La Pentecoste è una delle feste più significative del calendario cristiano, che celebra la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e la nascita della Chiesa. Questo evento, descritto negli Atti degli Apostoli, è spesso associato all'immagine di discepoli che, ripieni di Spirito Santo, "sembravano ebbri" (At 2,13). L'espressione "Pentecoste, ebbri di vino" racchiude un profondo significato teologico e spirituale, indicando una trasformazione radicale e gioiosa che va oltre la comprensione umana.

Le Origini della Festa di Pentecoste
La Pentecoste affonda le sue radici nella tradizione ebraica, dove era conosciuta con diversi nomi e significati:
- Festa della Mietitura: "Osserverai la festa della Mietitura, con le primizie del tuo lavoro" (Es 23,16).
- Festa delle Settimane (Shavuòt): "Celebrerai la festa delle Settimane, cioè delle primizie della mietitura del frumento" (Es 34,22).
- Giorno delle Primizie: "Il giorno delle primizie, quando presenterete al Signore un’oblazione nuova alla vostra festa delle Settimane, avrete una santa convocazione; non farete nessun lavoro ordinario" (Nm 28,26).
Il termine greco πεντηκοστή (pentekostè), da cui deriva il nostro "Pentecoste", significa "cinquantesima", sottintendendo "giorno" (ἡμέρα), poiché cade cinquanta giorni dopo l'offerta del covone di orzo, che simboleggiava le primizie della raccolta.
Il Calcolo della Data della Pentecoste
Le istruzioni bibliche per il calcolo della Pentecoste sono precise. Si dovevano contare sette settimane intere dall'indomani del sabato (settimanale) della festa dei Pani Azzimi. "Conterete cinquanta giorni fino all’indomani del settimo sabato" (Lv 23,15-16). Questo significa che la Pentecoste cade sempre nel giorno successivo al "settimo sabato" settimanale, che per noi è la domenica. La determinazione del 6 di Sivàn come data fissa fu un'innovazione introdotta dai farisei, che contrastava con il metodo di calcolo basato sulle settimane.
Significato delle Offerte nella Pentecoste Ebraica
La festa prevedeva l'offerta al Signore di "due pani per un’offerta agitata, i quali saranno di due decimi di un efa di fior di farina e cotti con lievito; sono le primizie offerte al Signore" (Lv 23,17). Questi pani, cotti con lievito, erano le primizie del grano maturo, a differenza dell'orzo offerto cinquanta giorni prima. Il lievito, spesso erroneamente associato al peccato, in questo contesto simboleggiava il Regno di Dio, come Yeshùa stesso paragonò: "Il Regno di Dio è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre misure di farina, finché la pasta sia tutta lievitata" (Mt 13,33).
Il numero due, nelle Scritture, simboleggia accordo, testimonianza, costanza e certezza. I due pani lievitati rappresentavano le primizie del grano, mentre l'offerta dei covoni (orzo) simboleggiava Yeshùa, "primizia di quelli che sono morti" (1Cor 15,20). Gli unti o consacrati discepoli di Yeshùa sono anch'essi "frutti primaticci", paragonati al grano del campo.
CHE COS'È la PENTECOSTE? || Breve Spiegazione
La Pentecoste Cristiana: Effusione dello Spirito
Cinquanta giorni dopo la resurrezione di Yeshùa, "quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo" (At 2,1-4).
Questa esperienza travolgente di essere amati da Dio è il cuore della Pentecoste. Come afferma San Paolo: "L’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato" (Rom 5,5). I discepoli, ripieni di Spirito Santo, sembravano "ebbri di mosto dolce", un'espressione che sottolinea l'intensità e la natura inconsueta di questa esperienza spirituale. San Pietro, alzando la voce, spiegò che non erano ubriachi, ma che si stava compiendo la profezia di Gioele: "Avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona" (At 2,17).
La Nuova Alleanza e il Cuore di Carne
La discesa dello Spirito Santo alla Pentecoste realizza le antiche promesse profetiche, come quelle di Ezechiele: "Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo. Toglierò il cuore di pietra dal vostro corpo e vi metterò un cuore di carne" (Ez 36,26). Questo "trapianto cardiaco", come lo definisce san Cirillo di Gerusalemme, non avvenne in anestesia totale, ma con un'esperienza di liberazione e di gioia che coinvolse tutto l'essere.
