La figura di Santa Teresa di Lisieux, nota anche come Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, ha avuto un impatto assai rilevante, specialmente grazie alla sua autobiografia "Storia di un'anima", pubblicata postuma nel 1898. Nel 2023 è ricorso il 150º anniversario della sua nascita e il 100º della sua beatificazione.
Dal 1927 è patrona dei missionari assieme a San Francesco Saverio e dal 1944 è patrona secondaria di Francia assieme a Santa Giovanna d'Arco. La sua festa liturgica ricorre il 1º ottobre o il 3 ottobre (data stabilita in origine e ancora rispettata da chi segue la messa tridentina del rito romano).
Le origini e la famiglia
I genitori: Louis e Zélie Martin
Louis Martin e Zélie Guérin si conobbero nel 1858 sul ponte Saint-Léonard d'Alençon, sul fiume Sarthe. Dopo un breve fidanzamento, si sposarono il 13 luglio 1858 nella basilica di Notre-Dame di Alençon. Ebbero nove figli, dei quali quattro morirono entro la prima infanzia. Nel 1865, otto anni prima della nascita di Teresa, Zélie scoprì un nodulo dolente al seno, forse i primi segni del tumore che l'avrebbe portata alla morte dodici anni dopo.
La nascita e la prima infanzia
Teresa nacque il 2 gennaio 1873 in rue saint-Blaise 50 ad Alençon, Normandia, quando il padre aveva 49 anni e la madre 41. Fu battezzata due giorni dopo nella basilica di Notre-Dame ad Alençon, avendo come padrino Paul Boul e come madrina la sorella maggiore Marie. All'età di due mesi, Teresa soffrì di gastroenterite e, su consiglio del medico, fu affidata a una nutrice, Rose Taillé, che aveva già allattato i suoi fratelli maschi. Tornata a casa, era già capace di camminare da sola.

Un ambiente familiare devoto
Teresa crebbe in una famiglia di devoti cattolici: i genitori assistevano ogni mattina alla messa delle cinque e mezza e si attenevano scrupolosamente ai digiuni e alle preghiere secondo i tempi dell'anno liturgico. Rimasta orfana di madre a quattro anni e mezzo, Teresa intravide nella sorella Pauline, allora sedicenne, colei che avrebbe potuto sostituire la figura materna.
Il trasferimento a Lisieux e la "Notte della Fede"
La nuova vita a Lisieux
Nel 1877, Louis e le sue cinque figlie si trasferirono a Lisieux per essere più vicini a Isidore Guérin, fratello di Zélie, e alla sua famiglia, assecondando il desiderio manifestato da Zélie prima di morire. Marie, ormai diciassettenne, si occupava della casa con l'aiuto di una domestica, mentre Pauline, che ne aveva sedici, seguiva l'educazione e l'istruzione, anche religiosa, delle tre più piccole, Léonie, Céline e Teresa. Quest'ultima risentiva profondamente dei cambiamenti: all'animazione della bottega di Alençon, sempre piena di clienti e lavoranti, succedette l'atmosfera raccolta della grande casa dove si vedevano poche persone.
L'esperienza scolastica
A otto anni e mezzo, il 3 ottobre 1881, Teresa entrò all'abbazia di Notre-Dame du Pré, nella scuola animata dalle benedettine a Lisieux, facendo ritorno a casa ogni sera. L'esperienza del convitto le permise di scoprire la vita comunitaria, alla quale, tuttavia, non era ancora preparata. Non riusciva a fare amicizia con le compagne più grandi, invidiose del suo buon rendimento scolastico; piangeva spesso, anche se si imponeva di non lamentarsi. La sua insegnante la descrisse come una bambina obbediente, calma e silenziosa, a volte un po' malinconica. Teresa affermò più tardi che quei cinque anni furono tra i più tristi della sua vita e che in quel periodo non trovava conforto se non nella presenza della sua cara Céline.
