive tutte le altre.
Le virtù teologali, come la fede, la speranza e la carità, riguardano direttamente Dio e da esse scaturiscono le virtù cardinali - prudenza, giustizia, fortezza temperanza - e tutte le altre. La festa celebra l'esempio di vita di queste figure, spesso proponendo attività come quella in cui ciascun ragazzo si veste con le sembianze di un santo o di una santa che ha praticato una virtù specifica, per richiamare in modo tangibile il significato della santità.
tags: #vigilia #tutti #i #santi #tradizioni