La Basilica di Santa Maria Assunta ad Alzano Lombardo vanta una ricca storia artistica e architettonica, ospitando al suo interno notevoli opere pittoriche e scultoree che ne fanno un vero e proprio scrigno d'arte lombardo-veneta.
Architettura e Opere d'Arte della Basilica
La basilica è caratterizzata da un'unica navata, al cui interno si aprono otto cappelle che custodiscono altrettanti altari. La volta è adornata da affreschi con motivi architettonici e floreali realizzati da Bernardino Brignoli, oltre a medaglie su tela opera di Antonio Cifrondi.

La notevole quantità di tele di pregevole valore rende questa chiesa una vera e propria galleria di pittura lombardo-veneta. Tra le opere spiccano la pala dell'Assunzione del Ricci, la Nascita di San Giovanni Battista del Carpinoni e il Sant'Antonio del Cignaroli.
L'Oratorio dei Disciplini e il Museo della Basilica
Adiacente alla Basilica sorge l'Oratorio dei Disciplini, edificato nel XIV secolo. La sua facciata è impreziosita da straordinari affreschi raffiguranti la Morte (1485), che costituiscono una sintesi unica in Europa dei temi della Morte alla fine del Medioevo. Tra questi si annoverano la rappresentazione dei tre vivi e dei tre morti, il grande Trionfo della Morte, e nella fascia intermedia la celebre Danza Macabra. Purtroppo, della parte inferiore restano solo frammenti.

A completare il complesso monumentale, il Museo della Basilica custodisce i tesori della chiesa e ospita mostre temporanee, arricchendo l'offerta culturale del sito.
Il Museo d'Arte Sacra San Martino
Il Museo d'Arte Sacra San Martino di Alzano Lombardo, allestito nelle sale del seicentesco Palazzo Pelliccioli, adiacente alla Basilica di San Martino, è stato istituito per volere di mons. Alberto Facchinetti e inaugurato il 7 novembre 1994. Il suo scopo è conservare, valorizzare e promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico proveniente dalla Basilica di San Martino e dal territorio alzanese.
L'idea di creare un museo risale agli anni Quaranta del XX secolo, ma la sua realizzazione è più recente ed è strettamente legata ai lavori di restauro compiuti nei primi anni Novanta nelle tre sagrestie annesse alla Basilica di San Martino. Il museo espone preziosi oggetti liturgici e paramenti sacri.

Il secondo piano del museo è dedicato a due illustri famiglie di scultori ed ebanisti-architetti che hanno contribuito al cantiere di Alzano Lombardo: i Fantoni e i Caniana.
Il Santuario dell'Assunta in località Grumasone
Il Santuario dell'Assunta in località Grumasone, noto anche come Santuario della Madonna del Giglio, è un luogo di grande devozione. Già all'inizio del Cinquecento era presente una santella, la cui costruzione più antica, decorata con una raffigurazione della Madonna con Bambino Gesù e Giglio, è oggi incorporata nell'altare maggiore.
La posizione del santuario era strategica, lungo l'antica via che collegava la Valle Brembana con la città di Bergamo. La chiesa, di dimensioni contenute, fu ristrutturata e ampliata nel XVII secolo con l'aggiunta del portale di facciata, tipico delle chiese minori seicentesche. L'interno, rimodulato nel Settecento, presenta una navata unica divisa in tre campate. Sei grandi dipinti a olio raffiguranti episodi della vita di Maria adornano le pareti laterali: sulla sinistra, a partire dall'entrata, si trovano l'Annunciazione, la Visitazione e la Morte di Maria; sulla destra, la Presentazione di Maria al Tempio, la Natività di Maria e un'allegoria dell'Immacolata. L'attribuzione di queste opere è incerta, sebbene alcuni le ascrivano a Sebastiano Rossino.

