Le Anime Vaganti: Un'Analisi tra Credenze Popolari, Teologia e l'Esperienza di Padre Amorth

La paura che i morti possano tornare a tormentare i vivi ha ossessionato gli uomini dagli albori della civiltà, portando alla creazione di rituali, cerimonie e scongiuri. Secondo le credenze popolari, le anime inquiete dei defunti, che infestano luoghi o perseguitano gli sventurati che si imbattono in loro, hanno di solito una morte violenta o prematura alle spalle. Si tratta delle cosiddette anime erranti o vaganti, note anche come «presenze» o «fantasmi».

Secondo alcune tradizioni, queste anime sarebbero state sepolte in modo inadeguato o dovrebbero scontare le colpe di cui si sono macchiati in vita. Esiste una tradizione millenaria che affonda le proprie radici nell'animismo e nello sciamanesimo che tramanda una realtà completamente diversa da quella a cui l'uomo occidentale crede e che è stata rielaborata anche dall'ebraismo, dall'islamismo e dal cattolicesimo.

Il Concetto di Anime Vaganti e le Loro Origini

Il fenomeno delle anime vaganti è un tema delicato e controverso, ricostruito da un punto di vista antropologico e storico-religioso. Questa analisi parte dall'animismo, arrivando ad esplorare l'esistenza di spiriti intermedi e delle anime vaganti nei tre monoteismi.

Quando l'uomo muore, il corpo va in disfacimento, ma la vita psichica con tutte le sue cariche personali sopravvivrebbe per qualche tempo, soprattutto negli uomini attaccati alla vita e deceduti per cause violente. Queste cariche vitali, o resti psichici dei defunti, sarebbero all'origine delle «presenze» e delle loro manifestazioni. Essi infatti tenderebbero a rivitalizzarsi e, dove trovino un uomo affine che li riceva (il soggetto ospitante), si radicherebbero, come un parassita che succhia vitalità in un'altra pianta, per prolungare la propria sopravvivenza. Siamo quindi nel campo del vampirismo animico o energetico.

infografica sui concetti di anima e spirito in diverse culture

La Teoria dei Residui Psichici

Il benedettino padre Pellegrino Ernetti, famoso esorcista della zona di Venezia e scienziato, ha ripreso e rielaborato questa ipotesi dei residui psichici o «rimanenze». Niente dell'uomo si distrugge: ogni vibrazione di pensieri e di sentimenti lascia un residuo nel luogo dove viene compiuta. Di ogni parola resterebbe l'eco, carica dei connotati della persona che l'ha pronunciata. Queste «rimanenze» tenderebbero a rivitalizzarsi e a integrarsi, dando luogo a personalità psichiche, effimere e di fragile consistenza.

Il saggio "Anime vaganti" (Sugarco Edizioni) esplora questo argomento in una dimensione interculturale, soffermandosi sulle tradizioni culturali all’origine di tale credenza. Vengono analizzate la natura degli spiriti elementali, dei jinn della tradizione islamica (definite "creature del fuoco create prima dell’uomo"), e le pratiche spirituali degli sciamani volte a neutralizzare gli spiriti maligni "per mantenere la sicurezza della comunità". Una traccia dell’esistenza di anime erranti sarebbe rintracciabile nel riferimento allo Sheol della tradizione ebraica e nello stesso episodio evangelico del ricco epulone.

La Posizione della Chiesa Cattolica e il Dibattito Teologico

La dottrina della Chiesa è chiara al riguardo: quando qualcuno muore si verifica immediatamente il suo giudizio personale, giudizio in cui c’è la possibilità di tre destinazioni: il Cielo, il Purgatorio o l’Inferno. Non esiste, dunque, alcuna possibilità che queste anime siano forme di reincarnazione, concetto fuori dalla fede della Chiesa cattolica.

Dove vanno DAVVERO le anime dopo la morte? (Spiegazione Cattolica)

Il Purgatorio e la Riflessione di San Tommaso d'Aquino

A proposito del luogo del purgatorio, San Tommaso d'Aquino dice che non vi è nulla di espressamente determinato nella Scrittura. Quello che egli dice, lo prende da quanto asserito “dai Santi Dottori ed è in linea con le rivelazioni fatte a molti”. Quest’ultima indicazione è importante perché fa comprendere come San Tommaso non screditi a priori le rivelazioni private. Egli stesso del resto aveva fruito di rivelazioni da parte della sorella defunta, che gli comunicava di essere in purgatorio e che aveva bisogno della celebrazione di Sante Messe per esserne liberata.

San Tommaso afferma che il luogo del purgatorio è duplice: uno è comune a tutti i giusti che si stanno purificando, l'altro invece “viene accordato per una dispensa”. Tuttavia, quando si parla di esorcisti e di anime che fanno del male, ci troviamo dinanzi a entità che non possono essere le anime del purgatorio, le quali sono anime sante, sebbene ancora bisognose di purificazione. Quando si manifestano, è per domandare suffragi o per rivelare la loro comunione con noi, la loro vicinanza e anche l’aiuto che ci può derivare dai loro meriti.

