Il tempo dell'Avvento, inteso come preparazione alla venuta del Signore, è profondamente intessuto della figura della Vergine Maria, riconosciuta come "Vergine dell'Attesa" e "Madre della Speranza". La sua presenza nella liturgia di questo periodo non è casuale, ma rispecchia il suo ruolo centrale nella storia della salvezza, fungendo da guida per ogni cristiano che desidera preparare il proprio cuore all'arrivo di Dio. Maria è colei che indica la via, la ὁδηγήτρια, che ci conduce a Cristo, l'unico mediatore per incontrare in pienezza il Padre.
La Presentazione di Maria al Tempio e la sua Consacrazione
L'Evangelista Luca, in occasione della Presentazione di Gesù al tempio, narra l'incontro della Sacra Famiglia con il santo vecchio Simeone e la profetessa Anna. Anna, "molto avanzata in età", non si allontanava mai dal tempio e "con digiuni e preghiere serviva Dio notte e giorno". Il Servo di Dio Mons. Pier Carlo Landucci, nel suo libro Maria Santissima nel Vangelo, descrive questo incontro come quello di "due anime - Maria, la Madre di Gesù, e Anna - che si erano da tanto tempo e per tanto tempo conosciute, stimate e amate". Questo suggerisce che Maria Bambina sia stata presentata al tempio in tenera età per una sua singolare consacrazione a Dio.
Esisteva un gruppo di donne stabilmente addette al servizio del tempio, la cui presenza è suggerita da Esodo 38,8 e 1Sam 2,22, che parlano di donne che "prestano servizio" ("sabà" in ebraico), indicando turni fissi quasi come le guardie militari. Anche Giuseppe Flavio nelle sue Antiquitates judaicae parla di numerose celle attorno al tempio, quasi come di un monastero. Il fatto che Maria sia stata condotta giovanissima a vivere presso il tempio, in una totale offerta a Jahvè, è suggerito da forti argomenti teologici e psicologici, data la sua singolarissima perfezione di natura e di Grazia, la sua immacolata purezza e il suo trasporto in Dio.
La differenza tra Maria, nata Immacolata e piena di Grazia, e ogni altra bambina, nata con il peccato originale, era enorme. Maria aveva le passioni perfettamente soggette, era precocissima e destinata a diventare Madre di Dio. Questo colpì i suoi santi genitori, Gioacchino e Anna, i quali compresero la grande convenienza che una figlia così eccezionale venisse in modo del tutto speciale consacrata a Dio e godesse della privilegiata dimora del tempio. Maria stessa desiderò intimamente tutto questo, vegliata dall'amabilissima e specialissima Provvidenza di Dio. Questa "segregazione", questa "fuga mundi", era straordinariamente conveniente, quasi indispensabile a Maria, per rispetto alle perfezioni sublimi che Dio le aveva donato fin dal suo Immacolato Concepimento.

Maria nel Tempo di Avvento: Modello di Attesa e Speranza
Il Calendario Romano generale e i calendari delle Chiese particolari ricordano frequentemente la memoria della Beata Vergine Maria, con numerosi formulari di messe dedicati a Lei. Il loro oggetto, unico e identico, è "l'opera di Dio in Maria santissima, compiuta in vista di Cristo e della Chiesa", celebrata sotto molti e vari aspetti. San Giovanni Paolo II promulgò il Messale della Beata Vergine Maria con formulari liturgici propri relativi ad alcuni titoli mariani.
L'Annunciazione e il Consenso della Vergine
Nel Tempo di Avvento la liturgia ricorda ogni giorno l'annuncio di Gabriele alla Beata Vergine Maria: «L'Angelo Gabriele disse a Maria: Ave, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne» (Antifona a Sesta). Il consenso della Vergine, che "volle il Padre delle misericordie" e precedette l'Incarnazione, è di grandissima importanza nella storia della salvezza, essendo l'Incarnazione del Verbo la sorgente della rinnovazione dell'uomo. La liturgia romana fa solenne memoria di questo sacramento non solo nella solennità del 25 marzo, ma anche, all'avvicinarsi del Natale, il 20 dicembre, e soprattutto la IV Domenica di Avvento dell'Anno B. La celebrazione di questo mistero si intona mirabilmente con il carattere e l'atmosfera del Tempo di Avvento. Pertanto, la Messa di "Maria Vergine nell'annunciazione del Signore" può essere opportunamente celebrata in questo tempo.