Sulla parete destra della navata si trova un pulpito ligneo, una versione in scala ridotta del celebre pulpito dei Fantoni e Caniana presente nella Basilica di San Martino Vescovo. Le pareti e la volta sono interamente decorate ad affresco con motivi architettonici e floreali, ripresi nella cantoria in legno dipinto posta in controfacciata, anch'essa una riproduzione dei modelli diffusi dalla bottega del Caniana.
L'opera più preziosa del santuario è la splendida statua in legno dorato e dipinto della Madonna, risalente al Cinquecento e forse appartenente all'antica chiesetta. Il vano absidale, rimaneggiato nel Settecento, è decorato con affreschi che utilizzano la tecnica del trompe-l'oeil per ampliare la percezione dello spazio angusto. L'altare maggiore, opera della bottega del Caniana (realizzato a partire dal 1730), presenta similitudini con gli altari della Basilica di San Martino. Sopra la nicchia contenente l'affresco della Madonna con Bambino Gesù e Giglio, è collocata la tela raffigurante l'Assunta.
La sacrestia conserva una tela raffigurante il Compianto del Cristo Morto, firmata da Giovanni Zambelli.
La Chiesa di Sant'Agnese nella frazione di Nese
Le prime informazioni sulla presenza di una chiesa nella frazione di Nese risalgono al 1296, con la costruzione di un piccolo edificio di culto dedicato a sant'Agnese. Documenti del 1360 attestano il pagamento delle decime imposte dal clero, dai Visconti di Milano e dai papi.
Gli atti della visita pastorale del 22 ottobre 1575 di san Carlo Borromeo descrivono la chiesa con un'aula unica composta di due campate divise da un arco a sesto acuto, copertura lignea e un presbiterio definito da tre lati in muratura e uno da una colonna di pietra. Di questa struttura originaria rimangono poche tracce di affresco e muri perimetrali.
La visita pastorale del 1658 del cardinale Gregorio Barbarigo la indicava parte della pieve di Seriate, per poi essere associata a quella di Sorisole nel 1720 e nel 1734 alla vicaria di Alzano. Nel XIX secolo furono eseguiti numerosi lavori di ristrutturazione: nel 1817 il rifacimento del piano stradale comportò la modifica del sagrato; nel 1846 l'architetto Giuseppe Berlendis fu incaricato del progetto per un completo rifacimento, terminato solo alla fine del secolo con la rimozione del porticato esterno.
Negli anni 1931-1932 l'ingegnere Luigi Angelini progettò la nuova facciata, completata nel 1935. L'edificio è preceduto da un sagrato di piccole dimensioni. L'interno si presenta a navata unica coperta da volte a botte e composta da quattro campate divise da semicolonne che sorreggono il cornicione, decorate in finto marmo e sormontate da capitelli corinzi.
Cenni storici e geografici su Alzano Lombardo
Alzano Lombardo (/alˈʣano lomˈbardo/), situato nella bassa val Seriana, è un comune italiano di 13.388 abitanti in provincia di Bergamo. Dista circa cinque chilometri a nord-est del capoluogo orobico e fa parte della Comunità montana della Valle Seriana.
Il territorio comunale si estende sulla destra orografica della val Seriana, a un'altitudine di circa 304 metri s.l.m. È delimitato a sud e sud-est dal fiume Serio e a nord dallo spartiacque con la val Brembana, rappresentato dai monti Filaressa, Cavallo e Canto Basso. Il torrente Nesa attraversa il comune, diramandosi in due rami secondari che portano alle località di Olera, Burro e Brumano.
Oltre al fiume Serio, numerosi corsi d'acqua attraversano il territorio, tra cui il Nesa, affluente del Serio. Di notevole importanza sono anche due canali artificiali, la roggia Morlana e la roggia Serio Grande, che hanno storicamente favorito lo sviluppo agricolo e industriale.

