Siamo chiamati a testimoniare con coraggio e perseveranza la nostra fede in Dio, il Dio vero e vivente, Colui che si rivela a noi in Cristo Gesù secondo l'insegnamento della Bibbia. Questo lo facciamo distinguendoci e contrapponendoci alle mode filosofiche e culturali, alle opinioni popolari, ad ogni tentativo di confondere le cose e alle mutevoli condizioni di questo mondo, non importa quali difficoltà si possano incontrare.
In questo cammino siamo sostenuti da innumerevoli fratelli e sorelle in fede nel corso della storia, di ogni luogo e tempo, che ci hanno tracciato la via da seguire. È il messaggio che ci porta il capitolo 11 della lettera agli Ebrei, un testo che definisce la nostra fede e mostra cosa debba essere in pratica.

La Natura della Fede (Ebrei 11:1)
Il testo biblico descrive la fede in modo eloquente: “Ora la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono” (Ebrei 11:1). Questa definizione la presenta come la fiduciosa ed assoluta certezza che ciò che desideriamo sta per realizzarsi, la certezza che ciò per cui speriamo ci sta attendendo, anche se non possiamo vederlo davanti a noi.
Fede significa essere certi delle cose per cui speriamo, essere convinti della loro realtà senza alcun dubbio. Significa percepirle come reali, anche se non sono apparenti ai nostri sensi. Questa certezza, pur sembrando umanamente impossibile da raggiungere, è vista dalla Scrittura come un dono di Dio, un dono da chiedergli ammettendone la difficoltà. Come Gesù disse al padre del bambino malato: “«Dici: ‘Se puoi!’ Ogni cosa è possibile per chi crede». Subito il padre del bambino esclamò: «Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità»” (Marco 9:24-25). In quel momento, Gesù sovvenne alla sua incredulità.
La presenza in noi di questa fede non è una pia illusione, ma è il dono di Dio, il quale ci conferma che otterremo ciò che speriamo, come se fosse esso stesso il documento che ci attesta e comprova la proprietà di queste cose. Per questo la fede è già "sostanza"; ad essa non servono dimostrazioni e prove, essa è prova sufficiente a sé stessa e sicura del Regno di Dio che è venuto in Gesù Cristo e che si sta svolgendo fino al compimento completo e che noi ne siamo coinvolti.
Il solo avere questo tipo di fede è già un fatto così insolito nel mondo che essa stessa è suggello della realtà delle cose che spera. La fede non è un’astrazione o un semplice esercizio della mente, ma crea nella persona che la riceve un atteggiamento nuovo, uno stile di vita nuovo, un modo diverso di vedere le cose, un nuovo orientamento della vita e delle opere, una nuova mentalità, come appare dalla stessa "galleria di ritratti" che segue.
La Fede Scolpita nella Testimonianza degli Antichi (Ebrei 11:2)
Il capitolo 11 prosegue affermando: "Infatti, per mezzo di essa, gli antichi ricevettero testimonianza" (Ebrei 11:2). La Bibbia descrive innumerevoli uomini e donne che ebbero proprio questo tipo di fede e che ne rappresentano per noi un esempio. Dio, per mezzo dello Spirito Santo, li aveva convinti ed approvati, perché vivevano in questo nuovo stile di vita, ed essi portano il suggello di quello che Dio vuole operare anche in altri oggi.
È molto importante conoscere la storia del popolo di Dio, conoscere i testimoni della fede nel Dio vero e vivente attraverso la storia. Non si tratta soltanto dei personaggi menzionati dalla Bibbia prima e dopo l'avvento di Cristo, ma anche di quegli uomini e donne di fede in Cristo che si sono succeduti e che i libri di storia registrano. La loro fede ci è di incoraggiamento e di esempio.
✡ GLI EBREI ✡ Popolo Antico: Origini, Storia e Religione 📖
La Fede nella Creazione (Ebrei 11:3)
Un primo esempio di cosa significhi fede è la comprensione dell'origine dell'universo: "Per fede intendiamo che l'universo è stato formato per mezzo della Parola di Dio, sì che le cose che si vedono non vennero all'esistenza da cose apparenti" (Ebrei 11:3). Solo per fede, cioè solo per mezzo dell'accettazione della rivelazione in Cristo e nella sua parola, si sa che l'universo non è eterno o un prodotto di un cieco caso, ma ha avuto un inizio. Esso, cioè, non è stato tratto da realtà che esistevano prima. Il creato, perciò, non trova il suo significato in sé stesso, ma solo nella Parola creatrice di Dio, realtà immateriale ma autentica.
Per fede comprendiamo che l'universo è stato conformato, ordinato e fornito per lo scopo per esso inteso, dalla parola di Dio, per ordine di Dio, cosicché le cose visibili sono state tratte dall'invisibile. Fede è dare a Dio Creatore l'onore e il merito che Gli spetta, anche se non potremmo comprendere appieno la sua opera.

