Viaggi Missionari e Sostegno Umanitario in Siria: Un Approfondimento

La Siria, terra di antiche civiltà e culla del cristianesimo delle genti, è stata profondamente segnata da anni di conflitto. Nonostante le devastazioni, numerose comunità religiose e laiche continuano a operare sul territorio, promuovendo il dialogo interreligioso, l'assistenza umanitaria e la salvaguardia del patrimonio culturale. Questa panoramica esplora le esperienze di viaggio missionario e le iniziative di sostegno in un paese che, malgrado le ferite, non ha smesso di sperare e sognare la pace.

La Comunità Monastica di Deir Mar Musa al-Habashi e il Dialogo Interreligioso

La Comunità Monastica di Deir Mar Musa al-Habashi (Monastero di San Mosè l'Abissino), fondata da Padre Paolo Dall'Oglio, rappresenta un centro vitale per il dialogo tra cristianesimo e islam. Situato a nord di Damasco, questo monastero, con le sue origini nel VI secolo d.C. e la chiesa costruita nell'XI secolo (decorata con affreschi nel XIII secolo), è diventato un simbolo di convivenza e riconciliazione. La nuova comunità monastica, stabilitasi nell'antico monastero nel 1991 e poi chiamata "al-Khalil", è guidata da un profondo desiderio di costruire società armoniose e multiconfessionali, dove le diverse identità sono approfondite e non dimenticate. L'obiettivo non è creare ghetti culturali, ma abbandonare una cultura di separazione per costruire, gradualmente, una cultura di comunione.

Foto panoramica del Monastero di Deir Mar Musa tra le rocce

La missione dei monaci e delle monache, così come individuata dal suo fondatore Padre Paolo, richiede una Comunità monastica "colta", impegnata in una approfondita preparazione spirituale e culturale. La promozione del dialogo interreligioso, infatti, non può prescindere da questa base. Oggi, il monastero è guidato da Padre Jiad, che prosegue l'opera di dialogo e accoglienza, nonostante le difficoltà.

Sostegno alla Comunità e alla Popolazione Locale

Gli eventi bellici in Siria hanno reso più difficili e costosi i viaggi dei religiosi e dei collaboratori tra le tre sedi in Siria, Iraq e Italia. Inoltre, hanno interrotto i progetti di auto-sostentamento del Monastero di Mar Musa, come il caseificio e l'accoglienza di ospiti e turisti stranieri, causando la mancanza di fonti di finanziamento per la sua gestione. Il progetto prevede quindi la copertura delle spese di elettricità, acqua, gasolio (per il funzionamento dei pozzi) e benzina per automezzi del Monastero di Mar Musa e dell'asilo di Nebek. Quando necessario, parte della fornitura di gasolio viene devoluto alle famiglie più bisognose.

La popolazione di Nebek e i profughi di Qaryatayn dipendono in gran parte dalla Comunità per spese mediche e aiuti economici. La Comunità Monastica è fortemente impegnata nella gestione di un asilo a Nebek, che accoglie 120 bambini, soprattutto musulmani, fungendo da importante luogo di incontro e convivenza per la pacificazione futura. Alcune attività amministrative e di manutenzione del Monastero di Mar Musa sono affidate a collaboratori laici locali.

I drammatici eventi successivi al rapimento di Padre Dall'Oglio 5 anni fa, il rapimento di Padre Jacques Mourad nel maggio 2015 (concluso con la sua liberazione dopo 5 mesi) e la distruzione del Monastero di Mar Elian da parte dell'ISIS nell'agosto dello stesso anno, hanno reso ancora più impellente il continuo sostegno alla Comunità monastica. Senza Padre Paolo, e nonostante la guerra, la Comunità monastica è rimasta in Siria, mettendosi al servizio della popolazione civile, in particolare della comunità cristiana di Nebek, promuovendo con azioni concrete la cultura della convivenza e della riconciliazione.

Progetti Ambientali e di Consapevolezza Ecologica

Deir Mar Musa, situato nella valle dell'antico Monastero di S. Sita, nel cuore delle montagne Qalamoon, a circa 80 km a nord di Damasco, è anche un centro per progetti ambientali. Le montagne Qalamoon, con condizioni di semideserto e piovosità media annuale inferiore ai 200 mm, hanno un ecosistema unico. Le comunità locali tradizionalmente creavano vivai sostenibili. Oggi, questi ecosistemi sono minacciati dalla desertificazione, amplificata da pratiche distruttive come la meccanizzazione agricola.

Per riabilitare la steppa, è fondamentale invertire la perdita di biodiversità locale e combattere il surriscaldamento climatico. Un primo passo è il supporto di Deir Mar Musa al-Habashi per la tesi "Valutazione della biodiversità di una serie di piante per lo sviluppo sostenibile delle regioni di al-Nabek", che include un erbario di 265 specie di piante.

