Come reagisci quando le cose vanno male? Il fatto che tu stia vivendo per Dio non vuol dire che non ci saranno problemi. Però, possiamo essere sicuri che Dio ha sempre il controllo di ciò che ci accade. Oggi, vogliamo considerare come gli apostoli e i primi credenti hanno reagito quando si trovavano in gravi problemi. Stiamo studiando il libro degli Atti. Nel capitolo 3, abbiamo considerato come Dio ha compiuto un miracolo tramite Pietro e Giovanni quando sono andati al tempio, guarendo l'uomo nato zoppo. Essi hanno usato subito questa opportunità per proclamare l'Evangelo alla folla, dichiarando il peccato dei loro ascoltatori e il perdono in Gesù, il Cristo. Hanno spiegato che le profezie, che i Giudei conoscevano bene, parlavano del Cristo, e che dalle profezie adempiute chiaramente in Gesù il Nazareno, era chiaro che Gesù è il Cristo. E così Pietro ha predicato Gesù Cristo a questa grande folla. La Parola di Dio è stata proclamata, la salvezza in Cristo annunziata. Spesso, quando Cristo viene proclamato, Satana suscita opposizione. Ed è stato così in questo caso. Vogliamo considerare quello che è successo a Pietro e Giovanni, e poi, come essi hanno reagito, affinché possiamo imparare anche noi come dobbiamo reagire alle difficoltà della vita.
L'Arresto e l'Inizio della Persecuzione (Atti 4:1-4)
Mentre Pietro e Giovanni ammaestravano il popolo dopo la guarigione dello storpio, si verificarono eventi che avrebbero segnato l'inizio della persecuzione della chiesa.
Leggiamo Atti 4:1-3:
“1 Ora, mentre essi parlavano al popolo, i sacerdoti, il comandante del tempio e i sadducei, piombarono su di loro, 2 indignati perché ammaestravano il popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dai morti. 3 Li arrestarono e li misero in prigione fino al giorno dopo, dato che ormai era sera.”
I capi religiosi e il comandante del tempio piombarono su Pietro e Giovanni, furiosi perché essi parlavano e insegnavano nel nome di Gesù Cristo. Questa fu la prima persecuzione contro la nascente chiesa. Il comandante del tempio si riferiva alle forze di polizia della zona del tempio; l'enfasi nell'originale descrive una cattura e un arresto improvvisi. Questi uomini erano irritati perché Pietro e Giovanni annunciavano la risurrezione dai morti in Gesù, una dottrina che i Sadducei, che controllavano il tempio, non credevano e non volevano che fosse propagata.
Ciò che rendeva questi capi religiosi così furiosi era il fatto che Pietro e Giovanni dichiaravano a questa grande folla che la salvezza, descritta come risurrezione dai morti, era in Gesù. Annunciavano al popolo che quel Gesù che questi capi religiosi avevano fatto crocifiggere pochi giorni prima era vivo e aveva il potere di perdonare e di dare vittoria sulla morte. Annunciare che Gesù è il Cristo mostrava che questi capi religiosi erano dei falsi, perché loro avevano condannato Gesù alla morte, dichiarandoLo un falso profeta. Perciò, i capi religiosi erano indignati e li gettarono in prigione fino al giorno seguente, essendo quasi sera.
Gesù aveva annunciato più volte che ci sarebbe stata opposizione per i suoi seguaci, come in Matteo 5:10-12: "Beati coloro che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati sarete voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli, poiché così hanno perseguitato i profeti che furono prima di voi." Anche in Matteo 10, Gesù annunciò ai discepoli che ci sarebbe stata persecuzione, ma che non dovevano preoccuparsi, perché lo Spirito Santo li avrebbe guidati. In Atti 4, vediamo un chiaro adempimento di queste parole, poiché lo Spirito Santo diede a Pietro le parole giuste, e egli parlò con franchezza e coraggio.
Quando avviene una persecuzione per i credenti, in realtà è Satana che spinge gli uomini a perseguitarli, cercando di ostacolare l'opera di Dio. Questi capi religiosi non volevano perdere il loro potere sul popolo e perciò volevano ostacolare gli apostoli nel predicare che Gesù è il Cristo. Però, né Satana né gli uomini possono ostacolare l'opera di Dio.

