La Barbabietola nell'Alimentazione e le Norme Bibliche sugli Alimenti

La barbabietola è una coltura agricola di grande importanza in alcune regioni del mondo, come l'Ucraina, dove la sua produzione è fondamentale per l'allevamento bovino e suino. Tuttavia, la sua presenza o assenza nella Bibbia, così come le norme alimentari delineate nelle sacre scritture, sono argomenti che meritano un'analisi approfondita.

La Barbabietola nell'Agricoltura Ucraina

In Ucraina, in particolare nella regione meridionale e costiera, la barbabietola rappresenta la produzione agricola più significativa. Questa zona, sebbene soggetta a periodi di siccità, si avvantaggia di sistemi di irrigazione, con lo schema principale che deriva l'acqua dal Lago di Kahovka. Sui cascami della barbabietola, integrati da colture foraggere, si è basato lo sviluppo dell'allevamento bovino e suino.

Norme Alimentari nella Bibbia: Il Libro del Levitico

illustrazione di un antico testo biblico del Levitico

Il libro del Levitico, capitolo 11, fornisce dettagliate istruzioni divine a Mosè e ad Aronne riguardo agli animali che gli Israeliti potevano o non potevano mangiare. Queste norme distinguevano chiaramente tra animali "mondi" e "immondi".

Animali Terrestri

Per quanto riguarda i quadrupedi, era consentito mangiare ogni animale che avesse l'unghia bipartita, divisa da una fessura, e che ruminasse. Erano considerati immondi e proibiti i seguenti:

  • Il cammello, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa.
  • L'ìrace, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa.
  • La lepre, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa.
  • Il porco, perché ha l'unghia bipartita da una fessura, ma non rumina.

Non solo la carne di questi animali era proibita, ma anche toccarne i cadaveri rendeva le persone immonde.

Animali Acquatici

Tra gli animali acquatici, potevano essere mangiati solo quelli che avevano pinne e squame, sia nei mari che nei fiumi. Tutti gli altri esseri acquatici privi di pinne e squame erano considerati un abominio, e la loro carne non doveva essere mangiata.

Volatili e Insetti Alati

Numerosi volatili erano elencati come abominio e non dovevano essere mangiati, tra cui l'aquila, l'ossìfraga, l'aquila di mare, il nibbio, ogni specie di falco e di corvo, lo struzzo, la civetta, il gabbiano, ogni specie di sparviere, il gufo, l'alcione, l'ibis, il cigno, il pellicano, la fòlaga, la cicogna, ogni specie di airone, l'ùpupa e il pipistrello.

Per gli insetti alati che camminano su quattro piedi, era permesso mangiare solo quelli che avevano due zampe sopra i piedi per saltare sulla terra, come diverse specie di cavallette, locuste, acrìdi e grilli. Tutti gli altri insetti alati erano da considerare un abominio.

Animali Striscianti e Impurità

Il Levitico definiva immondi anche tutti gli animali che strisciano per terra, come la talpa, il topo e ogni specie di sauri (toporagno, lucertola, geco, ramarro, camaleonte). Toccando i cadaveri di questi animali o se cadevano su oggetti o cibi, questi diventavano impuri, richiedendo riti di purificazione come il lavaggio delle vesti o la rottura dei vasi di terra.

L'obiettivo di queste leggi era duplice: distinguere tra ciò che era mondo e immondo e promuovere la santità del popolo, poiché il Signore è santo.

La Barbabietola nel Contesto Biblico

Dalle informazioni contenute nel Levitico 11 e in altri testi biblici relativi alle norme alimentari, emerge che la Bibbia si concentra principalmente sulla distinzione tra animali mondi e immondi. Non vi sono menzioni esplicite o implicite della barbabietola, né di altre specifiche colture vegetali, nelle liste di cibi permessi o proibiti. Questo suggerisce che le verdure e i frutti della terra, a meno di specifiche indicazioni come quelle relative ai sacrifici o a periodi di astinenza (es. il voto di Nazireato), erano generalmente considerati alimenti leciti e non soggetti a restrizioni particolari.

"La Bibita degli Dei" nella Mesopotamia Antica

illustrazione di una scena di festa mesopotamica con bevande rituali

Separato dal contesto biblico, un'altra bevanda di rilievo storico è "La Bibita degli Dei", menzionata in testi cuneiformi mesopotamici, inclusi inni religiosi, poemi epici e incantesimi. Questa bevanda, che si credeva potesse conferire saggezza, immortalità o stati alterati di coscienza, era spesso descritta con effetti psicoattivi o salutari, capaci di avvicinare gli umani al divino.

Il consumo di questa "Bibita degli Dei" simboleggiava un atto di intimità con le divinità e rafforzava il legame tra il celeste e il terreno. Aveva un ruolo nei riti di purificazione e nei festival religiosi, soprattutto durante le celebrazioni del raccolto, dove veniva consumata in feste comunitarie per ringraziare gli dei e invocare benedizioni future. Le offerte di questa bevanda agli altari o nei templi erano atti di devozione e riconoscenza.

La composizione esatta rimane un mistero, ma gli studiosi ipotizzano che fosse basata su cereali fermentati, come l'orzo, abbondante in Mesopotamia.

Il Bulgur: Un Cereale Antico

Parlando di cereali, il bulgur, il cui nome significa "orzo bollito" (in italiano "grano spezzato"), è un frumento germogliato che si presenta come un insieme di chicchi di grano duro dalla forma irregolare, più grandi del couscous. Questo cereale integrale si ottiene dopo un lungo processo di lavorazione che include lavaggio, setacciatura, cottura al vapore, essiccazione e taglio in piccoli pezzetti.

Il bulgur vanta una storia antichissima, diffondendosi in Medio Oriente già più di 4000 anni fa, e veniva utilizzato da babilonesi, ittiti e popolazioni ebraiche. Intorno al 1000 a.C., arabi, israeliani e romani consumavano grano essiccato e poi cotto. Nel 2800 a.C., l'imperatore cinese Shen Nung lo dichiarò una delle cinque colture sacre, insieme a riso, miglio, orzo e soia.

Grazie alle sue proprietà nutritive, il bulgur è versatile e adatto a diverse preparazioni, come le quibe (palline di impasto ripiene di carne o formaggio) o insalate veloci con verdure finemente tagliate e prezzemolo.

La storia in cucina, l'origine delle nostre abitudini alimentari - di M. Montanari [A8DS]

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