Il richiamo alla vita Carmelitana
Teresa viveva con sollievo il ritorno a casa, dove ritrovava la sua famiglia e la sua gioia di vivere. I giovedì e le domeniche erano attesi con impazienza, poiché la cugina Marie Guérin, sua coetanea, veniva a farle visita. Le piaceva molto leggere libri edificanti. Nel corso dell'estate 1882, Teresa venne d'improvviso a conoscenza del fatto che la sorella Pauline stava per entrare al Carmelo; la prospettiva di perdere la sua "seconda mamma" la condusse alla disperazione: «avendolo appreso per caso, fu come se una spada avesse trafitto il mio cuore». Pauline, cercando di consolarla, le descrisse la vita di una monaca carmelitana: a quelle parole, anche Teresa si sentì chiamata alla vita del Carmelo.
Un periodo di malattia e guarigione
Durante le vacanze di Pasqua del 1883, Louis Martin organizzò un viaggio a Parigi con Marie e Léonie, mentre lo zio Isidore accolse a casa propria Céline e Teresa. Il 25 marzo, sera di Pasqua, durante la cena, fu ricordata Zélie; Teresa si abbandonò ad un pianto incontenibile e passò una notte molto agitata. Davanti alla complessità dei suoi disturbi, lo zio mandò un telegramma al padre, che fece ritorno da Parigi. Teresa continuò per alcune settimane a manifestare diversi sintomi (tremori, convulsioni, allucinazioni, deliri e fobie). Per prudenza, si prolungò la convalescenza di Teresa fino alle vacanze estive, che furono l'occasione per lei di lasciare Lisieux e di fare il proprio "ingresso nel mondo". Dopo molto tempo si ritrovò ad Alençon e nei luoghi della prima infanzia, ma nel contempo rivide anche la tomba della madre, che tanto le mancava.
Prima Comunione e "Comunione Solenne"
Dopo la guarigione e una lunga e accurata preparazione catechistica sotto la guida della sorella Marie, l'8 maggio 1884 Teresa fece la prima comunione: durante la messa pianse a dirotto, vivendo quel momento con lacrime di gioia. Nei suoi scritti ricordò tutta l'intensità del primo incontro con l'eucaristia, che attese per diversi mesi. Nel maggio 1885, Teresa si preparava alla "comunione solenne" (a quei tempi nota come "seconda comunione"). Durante il ritiro, l'abate Victor-Louis Domin, insegnante di religione, insistette in modo particolare sul divieto di peccare e sulla gravità dei peccati mortali. Le "pene dell'anima" che avevano tanto tormentato Teresa si risvegliarono bruscamente. La ragazza si incupì, credendosi in stato di peccato, e sviluppò un forte e generalizzato senso di colpa. Si confidò con Marie, la sua "ultima madre", che l'aiutò a preparare le sue confessioni, mettendo da parte tutte le sue paure.
Le sorelle al Carmelo e la "Notte di Natale"
Il 15 ottobre 1886 anche la sorella maggiore Marie entrò nel Carmelo di Lisieux e divenne suor Marie du Sacré-Cœur, mentre il 7 ottobre Léonie fu ammessa tra le clarisse. Louis Martin aveva ormai con sé, a Les Buissonnets, soltanto le due figlie più piccole. Alla vigilia di Natale, come ogni anno, dopo aver assistito alla messa di mezzanotte, Teresa, allora tredicenne, mise le calze davanti al camino per ricevere lì i suoi regali. Molte cose cambiarono dopo quella notte, che segnò l'inizio della terza parte della sua vita. Teresa si avvicinò a Céline, che divenne la sua nuova confidente. Questo episodio mise in luce un aspetto fondamentale della teologia teresiana, quello della misericordia divina: si convinse che Dio aveva perdonato Pranzini. Intanto, Teresa si sentiva ormai pronta ad entrare al Carmelo di Lisieux, immaginando anche la data d'ingresso, il 25 dicembre 1887, primo anniversario della sua "conversione".
