Via Sant'Isaia a Bologna: Storia, Architettura e Vita Urbana

La Strada di Sant’Isaia a Bologna si estende dalla porta della città fino alla Seliciata di San Michele del Monte. La sua lunghezza è di pertiche 155,9.

Origini e Primi Insediamenti

Già in epoca medievale, la zona era oggetto di insediamenti. Un rogito di Rolando Guarini del 10 dicembre 1135, infatti, ricorda una casa con orto posta nei pressi della Porta Sant’Isaia, situata fuori dal serraglio nel Borgo dei Palj. Tale area è storicamente legata al convento di San Giovanni Battista.

Mappa storica di Bologna con evidenziata Via Sant'Isaia

Le Porte di Sant'Isaia e gli Eventi Storici

La storia di Via Sant'Isaia è strettamente legata agli eventi che hanno interessato le porte della città. Il 3 agosto 1340, in occasione della transazione fra la Santa Sede e Taddeo Pepoli, fu chiusa la porta della città detta di S. Mattia. Lo stesso provvedimento fu adottato per le porte di Saragozza, del Pradello, di S. Felice, delle Lamme, del Borgo di Galliera, della Mascarella e di S. Donato. Ulteriori chiusure di altre porte seguirono nei giorni 4, 5 e 6 agosto.

Il 22 agosto 1340, le chiavi delle porte furono consegnate dal Legato Beltramino a Taddeo Pepoli, il quale ne ordinò la riapertura di tutte, nominandole ad una per una. È interessante notare come non si faccia menzione esplicita della riapertura della porta di S. Mattia. Tuttavia, poiché la porta di S. Mattia non è ricordata dalle cronache storiche come entità autonoma, ma tutte le altre porte della città sono nominate ad eccezione di quella di Sant’Isaia, si deduce che la porta di S. Mattia corrispondesse alla Porta di Sant’Isaia.

Questa contrada rimase priva di una comunicazione diretta con la campagna per un lungo periodo, dal luglio del 1445 al maggio del 1568. Tale interruzione fu causata dalla chiusura dell’antica porta del Pradello, da dove fuggirono i Canetoli e altri assassini di Annibale I, ucciso il 24 giugno 1445. La situazione si protrasse fino all’apertura della nuova Porta Pia, inaugurata il 23 maggio 1568 in onore di Papa Pio V dei Ghisilieri, un ramo della stessa famiglia che ebbe un ruolo nella morte del Bentivoglio.

La prima pietra per la costruzione della Porta Pia fu posata l’11 novembre 1567, e per le Rogazioni minori dell’anno successivo fu aperta, con la processione della Beata Vergine di San Luca che vi transitò per prima. La strada adiacente a detta porta fu riconosciuta come troppo stretta e, per questo motivo, fu ampliata con pertiche 43 e piedi 80 di terreno forniti da Urbano de Plodio, e con pertiche 38 e piedi 85 dall’ospedale della SS. Trinità, noto anche come della Montanara, unito a quello di San Bartolomeo di Reno. Il 18 settembre 1571, il Cardinal Paleotti, vescovo di Bologna, diede facoltà al Reggimento di occupare una parte di terreno dell’ospedale di San Bartolomeo di Reno, ossia della SS. Trinità, per questo scopo. Questo decreto fa supporre che nel 1571 la porta non fosse ancora stata completata.

Già nel 1256, la pubblicazione dei bandi pubblici avveniva davanti al trebbo della chiesa di Sant’Isaia nell'omonimo borgo, e davanti alla casa di Guido.

Illustrazione o ricostruzione storica della Porta Sant'Isaia a Bologna

Edifici e Punti di Interesse Storici in Via Sant'Isaia

Lungo il percorso di Via Sant’Isaia, si trovano diversi edifici di rilevanza storica e religiosa:

  • Ai numeri 451, 452, 453, 454: la Chiesa e il Convento delle monache Domenicane, note come di San Giovanni Battista.
  • Ai numeri 12, 14, 16, 18, 20, 22 (N.413, N.414, N. 415): un’altra Chiesa e un Convento di monache Domenicane, dette di San Michele del Monte.
  • Al numero 10 (N.411, N.412): l’Orto dei Padri di San Michele del Monte.
  • Al numero 77/2 (N.469, N.470): la Chiesa e la Compagnia delle Stimmate di San Francesco.
  • Al numero 5 (N.520): la Chiesa di San Michele del Monte.
  • La strada attraversa inoltre il Borghetto di San Michele del Monte.
Foto attuale della Chiesa di San Giovanni Battista in Via Sant'Isaia

Compravendite Immobiliari Storiche nella Zona di Sant'Isaia

La documentazione storica rivela numerose transazioni immobiliari avvenute nella zona di Sant'Isaia nel corso dei secoli:

  • 1352, 22 dicembre: Bartolomeo di Cambio Zambeccari vendette a Bartolomea Bolognetti una casa e una casetta in zona Sant’Isaia per L. 50.
  • 1422, 25 febbraio: Bonifacio del fu Carlo Zambeccari vendette a Galeazzo Gessi tre delle quattro parti di una casa in Sant’Isaia per L. 200.
  • 1528, 8 febbraio: Giorgio di Francesco Ghisilieri acquistò da Michele del fu Girolamo Guastavillani una casa in Sant’Isaia (o più probabilmente "sotto Sant’Isaia") per L. 2500. Il rogito fu redatto da Filippo Bombelli. La proprietà confinava a mezzodì (esposto alla via in Strada Sant’Isaia) con il venditore Giovanni di mastro Cristoforo da Carpo, le suore di San Lodovico e Girolamo Laffi, un beccaro. I Laffi confinavano con i Tanara, i quali a loro volta confinavano con il Guastavillani, confermando che questa casa si trovava nel Borghetto di San Michele del Monte.
  • 1531, 25 gennaio: Angelo Michele Guastavillani comprò da Giuseppe dalla Torre una casa in zona Sant’Isaia per L. 3000.

L'Appartamento in Via Sant'Isaia 38, Bologna

Nel cuore del centro storico di Bologna, in Via Sant'Isaia 38, è disponibile per l'affitto un appartamento di pregio di 140 mq, situato al quarto piano di un edificio dotato di ascensore. L'immobile, completamente arredato e curato nei minimi dettagli, presenta un layout funzionale con sei vani, quattro camere da letto e due bagni, affiancati da una cucina abitabile. La classe energetica dichiarata è F.

La zona giorno, accogliente e ben definita, si sviluppa attorno a una sala spaziosa e un ripostiglio, con un balcone che offre un'apertura sulla città. Gli ambienti sono dotati di doppi vetri, che garantiscono comfort termico e acustico, mentre i sanitari sospesi nei bagni conferiscono un tocco contemporaneo e funzionale.

Interni dell'appartamento in Via Sant'Isaia 38, Bologna

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