Realizzare le verifiche sull’impianto elettrico nel modo corretto è fondamentale per evitare qualsiasi tipo di rischio connesso a cattiva installazione, guasti o malfunzionamenti, e per mantenere l’efficienza e la funzionalità dell’impianto nel tempo.
Prima ancora delle verifiche sull’impianto ormai realizzato, è di estrema importanza una progettazione dell’impianto elettrico corretta e fatta nel rispetto delle normative vigenti. Il compito, soprattutto per progetti di grosse dimensioni, non è del tutto semplice, per cui il consiglio è quello di utilizzare software di progettazione impiantistica che assicurano il corretto dimensionamento e le verifiche secondo le norme in vigore. Questo articolo offre una panoramica sull’argomento, analizzando le tipologie di verifiche e la relativa importanza.

Cos'è la Verifica dell'Impianto Elettrico e Chi la Effettua?
La verifica dell’impianto elettrico viene effettuata da un tecnico specializzato il quale accerta che l’impianto risponda a quanto indicato nella norma CEI 64-8. Proprio questa norma indica con il termine "verifica" l’insieme delle operazioni atte ad accertare che l’impianto risponda a quanto stabilito dalle norme di legge.
Le verifiche si distinguono infatti dal collaudo e dall’omologazione, che si riferiscono, rispettivamente, alla conformità dell’impianto al progetto e alla certificazione rilasciata da un ente preposto.
Requisiti Verificati dall'Impiantista Abilitato
L’impiantista abilitato verifica una serie di requisiti, tra cui:
- la presenza di un interruttore generale di emergenza;
- l'obbligo di almeno due interruttori differenziali all’interno del quadro elettrico dell’impianto;
- la presenza di almeno due unità di alimentazione dell’energia elettrica, una dedicata alle luci e una agli elettrodomestici;
- la presenza, in numero variabile, di interruttori magnetotermici;
- il sistema di messa a terra e un salvavita nella centralina di base;
- il posizionamento e l'installazione di cavi e conduttori di tensione;
- la verifica del corretto isolamento da acqua e umidità;
- la presenza di interruttori semplici e composti per comandare le luci nelle varie stanze;
- l'installazione di luci di emergenza che si attivano in casi di blackout o salvavita innescati.
Tipologie di Verifiche sugli Impianti Elettrici
Le verifiche che il tecnico abilitato effettua sull’impianto elettrico si distinguono in base allo scopo e al momento in cui vengono realizzate.
Verifiche in Base allo Scopo
- Verifiche sulla sicurezza: servono ad assicurare che il livello di rischio associato all’utilizzo dell’impianto sia accettabile.
- Verifiche sulla funzionalità: servono a comprovare qualità tecnica e la fruibilità.
Il collaudo, invece, attesta formalmente la corrispondenza dell’impianto realizzato con il progetto approvato e, dunque, con quanto concordato in sede contrattuale.
Verifiche in Base al Momento di Realizzazione
Il Decreto Ministeriale 37/08 regola queste verifiche, che si distinguono in:
- Verifiche iniziali: eseguite prima della messa in servizio dell’impianto.
- Verifiche periodiche degli impianti elettrici: mirano ad accertare che non siano venuti meno i requisiti tecnici verificati inizialmente.
- Verifiche straordinarie: si effettuano in caso di modifiche sostanziali o ampliamenti.
Verifiche Iniziali dell'Impianto Elettrico
In questa prima fase, il tecnico specializzato e installatore dell’impianto procede a verificare la messa in funzione dell’impianto. Nel corso della verifica iniziale, il tecnico si occupa di controllare:
- l’assenza di difetti nell’impianto elettrico e nei suoi componenti;
- il buon funzionamento dell’impianto.
L’utilizzo di uno specifico software per la progettazione e la verifica di impianti elettrici riveste un’importanza fondamentale. Questo strumento permette di creare modelli dettagliati degli impianti elettrici, valutare con precisione le dimensioni, i carichi e le caratteristiche dell’impianto ed effettuare tutte le verifiche iniziali necessarie, garantendo una progettazione ottimale e conforme alle normative di settore.
