Maria, Vergine Immacolata Madre del Divino Amore

L'invocazione allo Spirito Santo e al Divino Amore

O Santo Spirito, Dio Amore, Dio Santificatore! In questo giorno a Te consacrato, noi miseri e poveri, comprendiamo meglio che tutto viene da Te e nessun bene è fuori di Te! Senza di Te non possiamo conoscere e amare Dio.

Sei tanto grande eppure tanto sconosciuto! Sei l’Amore e non sei amato! Ti supplichiamo - Tu solo sei la nostra salute! Torna a vivere nel mondo intero! Nel mondo Iddio non è conosciuto - non è amato, anzi è odiato, è abbandonato, è combattuto.

Mai come in questi tempi trionfano la dimenticanza di Dio e l’empietà. O Dio Amore, ascolta la nostra invocazione! Vieni a rivivere in noi con la fede dei primi cristiani! O Spirito illuminatore, vieni e mostraTi! Siamo diventati ciechi - abbiamo disprezzati i doni di Dio - abbiamo respinto le Sue premure Paterne, perché non abbiamo capito!

O carità infinita! Guarda in questo giorno a Te consacrato le anime, le famiglie, il mondo. Vedi quanto odio! Dove è finito il grande comandamento dell’amore del prossimo? Nelle anime regna l’egoismo, nelle famiglie la discordia, nel mondo l’odio da ogni parte! Gli uomini si lasciano dominare dalle loro passioni, e i comandamenti sono calpestati per raggiungere il proprio piacere. Sono delitti, disonestà, scandali, e tutto questo perché gli uomini non sanno vedere il Signore nei propri fratelli. Tu sei offeso, Dio Amore! Sei tanto offeso. Ma cosa potremo noi fare per riparare tanto male? Vieni e infondi in noi la carità verso i fratelli, quella carità che portava i primi cristiani ad amarsi fino ad essere riconosciuti tali per questo amore. Vieni Dio Amore a pacificare i cuori dei fratelli divisi tra loro!

Icona della Madonna del Divino Amore con il Bambino Gesù

La figura di Maria, Madre di Dio

Tu sei bella, o Maria, sei tutta bella! Ora temiamo per le nostre anime! Temiamo, per la S. Chiesa, per il Vicario del Tuo Divin Figlio, per tutto il clero. No, non Ti chiediamo oggi il pane materiale ma Ti chiediamo di allontanare da noi e da tutto il mondo i castighi meritati per i nostri peccati. Tu sola puoi ottenerci il perdono e la Misericordia Divina.

Noi intendiamo, o Madre Santa! Noi intendiamo quali pericoli ci sovrastano, e invochiamo Te! Gridiamo a Te con tutte le nostre forze: O Maria, aiuto! O Madre, pietà! Ci stringiamo fortemente ai Tuoi piedi e attendiamo fiduciosi il Tuo Amore.

O bella Vergine Immacolata Maria, Madre di Dio e Madre nostra, o Madonna del Divino Amore, a Te rivolgiamo la nostra fiduciosa preghiera per le grazie di cui abbiamo bisogno. Tutto Tu ci puoi ottenere, Tu che meritasti di sentirti salutare dall'Angelo di Dio: ave gratia plena!

Sì, o Maria, veramente Tu sei piena di grazia, perché il Tuo celeste Sposo, lo Spirito Santo, col Suo Divino Amore, fin dalla Tua concezione è venuto in Te, Ti ha preservata dalla colpa e conservata immacolata; è ritornato sopra di Te nell'Annunciazione e Ti ha resa Madre di Gesù lasciando intatta la Tua Verginità; su Te si è posato ancora nel giorno della Pentecoste, riempiendoti dei suoi sette doni, sicché Tu sei tesoriera e fonte delle divine grazie.

Tu dunque, Madre dolcissima del Divino Amore, ascolta le nostre suppliche: Grazia Madonna! Assicura all'Italia e al mondo la pace, fa' trionfare il Tuo Amore, proteggi il Papa, raduna nell'unità perfetta voluta dal Tuo Divin Figlio tutti i cristiani. Illumina con la luce del S.