Le letture di questa messa includono la profezia della vergine che concepirà («Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio»: Is 7,10-14; 8, 10c) e l'annuncio portato da Gabriele alla Vergine di Nazaret («Ecco, concepirai un figlio e lo darai alla luce»: Lc 1, 26-38). Questa messa, in passato celebrata il mercoledì delle "Tempora" di Avvento, era chiamata "messa aurea" data la sua bellezza.
Maria come Guida nel Cammino dell'Avvento
L'Avvento può essere paragonato a un tempo buio in cui è necessario sapersi muovere. San Bernardo di Chiaravalle, in una sua orazione, esorta: "O tu che sei immerso nelle vicissitudini della vita... non distogliere lo sguardo dal chiarore di questa stella! Se insorgono i venti delle tentazioni... guarda la stella, invoca Maria!". Maria può comprenderci perché, più di ogni altra persona, è stata la donna dell'attesa: l'attesa del Messia, l'attesa legata al viaggio a Ain Karem per aiutare Elisabetta, i mesi della gestazione, il parto in condizioni disagiate e la fuga in Egitto. Infine, l'attesa del compimento delle promesse divine sulla redenzione. Maria ha saputo riconoscere e attendere, ma soprattutto ha saputo rinnegare le proprie aspettative per abbracciare l'annuncio e l'immagine di un Dio che "gattona per casa, che fa i capricci, che la aiuta nella gestione della casa".
9 maggio 2026 - La Vita di Unione con Maria
Caratteristiche di Maria da Cogliere in Avvento
L'Avvento è tempo di preparazione all'arrivo di Dio nella nostra vita e Maria è maestra in questo. Due verbi sono fondamentali per esercitarsi in questo tempo, ispirati all'esempio di Maria: ascoltare e osservare/mettere in pratica. L'Avvento dev'essere scuola di ascolto e di perseveranza. Maria ha prestato ascolto all'annuncio dell'angelo Gabriele e alla voce di Dio, e lo ha messo in pratica nella perseveranza della Fede.
Il Silenzio dell'Anima e l'Ascolto
In questo tempo, è necessario porsi nell'atteggiamento dell'ascolto, che esige il silenzio dell'anima. Questo significa far tacere tutto ciò che turba il cuore e distrae dalla ricerca del proprio "centro di gravità permanente", ovvero Dio. San Francesco di Paola, nella Regola del Terz'Ordine, esorta a "fuggite/rigettate/allontanate/sdegnate in modo salutare i vuoti fasti del mondo/i rumori del mondo". Questo genere di silenzio è necessario per una preghiera che possa essere dialogo e non solo una "lista della spesa". L'ascolto è la chiave dell'Avvento, ascoltare e attendere. La preghiera è quel "di più" che può fare la differenza e donare una vera rinascita nel mistero di Dio.
La preghiera di Maria è rivelata all'aurora della pienezza dei tempi. Prima dell'Incarnazione e dell'effusione dello Spirito Santo, la sua preghiera coopera in maniera unica al disegno benevolo del Padre. Il Catechismo della Chiesa Cattolica la definisce "l'Orante perfetta, figura della Chiesa" (CCC, n. 2617). Sebbene le testimonianze neotestamentarie non forniscano indicazioni particolari sui contenuti e le circostanze della sua preghiera, l'unica preghiera attribuita a Maria è il Magnificat (Lc 1,46-55), preghiera di "esultanza".