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Il pellegrinaggio a Roma e l'ingresso in convento
L'udienza con Papa Leone XIII
Teresa ripose le sue speranze su papa Leone XIII, che Louis Martin avrebbe dovuto incontrare durante un pellegrinaggio a Roma, organizzato dalla diocesi di Coutances. Nel 1887, per il giubileo indetto per i 50 anni di sacerdozio di Leone XIII, le diocesi di Coutances e di Bayeux e Lisieux organizzarono un pellegrinaggio a Roma, dal 7 novembre al 2 dicembre. La partenza era fissata da Parigi: il padre approfittò dell'occasione per far visitare la capitale alle ragazze. Un treno esclusivo, utilizzato per il pellegrinaggio, li condusse in Italia, dopo aver attraversato la Svizzera. La mattina del 20 novembre 1887 giunse il momento dell'udienza da Leone XIII. Dopo la messa celebrata dal papa nella cappella pontificia, il vicario generale del vescovo di Bayeux e Lisieux presentò i componenti del gruppo al pontefice, facendo loro espresso divieto di parlargli. Nonostante ciò, Teresa, venuto il suo turno, si inginocchiò piangendo davanti al pontefice, chiedendo il permesso di entrare in convento.
L'inizio della vita Carmelitana
Al monastero fu accolta dalla priora, madre Marie de Gonzague. Dal suo ingresso in poi, Teresa cercò di conformarsi alle regole del Carmelo, che imparò di giorno in giorno, insieme ad altre quattro novizie. In seguito, divenuta assistente della maestra delle novizie, sottolineò quanto fosse importante l'obbedienza alla regola monastica, facendo della sua esperienza una massima: «Quand'anche tutte trasgredissero la Regola, non sarebbe un motivo per giustificarci.» Il 10 gennaio 1889, con la vestizione e l'emissione dei voti temporanei, Teresa fece il suo ingresso nel noviziato, assumendo ufficialmente il nome religioso di suor Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo. La cerimonia fu presieduta dal vescovo Flavien Hugonin. Un mese dopo la vestizione di Teresa, il 12 febbraio 1889, il padre ebbe una ricaduta (gli fu diagnosticata un'aterosclerosi cerebrale): lo trovarono in stato confusionale con una pistola in mano. Teresa si rifugiò nel silenzio, affidandosi alla preghiera e alla lettura della Bibbia. Teresa trovò conforto nella benevolenza della fondatrice del Carmelo di Lisieux, madre Geneviève, che l'aiutò e la guidò in più occasioni. L'8 settembre 1890, a diciassette anni e mezzo, pronunciò i voti per la professione solenne. Questa cerimonia si svolse all'interno del monastero del Carmelo. Il 24 settembre ebbe luogo la cerimonia pubblica. Il padre non poté partecipare, il che rattristò molto Teresa.
Morte del padre e maturazione vocazionale
Il 10 maggio 1892, il padre di Teresa fu dimesso dall'Istituto di Caen dove era ricoverato. Il vecchio Louis poté incontrare, dopo lungo tempo, le tre figlie nel parlatorio del Carmelo. Gli anni che seguirono furono quelli della maturazione della sua vocazione. Teresa evitò di lasciarsi coinvolgere nelle discussioni che talvolta disturbavano la vita comunitaria: era solo dedita alla preghiera continua. Nel 1893 madre Marie de Gonzague giunse al termine del suo secondo mandato consecutivo di priorato. Nel 1894 Teresa scrisse le sue prime Pie ricreazioni. Il 29 luglio 1894 Louis Martin morì, assistito dalla figlia Céline, che da diversi anni pensava di seguire la vita monastica delle sorelle.