Le verifiche iniziali sono esplicitamente richieste dal Decreto Ministeriale 37/08 e senza di esse l’impianto non è tutelato da eventuali incidenti o malfunzionamenti, e l’impresa non può rilasciare la dichiarazione di conformità alle norme di legge.
Verifiche Periodiche degli Impianti Elettrici
La verifica periodica dell’impianto elettrico serve ad assicurare che i requisiti e le condizioni verificate in fase iniziale permangano invariate nel corso del tempo. Le verifiche periodiche, dunque, permettono di:
- individuare eventuali malfunzionamenti, possibilmente prima che si tramutino in guasti;
- mantenere le funzionalità e di conseguenza la sicurezza dell’impianto.
Fasi delle Verifiche Periodiche
Le verifiche periodiche degli impianti elettrici si dividono in due fasi principali:
1. Esame a Vista
Questa fase si distingue ulteriormente in:
- Esame a vista di tipo ordinario: si realizza ad occhio nudo per accertare l’assenza di difetti evidenti e chiaramente visibili come parti rotte, mancanti o danneggiate, assenza delle targhette identificative, conduttori non ben fissati, ecc.
- Esame a vista di tipo approfondito: questa fase viene supportata dall’utilizzo di alcuni strumenti e serve a valutare lo stato dell’impianto, le condizioni dell’ambiente in cui è installato e la funzionalità e la qualità dei materiali.
2. Prove Tecniche
Eseguite dopo quelle a vista, servono a verificare la conformità dell’impianto alla norma CEI 64-8. Anche queste prove vengono eseguite da un professionista che, con la giusta strumentazione, verifica:
- i conduttori di protezione;
- la resistenza all’isolamento;
- la separazione elettrica SELV e PELV;
- i differenziali;
- la misura della resistenza di terra;
- la verifica della caduta di tensione.

Importanza Fondamentale delle Verifiche
L’importanza dei controlli sugli impianti elettrici, tanto iniziali quanto periodici o straordinari, è strettamente legata a due aspetti fondamentali: la sicurezza e l'efficienza. Un impianto elettrico non verificato, infatti, può rappresentare un pericolo per la sicurezza delle persone e degli edifici. Efficienza e sicurezza sono strettamente connesse: i controlli garantiscono l’efficienza di funzionamento dell’impianto ed evitano guasti o malfunzionamenti, prevenendo la potenziale pericolosità di un impianto scarsamente mantenuto.
Quadro Normativo e Legislativo di Riferimento
Il quadro normativo delle verifiche è esteso e complesso. I principali riferimenti legislativi e normativi includono:
- D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro)
- D.P.R. 462/2001 (verifiche periodiche di messa a terra e scariche atmosferiche)
- Norma CEI 64-8 (Parte 6: Verifiche e Sezione 710: Locali ad uso medico)
- D.M. 37/08 (Regolamento in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici)
La Guida CEI Inail 64-14 ha previsto modifiche su protezione contro i contatti indiretti e integrazioni per quanto riguarda le verifiche degli impianti nei locali medici e la gestione in qualità degli strumenti e delle misure per la verifica degli impianti. In attesa di un generale riordino della materia, nel marzo scorso è stata pubblicata una corposa variante all’edizione 2007-02 della Guida CEI ISPELS 64-14 (attualmente pubblicata come Guida CEI INAIL). L’intervento di armonizzazione ha avuto come oggetto la Parte 6 della Norma CEI 64-8 (ed. 8, 2021), che è stata completamente riscritta. Sono stati aggiunti il nuovo capitolo 11 (Ambienti medici) e l’Allegato A (Guida alla gestione in qualità degli strumenti e delle misure per la verifica degli impianti elettrici).
La Guida si applica, in generale, a tutte le verifiche iniziali e periodiche previste dalla Norma CEI 64-8, relative sia ai luoghi ordinari, sia agli ambienti e applicazioni particolari.
È stato condotto un generale allineamento, come richiesto dalla normativa europea, che a partire dal 2011 ha sostituito la Norma CEI 11-1. L’argomento della verifica della durata dei tempi d’intervento degli interruttori differenziali è trattato nel nuovo capitolo 11 della Guida, prevedendo l'esecuzione della prova con strumentazione dotata di impostazione della taratura.
