La storia della famiglia Bonaparte in Italia si intreccia con eventi significativi, vicende personali di profonda devozione e ruoli attivi nei movimenti per l'unità nazionale. In particolare, le vicende delle figlie di Luciano Bonaparte, Maria e Costanza, a Senigallia, rivelano percorsi di vita distinti e influenti.
La Famiglia Bonaparte a Senigallia e le Scelte di Vita delle Figlie
A Senigallia, le due figlie minori di Luciano e della principessa, Maria e Costanza Bonaparte, studiarono nel collegio delle Benedettine. Le loro vite presero poi direzioni diverse, ma entrambe significative nel contesto dell'epoca. Costanza, seguendo una vocazione spirituale, divenne suora oblata del Sacro Cuore di Gesù in Roma, dedicando la sua vita alla fede e al servizio religioso.

Sua sorella Maria, invece, con un carattere più sbarazzino, scelse la vita matrimoniale. Si sposò a Canino (VT), feudo di Luciano Bonaparte, con il conte Vincenzo Valentini. Questo matrimonio segnò l'unione tra le illustri famiglie Bonaparte e Valentini, creando nuovi legami nel panorama politico e sociale del XIX secolo.
Impegno Politico e Conseguenze per i Valentini e i Bonaparte
La vita di Maria Bonaparte Valentini e di suo marito Vincenzo fu profondamente segnata dall'impegno politico durante un periodo tumultuoso per l'Italia. Maria prese parte attiva con il marito e i due fratelli Pietro e Luigi Bonaparte alla Costituente della Repubblica Romana del 1849, un evento cruciale nel Risorgimento italiano.

A seguito della restaurazione pontificia e del ritorno di Pio IX, le scelte politiche di Vincenzo Valentini ebbero gravi ripercussioni: fu condannato all’esilio perpetuo. Di conseguenza, la coppia visse a Perugia, dove Maria divenne una convinta sostenitrice dell’unità italiana. Collaborò attivamente ai moti di ribellione contro il papa Pio IX del giugno 1859, eventi tristemente ricordati nella storia d’Italia come le “Stragi di Perugia”, evidenziando il clima di forte tensione e il desiderio di indipendenza che pervadeva la penisola.
Il Patrimonio e le Attività di Alessandrina Bleschamp
La principessa Alessandrina Bleschamp, altra figura centrale in queste vicende familiari, possedeva un considerevole patrimonio e conduceva una vita ricca di interessi. A Senigallia, Alessandrina possedeva ben quattro case di abitazione. Una di queste era situata sopra Porta Colonna (oggi Porta Mazzini) e un’altra nell’edificio con annesso cortile, divenuto poi l'odierno monastero delle monache benedettine in via dell’Angelo.
Oltre alle proprietà urbane, Alessandrina aveva acquistato nel contado una decina di poderi agricoli con i rispettivi coloni che li coltivavano. A sovrintendere queste vaste proprietà era il suo maggiordomo, Giovanni Franceschetti, la cui figlia Alessandra è stata la nonna del Dr. [Il nome non è specificato nel testo originale].
Le attività di Alessandrina non si limitavano alla gestione del patrimonio. Altrettanto ignota a Senigallia è l’attività di scavi archeologici etruschi che Alessandrina Bleschamp e Luciano Bonaparte condussero nei dintorni di Canino, rivelando un notevole interesse per la storia antica e l'archeologia.

In alcuni periodi dell’anno, Alessandrina iniziò a vivere in un lussuoso appartamento ad Ancona, presso Palazzo Cadolini. Qui allestì una vera e propria galleria personale di quadri e di sculture, della quale nessuno finora aveva notizia, testimoniando il suo raffinato gusto artistico e il suo impegno nel collezionismo privato.
La principessa Alessandrina morì tragicamente di colera a Senigallia, nel suo Casino di collina, sulla collina del Cavallo, il 12 luglio 1855.
La Ricerca Storica e il Testamento di Alessandrina Bleschamp
La conoscenza di queste complesse vicende familiari è stata arricchita da recenti studi e pubblicazioni. La ricerca storica di Giuseppe Santoni è stata edita nella rivista di storia regionale Marca/Marche n. [Il numero non è specificato nel testo originale]. Questa pubblicazione ha contribuito a fare luce su aspetti meno noti della vita di Alessandrina Bleschamp e della sua famiglia, fornendo dettagli preziosi per gli storici.
In una versione successiva o integrativa rispetto a quella già pubblicata, l’autore ha voluto aggiungere in coda all’articolo qui presentato la trascrizione del testamento originale di Alessandrina Bleschamp. Questo documento include un dettagliato elenco dei semibusti e dei quadri da lei posseduti, informazioni che non era stato possibile inserire nella rivista Marca/Marche per mancanza di spazio editoriale nel n. [Il numero non è specificato nel testo originale], offrendo così un quadro più completo del suo patrimonio artistico e delle sue passioni.