La carica di Assistente al Soglio Pontificio rappresenta una delle più antiche e significative dignità laicali e, in origine, ecclesiastiche, all'interno della Corte Pontificia. Sebbene oggi la sua funzione sia prevalentemente onorifica e cerimoniale, la storia di questo ruolo affonda le radici in secoli di tradizione legati alla nobiltà romana e alla liturgia papale.
In un passato recente, l'intenzione di Papa Benedetto XVI di nominare un nuovo principe assistente al Soglio Pontificio, individuato nella figura di Prospero Colonna, sposato con Jeanne e padre di due figli, aveva riacceso l'attenzione su questa carica. Colonna si sarebbe affiancato all'altro nobiluomo già presente accanto al Papa, Alessandro Torlonia, anch'egli assistente al Soglio. Questa prospettiva ha evidenziato una sorprendente attenzione da parte del Santo Padre alla secolare tradizione che vede rappresentanti di famiglie appartenenti alla nobiltà romana ricoprire il ruolo di assistenti al trono papale durante le cerimonie.

Le Origini e l'Evoluzione del Ruolo
La carica di Principe al Soglio Pontificio, fino alla riforma della Famiglia Pontificia decretata da Paolo VI con il motu proprio "Pontificalis Domus" del 28 marzo 1968, ha rappresentato la più elevata dignità laicale della Cappella Pontificia. Essa riprendeva l'ufficio e l'onore al quale erano ammessi ab antiquo i Patriarchi, gli Arcivescovi e i Vescovi insigniti del titolo di Assistente al Soglio.
Già prima del XV secolo godevano questo onore figure di spicco come il Praefectus Urbis, il Senatore di Roma, il Vessillifero, gli Ambasciatori dei Sovrani e altri Principi. Come rappresentanti della nobiltà romana in questo ufficio, che era ereditario, con Papa Giulio II furono designati i capi delle famiglie Orsini e Colonna, una decisione poi confermata da Sisto V e Clemente XI. Sisto V stabilì in particolare l'esercizio alternato dei due principi nel loro ufficio presso il Santo Padre, una misura intesa a contare nel contempo sul servizio di due famiglie storicamente rivali.
Compiti e Funzioni del Principe Assistente
Il ruolo tradizionale del Principe Assistente consisteva in mansioni cerimoniali di grande prestigio. Egli aveva il compito di precedere il Papa nel corteo pontificio e di rimanere in piedi alla sua destra quando era seduto in trono, talvolta per ore. Durante la messa del Papa, il Principe gli porgeva una vaschetta d’argento per le abluzioni e gli portava, sotto un velo, le sacre specie per l’offertorio. Per queste occasioni, il Principe indossava una magnifica uniforme «alla spagnola», con jabot e polsini di pizzo, spada e mantelletta di seta nera.
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Prima del 1870, l'intervento del Principe Assistente era richiesto ogni volta che il Papa partecipava a un Concistoro Pubblico o teneva Cappella. Se la funzione si celebrava in una delle Chiese di Roma, l'Assistente si recava ad attendere il Pontefice nella sacrestia della Chiesa stessa; se, invece, la funzione si svolgeva nella Basilica Vaticana, il Principe si recava nella Camera Segreta contigua a quella dove risiedeva Sua Santità e da lì, unitamente al Governatore di Roma, precedeva il Pontefice alla Camera dei Paramenti.
Il Principe Assistente, che interveniva sia alle solenni funzioni sia ai Concistori pubblici, prestava servizio in piedi sul ripiano del trono papale, accanto al Cardinale Protodiacono, che stava alla destra del Pontefice. Nonostante i cambiamenti, la carica di Assistente al Soglio non ha mai cessato di esistere, seppur con funzioni mutate.
Le Riforme di Paolo VI e l'Evoluzione Moderna
Un momento cruciale nella storia di questa dignità si ebbe con Paolo VI. Nel 1964, rispondendo agli auguri di Capodanno del patriziato romano, Papa Paolo VI annunciò la volontà di porre termine all'esistenza della nobiltà romana come corpo costituito in seno alla corte pontificia. In quell'occasione, dichiarò: «Non siamo più, come ben sapete, il sovrano temporale attorno al quale, nei secoli passati, si riuniva l’ambiente sociale cui appartenete. (…) Non siamo più in grado di conferirvi uffici, benefici, privilegi, vantaggi derivanti dall’organizzazione di uno Stato temporale. Non siamo più in grado di accogliere i vostri servigi, inerenti a una amministrazione civile. Noi siamo umanamente poveri davanti a voi».

Successivamente, con il motu proprio "Pontificalis Domus" del 28 marzo 1968, furono soppresse tutte le cariche della casa pontificia tradizionalmente riservate alle famiglie romane. Tuttavia, vennero mantenuti i due Assistenti al Soglio, i quali, pur perdendo il titolo di "Principi Assistenti", hanno continuato a rappresentare un legame con la secolare tradizione di servizio al Pontefice.
Etimologia e Distinzione Terminologica: Soglio Pontificio e Pontificale
L'espressione "soglio pontificio" deriva da due parole latine: sŏlium e pontifĭcĭus. Il sŏlium in latino è propriamente ‘il seggio, il trono’, proveniente da un precedente *sodium, corradicale del verbo sedēre 'sedere'. Pontifĭcĭus è l’aggettivo derivato da pontĭfex, nome che nell’antica Roma indicava una carica sacerdotale, ma che dal V secolo d.C. fu attribuito al Vescovo di Roma, fino a diventare sinonimo di “Papa”.
Sull’etimologia della parola pontĭfex sono state formulate diverse ipotesi. La più diffusa la interpreta come nome composto di pons ‘ponte’ e di -fex da făcĕre ‘fare’, significando quindi “facitore di ponti”, sebbene rimanga oscuro il collegamento diretto con la funzione sacerdotale. Una proposta più accettabile sul piano semantico, se non conclusiva, è stata formulata da Campanile, mediante il confronto con il vedico pathikṛt, esattamente omologo di pontĭfex. Il pathikṛt, composto da panthās ‘sentiero, cammino’ e karoti ‘fare’, aveva il compito, durante i sacrifici, di aprire una via tra il mondo divino e quello umano, affinché il sacrificio potesse raggiungere la divinità e questa potesse essere presente alla cerimonia.
Accanto all’aggettivo pontificio, attestato in italiano dal 1489, esiste l'aggettivo pontificale, attestato dal 1336 e spesso usato con lo stesso significato. Tuttavia, il Vocabolario Treccani evidenzia che pontificio significa unicamente “del Sommo Pontefice, del Papa”, mentre pontificale può significare sia “del Sommo Pontefice”, sia “anche, più genericamente, dei vescovi”, oltre a “dei pontefici, o del pontefice massimo, in Roma antica”.
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