Obblighi del Datore di Lavoro
Secondo quanto definito dal Testo Unico sulla Sicurezza del lavoro (Art. 80 del D.Lgs. 81/08), è fatto obbligo al datore di lavoro di provvedere affinché i lavoratori nei luoghi di lavoro siano protetti dai rischi di natura elettrica che possono derivare dagli impianti, dalle attrezzature e dai materiali elettrici.
Nei locali medici, la tutela della salute e della sicurezza dei pazienti si aggiunge a quella dei lavoratori. I pazienti, a causa del loro stato e della presenza di elettrodi all’interno o a contatto con il corpo, sono soggetti a pericoli anche quando si hanno valori dei parametri elettrici che per un essere umano in condizioni normali non rappresentano un pericolo. L'Art. 86 del D.Lgs. 81/08 ha introdotto i controlli periodici, verbalizzati e tenuti a disposizione dell'autorità di vigilanza.
Chi può Effettuare i Controlli
I controlli ai sensi dell’Art. 86 del D.Lgs. 81/08 rientrano nella manutenzione ordinaria, pertanto possono essere svolti da un tecnico qualificato e competente che a giudizio del datore di lavoro sappia come condurli. Il datore di lavoro può incaricare dei controlli sia personale interno che personale esterno, ma deve accertarsi che la persona incaricata abbia le competenze necessarie, anche in relazione alla sicurezza elettrica secondo la Norma CEI 11-27 (personale PES o PAV).
Definizioni di Ruolo secondo CEI 11-27
- PES: “persona esperta in ambito elettrico” (definizione 3.2.5 della CEI 11-27). Persona con istruzione, conoscenza ed esperienza rilevanti tali da consentirle di analizzare i rischi e di evitare i pericoli che l’elettricità può creare.
- PAV: “persona avvertita in ambito elettrico” (definizione 3.2.6 della CEI 11-27). Persona adeguatamente avvisata da persone esperte per metterla in grado di evitare i pericoli che l’elettricità può creare.
- PEC: “persona comune” (definizione 3.2.7 della CEI 11-27). Persona che non è esperta e non è avvertita.
Le misure e/o le prove in presenza di rischio elettrico devono essere eseguite solo da PES o PAV o, se il lavoro non è sotto tensione, da PEC sotto la supervisione di PES o sotto la sorveglianza di PES o PAV.
Frequenza delle Verifiche Periodiche
Secondo la CEI 64-8/6 (punto 6.5.2.1), la frequenza della verifica periodica di un impianto deve essere determinata in funzione del tipo di impianto e delle apparecchiature, del loro uso e funzionamento, della frequenza e della qualità della manutenzione e delle influenze esterne a cui l’impianto è soggetto. In alcuni casi, l’intervallo di tempo è stabilito da prescrizioni di carattere legislativo.
Secondo la CEI 64-8/6, l’intervallo di tempo può essere di alcuni anni (per esempio 5 anni), con l’eccezione dei seguenti casi per i quali, esistendo un rischio maggiore, sono richiesti intervalli di 2 anni:
- gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio (Sezione 751);
- i locali medici (Sezione 710 gruppo 1 e 2 o locali tipo A e B in riferimento alla superata CEI 64-4);
- i cantieri di costruzione e demolizione (Sezione 704);
- locali di pubblico spettacolo (Sezione 752).
Frequenza delle Verifiche nei Locali ad Uso Medico (CEI 64-8/710)
Per i locali ad uso medico, le verifiche periodiche devono essere realizzate in stretta cooperazione con il responsabile medico per ridurre al minimo i rischi per i pazienti. Devono essere effettuate le seguenti verifiche periodiche con i seguenti intervalli di tempo:
- Prova funzionale dei dispositivi di controllo dell’isolamento: un anno.
- Controllo, mediante esame a vista, delle tarature dei dispositivi di protezione regolabili: un anno.
- Verifica del collegamento equipotenziale supplementare (locali gruppo 1 e 2): due anni.
- Prova funzionale dell’alimentazione dei servizi di sicurezza con motori a combustione:
- prova a vuoto: un mese;
- prova a carico per almeno 30 min: quattro mesi.
- Prova funzionale dell’alimentazione dei servizi di sicurezza a batteria secondo le istruzioni del costruttore: sei mesi.
- Prova dell’intervento, con Idn, degli interruttori differenziali: un anno.

