Lo Stato Pontificio: Storia, Amministrazione e Archivi

L'influenza dello Stato Pontificio nella politica europea era notevole, estendendosi oltre i limiti territoriali che le circostanze storiche gli avevano assegnato nell'ambito del Sacro Romano Impero. I vincoli dettati dalla Santa Sede condizionarono importanti stati autonomi come il Regno di Sicilia, il Regno di Napoli, il Regno d'Inghilterra, il Regno del Portogallo e altri stati relativi al periodo di relazione con il sovrano dello Stato Pontificio, il papa, verso cui diversi re e imperatori dovettero prostrarsi.

Territorialmente, lo Stato Pontificio copriva gli attuali territori del Lazio, delle Marche, parte dell'Umbria e parte della Romagna. Facevano inoltre parte dello Stato Benevento e Pontecorvo, enclavi pontificie, prima nel Regno di Napoli e poi nel Regno delle Due Sicilie. La forma di governo fu una Monarchia assoluta elettiva teocratica.

Mappa storica dello Stato Pontificio in Europa, raffigurante la sua estensione territoriale e le enclavi

Simboli Araldici Pontifici

La simbologia araldica dello Stato Pontificio rifletteva la sua duplice natura, spirituale e temporale. Di seguito, alcuni dei "Capi" araldici significativi:

Capo della Chiesa

  • Di rosso, alle chiavi di San Pietro decussate, una d'oro e una d'argento. Le chiavi potevano essere sormontate dal triregno.

Capo del Gonfalonierato

  • Concesso ai benemeriti della Chiesa e ai gonfalonieri, si presentava di rosso, al gonfalone con l'asta d'oro e i teli alterni d'oro e di rosso. Spesso l'asta era attraversata dalle chiavi di San Pietro decussate, l'una d'oro e l'altra d'argento.
  • Le famiglie più illustri, tra quelle insignite della dignità di gonfalonieri pontifici ereditari, assunsero invece il palo del Gonfalonierato.

Capo di Leone X

  • D'oro, alla rotella di Francia (d'azzurro, a tre gigli d'oro) accostata dalle sigle L. X. di rosso; le sigle potevano essere di nero.
  • La rotella di Francia nel 1465 venne concessa da Luigi XI, re di Francia, a Pietro dei Medici di Firenze, con il diritto di trasmetterla ai propri discendenti che da allora la impiegarono per sostituire la palla superiore dello stemma dei Medici, rossa come le altre.

Croce Greca d'Argento e Sigla SPQR

  • Di rosso, alla croce greca d’argento e alla sigla SPQR d’oro.
  • Questo simbolo era usato dai senatori non originari dell’Urbe. Se ne hanno esempi negli stemmi, conservati nell’Aula Consiliare del Palazzo Senatorio, di Raimondo Tolomei (1358), Ungaro degli Atti (1359) e di Tommaso Pianciani (1360).
Illustrazione degli stemmi araldici pontifici principali, incluse le chiavi decussate e il triregno

Amministrazione e Storia Locale: Il Caso di Canale Monterano

Per comprendere meglio l'amministrazione dello Stato Pontificio a livello locale, è utile esaminare il caso di Canale di Magliano, oggi Canale Monterano.

Le Origini di Canale di Magliano

Sito a 378 metri sul livello del mare, il primo nucleo abitativo di Canale di Magliano, come era al tempo chiamato, era costituito da capanne costruite ai piedi del Monte Sassano, del tutto simili a quelle che erano usate in campagna per fini agricoli. Col tempo, le vecchie capanne lasciarono il posto a nuovi edifici in muratura che presero il nome di “castelletti”, veri e propri nuclei di piccole case attorno ad una chiesetta parrocchiale. Solo in seguito Canale acquisì l’aspetto di un vero e proprio borgo, con abitazioni e botteghe artigianali affacciate lungo la strada che oggi corrisponde al Corso della Repubblica.

Canale durante la Repubblica Romana (1798-99)

Con l’avvento della Repubblica Romana del 1798-99 Canale, inquadrato nel Dipartimento del Cimino, venne a costituire, unitamente ai comuni di Rota, Oriuolo, Cerveteri, Ceri, Palo, Cesano, Anguillara, Trivignano, Monte Virginio, Monterano, Castel Giuliano e Sasso, Manziana, Pisciarelli, Bagni di Stigliano, Quadroni, Sasso e Santa Severa, il circondario amministrativo del Cantone di Bracciano.

La Riorganizzazione Pontificia e i Servizi Postali (1816-1849)

Con il riordino dell’amministrazione pontificia e la riorganizzazione del servizio di Posta del 1816, Canale, integrato nelle località della Delegazione di Civitavecchia, venne a dipendere direttamente dalla Direzione di Roma. Il primo bollo di franchigia documentato è una missiva spedita da Canale per Civitavecchia in data 26 febbraio 1823, recante il bollo di franchigia DELEGAZIONE A.

La Repubblica Romana del 1849 e le Modifiche Postali

Aderendo al nuovo Governo della Repubblica Romana del 1849, Canale si adeguò alle nuove normative postali modificando la struttura dei bolli di franchigia attraverso l’impiego di inchiostro nero utilizzato sia per cassare le diciture preesistenti, sia per coprire, alla bene meglio, le insegne pontificie.

