Via Santa Giovanna Elisabetta: Storia di una strada e della sua santa

Via Santa Giovanna Elisabetta, una piccola strada a senso unico lunga circa settecento metri, presenta una serie di problematiche che ne compromettono la sicurezza e la vivibilità. La via è caratterizzata da una notevole ristrettezza, assenza di marciapiedi e un parcheggio selvaggio, con auto spesso in divieto di sosta. I pedoni, inclusi i bambini, sono costretti a camminare sulla carreggiata, esposti al traffico veicolare e al rischio di essere sfiorati dalle auto che vi si immettono ad alta velocità. La situazione è aggravata dalla presenza di ben 29 cassonetti dell'AMA distribuiti lungo la via, che contribuiscono ulteriormente all'ingombro e all'insalubrità dell'area.

L'origine del nome della via è legata alla figura di Santa Giovanna Elisabetta Bichier des Ages, religiosa francese vissuta tra il 1773 e il 1838, fondatrice dell'Ordine delle Figlie della Croce. Proclamata santa nel 1947, la sua vita è stata segnata da episodi di grande coraggio e devozione.

Mappa di Roma con evidenziata Via Santa Giovanna Elisabetta

La vita di Santa Giovanna Elisabetta Bichier des Ages

Giovanna Elisabetta Bichier des Ages nacque in Francia e dedicò la sua vita alla fede e all'assistenza. La sua figura è ricordata per la fondazione dell'Ordine delle Figlie della Croce, un'istituzione dedicata alla cura dei bisognosi e alla diffusione dei valori cristiani.

Un episodio significativo della sua vita narra di un'operazione chirurgica al petto a cui si sottopose a Parigi. Il dottor Dubois, chirurgo di corte, rimase profondamente colpito dal suo coraggio eroico nel sopportare l'intervento con la sola forza del Crocifisso stretto nella mano. Questo evento commosse il dottore, che ne parlò alla corte del re Luigi XVIII, contribuendo a diffondere la fama della sua devozione.

Tra le benefattrici che sostennero le opere dell'Ordine, spicca Maria Carolina di Borbone (1798-1870), Duchessa di Berry. Suor Elisabetta ebbe modo di incontrarla più volte e strinse un'amicizia anche con sua figlia, Luisa Maria Teresa. Quest'ultima, fin da bambina, fu nominata Presidente delle giovani Tesoriere per le opere di beneficienza, dimostrando precocemente un impegno sociale.

Ritratto di Santa Giovanna Elisabetta Bichier des Ages

L'Ordine delle Figlie della Croce a Parma

La storia dell'Ordine delle Figlie della Croce è strettamente legata anche alla città di Parma. Nel dicembre 1847, alla morte di Maria Luigia d’Austria, il Ducato di Parma tornò ai Borbone. Luisa Maria, che aveva sposato Carlo III di Borbone, erede del Ducato, divenne la sovrana. Nell'aprile 1851, le prime sei Suore Figlie della Croce arrivarono a Parma. Inizialmente ospitate dalle dame Orsoline, nel 1854 entrarono in possesso di una casa in Via Romagnosi, con annesso Oratorio di S. Carlo, costruito nel 1616. Da qui nacque il nome popolare di "Suore di S. Carlo", ancora oggi utilizzato.

La prima attività affidata alle Suore fu l'educazione dei bambini del ceto popolare negli Asili infantili della Ghiaia, un'iniziativa che permise loro un contatto diretto con la popolazione. La formazione umana e cristiana dei piccoli, delle famiglie e delle maestre laiche divenne una priorità. Due anni dopo, nel 1853, furono istituite la 1ª e 2ª classe elementare, gratuite per i poveri, affiancate da corsi a pagamento.