Mentre la molteplicità delle lingue a Babele fu segno di divisione, alla Pentecoste il fatto che tutti comprendessero la predicazione degli apostoli nella propria lingua nativa è metafora della Chiesa che, nella sua universalità, è molteplice ma unita nell'unico "Corpo di Cristo", alimentata dalla carità.
Lo Spirito Santo nella Vita Quotidiana
Lo Spirito Santo non è un "Grande Sconosciuto", ma una Persona divina che abita in noi, ci accompagna e ci trasforma. Vivere secondo lo Spirito significa vivere di fede, di speranza e di carità, permettendo a Dio di prendere possesso del nostro cuore e portarlo alla Sua misura. Questo processo non è improvvisato, ma è il risultato dello sviluppo della grazia di Dio in noi. "Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?" (1Cor 3,16).
Devozione e Preghiera allo Spirito Santo
San Josemaría Escrivá era profondamente devoto allo Spirito Santo, tanto da affidare l'Opus Dei alla Terza Persona della Santissima Trinità. La sua preghiera allo Spirito Santo esprime un desiderio ardente di abbandono e docilità alla volontà divina:
Vieni o Santo Spirito! Illumina la mia mente, per conoscere i tuoi precetti: dà forza al mio cuore contro le insidie del nemico: infiamma la mia volontà. Ho udito la tua voce, e non voglio indurire il mio cuore e resisterti, dicendo: dopo…, domani. Nunc coepi ! Adesso! Non sia che il domani mi manchi! Oh, Spirito di verità e di sapienza, Spirito di conoscenza e di consiglio, Spirito di gioia e di pace!: amo quello che vuoi tu, perchè lo vuoi tu, come lo vuoi tu, e quando lo vuoi tu.
È essenziale non solo parlare al Paraclito, ma anche ascoltarlo, permettendogli di operare in noi, purificando e infiammando il nostro cuore.

Il Battesimo nello Spirito e la Nuova Evangelizzazione
L'espressione "battesimo nello Spirito Santo" non è un'invenzione del Rinnovamento Carismatico, ma risale a Gesù stesso: "Giovanni battezzò con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni" (At 1,5). Questo battesimo nello Spirito è una grazia che permette una nuova esperienza dell'amore di Dio, una scoperta sconvolgente e beatificante di questa realtà.
Il Rinnovamento Carismatico, con il suo "battesimo nello Spirito", contribuisce alla nuova evangelizzazione della Chiesa, aiutando a superare la lacuna di una fede vissuta solo a livello inconscio. Si tratta di una "sobria ebbrezza" dello Spirito, che coinvolge tutto l'essere, corpo e anima, e si manifesta in una gioia profonda, nella lode di Dio e in un'apertura alla comprensione delle Scritture.
Carismi e Santificazione
Nella Bibbia, lo Spirito agisce in due modi distinti:
- Azione Carismatica: Lo Spirito conferisce poteri e capacità straordinarie per il bene della comunità (profezie, visioni, sogni, miracoli), senza necessariamente migliorare la santità personale dell'individuo.
- Azione Santificante: Lo Spirito trasforma la persona dall'interno, rendendola più santa e capace di osservare le leggi di Dio, culminando nella carità.
Il Rinnovamento Carismatico attribuisce importanza sia ai carismi che alla santificazione personale. È fondamentale mantenere uniti questi due aspetti, riconoscendo la varietà dei doni dello Spirito e rallegrandosi per essi, senza limitarsi a una sola espressione.
CHE COS'È la PENTECOSTE? || Breve Spiegazione
La Missione e il Perdono dei Peccati
Il Cristo risorto dona lo Spirito in vista della missione e, in modo specifico, per il perdono dei peccati. "Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui li riterrete, saranno ritenuti" (Gv 20,22-23). Questo impegno ad essere strumenti di perdono si estende a tutti i battezzati, sotto la guida dello Spirito, pur rispettando la libertà individuale e la specificità del sacramento della confessione.
Come diceva San Paolo VI, "la Chiesa - che siamo noi - ha bisogno della sua perenne Pentecoste; ha bisogno di fuoco nel cuore, di parole sulle labbra, di profezia nello sguardo". La Pentecoste è un evento che si rinnova continuamente, un respiro luminoso e vivificante di Cristo che ci riporta al cuore della sua Parola.
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