La "Piccola Via" e la malattia
Il centenario delle Carmelitane di Compiègne e il desiderio di santità
Nel 1894 fu celebrato il centenario del martirio delle carmelitane di Compiègne, all'epoca non ancora beate. Le sedici monache carmelitane scalze furono giustiziate il 17 luglio 1794 per aver rifiutato di rinunciare al voto monastico, nel contesto della Rivoluzione francese. Questo avvenimento ebbe una grande ripercussione in tutta la Francia e ancor più nel Carmelo di Lisieux. Le religiose del Carmelo di Compiègne chiesero alle consorelle di Lisieux di contribuire all'abbellimento della loro cappella, in occasione della ricorrenza Teresa di Gesù Bambino e Teresa di Sant'Agostino ricamarono degli stendardi. Teresa entrò al Carmelo con il desiderio di diventare una santa. Già alla fine del 1894, dopo sei anni di vita carmelitana, riconobbe che questo obiettivo era quasi impossibile da raggiungere: si vedeva con numerose imperfezioni e non si riconosceva il carisma di Teresa d'Avila, Paolo di Tarso o altri grandi santi. Soprattutto, vedeva i propri limiti, che la facevano sentire insignificante e ancora lontana da quell'amore senza difetti che intendeva praticare. Comprese allora che era su questa piccolezza che avrebbe dovuto contare per domandare l'aiuto di Dio.
L'infanzia spirituale e la "Via Nuova"
In alcune lettere, a partire dal febbraio 1895, aggiunse nella firma l'aggettivo "toute petite", "piccolissima", prima del suo nome. Fino a quel momento, Teresa impiegò il termine "piccolezza" per ricordare il suo desiderio di vita nascosta e discreta. All'interno della Chiesa cattolica, la via teresiniana dell'abbandono a Dio è nota come uno stato d'infanzia spirituale. Come scriveva lei stessa: «Voglio cercare il mezzo di andare in Cielo per una via ben diritta, molto breve, una piccola via tutta nuova. Siamo in un secolo d'invenzioni, non vale più la pena di salire gli scalini, nelle case dei ricchi un ascensore li sostituisce vantaggiosamente.» E continuava: «Le tue braccia, o Gesù, sono l'ascensore che mi deve innalzare fino al cielo!»
La missione e la malattia
In ottobre, un seminarista, Maurice Bellière, chiese al Carmelo di Lisieux che una suora sostenesse, con la preghiera e il sacrificio, la sua vocazione missionaria. Madre Agnès gli indicò Teresa, che, avendo sempre sognato di avere un fratello prete, ne fu felicissima. Il 21 marzo 1896 ebbe luogo l'elezione della priora. Nell'aprile del 1896 Teresa contrasse la tubercolosi, che nel giro di diciotto mesi la portò alla morte. Nella notte tra il Giovedì santo e il Venerdì santo fu vittima di una prima emottisi. Lo segnalò a madre Marie de Gonzague, insistendo tuttavia sul fatto di non soffrire. Una seconda crisi si ripeté la notte seguente. Questa volta la priora si preoccupò seriamente e autorizzò il dottor Francis La Néele, marito della cugina di Teresa, Marie-Elisa-Jeanne Guérin, a visitarla. In questo periodo subì una crisi profonda, chiamata "la notte della fede". Le sue angosce non riguardavano l'esistenza di Dio, ma la fede in una vita eterna. Si fece strada in lei la sensazione che sarebbe morta giovane e per niente. Questa prova non le impedì tuttavia di proseguire nella sua vita di monaca carmelitana, continuando a comporre cantici e poesie su richiesta delle consorelle. Quest'oscurità non la lascerà più e persisterà fino alla morte, che avverrà un anno più tardi. «Compresi che l'amore comprendeva tutte le vocazioni, che l'amore era tutto, che abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi.» Nell'aprile 1897 subì i contraccolpi del caso Diana Vaughan, che a partire dal 1895 pubblicò sotto forma di rivista mensile le sue Memorie, in cui raccontò frequentazioni di ambienti satanisti, seguite poi dalla conversione, attribuita dall'autrice a Giovanna d'Arco. Teresa, colpita da questa testimonianza, le scrisse ed espresse la propria vicinanza.