«Le note scritte dal compositore sono i codici che noi dobbiamo ritrovare, scoprire e far parlare, attraverso la voce e gli strumenti. Ogni musica che abbia un senso rappresenta una forma di comunicazione da un essere umano all'altro ed esprime un contenuto: viene dal cuore e va al cuore, parte dallo spirito per raggiungere lo spirito». È con questa profonda convinzione che ormai da decenni Jordi Savall porta avanti la sua missione di artista a 360 gradi.
Nella molteplice veste di studioso e ricercatore, direttore d'orchestra e strumentista (è il più celebre violista da gamba del nostro tempo), con indiscusso carisma e autorevolezza il maestro catalano ha attraversato in lungo e in largo la storia della musica, dall'epoca medievale all'Ottocento. Il suo intento è portare nuova luce su partiture di grande fascino e valore, che affondano le proprie radici in secoli lontani ma che sono in grado, oggi più che mai, di offrire risposte adeguate e attuali alle domande di bellezza e significato che da sempre interrogano il cuore dell'uomo.

Il Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi
Il Vespro della Beata Vergine è stato dato alle stampe nel 1610, in un periodo in cui Claudio Monteverdi (1567-1643) ricopriva la carica di «Maestro della musica del Serenissimo duca di Mantova».
La registrazione storica di Jordi Savall
Questo capolavoro è stato registrato da Savall nel 1988 all'interno della Basilica palatina di Santa Barbara a Mantova. Questa storica performance è stata di recente riversata con tecnica digitale multicanale Surround in due Super Audio Cd, pubblicati dall'etichetta discografica Alia Vox, offrendo agli ascoltatori un'esperienza sonora di alta qualità.

Contesto storico e la prima esecuzione
Durante il Rinascimento e il Seicento, gli eventi sociali e religiosi erano strettamente legati. La confluenza delle varie correnti spirituali e umanistiche, e soprattutto le rivalità tra le potenze laiche ed ecclesiastiche, tra le città, perfino tra i paesi, fecero nascere un maggior bisogno di fasto e d’arte.
È in questo contesto che bisogna senza dubbio situare la prima esecuzione dei Vespri, avvenuta il 25 marzo 1610, nella basilica di Santa Barbara, in occasione della festa dell’Annunciazione e in onore delle figlie di Francesco Gonzaga.
L'innovazione musicale di Monteverdi
Il Vespro della Beata Vergine è il segno incontestabile del genio di Monteverdi, che ha saputo, più di ogni altro compositore del suo tempo, mettere a profitto i diversi movimenti apparsi intorno al 1600. Questi movimenti hanno fatto di questo periodo un momento cruciale nell’evoluzione del linguaggio musicale.
Monteverdi sperimentò grazie ad una mescolanza degli stili (antico e moderno), ad una volontà di sperimentazione e di ricerca su nuovi effetti d’espressione e di carattere. Tra questi si annoverano lo stile rappresentativo, lo stile concertato, i madrigali guerrieri e amorosi, e le arie spirituali. Inoltre, l’arte del “cantare per la gorgia” (madrigali passeggiati e diminuiti) deriva precisamente dalla scoperta del “recitar cantando” (come evidenziato nelle Nuove Musiche di G. Caccini).