Quando si parla di Piazza del Popolo a Roma, la mente corre subito alla sua magnificenza, ai monumenti storici e, in particolare, alle sue due celebri chiese gemelle: Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto. Questi due edifici non sono solo capolavori architettonici del Barocco romano, ma racchiudono in sé una storia ricca di curiosità e particolari che meritano di essere scoperti. Ci troviamo in pieno centro, dove troneggiano queste meraviglie che, insieme all’obelisco e alla fontana con i leoni, sono il simbolo di Piazza del Popolo, stagliandosi come due guardiani al vertice del famoso tridente, costituito da Via del Babuino, Via del Corso e Via di Ripetta.

L'Iconico Ingresso a Roma
Fin dall’antichità, l’area corrispondente a Piazza del Popolo costituiva il primo sito all’interno delle Mura Aureliane che il viaggiatore proveniente da Nord incontrava entrando in città attraverso la Porta Flaminia (poi del Popolo) posta al termine dell’omonima via consolare. Al tempo di Papa Alessandro VII la piazza mancava del tutto di quella rappresentatività che ci si aspettava entrando nella Città Eterna: si trattava di un grosso slargo irregolare di forma trapezoidale con al centro, come unico elemento decorativo, l’obelisco egizio proveniente dal Circo Massimo fatto erigere da Sisto V nel 1589.
Le due chiese furono commissionate da Papa Alessandro VII nel XVII secolo (con datazione del monumento tra il 1662 e il 1679) come parte di un più ampio progetto di rinnovamento urbano che interessò l’area di Piazza del Popolo. L’intenzione era quella di creare un ingresso scenografico alla città per coloro che arrivavano da nord lungo la Via Flaminia. Le due chiese gemelle fungono da veri e propri propilei sacri che immettono solennemente all’interno della città santa. Grazie a queste monumentali basiliche, la piazza è circondata da un’atmosfera barocca, che possiamo definire come una delle opere urbanistiche più spettacolari del XVII secolo.
Piazza del Popolo descritta da Anna O. Cavina
Il Progetto Architettonico e i Suoi Maestri
Nel 1658, quando i frati Carmelitani chiesero il permesso di costruire una nuova chiesa al termine del blocco di case poste tra Via del Corso e Via del Babuino, papa Alessandro VII, intuendo il forte impatto visivo che avrebbe assunto con la nuova costruzione il fondale architettonico d’accesso alla città, ordinò che una chiesa identica tra Via del Corso e Via di Ripetta sorgesse a bilanciarla. Nel 1661 fu incaricato della loro progettazione Carlo Rainaldi, cui si deve però il compimento della sola chiesa di Santa Maria in Montesanto.
Santa Maria dei Miracoli sarebbe stata infatti ridisegnata da Gian Lorenzo Bernini ed eseguita da Carlo Fontana tra il 1673 e il 1675. La supervisione dei lavori di Montesanto fu affidata a Gian Lorenzo Bernini, e il magnifico lavoro fu ultimato nel 1679. Dopo la morte di Papa Alessandro VII nel 1667, i lavori furono interrotti, e ripresi successivamente dal cardinal Girolamo Gastaldi, il cui nome è possibile leggere sulla facciata di entrambe le chiese, indicandolo come benefattore.
Santa Maria in Montesanto: La "Chiesa degli Artisti"
La Basilica di Santa Maria in Montesanto, situata a sinistra guardando da Piazza del Popolo, è anche nota come "chiesa degli artisti". Il nome della Basilica deriva dal fatto che essa sostituiva una piccola chiesetta che apparteneva ai frati Carmelitani della provincia di Monte Santo in Sicilia.
Storia e Caratteristiche Architettoniche
La costruzione di Santa Maria in Montesanto è avvenuta grazie al progetto di Carlo Rainaldi. La chiesa presenta una pianta ellittica e una bellissima cupola dodecagonale. È presente anche un campanile settecentesco, su disegno di Girolamo Theodoli. Grazie alla posizione strategica della basilica vicino Via del Corso, il luogo è una famosa tappa turistica per chi visita la città.
La Leggenda della Vergine di Montesanto
Nell’altare maggiore della chiesa spicca la Vergine di Montesanto, una tavola del XVI secolo. Secondo una leggenda, quest'opera fu completata miracolosamente dopo che una ragazza, non riuscendo ad immaginare il colorito della Vergine Maria, si addormentò e la mattina seguente trovò il lavoro ultimato.