Impianti Elettrici nei Locali Medici (CEI 64-8/710)
I locali medici sono destinati ad attività diagnostiche, terapeutiche, chirurgiche, di sorveglianza o di riabilitazione. Locali come sale di attesa, corridoi, spogliatoi o bagni non sono considerati locali medici. Esempi di locali medici includono ospedali, cliniche, ambulatori, studi medici e dentistici, e locali a uso estetico.
In tali locali è necessario garantire la sicurezza dei pazienti, che sono particolarmente vulnerabili quando sono sottoposti all’applicazione di elettromedicali. La sicurezza è raggiunta con provvedimenti sugli impianti elettrici, sulla base delle prescrizioni derivanti dalle particolari attività svolte.
Definizioni Chiave secondo CEI 64-8/710
- Locale medico (CEI 64-8/710.2.1): Locale destinato a scopi diagnostici, terapeutici, chirurgici, di sorveglianza o di riabilitazione dei pazienti (inclusi i trattamenti estetici).
- Paziente (CEI EN 60601-1): Essere vivente (persona o animale) sottoposto a procedura medica, chirurgica o dentistica. La persona sottoposta a trattamento estetico è da considerare come un paziente ai fini di questa Norma.
- Apparecchio elettromedicale (CEI EN 60601-1): Apparecchio elettrico, dotato di una parte applicata o che trasferisce energia verso il o dal paziente, o rileva tale trasferimento, e che è previsto dal suo fabbricante per essere impiegato nella diagnosi, trattamento o monitoraggio di un paziente, oppure per compensare, lenire una malattia, lesioni o menomazioni.
- Parte applicata (CEI EN 60601-1): Parte di un apparecchio elettromedicale che nell’uso normale viene necessariamente in contatto fisico con il paziente affinché l’apparecchio o il sistema elettromedicale possa svolgere la sua funzione.
Classificazione dei Locali ad Uso Medico
La classificazione dei locali medici e l’individuazione della zona paziente devono essere fatte dal personale medico in accordo con il personale responsabile per la sicurezza sanitaria. Per determinare la classificazione di uno specifico locale medico, è necessario che il personale medico indichi quali trattamenti medici debbano essere effettuati entro tale locale. La corretta classificazione del locale deve essere determinata sulla base dell’uso al quale esso è destinato.
Nei locali medici di gruppo 0 è sufficiente un impianto elettrico ordinario, ma vige l’obbligo del progetto ai sensi del D.M. 37/08 (Art. 5), tale obbligo vige anche per gli impianti elettrici dei locali dei gruppi 1 e 2. Le verifiche specifiche per i locali medici sono aggiuntive rispetto a quelle generali.
I locali medici sono ambienti a maggior rischio elettrico rispetto ai contesti ordinari, perché in essi i pazienti si possono trovare in condizioni di maggior vulnerabilità e soggetti all’applicazione di apparecchi elettromedicali. Per garantire la massima sicurezza delle persone è quindi necessario adottare particolari accorgimenti.
Documentazione e Reportistica
L’esito dei controlli deve essere necessariamente verbalizzato e tenuto a disposizione dell’autorità di vigilanza nel Registro delle Verifiche periodiche impianti elettrici nei locali ad uso medico. I controlli ai sensi dell’Art. 86 del D.Lgs. 81/08 non sostituiscono le verifiche ai sensi del D.P.R. 462/01.
Contenuto del Rapporto di Verifica
A completamento dei controlli e verifiche effettuate, viene fornito un Rapporto delle verifiche periodiche, utile per riepilogare in modo semplice e funzionale agli interventi di ripristino. Tale rapporto include:
- l’indicazione delle parti dell’impianto verificate;
- eventuali limitazioni sulle verifiche e le prove effettuate;
- qualsiasi danno, deterioramento, guasto o condizione pericolosa riscontrata;
- eventuali non conformità con le prescrizioni della Norma, che possano dare origine ad un pericolo;
- rapporto fotografico delle anomalie importanti o parti da sostituire.