E intanto, Tu che ci vedi gementi e piangenti in questa valle di lacrime, soccorrici nelle nostre miserie, conservaci la rassegnazione nelle inevitabili croci della vita, guarisci o Madre di grazia, le nostre infermità, ridona la salute ai malati che a Te ricorrono. Solleva, o Maria, e libera dalle loro pene le anime sante del Purgatorio, specialmente quelle affidate all'Opera dei Suffragi del Santuario e le vittime di tutte le guerre. Guarda maternamente e proteggi le opere del Tuo Santuario del Divino Amore, e a noi Tuoi figli, concedi, dolcissima Madre, di poterti sempre lodare e che il nostro cuore sia tanto acceso del Divino Amore in vita, da poterne godere in eterno in Cielo. Amen.

La Coroncina alla Madonna del Divino Amore

Si recita come il Rosario, tutti i giorni dopo l’Angelus o l’Ora Media.

  • R. Santa Madre deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore. (sui grani del Padre Nostro)
  • V. Vergine Immacolata Maria, Madre del Divino Amore. (Per 10 volte sui grani dell’Ave Maria)
  • R. Fateci Santi.

Alla fine si recita:

  • V. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo.
  • R. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
  • R. Santa Madre deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore. (Si ripete per 5 volte su tutti le 5 poste del Rosario)

Preghiera alla Salve Regina

Salve Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza, speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime, orsù dunque avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi e mostraci, dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Preghiera alla Vergine Addolorata

  • V. Alla Vergine addolorata per le lacrime sparse ai piedi della croce e nel sepolcro di Gesù per i nostri peccati.
  • Ave o Maria, piena di grazia; il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
  • V. Vergine Addolorata.
  • R. Prega per noi.

Preghiera per i Missionari

  • V. Per tutti i missionari.
  • Ave o Maria, piena di grazia; il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
  • V. Regina delle Genti.
  • R. Prega per noi.

Preghiera per la perseveranza

  • V. Per la perseveranza nello spirito della nostra vocazione.
  • Ave o Maria, piena di grazia; il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
  • V. Regina degli Apostoli.
  • R. Prega per noi.

La Simbologia dell'Icona della Madonna del Divino Amore

Col suo Divin Figlio. Viene naturale domandarsi per quale motivo questa rappresentazione della Madre di Dio sia stata nominata con un titolo tanto particolare. Per noi Figlie della Madonna del Divino Amore è di vitale importanza comprendere, per poi contemplare, la simbologia della santa icona, per poterne così trasmettere la spiritualità specifica che da essa traspare.

Dobbiamo dire innanzitutto che l’immagine della colomba posta in alto è un’aggiunta molto tardiva rispetto all’originale, quindi dopo che l’affresco venne segato dalla torre medievale, dove era stato dipinto in origine, e collocato nel piccolo Santuario, costruito sulla collina retrostante, probabilmente in occasione della consacrazione del luogo sacro nel 1750. La forma originaria, escludendo la parte superiore con la colomba dello Spirito Santo, è dunque quadrata. Questa è esattamente la forma tipica che nell’iconografia cristiana sta a significare il COSMO. Infatti i punti cardinali sono quattro come i lati del quadrato.

Cominciando ad analizzare l’immagine della Santa Vergine e del Figlio divino, notiamo che la figura è inscritta in un triangolo equilatero, simbolo chiaramente Trinitario. Maria è rivestita di un manto dal colore originario blu-verde ad indicare l’adombramento dello Spirito Santo su di lei. Il colore richiama la creazione sulla quale nella Genesi si dice che aleggiava lo Spirito Santo. Gli abiti di Gesù Bambino rappresentano la divinità (mantello azzurro) e l’umanità che si dona per amore (tunica rossa).

Ora guardiamo più da vicino il volto di Maria e notiamo gli occhi molto grandi che stanno a significare la caratteristica specifica di questa donna quella della contemplazione. Vediamo il naso lungo e stretto, simbolo della regalità. Il centro dell’affresco è dato dall’incontro delle due mani: la mano della Madre e quella del Figlio. Quest’ultima, prendendo il mantello di lei, indica con il dito il cuore di Maria.