Nel Nuovo Testamento si trovano indicazioni che ci permettono di conoscere alcuni atteggiamenti interiori di Maria nei diversi momenti della sua vita, forse più eloquenti delle stesse formule di preghiera. Il Catechismo evidenzia l'atteggiamento di Maria nell'Annunciazione, alle nozze di Cana, ai piedi della croce, e in attesa della Pentecoste. La preghiera di Maria è un dialogo o colloquio con il Signore, che esige un silenzio che apra il cuore a Dio e all'ascolto della sua parola. La Scrittura dà grande importanza al silenzio riverente dinanzi al Signore, come quello sperimentato dal profeta Elia. Il silenzio è il fascino segreto di Maria, espressione della sua purezza, umiltà, fede e amore, della sua disposizione ad ascoltare e custodire nella memoria del cuore. Paolo VI la descrive come la "Vergine in ascolto, che accoglie la parola di Dio con fede" (Esortazione apostolica Marialis Cultus, n. 17). Abbiamo bisogno, ad imitazione di Maria, di nutrire un profondo atteggiamento di contemplazione, preghiera e meditazione sapienziale della Parola, creando tempi di silenzio che permettano all'Altro di parlare e a noi di comprendere quella parola. Non si tratta solo di silenzio esteriore, ma di un silenzio interiore che sgombera il cuore dai molteplici pensieri, premessa dell'ascolto e della riflessione. Sant'Antonio abate afferma: "Chi siede nel deserto per custodire la quiete con Dio è liberato da tre guerre... Gliene rimane una sola: quella del cuore". Il Catechismo (n. 2717) dice che "L'orazione è silenzio... In questo silenzio... il Padre ci dice il suo Verbo incarnato... e che lo Spirito filiale ci fa partecipare alla preghiera di Gesù".
Accoglienza e Disponibilità: Il Fiat di Maria
Dal silenzio-ascolto si passa logicamente all'accoglienza-disponibilità, vissuta in modo particolarmente eminente da Maria nel mistero dell'Annunciazione. San Luca descrive l'atteggiamento della Vergine in questa circostanza con tre aspetti principali: accettazione, illuminazione storica e coinvolgimento personale. Maria ascolta, riflette, chiede un supplemento di luce e finalmente acconsente (Lc 1,26-38). Le sue parole all'angelo sono una confessione di fede con cui accetta Dio nella sua vita come unico Signore e aderisce con assoluta disponibilità alla sua parola. Il racconto dell'Annunciazione ha analogie con la ratifica dell'alleanza stipulata da Israele con Jhwh al Sinai (Es 19,3-8), dove la fede d'Israele trova piena maturità nelle labbra e nel cuore di Maria. Ella, infatti, come il popolo d'Israele, reagisce al messaggio divino chiedendo luce per comprendere come collaborare a un evento umanamente impossibile, e dopo la rassicurazione dell'angelo, si consegna incondizionatamente alla volontà divina.
Visione e Fede: Il Pellegrinaggio di Maria
"Si entra nella preghiera [...] per la porta stretta della fede" (CCC, n. 2656). La fede ci permette di sapere come pregare e cosa chiedere, insegnandoci ad avvicinarci alla preghiera come dono dall'Alto. Elisabetta proclama Maria beata perché "ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto" (Lc 1,45). La Costituzione Lumen Gentium (n. 58) presenta la vicenda storica di Maria come un continuo avanzamento nel "pellegrinaggio di fede", che si apre con l'Annunciazione e si protrae fino alla fine, rischiarato dalla parola di suo Figlio. Maria è annoverata tra gli ascoltatori di Gesù, tra coloro che egli ha proclamato beati per la loro fedeltà alla sua parola (Lc 11,27-28; Mc 3,35). Pur essendo piena di grazia e dotata di una singolare esperienza mistica, la Madre di Gesù non cessa di essere "viatrice", con la logica dell'atto di fede di tutti i credenti. Maria è la vergine sapiente che non lascia cadere nel vuoto nulla di quanto Dio le fa incontrare, educandosi dagli eventi quotidiani e approfondendo la conoscenza del mistero di Gesù. La sua fede si sviluppa nel ricordare per approfondire, attualizzare e interpretare, non come mera convinzione intellettuale o sentimento, ma come adesione esistenziale alla parola di Dio come messaggio salvifico.