Anime Dannate e Demoni: la Cautela Necessaria

Il discorso si restringe pertanto alle anime dei dannati. San Tommaso, in maniera categorica, afferma che “gli spiriti dei dannati non sono mai fuori dell’inferno se non per concessione divina, o per l’istruzione o per la prova degli eletti”. Tuttavia, quando le anime vaganti dicono di essere le anime dei dannati, è necessario essere cauti perché potrebbe trattarsi di demoni. Perché è proprio dei demoni mentire, come dice Gesù: “In lui non c’è verità.”

Molti teologi ed esorcisti sono "negazionisti" riguardo all'esistenza delle anime vaganti, sostenendo che qualsiasi manifestazione di questo tipo sia opera di demoni ingannatori.

L'Esperienza e la Posizione di Padre Gabriele Amorth

Per l’esorcista padre Gabriele Amorth, la questione delle "anime vaganti" doveva essere affrontata con maggiore attenzione da parte della Chiesa e dei teologi. Nonostante la chiara dottrina della Chiesa sul giudizio particolare immediato, Padre Amorth era convinto che tali anime esistessero, una convinzione data dal fatto di aver conosciuto spiriti che si sentono dannati, ma che non sono veri e propri demoni.

ritratto di padre Gabriele Amorth

Distanza tra Demoni e Anime Vaganti

Padre Amorth è possibilista circa l’azione delle anime vaganti. Ha riportato esperienze dove, dopo molta insistenza durante gli esorcismi, emergeva la presenza di un demonio che cercava di spacciarsi per l'anima di un defunto. Tuttavia, ha anche avuto casi in cui queste "eventuali anime" non si facevano più sentire o sembravano tornare per poi scomparire del tutto, e altri in cui il comportamento delle presenze era molto diverso da quello demoniaco.

Nei casi di possessione, i demoni manifestano violenza, odio, rabbia, linguaggi e gesti di incredibile forza e potenzialità negativa. Al contrario, il rapporto con le presenze non è mai violento, anche se spesso fastidioso. A volte è addirittura sereno e finalizzato a offrire un sincero aiuto. Padre Amorth ha citato il caso di una ragazza che sentiva una presenza rispettosa e positiva, che le chiedeva di non scacciarlo e di non sposarsi per voler vivere serenamente con lei. Egli si chiedeva: "Come si può chiamare demonio un tale spirito?"

Amorth riteneva che, oltre ai demoni ingannevoli che cercano di avvicinarsi all'uomo, potessero esserci spiriti vaganti di defunti che, non trovando pace dopo la morte, sono alla ricerca di una compagnia umana, a volte con scopi positivi, a volte devastanti.

Dove vanno DAVVERO le anime dopo la morte? (Spiegazione Cattolica)

La Necessità di Approfondimento Teologico

Il più celebre degli esorcisti, Padre Amorth, riteneva che si dovessero sperimentare altre vie, oltre alla celebrazione di messe e alle preghiere per i defunti, e scambiarsi le esperienze su casi analoghi. Gli sembrava fondamentale che, da parte dei teologi, venisse approfondito il significato e la portata della definizione dei due Concili, di Lione e di Firenze, secondo cui le anime dei defunti vengono subito (mox) assegnate al loro destino eterno, di salvezza o di perdizione.

Interrogato sulle "presenze", egli le definiva una vasta casistica che riguarda non poche persone, le quali affermano di percepire la vicinanza, talvolta anche fisica, di antenati o di persone estranee magari morte all'improvviso. Altre volte parlano di "anime vaganti", percepite come anime di defunti che non hanno ancora trovato la loro collocazione nell'ordine della vita eterna; altre volte ancora di "anime guida", che consiglierebbero le persone sulle decisioni più giuste. Questi sono problemi aperti che i teologi dovrebbero studiare, approfondendo i dati della Scrittura, del Magistero della Chiesa e delle esperienze dei mistici.

Comunicazione con i Defunti e il Ruolo del Demonio

Padre Amorth, pur mantenendo la certezza dell'unica vita e del giudizio finale, nutriva perplessità sull'esistenza di "anime fuoriuscite" che vagano per il mondo in libertà. Tuttavia, ammetteva una forma di comunicazione all'interno del Corpo Mistico della Chiesa: uno scambio di amore dato dalla preghiera reciproca di intercessione tra le anime in paradiso e purgatorio e noi sulla terra.

Riguardo alle anime dei dannati, egli affermava di non saperlo. Gli era capitato che uno spirito durante l'esorcismo sostenesse di essere una persona, ma a una verifica più approfondita, si scopriva che in realtà era un demone. Tuttavia, altri esorcisti sono convinti che la presenza di queste anime vaganti sia reale. Pertanto, ribadiva l'opportunità di promuovere approfondimenti teologici sulla condizione delle anime dopo la morte.

Un fatto importante sulla questione di vedere le anime in pena o di parenti defunti è che non si può escludere la possibilità di un'azione del Demonio per illudere la persona, facendo sì che cerchi mezzi inappropriati come lo spiritismo, la psicografia e le sette occulte per avere un contatto con questi spiriti.

Il dibattito sull’esistenza di anime vaganti rimane dunque aperto, ma l'eredità di Padre Amorth invita a un'indagine più profonda e compassionevole, pur mantenendo la cautela necessaria di fronte ai misteri della vita oltre la morte.

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