La Crescita Miracolosa della Chiesa
Nonostante i capi religiosi avessero arrestato Pietro e Giovanni pubblicamente, molti di quelli che avevano sentito Pietro e Giovanni parlare di Gesù Cristo credettero. Leggiamo il versetto 4:
"4 Molti però di quelli che avevano ascoltato la Parola credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila."
Incredibile: il numero di credenti raggiunse circa cinquemila. Poco tempo prima, nel giorno di Pentecoste, Dio aveva operato potentemente e aveva salvato circa tremila persone. Da come è qui riportato, comprendiamo che in questo giorno Dio salvò altre duemila persone circa. Quindi, in poco tempo, la chiesa era cresciuta e era composta da quasi cinquemila persone. Il modo in cui la parola "uomini" è usata qui può indicare persone, sia uomini che donne. Quando Dio è all'opera, la persecuzione che Satana suscita non può limitare la potenza di Dio. Anzi, nei secoli, si è verificato che molto spesso la chiesa è cresciuta di più in momenti di persecuzione che quando tutto era facile.

L'Interrogatorio Davanti al Sinedrio (Atti 4:5-7)
Pietro e Giovanni, insieme all'uomo che Dio aveva guarito, si trovavano in prigione, pronti per essere esaminati il giorno dopo. Erano davanti al Sinedrio, la più alta autorità della nazione, oltre ai Romani. Il Sinedrio aveva il potere di applicare qualunque condanna tranne la pena di morte. Era stato questo stesso Sinedrio che poco tempo prima aveva consegnato Gesù a Pilato per essere messo a morte. Quindi, Pietro e Giovanni si trovavano davanti a degli uomini con grande potere e autorità.
Leggiamo Atti 4:5-7:
"5 Il giorno dopo i capi, gli anziani e gli scribi si radunarono in Gerusalemme, 6 insieme con Anna, sommo sacerdote, e con Caiafa, Giovanni, Alessandro e tutti quelli che appartenevano alla parentela dei sommi sacerdoti. 7 Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?»."
Notate che questi uomini erano capi, anziani e scribi. Gli scribi erano gli esperti religiosi, conoscevano molto bene la Bibbia. Quindi, questi uomini credevano di poter intimidire Pietro e Giovanni con i loro discorsi teologici. In più, c'erano i capi e gli anziani, uomini con molto potere. Pietro e Giovanni stavano in mezzo a tutti; il Sinedrio era composto da 72 uomini, che si radunavano in un grande cerchio, una posizione in cui era facile sentirsi a disagio. Questi uomini erano considerati i più religiosi della nazione, paragonabili ai cardinali nella chiesa romana, ma in realtà erano nemici di Dio. Pur parlando sempre di Dio e presentandosi come guide religiose, non cercavano la gloria di Dio, ma cercavano piuttosto di mantenere il loro potere sul popolo.
La domanda che fecero a Pietro e Giovanni, "Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?", rivela che capivano benissimo che c'era stato un grande miracolo. Volevano sapere da dove veniva il potere di compiere quel miracolo, poiché sapevano di non avere loro stessi il potere di compiere miracoli così grandi. In sé e per sé non si trattava di una richiesta illegittima, dato che erano i custodi della fede ebraica e dovevano preoccuparsi di tutto quello che veniva insegnato sul monte del tempio.

La Risposta Coraggiosa di Pietro: Gesù Cristo, l'Unica Via di Salvezza (Atti 4:8-12)
Prima di leggere la risposta di Pietro, ricordiamo che poche settimane prima, quando questo stesso Sinedrio aveva arrestato Gesù, Pietro aveva un timore di loro così grande che aveva giurato di non conoscere Gesù. Adesso, sta davanti a questi uomini, che gli chiedono una spiegazione per il miracolo che aveva compiuto. Pietro sapeva benissimo che se avesse parlato di Gesù Cristo, le cose sarebbero andate molto male. Ma la sua risposta, che troviamo nei versetti 8-12, è molto potente.
Leggiamo Atti 4:8-12:
“8 Allora Pietro, ripieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani d’Israele, 9 se oggi noi siamo giudicati intorno ad un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere come egli è stato guarito, 10 sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù di lui compare davanti a voi quest’uomo completamente guarito. 11 Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi costruttori, è diventata pietra d'angolo. 12 E in nessun altro vi è la salvezza; poiché non vi è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati».”