Offerta Sacrificale e Impegno Ecclesiale
Nel racconto della presentazione di Gesù al tempio, Luca dice che "portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore" (Lc 2,22), usando un verbo greco (parastésai) con un significato sacrificale-liturgico. San Bernardo scrive: "Offri il tuo Figlio, o Vergine Santa, e presenta al Signore il frutto benedetto del suo seno. Offri per la riconciliazione di noi tutti la vittima santa, a Dio gradita". Il Catechismo (n. 529) afferma che "la Presentazione di Gesù al tempio lo mostra come il Primogenito che appartiene al Signore". Questo gesto di preghiera sacrificale anticipa la preghiera di Maria ai piedi della croce, dove "la spada di dolore predetta a Maria annunzia l'altra offerta, perfetta e unica, quella della croce, la quale darà la salvezza 'preparata da Dio davanti a tutti i popoli'" (CCC, n. 529).
A Cana di Galilea, la preghiera di intercessione di Maria ricevette una risposta da Gesù che richiamava il momento supremo della sua vita, subordinando la sua richiesta al sacrificio della croce (Gv 2,4). Giunta l'ora della croce (Gv 19,25-27), Maria è presente in atteggiamento di offerta sacrificale, "soffrendo profondamente con il suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente all'immolazione della vittima da lei generata" (LG, n. 58), e offrendola anch'ella all'eterno Padre. Questo atteggiamento di offerta di sé caratterizza l'intera vita della Madonna, in particolare dal momento dell'Incarnazione del Verbo nel suo seno. Gesù, morendo per radunare i figli dispersi di Dio, dice a sua Madre: "Donna, ecco tuo figlio!" (Gv 19,26), parole che riecheggiano profezie sul ritorno escatologico degli dispersi d'Israele a Sion per costituire il nuovo popolo di Dio. Maria, in quanto "Donna" e "Madre universale dei discepoli di Gesù", rappresenta la Chiesa come Madre, la figlia di Sion nella sua funzione materna. In lei si realizza la comunità messianica.
Nel contesto della Pentecoste, gli Atti degli Apostoli raccontano che il gruppo degli apostoli "erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù" (At 1,14). Anche qui Maria appare come figura centrale. La Chiesa fu congregata con Maria, evidenziando che non si può parlare di Chiesa senza la presenza di Maria. Il fulgore del mistero di Maria nel tempo di Avvento è racchiuso nelle pagine bibliche del Lezionario e nelle orazioni presidenziali del Messale, che aprono, accompagnano e chiudono ogni celebrazione eucaristica. Attenzionare questi testi di preghiera costituisce un punto di partenza per una spiritualità mariana qualificata dalla preghiera liturgica. L'eucologia mariana occidentale si prolunga nella Liturgia delle Ore, riservando alla Vergine Madre un posto di rilievo. La liturgia dell'Avvento facilita l'ispirazione a Maria quale modello dell'atteggiamento spirituale con cui la Chiesa celebra e vive i divini misteri.
Profezie e Figure Materne nell'Avvento Mariano
Nel tempo di Avvento si proclamano alcune profezie di grande portata riguardanti la Madre del Messia Salvatore:
- Genesi 3,15: La prima "buona novella", pronunciata da Dio dopo la disubbidienza dei progenitori: «Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».
- Isaia 7,14: La regina delle profezie mariane sulla vergine che darà alla luce: «Il Signore stesso vi darà un segno: ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele: Dio-con-noi».
- Isaia 11,1: Vaticinio sulla genealogia davidica del Messia: «In quel giorno, un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici».
Oltre alle profezie, il tempo di Avvento presenta figure di madri che preannunciano la fisionomia spirituale e la funzione di grazia della Madre del Messia:
- Rut, moabita, pia straniera, antenata di David.
- La moglie di Manoach, donna sterile che per favore divino divenne madre del giudice Sansone.
- La mite Anna, moglie sterile di Elkana, donna umiliata, che Dio esaudì e esaltò concedendole di concepire e dare alla luce il profeta Samuele.