La "Chiesa degli Artisti"
Fino al 1825, la Chiesa di Santa Maria in Montesanto rimase appartenente all’ordine dei frati Carmelitani. Successivamente, passò nelle mani di Papa Leone XII che promosse alcune opere di restauro. Dal 1953, Monsignor Ennio Francia ne prese il controllo e la trasformò nel luogo perfetto dove celebrare la Messa degli Artisti. La tradizione vuole che, dalla fine di ottobre alla fine di giugno, ogni domenica venga celebrata questa messa e il lettore debba essere un attore. La chiesa è conosciuta come "Chiesa degli Artisti" proprio perché, a partire da quell'anno, divenne sede di questa messa speciale, a cui partecipavano esponenti del mondo della cultura e dell’arte.
Santa Maria dei Miracoli: Tra Storia e Leggenda
La chiesa di Santa Maria dei Miracoli, situata alla destra guardando da Piazza del Popolo, deve il suo nome proprio a un evento miracoloso. La tradizione vuole che, durante la costruzione di una piccola chiesetta lungo il fiume Tevere, avvenne un miracolo. Il 20 giugno 1325, una donna invocò l’aiuto della Vergine Maria per salvare il suo bambino caduto nelle acque del Tevere. Il salvataggio del bambino comportò la costruzione di una Chiesa dedicata a Maria vicino al Tevere, all’altezza dell’attuale Ponte Margherita, dove nella cappella venne collocata un’immagine miracolosa, da allora chiamata “Madonna dei Miracoli”.
Architettura e Dettagli
La chiesa di Santa Maria dei Miracoli, a differenza della sua gemella, ha una pianta perfettamente circolare. La facciata è caratterizzata dalla presenza di un pronao rettangolare, coronato da un timpano, sul quale è possibile leggere il nome del benefattore della Chiesa, ovvero, come per l’altra, il cardinal Gastaldi. Sulla balaustra esterna dell’edificio si ergono 10 statue che raffigurano santi e sante. Alla sommità dell’edificio si erge una cupola ottagonale, rivestita con tegole di lavagna, progettata da Carlo Fontana. Gli interni presentano differenze significative rispetto a Montesanto e ospitano numerose opere d’arte, tra cui dipinti e sculture di artisti del Barocco romano.

Le "Gemelle" Solo in Apparenza: Dettagli Architettonici e Urbanistici
A prima vista, Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto sembrano identiche, ma un occhio attento noterà diverse differenze. Le due costruzioni in origine avrebbero dovuto essere simmetriche, ma l’architetto Rainaldi dovette fare i conti col fatto che a sinistra lo spazio disponibile era minore rispetto a quello di destra (in riferimento alla chiesa di Montesanto). Questo problema fu superato conferendo alla Chiesa di Santa Maria dei Miracoli una cupola ottagonale e a quella di Santa Maria in Montesanto una dodecagonale, una forma che permetteva di "schiacciarla" nel poco spazio disponibile.
Entrambe, a pianta centrale, riprendono il modello del Pantheon, con cupola ribassata e antistante portico sormontato da un timpano triangolare. Tuttavia, le differenze in pianta, non immediatamente percepibili dall’esterno, sono evidenti: quella di Santa Maria dei Miracoli è perfettamente circolare, mentre quella di Santa Maria in Montesanto è ellittica. Il movimento generato dalla prospettiva delle tre vie è in questo modo controbilanciato dalla marcata centralità e staticità delle due chiese a cupola, con un effetto scenografico di grande impatto visivo. Un progetto così ardito, l’idea di costruire due chiese quasi identiche, era ambizioso per l’epoca, considerando le limitazioni tecniche e le sfide architettoniche del Barocco. Le chiese gemelle influenzarono notevolmente l’architettura ecclesiastica successiva, non solo a Roma ma in tutta Europa.
Autori e Cronologia
Le principali figure coinvolte nella progettazione e costruzione delle chiese gemelle furono:
- Promotore: Papa Alessandro VII Chigi
- Progettista iniziale: Carlo Rainaldi (incaricato nel 1661)
- Reinterpretazione Santa Maria dei Miracoli: Gian Lorenzo Bernini
- Esecuzione Santa Maria dei Miracoli: Carlo Fontana (tra il 1673 e il 1675)
- Esecuzione Santa Maria in Montesanto: Carlo Rainaldi, con supervisione di Gian Lorenzo Bernini
- Completamento dei lavori: Cardinale Girolamo Gastaldi (dopo il 1667, con ultimazione nel 1679)
- Campanile di Montesanto: Girolamo Theodoli (settecentesco)
Visitare Piazza del Popolo e osservare le chiese gemelle offre un’esperienza visiva unica. Queste chiese non sono solo un esempio di maestria architettonica barocca, ma rappresentano anche un pezzo di storia romana che continua a incantare visitatori da tutto il mondo. Ogni dettaglio, dalla simmetria delle facciate alle storie nascoste dietro i loro nomi, contribuisce a creare un’esperienza affascinante che merita di essere vissuta.