Esempi Emblematici di Fede nell'Antico Testamento
Abele: Il Culto Gradito a Dio (Ebrei 11:4)
"Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per essa egli ricevette la testimonianza che era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora" (Ebrei 11:4).
Spinto dalla fede, Abele aveva offerto a Dio un sacrificio più eccellente e accettevole di quello di Caino. Questo testimonia di come Abele godesse di un giusto rapporto con Dio, che attestò il suo compiacimento accettando i suoi doni. La fede di Abele (contrapposta a quella dell’omicida Caino) è ancora oggi eloquente, e da lui possiamo apprendere importanti lezioni:
- Dobbiamo cercare in Cristo un giusto ed accettevole rapporto con Dio. Il culto è possibile solo a queste condizioni.
- Il mondo è ostile alla fedeltà di alcuni. L’ostilità non viene solo da atei professanti, ma anche da persone "religiose" che si comportano in modo ingannevole o violento. Le intenzioni omicide di Caino non devono distoglierci dall’esercitare la nostra fede, approvata da Dio e vincente.
Enoc: La Fede che Piace a Dio (Ebrei 11:5-6)
"Per fede Enoc fu trasferito in cielo, perché non vedesse la morte, e non fu più trovato, perché Dio l'aveva trasferito; prima infatti di essere portato via, egli ricevette la testimonianza che era piaciuto a Dio. Ora, senza fede, è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che Egli è, e che Egli è il rimuneratore di quelli che Lo cercano" (Ebrei 11:5-6).
Enoc fu portato in cielo, nella dimensione di Dio e accanto a Lui, senza aver fatto l’esperienza della morte fisica. Questo gli avvenne, come dice la Parola del Signore, perché Enoc era stato particolarmente gradito a Dio a causa della sua fede. Non si pretende di comprendere questi fatti al di fuori della nostra esperienza o di considerarli comuni, ma ci basta sapere che questo gli era avvenuto perché Dio, in quel modo, aveva attestato il suo compiacimento verso di Lui. Dio si compiace nella fede che le sue creature hanno in Lui, nell'atteggiamento di chi volentieri si sottomette a Lui e si riconosce da Lui dipendente.

Il Significato Profondo di Ebrei 11:6
Il versetto 6 di Ebrei 11 è centrale per comprendere la natura della fede gradita a Dio. Esso afferma che "senza fede è impossibile piacergli". Questo non significa che sia solo difficile, ma proprio impossibile. Che tipo di fede piace a Dio?
Dev’essere una fede che include due aspetti fondamentali:
- Credere che Egli è (o che Egli esiste): Come potremmo piacere a Dio se dubitassimo della sua esistenza? Tuttavia, la vera fede include di più, poiché anche i demoni credono che Dio esiste (Giacomo 2:19).
- Credere che Egli è il rimuneratore di quelli che Lo cercano: Chi ha vera fede è pienamente convinto che i suoi sforzi di vivere nel modo che piace a Dio non saranno vani (1 Corinti 15:58). Come potremmo piacere a Dio se dubitassimo della sua capacità o del suo desiderio di ricompensarci? (Giacomo 1:17; 1 Pietro 5:7).
Chi sono coloro che Dio ricompensa? Sono "quelli che premurosamente lo cercano". Un'opera di consultazione per traduttori della Bibbia osserva che il termine greco reso ‘cercare premurosamente’ non significa solo "andare in cerca", ma piuttosto avvicinarsi a Dio "nell’adorazione", esprimendo intensità e uno sforzo energico. Non basta chiaramente avere una fede statica in Dio (credere che "un dio esista"), ma deve essere una fede dinamica, che cerca e si aspetta una risposta.
Non possiamo pretendere che la traslazione di Enoc possa avvenire per noi, ma sappiamo per certo che il credente in Cristo, per grazia di Dio, vedrà che anche la sua morte fisica sarà trascesa e la sua identità personale sarà preservata in Dio. L’apostolo Paolo ne testimonia la sua certezza: “Sono stretto da due lati: da una parte ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio” (Filippesi 1:23).
Noè: La Fede che Opera e Distingue (Ebrei 11:7)
"Per fede Noè, avvertito divinamente di cose che non si vedevano ancora e mosso da santo timore, preparò per la salvezza della sua famiglia l'arca, mediante la quale condannò il mondo, e divenne erede della giustizia che si ottiene mediante la fede" (Ebrei 11:7).
Noè aveva preso molto seriamente gli avvertimenti di Dio sul futuro e si era premunito seguendo gli ordini che Dio gli aveva dato, così come il credente, ai fini della salvezza propria e della sua famiglia, segue ciò che la Parola di Dio dice a proposito della salvezza in Cristo. Cristo Gesù, infatti, è la sua arca di salvezza.