Il coraggio e la franchezza di Pietro ci mostrano che Dio aveva compiuto un miracolo in lui. Anziché essere pieno di timori, Pietro parla con grande franchezza, dichiarando schiettamente che questi uomini erano colpevoli di aver crocifisso il Cristo! La prima cosa da notare è che Pietro era
Pietro chiede se sono giudicati per un beneficio fatto a un uomo infermo, mostrando che quello che avevano fatto era una buona opera, oltre ad un miracolo. Questo dimostra che era assurdo che loro fossero giudicati, in quanto avevano fatto una buona opera, e mette in evidenza l'ipocrisia di questi uomini. Le parole di Pietro nel versetto 10, "sia noto a tutti voi e a tutto il popolo di Israele", sottolineano che la verità che stava per dichiarare era così importante che tutti dovevano riconoscerla. Per mezzo dello Spirito Santo, Pietro non solo non aveva più timore, ma parlava con grande franchezza.
Pietro dichiara che questo miracolo è stato fatto nel nome di
Nel versetto 11, Pietro cita il Salmo 118:22, "Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi costruttori, è diventata pietra d'angolo". Con questa profezia, dimostra che la colpa dei capi religiosi era gravissima: avevano rigettato Colui che in realtà è il Signore, la testata d'angolo. Gesù Cristo è l'adempimento delle profezie, Colui dal quale dipende tutto. Tutta l'opera di Dio è fondata in Cristo; la salvezza dipende da Lui.
Pietro continua, dichiarando che la salvezza è
La seconda verità cruciale è che l'unica salvezza è per mezzo di Gesù Cristo. Non esiste alcun altro nome per mezzo del quale gli uomini devono essere salvati. Il nome di Cristo rappresenta la sua persona, la sua santità, la sua giustizia e l'opera che ha compiuto sulla croce e con la sua risurrezione per acquistare la salvezza per coloro che si ravvedono e credono in Lui. Non esiste alcun altro mediatore, nessuno altro Salvatore. Tutte le religioni che negano che Gesù è il Cristo, Dio incarnato, sono false e non portano alla salvezza. Nessuno sarà salvato per le buone opere. Questa è la verità che Pietro annunciò con franchezza e che vale ancora oggi per ogni persona nel mondo.
La Reazione del Sinedrio e la Liberazione (Atti 4:13-22)
Il Sinedrio rimase stupito dalla
Non potendo dire nulla contro la guarigione dell'uomo zoppo, un miracolo autentico e innegabile, i membri del Sinedrio si consultarono fra loro. Probabilmente, come suggerito da alcuni, Luca venne a sapere di questa discussione perché uno dei membri, Saulo di Tarso, sarebbe poi diventato cristiano. Essi dissero: "Che faremo a questi uomini? Perché è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che un evidente miracolo è stato fatto da loro, e noi non lo possiamo negare; ma affinché questo non si divulghi maggiormente fra il popolo, imponiamo loro con severe minacce di non parlare più a nessun uomo in questo nome." La loro corruzione era palese, non negavano il miracolo, ma cercavano solo di fermarne la diffusione.
Ma Pietro e Giovanni, rispondendo loro, dissero con fermezza: "Giudicate voi, se è giusto davanti a Dio ubbidire a voi, piuttosto che a Dio. Noi non possiamo non parlare delle cose che abbiamo viste e udite." Era scontato che dovessero ascoltare Dio e non l'uomo. La loro convinzione non era solo un'idea, ma l'esperienza diretta di Cristo risorto. Nonostante le nuove minacce, li lasciarono andare, non trovando alcun modo per punirli, a motivo del popolo, poiché tutti glorificavano Dio per ciò che era accaduto. La situazione, iniziata con un arresto, si concluse con la glorificazione di Dio e la liberazione degli apostoli.

La Preghiera della Comunità e il Nuovo Riempimento dello Spirito Santo (Atti 4:23-31)
Quando furono rilasciati, Pietro e Giovanni ritornarono dai loro compagni e riferirono tutte le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano loro detto. In tutta risposta, la prima comunità cristiana organizzò un incontro di preghiera.