Il rapporto può contenere raccomandazioni per la riparazione ed i miglioramenti, quando opportuni, in modo da rendere l’impianto conforme alla Norma. Se l’impianto risulta non idoneo, nel verbale vengono indicate le prescrizioni necessarie per renderlo conforme. Viene specificata una data entro la quale il responsabile dell’attività deve ottemperare a tali indicazioni. Dopo che il responsabile dell’attività avrà eseguito le necessarie modifiche e miglioramenti, verrà effettuata una verifica straordinaria per accertare che tutte le indicazioni siano state rispettate.
La denuncia degli impianti di messa a terra deve essere effettuata tramite il portale CIVA dell'INAIL.
Verifica della Messa a Terra
La verifica dell'impianto di messa a terra è essenziale per garantire la sicurezza sul lavoro e proteggere i lavoratori dalle scosse elettriche; è inoltre un obbligo legale per le aziende. Per garantire che l'impianto funzioni correttamente, è necessario effettuare verifiche periodiche, come stabilito dalle normative vigenti. Le aziende devono comunicare all'INAIL l'esito delle verifiche, che devono essere eseguite da professionisti qualificati.
Requisiti Normativi
La verifica dell'impianto di messa a terra è regolamentata da diverse norme e leggi che stabiliscono i requisiti tecnici e le procedure da seguire:
- D.P.R. 22 ottobre 2001, n. 462: disciplina l'obbligo di effettuare verifiche periodiche degli impianti elettrici di messa a terra, degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche e degli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione.
- Norma CEI 64-8: fornisce le prescrizioni per la progettazione, l'installazione e la verifica degli impianti elettrici utilizzatori in bassa tensione.
- Norma CEI 0-14 e la Guida CEI 64-14: stabiliscono le direttive per l'esecuzione delle verifiche degli impianti di messa a terra.
Responsabilità del Datore di Lavoro
La responsabilità di garantire la verifica dell'impianto di messa a terra è una delle principali incombenze del datore di lavoro. Assicurare che l'impianto sia conforme alle normative vigenti non solo protegge la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma evita anche sanzioni legali.
Il datore di lavoro deve garantire che l'impianto di messa a terra sia verificato in conformità alle normative italiane, in particolare il D.P.R. 462/2001. Le verifiche devono essere eseguite da tecnici qualificati, iscritti negli elenchi degli organismi abilitati dal Ministero dello Sviluppo Economico. È necessario tenere un registro dettagliato di tutte le verifiche effettuate, compresi i rapporti tecnici e i certificati di conformità. Il datore di lavoro deve programmare le verifiche periodiche in base alla tipologia di impianto e all'ambiente di lavoro e deve contattare un organismo abilitato per richiedere l'intervento dei tecnici qualificati. In caso di rilevamento di anomalie durante le verifiche, il datore di lavoro deve immediatamente adottare le misure correttive necessarie.
Metodologie di Verifica
Le attività di verifica includono:
- Misurazione della Resistenza di Terra: utilizzando il sistema voltamperometrico, si misura la resistenza di terra tramite una sonda di corrente e una di tensione. Per gli impianti in bassa tensione, senza propria cabina di trasformazione, si utilizza il metodo dell'impedenza dell'anello di guasto, che consente misure dirette dal quadro elettrico.
- Misura di Continuità dei Conduttori: si verifica la continuità dei conduttori di protezione, equipotenziali e di terra.
- Verifica dei Dispositivi di Interruzione Automatica: si testano gli interruttori differenziali (salvavita) per assicurarsi che intervengano correttamente in caso di guasto. Il loro funzionamento viene testato con strumenti specifici che verificano l'intervento in tempi determinati dalla normativa.
- Verifica del Collegamento Equipotenziale: si verifica che tutte le masse e le masse estranee siano correttamente collegate all'impianto di dispersione per garantire una via di fuga sicura per la corrente.
[VERIFICA MESSA A TERRA FAI DA TE.... PARTE 2!...]
Certificato e Verbale di Verifica
Il Certificato di verifica attesta che l'impianto di terra è stato controllato e che rispetta tutte le normative vigenti. Il Verbale di Verifica documenta in dettaglio tutte le operazioni effettuate durante la verifica, inclusi i risultati delle varie prove strumentali e l'esame della documentazione. In caso di non idoneità, il Verbale di Verifica indicherà chiaramente le azioni correttive da intraprendere e il termine per l'ottemperanza.
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