- L'anziana cugina Elisabetta, moglie del sacerdote Zaccaria, sterile anch'essa, a cui il Signore concesse di essere la madre di Giovanni il Precursore.
La Divina Maternità di Maria nel Rito Ambrosiano
Il Rito Ambrosiano celebra, nella sesta domenica di Avvento, la "Domenica della Divina Maternità di Maria o dell'Incarnazione". Questa peculiarità liturgica risale ad antichi manoscritti ed è categorizzata come "solennità del Signore", indicando che il protagonista è il λόγος eterno che prende carne nel grembo di Maria, strumento di Dio che a Lui si apre nel «fiat». Tra i titoli attribuiti alla Madonna, quello della Sua divina maternità è il più peculiare. Da quando Maria ricevette il titolo di "Genitrice di Dio" nel V secolo, la sua venerazione conobbe una crescita costante, riflettendosi nel numero infinito di icone raffiguranti la Madre di Dio.
Dante, ponendo sulle labbra di San Bernardo di Chiaravalle la sintesi della sesta domenica dell'Avvento ambrosiano, canta: «Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d'etterno consiglio». La Maternità Divina unisce in modo ineffabile Maria al Padre. Questo periodo privilegiato ci predispone alla venuta prossima del Signore che, di sua iniziativa, viene a cercare l'uomo smarrito nel "deserto" del vuoto spirituale. Dio viene a colmare tutte le nostre lacune, indipendentemente dai nostri meriti, per dischiudere il nostro animo e renderlo proficuo.
La prima parola dell'angelo a Maria, "chaire, rallegrati, gioisci, sii felice", svela il perché della gioia: "sei piena di grazia". Un termine nuovo, "colmata, riempita di Dio", che turbò Maria, ma che significa "amata per sempre". Maria, piena di grazia, Immacolata, non pronuncia un "sì" immediato, ma una domanda: "Come è possibile?". Davanti a Dio con tutta la sua dignità umana, con la sua maturità di donna, con il suo bisogno di capire, usa l'intelligenza e poi pronuncia il suo sì, libero e creativo: "Eccomi, sono la serva del Signore. Avvenga di me quello che hai detto". Maria è donna dell'Avvento perché donna di fede, di speranza e di perseveranza, avendo manifestato queste virtù in una situazione delicata e rischiosa, ma convinta che il Signore la condurrà al compimento.
I Tre Formulari delle Messe della Beata Vergine Maria in Avvento
Il "Messale della Beata Vergine Maria" presenta tre formulari di celebrazione per il Tempo di Avvento, ciascuno dei quali illumina un aspetto particolare della figura di Maria:
1. Maria Vergine, Figlia Eletta della Stirpe d'Israele
Questo formulario celebra il progetto della salvezza, nel quale Dio chiamò i Patriarchi, strinse con loro un'alleanza, diede la legge di Mosè e suscitò i Profeti, eleggendo Davide, dalla cui stirpe sarebbe nato il Salvatore. I libri dell'Antico Testamento preannunciano l'avvento di Cristo, mettendo in luce "la figura della donna, madre del Redentore" (LG 55), cioè la Beata Vergine Maria, proclamata letizia d'Israele ed eccelsa Figlia di Sion. Maria, riparando con la sua innocenza la colpa di Eva, è "figlia di Adamo per la nascita" e "discendente di Abramo per la fede". Per la stirpe è "pianta della radice di Jesse", da cui spuntò il fiore, Gesù Cristo. Maria "primeggia tra gli umili e i poveri del Signore", e con lei si compiono i tempi e si instaura la nuova economia, quando il Figlio di Dio assunse da lei la natura umana per liberare l'uomo dal peccato. Questa Messa commemora il disegno della misericordia e della salvezza di Dio. Le letture ricordano la promessa di Dio ad Abramo ("In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra": Gen 12, 1-7; cfr. Lc 1, 55) o la promessa fatta a Davide ("La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre": 2 Sam 7, 1-5. 8b-11.16; cfr. Lc 1, 32.33). Il Vangelo proclama la genealogia di Gesù Cristo (Mt 1, 1-17), mostrando che il Salvatore è figlio di Davide e figlio di Abramo.