Nell’aureola del Bambino è inscritta una croce greca, che richiama la Trinità ed anche l’offerta della sua vita sulla croce, già prevista nel disegno del Padre. Si nota inoltre l’indipendenza tra il volto del Bambino in rotazione verso la Madre e l’aureola che permane fissa. Sulla spalla sinistra di Maria Santissima si nota una stella dorata a sei punte, della quale si possono dare diversi significati. Le sei punte della stella richiamano inoltre il brano del Vangelo di Matteo 25,35, dove si citano le sei opere di misericordia: “ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

In ultimo prendiamo in esame la posizione del Bambino che nell’affresco originale (a differenza delle riproduzioni di questo negli anni successivi) sembra poggiare su una roccia, che si conforma pienamente con la tradizione iconografica del periodo di fine XIV secolo. Altre immagini di questo periodo, della Vergine con il Bambino, lo raffigurano poggiato su un davanzale, ad indicare che Cristo è la Roccia su cui dobbiamo fondare la nostra vita, come ci indica la parabola della Casa costruita sulla roccia.

Alle spalle si nota un velo che rappresenta l’Antico Testamento, che si compie con la venuta di Gesù nel mondo. Al di sopra di tutto viene raffigurato un CIBORIO, come quelli che si vedono nelle Basiliche al di sopra dell’Altare Maggiore, che rappresentano la discesa dello Spirito Santo (epiclesi) che trasforma il pane e il vino nel corpo e sangue di Gesù. Anche questo simbolo è però importante perché ci ricorda l’effusione dello Spirito Santo rappresentata da un fascio di luce dorata che ricopre tutto il Cosmo (la forma quadrata citata sopra), con il quale Dio rinnoverà il Volto della Terra con una nuova Pentecoste.

Per noi Figlie della Madonna del Divino Amore questa santa immagine di Maria, che si venera nel Santuario romano, ci impegna a vivere ogni giorno, come Lei, nella docilità allo Spirito Santo per vivere come templi della Grazia. Solo così possiamo divenire anche noi “portatori dell’amore divino” come ha affermato il Papa di recente: “Come Gesù è stato annunciatore dell’amore di Dio Padre, anche noi lo dobbiamo essere della carità di Cristo. Siamo messaggeri della sua risurrezione, della sua vittoria sul male e sulla morte, portatori del suo amore divino”. “Portare il Divino Amore fino agli estremi confini della Terra”, amava spesso ripetere Don Umberto ai suoi figli spirituali, imitando la Vergine Maria che si è lasciata plasmare e santificare dallo Spirito Santo da diventare il suo “Capolavoro”. Contemplare e vivere questa “finestra aperta (icona) sul mistero del Divino Amore” è il compito spirituale che il nostro fondatore ci ha consegnato e che noi dobbiamo sviluppare attualizzandolo nel nostro tempo. Non confidando unicamente nelle nostre capacità umane, ma affidandoci alla potente intercessione della Madre di Dio e Madre nostra.

Storia del Santuario della Madonna del Divino Amore

Si ricorda oggi la Consacrazione della Città di Roma alla Madonna fatta dal Papa Pio XII nella Chiesa di S. La consacrazione della Città di Roma fu fatta il 4 Giugno 1944, nel momento più tragico della guerra 1939-45. I Romani hanno sempre professato una tenera devozione alla Madonna del Divino Amore. In occasione del Giubileo del 2000 il Papa Giovanni Paolo II vi consacra un nuovo, moderno e grandioso Santuario. Il santuario della Madonna del Divino Amore è composto da due chiese: quella antica del 1745 e quella nuova del 1999.

È una meta di pellegrinaggio cara ai romani: ogni sabato, dal primo dopo Pasqua all’ultimo di ottobre, si tiene un pellegrinaggio notturno a piedi con partenza a mezzanotte da piazza di Porta Capena, nei pressi del Circo Massimo.

Secondo la leggenda, nella primavera del 1740 un pellegrino, diretto alla basilica di San Pietro, si smarrisce nell’inospitale e insalubre campagna nei pressi di Castel di Leva, circa 12 km a sud di Roma. Scorti alcuni casali e un castello diroccato in cima ad una collina, il viandante vi si dirige sperando di trovare qualcuno che gli dia informazioni per trovare la giusta strada. Viene però assalito da un branco di cani rabbiosi che lo circondano. Il pellegrino, alzando lo sguardo, si accorge che sulla torre del castello c’è un’icona che raffigura la Vergine con il Bambino, sovrastata dalla colomba dello Spirito Santo. Invoca perciò la Madonna che lo salvi da quel pericolo. Le bestie che gli sono addosso di colpo si fermano e si dileguano. I pastori che sono nella zona, richiamati dalle urla del viandante, accorrono sul posto e, ascoltato il suo racconto, lo rimettono sulla strada per Roma.