Al tempo di Noè non c'era alcuna evidenza dell'imminente distretta. Noè, però, non aveva pensato di perdere il suo tempo e costruì con diligenza e riverenza l'arca che gli era stata indicata, secondo precise istruzioni, a dispetto delle beffe, dell'incredulità e del peccato di tutti i suoi contemporanei. Questi ultimi, per la loro incredulità e disobbedienza, sarebbero periti. La fede di Noè e della sua famiglia, invece, fu ampiamente ricompensata. L'obbedienza di Noè implicò indubbiamente una separazione, una condanna del mondo incredulo e disubbidiente alla Parola di Dio. Anche per Noè la fede operante lo costituì giusto.
Abramo: Un Cammino di Fiduciosa Attesa (Ebrei 11:8-10)
"Per fede Abramo, quando fu chiamato, ubbidì per andarsene verso il luogo che doveva ricevere in eredità, e partì non sapendo dove andava. Per fede Abramo dimorò nella terra promessa, come in un paese straniero, abitando in tende con Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, perché aspettava la città che ha i fondamenti, il cui architetto e costruttore è Dio" (Ebrei 11:8-10).
Abramo, fidandosi delle promesse di Dio, era stato chiamato ad andare verso ciò che per lui era ignoto, e lui aveva obbedito sapendo che Dio è buono e giusto e che di Lui si sarebbe sempre potuto fidare. Siamo noi disposti a dare a Dio "carta bianca" con piena fiducia e disponibilità, astenendoci da ogni domanda non necessaria?
Il credente è cittadino del Regno di Dio, invitato a non conformarsi alla mentalità corrente in questo mondo e a non considerare questa una "dimora stabile". Fede è guardare oltre, guardare lontano, avere prospettive più vaste del contingente e del materiale. Fede è saper vedere il meglio al di là delle contingenze, saper vedere una realtà che va oltre la realtà a lui visibile, sapendo che il reale è tutto ciò che Dio stabilisce nei suoi eterni propositi per il passato, il presente ed il futuro.

Sara: Fede contro ogni Evidenza (Ebrei 11:11-12)
"Per fede anche Sara stessa, benché avesse oltrepassato l'età, ricevette forza per concepire il seme e partorì, perché ritenne fedele Colui che le aveva fatto la promessa. Perciò da un sol uomo, e questi come se fosse morto, sono nati discendenti numerosi come le stelle del cielo e come la sabbia lungo la riva del mare, che non si può contare" (Ebrei 11:11-12).
Dio è un Dio anche di ciò che umanamente è impossibile ed impensabile. Egli è l'Onnipotente, e fede significa dare a Dio fiducia anche di fronte a quello che comunemente si riterrebbe insormontabile, come una donna anziana che partorisce un bambino. Chi fa la promessa è Dio, e Dio si è sempre dimostrato fedele alla parola data. Sara, è vero, dubitò, ma per grazia di Dio lei divenne partecipe della fede del marito Abramo.
Eroi Sconosciuti: Accogliere le Promesse di Dio con Gioia (Ebrei 11:13-16)
"Tutti costoro sono morti nella fede, senza avere ricevuto le cose promesse ma, vedutele da lontano, essi ne furono persuasi e le accolsero con gioia confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra. Coloro infatti che dicono tali cose dimostrano che cercano una patria. E se avessero veramente avuto in mente quella da cui erano usciti, avrebbero avuto il tempo per ritornarvi. Ma ora ne desiderano una migliore, cioè quella celeste; perciò Dio non si vergogna di essere chiamato il loro Dio, perché ha preparato loro una città" (Ebrei 11:13-16).
Per tutte queste persone, era stato annunciato qualcosa che riguardava il futuro ed avevano accolto la promessa di Dio come una certezza verso la quale dovevano protendersi con tutte le loro forze. Questa loro fede li faceva vivere tendendo sempre al meglio rispetto a tutto ciò che era presente.
Per noi l'annuncio dell'Evangelo riguarda eventi del passato, è vero. Gesù è la migliore realizzazione di tutte le aspettative umane, ma Gesù deve “nascere e vivere in noi” per iniziare in noi un processo di rinnovamento che avrà termine solo "nella patria celeste". Questo, a nostra volta, non ci permette di accontentarci del contingente.
La Ricompensa della Fede: Cosa Piace a Geova
Geova apprezza quello che fanno i suoi servitori per piacergli. La sua Parola, la Bibbia, ci assicura che Egli apprezza gli sforzi di coloro che lo adorano fedelmente. È proprio per questo che la fede è indispensabile per essergli accetti.
In che modo Geova ricompensa i suoi fedeli servitori? Egli dimostra quanto siano profondi il suo amore e la sua generosità promettendo loro una straordinaria ricompensa: la vita eterna nel futuro Paradiso sulla terra (Rivelazione [Apocalisse] 21:3, 4). Ma coloro che cercano Geova premurosamente ricevono già da ora ricche benedizioni. Geova è veramente un Dio che dimostra apprezzamento e che tiene in alta considerazione il fedele servizio dei suoi adoratori. Sapere questo ci spinge ad avvicinarci di più a lui.