Il progetto mira a sostenere e divulgare i risultati di questa tesi attraverso diverse fasi:

  • Primo anno: identificazione e catalogazione dei semi delle specie in via d'estinzione, piante medicinali e piante ornamentali, con l'obiettivo di moltiplicarle nel vivaio del monastero.
  • Secondo anno: attuazione di una competizione di giardinaggio per concepire un "giardino spirituale", rivolta agli studenti siriani delle facoltà di arte e agricoltura, utilizzando esclusivamente piante coltivate a Deir Mar Musa. Questo sarà un simbolo di armonia tra le persone.

Attività come conferenze, giornate tematiche al monastero e aggiornamenti del sito web saranno organizzate per promuovere il progetto. È stato stabilito un contatto con l'ambasciata giapponese a Damasco per invitare un giardiniere paesaggista giapponese, che potrà illuminare il significato di quest'arte in Asia e far parte della giuria.

I risultati del progetto, incluse foto, spiegazioni botaniche e idee di paesaggio degli studenti, avranno uno spazio espositivo permanente nella casa del parco dell'area protetta del centro visitatori, utili per l'educazione ambientale dei bambini.

Viaggi e Pellegrinaggi in Siria: Testimonianze di Speranza

SIAMO ENTRATI IN SIRIA: ecco cosa resta dopo la fuga di Assad

Dal 2005, Samer organizza viaggi e pellegrinaggi in Siria, in collaborazione con i gesuiti e diverse associazioni culturali ed eco-turistiche, con l'obiettivo di trasmettere uno scenario unico di multiculturalità. Questi viaggi, con una solida base culturale e storica, permettono di vivere il territorio, conoscere la sua storia e stare a contatto diretto con la gente del posto. La presenza di un gesuita come compagno di viaggio e gli incontri con referenti religiosi locali arricchiscono l'esperienza spiritualmente. I pernottamenti sono previsti presso residence gestiti da gesuiti, suore Paoline e suore del Sacro Cuore.

Itinerari e Scoperte

I viaggi tipicamente prevedono un arrivo all'aeroporto di Beirut, con trasferimento in pullman a Damasco (circa 3 ore). Le tappe includono:

  • Damasco: Visita del Santuario di Sant'Anania, della cattedrale greco-melchita, passeggiate lungo le vecchie mura fino a Bab Keisan (luogo della fuga di San Paolo), il memoriale di San Paolo e incontri con i frati della Custodia e le suore del Cuore Immacolato di Maria. La città vecchia, la Cattedrale degli Omayyadi (con la reliquia di San Giovanni Battista), l'antico mercato Al Hamidie, il palazzo Azem e il Caravanserraglio di Asaad Pacha sono tappe culturali significative.
  • Dara e dintorni: Soste a Shahba (Filippopoli) per la collezione di mosaici antichi, Qanawat (antica cittadina alle pendici delle "montagne druse") per il sito archeologico, e Bosra (antica capitale dell'Impero Romano Arabo) con il suo teatro romano ben conservato.
  • Palmira: "La sposa del deserto", capitale del Regno di Palmira. Nonostante i danni subiti dall'ISIS nel 2013, il sito è stato riconquistato nel 2016 e riabilitato per il turismo.
  • Hama: Visita del centro città con le famose "norie" (mulini ad acqua) dell'epoca seleucide e incontro con personalità ecclesiastiche locali.
  • Aleppo: Visita dell'antico quartiere cristiano con le sue quattro chiese orientali, incontro con i frati della Custodia nella Cattedrale latina. Un centro educativo ad Aleppo Est, realizzato con il progetto "Un nome un futuro", offre un esempio di ricostruzione e speranza. L'esplorazione della cittadella e della rete dei mercati (Souk) rivela la grandezza storica della città.
  • Valle dei Cristiani: Sosta presso il Krak dei Cavalieri, fortezza edificata nel 1030. Maaloula, icona del cristianesimo dove si tramanda ancora l'uso della lingua aramaica, con i monasteri di Mar Sarkis e Mar Taqla. Ultima tappa Saidnaya, con la visita al monastero della Vergine Maria.

Il viaggio può includere anche alcuni giorni in Libano, visitando siti archeologici e storici, la città di Beirut e le sue bellezze.

Esperienze e Impatti della Guerra

Il primo impatto con la Siria, in un paese in stato di guerra, è stato emotivamente forte per molti viaggiatori. L'arrivo via terra da Beirut, a causa dello spazio aereo interdetto, ha messo in evidenza la povertà e la miseria dei profughi siriani in Libano. A Damasco, nonostante una parvenza di normalità, i check-point dell'esercito sono ovunque, e il rumore di colpi di fucile o mortaio è una triste realtà quotidiana.

I quartieri periferici di Damasco, in mano ai ribelli dell'ISIS, mostrano palazzi accartocciati, muri anneriti e distruzione. Tuttavia, la città vecchia, patrimonio dell'umanità UNESCO, conserva la sua bellezza, come la casa di Anania e le strette vie con negozietti artigianali. L'esperienza di un colpo di mortaio vicino è un crudo promemoria della guerra.