Il 19 aprile 1745, lunedì di Pasqua, l’icona viene trasferita in un luogo vicino alla torre, che oggi è ancora in piedi, dove intanto è stata costruita una nuova chiesa, opera di un architetto sconosciuto. L’affresco viene intronizzato nell’altare maggiore, dove attualmente si trova. Il nuovo santuario viene affidato prima ad un custode eremita, poi, nel 1805, a sacerdoti che vi dimorano solo nel periodo della Pentecoste, quando i pellegrinaggi sono più numerosi.

Nel 1840, anno del centenario dal primo miracolo, la chiesa e l’altare vengono restaurati, gli stucchi nuovamente indorati, sono installati altri due altari e numerosi confessionali. Da Roma vengono portati drappi, damaschi e altri arredi sacri. Anche la via Ardeatina, che porta al santuario, ridotta in un pessimo stato, viene risistemata.

Questa commistione tra sacro e profano (il pellegrinaggio al Divino Amore era diventato ormai sinonimo di “gita fuori porta”) portò ad una progressiva decadenza del santuario nei primi decenni del Novecento che cadde quasi nell’oblio. Nel 1930, quando il santuario passa alla dipendenza del vicariato, viene inviato sul posto, con l’obbligo di residenza, un rettore che dal 1932 diventa anche parroco della parrocchia del Divino Amore.

Gli eventi della seconda guerra mondiale coinvolgono anche la Madonna del Divino Amore. L’affluenza a San Lorenzo in Lucina in quei giorni aumenta così tanto (il giornale La Civiltà Cattolica riferisce di 15.000 comunioni distribuite quotidianamente) che si è costretti a trasferire l’immagine della Madonna nella più ampia Sant’Ignazio di Loyola a Campo Marzio. Alle 18, nella chiesa gremitissima di Sant’Ignazio, viene letto il testo del voto dei romani alla Madonna del Divino Amore affinché la città venga risparmiata dalla distruzione della guerra. I fedeli promettono di correggere la propria condotta morale, di erigere un nuovo santuario e di realizzare un’opera di carità a Castel di Leva.

A leggere il voto, in luogo del Papa (impossibilitato a lasciare il Vaticano per il pericolo della deportazione), è il camerlengo dei parroci, padre Gremigni. «Noi oggi siamo qui non solo per chiederLe i suoi celesti favori, ma innanzitutto per ringraziarLa di ciò che è accaduto, contro le umane previsioni, nel supremo interesse della Città eterna e dei suoi abitanti.

Si dovrà aspettare l’8 gennaio 1996 perché il cardinale vicario Camillo Ruini ponga la prima pietra di quello che, per il Giubileo del 2000, è diventato il nuovo santuario. La struttura, in grado di accogliere oltre 1500 pellegrini, è stata realizzata ai piedi della collina, fuori dalle antiche mura, senza violare il paesaggio della campagna romana e il complesso monumentale settecentesco. Si tratta di uno spazio circolare delimitato da poche murature in tufo che definiscono spazi essenziali del culto: due stipiti che segnano l’ingresso, due emicicli a doppia gradinata per i fedeli, un altare centrale, un ambone e una croce in legno grezzo, e in fondo, nel luogo absidale, una scultura in bronzo che rappresenta il beato titolare.

O bella Vergine Immacolata Maria, Madre di Dio e Madre nostra, o Madonna del Divino Amore, a te rivolgiamo la nostra fiduciosa preghiera per le grazie di cui abbiamo bisogno. Guarda maternamente e proteggi le opere del tuo Santuario del Divino Amore, e a noi tuoi figli, concedi, dolcissima Madre, di poterti sempre lodare, e che il nostro cuore sia tanto acceso del Divino Amore in vita, da poterne godere in eterno nel Cielo.

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