Il 26 marzo 1854, il Duca Carlo III fu pugnalato e morì il giorno seguente. Luisa Maria divenne la reggente del Ducato per il figlio Roberto, ancora bambino. Nonostante le difficoltà politiche e finanziarie del Ducato, aggravate dalle ingerenze austriache, la Duchessa dimostrò notevoli capacità politiche, attuando interventi a favore dell'economia, dell'istruzione pubblica e dell'assistenza sociale.

Nel 1855, l'epidemia di colera portò a un'interruzione temporanea delle attività educative. La presenza delle Suore a Parma ispirò il desiderio di aprire una comunità anche a Sala Baganza. Nel 1856 iniziò l'attività del Collegio S. Andrea. Già nello stesso anno, alcune ragazze manifestarono il desiderio di diventare Figlie della Croce, ma la Congregazione decise di mantenere un unico noviziato nella Casa Madre.

Il 5 febbraio 1857, le truppe austriache occuparono Parma. Nel 1859, a seguito di disordini, Luisa Maria lasciò temporaneamente il Ducato. Le truppe austriache si ritirarono e il tricolore sventolò sulla Cittadella. Il 15 settembre, la dinastia borbonica fu dichiarata decaduta e Parma entrò a far parte delle province dell'Emilia.

Palazzo Sanvitale a Parma

Sedi storiche e attività dell'Ordine a Parma

Nel corso degli anni, l'Ordine si trasferì in diverse sedi a Parma. Nel 1932, le Figlie della Croce si stabilirono nel Palazzo Sanvitale, uno dei più vasti e antichi palazzi della città, ricostruito nel XVIII secolo dall'architetto Angelo Rasori. Questa magnifica sede, precedentemente utilizzata per vita principesca e feste mondane, ospitò le Suore fino al 1978, durante le quali fiorirono attività ricreative, culturali e di formazione cristiana.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, sette Suore morirono sotto le macerie a causa di un bombardamento. A partire dall'anno scolastico 1948-49, le giovani studentesse accolte nel Collegio di S. Cecilia si trasferirono nel Palazzo Sanvitale.

Attualmente, l'Ordine delle Figlie della Croce prosegue la sua missione educativa, con un'attenzione particolare ai giovani e alle famiglie immigrate, e a Parma gestisce un Pensionato Universitario. Le Suore si impegnano a essere presenti nella vita delle persone anziane e ammalate, nelle case di riposo e a domicilio, promuovendo il popolo di Dio in tutte le loro attività missionarie.

Immagine d'archivio delle Figlie della Croce a Parma

Eventi teatrali e culturali correlati

Il testo fornito menziona anche diversi eventi e teatri, che, pur non essendo direttamente collegati alla storia di Via Santa Giovanna Elisabetta o della santa, sono contestualizzati in un discorso più ampio di attività culturali e teatrali. Tra questi:

  • La chiusura del Teatro Cassia a Roma Nord, aperto nel 2009, e le speranze di una sua riapertura o di una nuova sede.
  • La riapertura del Teatro Solvay a Rosignano Solvay per la stagione 2025/2026, con un cartellone che include spettacoli di musica, cabaret e teatro, con la partecipazione di artisti come Elio, Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli.
  • La programmazione del Teatro Solvay che prevede nove appuntamenti tra teatro, musica e danza, con un focus su artisti e opere che spaziano dai classici al teatro moderno e contemporaneo.
  • La messa in scena di opere come "Rosencrantz e Guildenstern sono morti" di Tom Stoppard, "Brokeback Mountain" adattato da Ashley Robinson, e uno spettacolo con Veronica Pivetti incentrato sulla figura femminile e le teorie scientifiche del secolo scorso.
  • La rappresentazione de "Il berretto a sonagli" di Luigi Pirandello con Silvio Orlando nel ruolo di Ciampa, e "Matteotti (anatomia di un fascismo)" che ripercorre l'ascesa del fascismo.
  • Spettacoli che esplorano il Teatro dell'Assurdo e il mito di Sisifo, come "Sisifo felice / Smiling Sisyphus".

Ildegarda di Bingen: La Monaca che Vide la Luce Divina documentario

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