A Kafroun, nella zona montuosa ad ovest della Siria, il paesaggio cambia, con campi coltivati e boschi. I cartelli con i volti di giovani "martiri civili" nei villaggi cristiani ricordano il costo umano del conflitto. La casa salesiana di Kafroun, utilizzata come punto di riferimento per campi scuola e giornate formative, ha anche ospitato famiglie sfollate da Aleppo. La presenza di cooperatori salesiani che animano l'oratorio e la messa domenicale testimoniano la resilienza della fede. La gente qui è più serena rispetto alla città, anche se le conseguenze della guerra sono comunque presenti.

Il viaggio verso Aleppo attraverso la "via della seta" è costellato di carcasse di automezzi incendiati e fortini improvvisati dai militari. I quartieri a est di Aleppo rivelano una distruzione indescrivibile, con palazzi sventrati che mostrano scene di vita interrotta. Eppure, in qualche terrazzo, la biancheria stesa ad asciugare indica un ritorno alla vita.

Mappa del viaggio missionario in Siria

L'accoglienza calorosa all'oratorio salesiano di Aleppo, situato nella parte ovest della città meno colpita, dimostra la civiltà e la buona educazione dei giovani siriani. La casa salesiana convive con una scuola superiore, una tipografia e altre realtà.

La Profondità della Devastazione e la Forza della Speranza

La Siria è un paese in gran parte devastato dalla guerra. L'embargo occidentale, che colpisce il popolo più che il regime, ha generato povertà e mancanza di prospettive. L'energia elettrica è razionata, il gasolio per i generatori è costosissimo, alimentando il mercato nero. I giovani cercano fortuna all'estero, perdendo il patrimonio culturale e l'identità del popolo siriano.

La guerra ha distrutto non solo case ed edifici, ma anche le relazioni, generando estremismi in un paese storicamente tollerante e multiculturale. Tante le testimonianze di bene: le diverse Chiese Cristiane (Siro-Cattolica, Siro-Ortodossa, Greco-Cattolica, Greco-Ortodossa, Maronita, Caldea, Latina) che, malgrado le difficoltà, rimangono a testimoniare la loro fede. Il vescovo Siro-cattolico di Aleppo sottolinea la vocazione di rimanere per permettere un futuro ritorno. I francescani con le loro scuole e parrocchie, i gesuiti di Homs che continuano le attività per giovani cristiani e musulmani, e i gesuiti di Damasco con il moderno centro giovanile Hurtado, che costruisce bellezza in un contesto desolato, sono esempi di speranza.

Il villaggio di Maaloula, un sito UNESCO, anch'esso devastato dai ribelli, è stato teatro di atti brutali. La testimonianza di Padre Fadi, il parroco del villaggio, sui giovani che hanno preferito morire piuttosto che abiurare la loro fede cristiana, è un toccante esempio di coraggio. La risposta della comunità al dolore per la perdita dei familiari è di "cercare il bene e non il male, amando e non odiando, ricostruendo e non scappando", un messaggio potente di resurrezione.

SIAMO ENTRATI IN SIRIA: ecco cosa resta dopo la fuga di Assad

Associazione Missionaria ALOE e il Sostegno ai Progetti

Nel 2000, in occasione del Giubileo, l'associazione missionaria ALOE ha risposto all'invito del vescovo di Fermo Mons. Gennaro Franceschetti, per un piccolo progetto in Siria proposto dal vescovo latino di Aleppo, Mons. Armando Bertolaso. Si trattava di avviare un piccolo caseificio nel villaggio cristiano di Knayee, nella regione di Aleppo, per la lavorazione del latte prodotto dagli allevatori locali.

La volontaria Luigina Partenope, dottoressa in chimica con esperienza nel settore caseario, ha trascorso l'estate e l'inverno del 2000 a Knayee, insegnando al personale siriano le tecniche e i processi di lavorazione caseari, inclusa la produzione di yogurt. Questo progetto ha offerto all'ALOE l'occasione per una sensibilizzazione sulla realtà delle minoranze cristiane in contesto islamico, una realtà di fede umile, povera, fraterna e accogliente.

Durante la sua permanenza in Siria, la volontaria è venuta a conoscenza del centro di dialogo cristiano-islamico di Deir Mar Musa al-Habashi, grazie a un amico siriano, scoprendo così l'opera di Padre Paolo Dall'Oglio e la sua visione di una "Chiesa dell'Islam". Da quel momento è nato un rapporto duraturo con il monastero, con scambi reciproci di visite e appoggio concreto a piccoli progetti ambientali e sociali.

Clima e Ambiente Siriano

La barriera montuosa del Jabal Ansariyya separa la stretta pianura mediterranea dagli altipiani desertici orientali. Il clima è di tipo mediterraneo. A Damasco e nelle città interne, da aprile a fine ottobre, il clima è caldo/secco con temperature da 25° a oltre 40°C. A Lattakia e sulla costa, il clima è più umido. In inverno, da novembre a marzo, il clima è temperato, con temperature che possono scendere intorno a zero gradi e possibili nevicate nei mesi più freddi (gennaio e febbraio).

tags: #viaggi #missionari #siria