Storia amministrativa e insediamenti antichi
Le prime informazioni sulla delimitazione territoriale risalgono alla prima metà del XIV secolo, quando il territorio era frazionato in differenti entità: Alzano Inferiore, Alzano Superiore, Anexie (poi Nese) e Olera, con una propria autonomia amministrativa. Monte di Nese era incluso nei confini di Poscante e Brumano in quelli di Nembro.
Durante la dominazione Veneta, Alzano Inferiore fu rinominato Alzano Maggiore, e il borgo di Brumano fu riportato al suo interno. Nel 1776 Monte di Nese riottenne l'autonomia. Dopo la fine della Serenissima, si verificarono numerosi riassetti territoriali: nel 1798 Brumano si unì al comune di Lonno, mentre Olera si staccò da Poscante. Nel 1805 Olera fu nuovamente aggregata, insieme a Monte di Nese, al comune della val Brembana.
Con l'instaurazione del Regno Lombardo-Veneto nel 1816, vi fu una nuova scissione tra Alzano Maggiore, Alzano Sopra e Nese, e anche Olera e Monte di Nese divennero autorità amministrative indipendenti.
I primi insediamenti risalgono al VI secolo a.C. con popolazioni liguri (Orobi), seguite da popolazioni celtiche (Galli Cenomani) a partire dal V secolo a.C. L'urbanizzazione vera e propria fu opera dei romani, che a partire dal I secolo d.C. suddividerono i terreni (centuriazione), assegnando appezzamenti alla "Gens Anicia". I principali nuclei abitativi furono Alzano Superiore e Alzano Inferiore, riuniti in un unico vicus. A questo periodo risale una lapide, reperto storico principale rinvenuto nel campanile della chiesa parrocchiale di San Giorgio presso Nese.
Il periodo successivo alla dominazione romana vide la zona soggetta alle invasioni barbariche, che spinsero la popolazione a rifugiarsi in zone più elevate. Nel VI secolo si insediarono i Longobardi, seguiti nell'VIII secolo dai Franchi, che instaurarono un sistema feudale.
Questa nuova condizione permise ai comuni di gestire in autonomia lo sfruttamento delle risorse e di organizzare il culto. Alzano Inferiore si dotò di un Palazzo della Ragione (Palazzo comunale), edificato nel 1366 e conosciuto come Porteghèt.
Il paese fu teatro di aspri scontri tra guelfi e ghibellini. Sorsero numerose strutture di difesa, tra cui un piccolo castello sul colle Frontale e una cinta fortificata. Nonostante ciò, si verificarono numerosi episodi tragici, come l'entrata di Facino Cane nel 1405, che portò a saccheggi e uccisioni.
Una strada lastricata collegava Bergamo ad Alzano, da cui si diramava una via secondaria verso la valle del Nesa. Tra il 1627 e il 1629 una carestia e la conseguente epidemia di peste (1630) misero a dura prova la popolazione.
Dalla prima metà del XVIII secolo, Alzano Maggiore conobbe un importante sviluppo economico, attirando immigrati dai borghi vicini. Questo portò a liti tra famiglie "originarie" e "forestiere" riguardo ai diritti di elezione nelle istituzioni comunali.
La dominazione veneta fu mal sopportata dalla borghesia locale; nel 1793 a Nese si verificò una protesta organizzata dal console Giovanni Maria Gritti contro l'elevato prezzo delle farine.
In seguito al trattato di Campoformio, la regione fu assoggettata alla napoleonica Repubblica Cispadana. Ad Alzano furono piantati alberi della libertà, ma il giorno dopo si scatenò la rappresaglia francese. Nel 1799 si paventò il rischio di un altro saccheggio con l'arrivo di una guarnigione di cosacchi.
Nel 1815 subentrarono gli austriaci, che instaurarono il Regno Lombardo-Veneto. Nonostante la visita dell'imperatore Francesco I nel 1816, gli alzanesi dimostrarono i propri sentimenti patriottici partecipando ai moti risorgimentali.
Nel 1927, tramite Regio decreto, i comuni di Alzano Maggiore e Alzano Sopra furono accorpati nel nuovo comune di Alzano Lombardo.
La Basilica di San Martino Vescovo
Il principale edificio sacro del comune è la basilica di San Martino, situata nel centro storico di Alzano Maggiore. Edificata a partire dal 1656 su un preesistente edificio religioso, fu realizzata dall'architetto Gerolamo Quadrio. La basilica presenta tre navate scandite da cinque campate ciascuna. La navata centrale è più alta e ampia, con volta a botte e colonne in marmo bianco. Le navate laterali sono coperte da vele stuccate da Giovanni Angelo Sala. Lateralmente si aprono otto cappelle ricche di dipinti e importanti cicli pittorici.
Attiguo alla basilica si trova il museo d'arte sacra San Martino, che include le sagrestie, edificate nel 1676 per ospitare riunioni clericali e la preparazione alla preghiera.
Inizialmente sotto tutela dei religiosi di San Domenico, nella prima parte del XVI secolo fu ampliata con la realizzazione della cappella maggiore e due altari laterali. L'abside è in pietra grigia, mentre nell'aula si trova un pulpito di scuola fantoniana con marmi policromi eseguiti da Gian Giacomo Manni.
Accanto alla chiesa si trova l'oratorio, risalente al XV secolo, un tempo utilizzato dalla Confraternita dei Disciplini Bianchi. Nell'edificio sul sagrato si trova la Scuola di San Pietro.
Altre Chiese e Edifici Religiosi
La chiesa di Santa Maria della Pace, edificata nel XVI secolo e affidata ai frati minori francescani, perse la sua destinazione religiosa nel 1810 con la soppressione dell'ordine napoleonico. Si tratta di una struttura a navata unica con cinque altari per parte.
La chiesa di San Michele Arcangelo, risalente ai primi anni del XVIII secolo, è conosciuta anche come chiesa del Suffragio. Edificata in luogo di un antico oratorio, era inizialmente destinata a ospitare sepolture. La struttura presenta una pianta a croce greca in stile barocco con cupola ovale e una facciata neoclassica, completata nel 1913.
Il Monastero della Visitazione, noto come monastero delle Salesiane, fu fondato nel 1687. La costruzione del monastero di clausura iniziò nel 1710 su progetto di Giovan Battista Caniana, mentre la chiesa fu edificata alla fine del XVIII secolo.
La chiesa del Santissimo Redentore si trova nella frazione di Brumano.
Palazzi e Parchi
Il cuore di Alzano Maggiore si articola attorno ad assi viari principali definitisi tra il XVI e il XVII secolo. Il Palazzo Pelliccioli del Portone, poi Villa Pesenti e sede comunale dal 1957, fu oggetto di riforma nella seconda metà del XVII secolo. Fu ceduto prima ai conti Zanchi e poi alla famiglia Pesenti.
Il Castello, in località Belvedere, si trova sulle pendici del colle Frontale. Il principale parco cittadino è il Montecchio, che offre percorsi per passeggiate e pedalate.
Villa Paglia, nella frazione di Nese, fu residenza di villeggiatura e ospitò l'ing. Pietro Paleocapa. Il parco presenta un colonnato, una fontana e un laghetto.