Leggiamo Atti 4:23-31:
“23 Quando furono rilasciati, ritornarono dai loro e riferirono tutte le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano loro detto. 24 Ed essi, udito ciò, alzarono a Dio la voce in preghiera, concordemente, e dissero: «O Signore, tu sei il Dio che hai fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; 25 tu, per mezzo dello Spirito Santo, hai detto per bocca del tuo servo Davide, padre nostro: “Perché si sono adirate le genti e i popoli hanno macchinato cose vane? 26 I re della terra si sono sollevati e i principi si sono riuniti insieme contro il Signore e contro il suo Cristo”. 27 Poiché in verità, contro il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato con i Gentili e con il popolo d'Israele, 28 per fare tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero. 29 Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza, 30 stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi per il nome del tuo santo servitore Gesù». 31 E dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano radunati tremò, e furono tutti ripieni di Spirito Santo e annunziavano la parola di Dio con franchezza."
La comunità pregò in maniera udibile e all'unanimità, non con confusione, ma con un solo spirito. Cominciarono ricordando a loro stessi a chi stavano rivolgendo la propria preghiera, rivolgendosi a Dio come "Signore", usando il termine greco "despotes", che indica un proprietario o un governante dal potere indiscusso. Riconobbero che le parole di Re Davide nel Salmo 2 erano veramente le parole di Dio e le citarono: "Perché si sono adirate le genti e i popoli hanno macchinato cose vane?". Questo Salmo esprime piena fiducia in Dio e nella Sua vittoria, aiutando i discepoli a valutare le circostanze alla luce della Parola di Dio.
La loro richiesta era finalizzata alla causa e alla gloria di Dio: "Concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza". Desideravano essere strumenti di evangelizzazione e di esecuzione di segni che confermassero la predicazione, consapevoli che non può esistere vera "parola" senza lo "Spirito". Non chiedevano di evitare i problemi, ma la grazia di andare avanti con fermezza nel loro lavoro e di non temere. Lo Spirito Santo deve manifestarsi liberamente nelle nostre vite, nelle nostre azioni e nei nostri incontri.
Il risultato fu immediato e potente: il luogo dove erano radunati tremò, e furono tutti ripieni di Spirito Santo. Furono di nuovo riempiti di Spirito Santo, a dimostrazione che la Pentecoste non era stata un'esperienza una tantum, ma che il riempimento dello Spirito è un'esperienza continua. E così annunziavano la parola di Dio con franchezza, quella franchezza chiara e audace che avevano chiesto. Il versetto 33 conferma: "con grande potenza rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù". Essere cristiani non è un gioco, ma una scelta di vita, di morire a sé stessi e farsi guidare dallo Spirito!

La Vita della Comunità Primitiva: Unità e Condivisione (Atti 4:32-37)
La chiesa primitiva era caratterizzata da una profonda unità e carità, come descritto in Atti 4:32-37.
Leggiamo Atti 4:32-37:
“32 La moltitudine di coloro che avevano creduto era d'un sol cuore e di un'anima sola; nessuno diceva sua proprietà quello che possedeva, ma ogni cosa era fra loro in comune. 33 Con grande potenza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù, e grande grazia era sopra tutti loro. 34 Infatti non vi era alcun bisognoso fra di loro, perché tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano e portavano il ricavato delle cose vendute, 35 e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno, secondo il suo particolare bisogno. 36 Or Iose, soprannominato dagli apostoli Barnaba (il che interpretato significa Figlio di esortazione), levita, di origine cipriota, 37 che possedeva un campo, lo vendette e ne depose il ricavato ai piedi degli apostoli.”
I discepoli si amavano l'un l'altro, frutto benedetto del precetto di Cristo. Erano "d'un sol cuore e di un'anima sola", indicando un'unità di intenti e spirito, non una conformità organizzativa. Riconoscevano che tutto apparteneva a Dio e al Suo popolo. Nonostante questa condivisione, non è corretto considerarla una forma di comunismo, poiché il comunismo impone la proprietà comune, mentre nella chiesa primitiva era una scelta volontaria dettata dalla generosità.
Non vi era alcun bisognoso fra di loro, perché tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano e portavano il ricavato agli apostoli, che poi lo distribuivano secondo il bisogno di ciascuno. Questo tipo di donazioni radicali era necessario per venire incontro ai bisogni di una chiesa che cresceva tanto rapidamente, anche a causa del gran numero di nuovi credenti provenienti da terre lontane. Si manifestava una "grande potenza" nella testimonianza degli apostoli e una "grande grazia" (letteralmente "mega grazia") era sopra tutti loro, il favore di Dio e il Suo sorriso dal cielo.
Un uomo di nome Iose, soprannominato dagli apostoli