2. Maria Vergine nell'Annunciazione del Signore
Questo formulario, come già accennato, celebra quotidianamente l'annuncio di Gabriele alla Beata Vergine Maria. Il consenso della Vergine, che precedette l'Incarnazione, è di grandissima importanza nella storia della salvezza, essendo la sorgente della rinnovazione dell'uomo. La liturgia romana ne fa solenne memoria il 25 marzo, il 20 dicembre e soprattutto la IV Domenica di Avvento dell'Anno B, in quanto si intona mirabilmente con il carattere dell'Avvento. Le letture includono la profezia della vergine che concepirà (Is 7, 10-14; 8, 10c) e l'annuncio portato da Gabriele a Nazaret (Lc 1, 26-38). Questa Messa era un tempo celebrata il mercoledì delle "tempora" di Avvento e chiamata "Messa aurea".
3. Visitazione della Beata Vergine Maria
La celebrazione di questo mistero, ricco di doni di grazia, nel quale la Beata Vergine Maria, avvolta nello Spirito Santo e portando nel grembo il Verbo divino, visitò Elisabetta, ricorre più volte nella liturgia romana: oltre al 31 maggio, si celebra nel Tempo di Avvento, il 21 dicembre, e soprattutto la IV Domenica di Avvento dell'Anno C. In questa Messa, la Beata Vergine Maria è celebrata come:
- Nuova Figlia di Sion che porta nel suo grembo il Signore, Re d'Israele (Sof 3, 14-18a).
- Arca della nuova Alleanza che, concepito il Verbo, reca "alla casa di Elisabetta la salvezza e la gioia" (Colletta; cfr. 1 Cr 13.14).
- Creatura nuova plasmata dallo Spirito Santo, "fecondata dalla rugiada celeste", che diede al mondo il frutto apportatore della salvezza, Cristo Gesù.
- Madre di Dio, riconosciuta tale da Elisabetta "nel saluto profetico" (Prefazio), interamente offerta al mistero della redenzione.
- Donna santa che, dopo l'annuncio dell'Angelo, è tutta dedita alla realizzazione dei beni della salvezza e magnifica Dio in un canto di lode traboccante di riconoscenza (cfr. Vangelo, Lc 1, 39-55).
- Donna santa che eccelle "nel premuroso gesto della sua carità" e giustamente è detta beata "per aver creduto alla salvezza promessa" (Prefazio; cfr. Alleluja, Lc 1, 45).
- Donna alla cui umiltà Dio ha guardato (Antifona alla Comunione, Lc 1, 48) e che tutte le generazioni esalteranno.
La Ricchezza Mariologica nei Prefazi d'Avvento
I Prefazi delle liturgie eucaristiche rivestono grande importanza, condensando i temi essenziali del tempo liturgico e fornendo motivi per il rendimento di grazie. I Prefazi II e IIA del "Messale Romano" per il Tempo di Avvento sono di una ricchezza mariologica straordinaria. Mentre il I e il IA si riferiscono all'avvento escatologico, il II e il IIA riguardano i giorni dell'avvento natalizio e sono particolarmente mariani. Il Prefazio II si intona con l'attesa gioiosa dell'Incarnazione, ponendo Cristo al centro del mistero, oggetto dell'annuncio dei Profeti e dell'attesa nella Vergine-Madre. Il Prefazio IIA è mariano e si presta specialmente per la IV Domenica e per i giorni che commemorano l'Annunciazione e la Visitazione. Maria è presentata come nuova Eva e Figlia di Sion, titoli che evocano tematiche emerse fin dai Padri della Chiesa. In questa "mariologia pregata", il ruolo della Vergine-Madre è detto "mistero", perché parte del mistero centrale di Cristo e della Chiesa. Il culto di Maria nell'Avvento affonda le sue radici nelle realtà teologali, ponendo in forte rilievo la cooperazione della Vergine all'opera della salvezza.

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