Immagine di un bollo di franchigia pontificio originale e uno modificato durante la Repubblica Romana del 1849

Il Ripristino dei Bolli Pontifici e l'Avvento dei Francobolli

Svanito il sogno d’indipendenza, durato poco meno di cinque mesi, vennero ripristinati i vecchi bolli di franchigia riportanti le insegne pontificie. Per il movimento della corrispondenza successivo all’avvento dei francobolli nello Stato Pontificio, il periodo di riferimento è 1852-1863, con particolare evidenza per il 1854-1863. Un esempio è una missiva da Civitavecchia per Canale spedita il 31 dicembre 1862. Questa lettera, inizialmente non affrancata da Civitavecchia (Direzione Postale) a Canale (località ricompresa nel Circondario Postale di Roma), fu affrancata al verso in porto assegnato per 4 bajocchi presso l’Ufficio del Circondario di Roma con due francobolli da 2 bajocchi, preannullati con annullo a griglia in tariffa di porto semplice per le lettere scambiate tra le località situate “oltre Roma” e quelle del suo Circondario Postale. Sempre al verso, a fianco dei francobolli, fu manoscritto a penna l’importo della tassazione.

Replica di una lettera con francobolli dello Stato Pontificio e annullo a griglia del periodo 1854-1863

L'Annessione al Regno d'Italia

In virtù del nuovo assetto amministrativo voluto da Papa Pio IX, nel 1857 Canale venne inquadrata nella Provincia di Civitavecchia a costituire il circondario del Governo di Manziana. Con voto plebiscitario dell’ottobre 1870, la popolazione di Canale espresse la propria volontà di aderire al Regno d’Italia. Dopo l’annessione al Regno d’Italia, il Comune, comprendente gli abitati di Canale e di Montevirginio uniti, assunse il nuovo toponimo di Canale Monterano.

L'Archivio del Buon Governo: Memoria Amministrativa dello Stato Pontificio

La documentazione compresa nell'archivio del Buon Governo concerne la gestione economico-finanziaria delle comunità dello Stato ed è, ad oggi, organizzata in 19 serie (I-VI, VIIa-b-c, VIII-XIV, A-C). L'archivio è formato da oltre 13.000 unità fra buste, volumi, registri, quinternoni, filze, vacchette e mappe.

La Complessità dell'Ordinamento

L'archivio ha un ordinamento molto complesso, sia per le vicende subite dalla Congregazione durante due secoli e mezzo, con mutamenti frequenti e talora radicali di competenze, sia per il confluirvi di archivi o di parti di archivi di magistrature temporanee o speciali (come nel caso degli organi attivi durante la dominazione francese e le amministrazioni provvisorie o, ancora, nel caso della Congregazione Fermana), sia, infine, per lo smembramento di cui l'archivio fu fatto oggetto. Fino all'inizio del sec. XX la serie principale del fondo archivistico era ordinata in base alla data delle sedute della Congregazione, e per sedute erano raccolti i documenti relativi agli affari trattati e alle deliberazioni adottate nonché i precedenti e i casi analoghi, riassunti in occasione della singola seduta. L'ordinamento originale offriva così un quadro completo dell'attività della Congregazione, degli indirizzi dell'attività economica e della politica amministrativa dello Stato Pontificio nei secoli XVII e XVIII e nei primi decenni del XIX.

Le Vicende Storiche dell'Archivio

L'archivio del Buon Governo ha subito nel corso dei secoli numerosi spostamenti e riordinamenti, che hanno determinato sensibili perdite di documentazione. Le prime distruzioni di documenti si ebbero già nel sec. XVII a seguito di un incendio. Nel 1777 l'archivio della Segreteria del Buon Governo, che si trovava nel palazzo Vaticano, era stato riordinato e trasportato dalla stanza, che occupava sopra il corridoio del Museo, alla stanza contigua. Da quest'ultima i protocolli delle Informazioni delle cause "Nari" furono trasportati nei credenzoni dell'"archivio vecchio" (l'archivio di deposito della Segreteria della Congregazione), che si trovava nella soffitta sopra la Galleria. Durante il periodo napoleonico le carte della Segreteria e, cioè, la serie ininterrotta delle risoluzioni della Congregazione, i relativi documenti dal 1630 al 1796 e una "collezione rara di storie e statuti delle Comunità e luoghi dello Stato Pontificio" (attualmente non più esistente) furono trasportate a Parigi. Tornate da Parigi, le casse contenenti l'archivio nel 1818 si trovavano ancora chiuse nel Palazzo Vaticano, insieme a quelle contenenti gli archivi di altri dicasteri romani. L'archivio fu poi nuovamente collocato nel Palazzo Vaticano.

Foto storica o ricostruzione degli interni del Palazzo Vaticano dove l'archivio era originariamente conservato

I Riordinamenti del XX Secolo

Il Tuccimei, archivista dell'Archivio Segreto Vaticano e poi dell'Archivio di Stato di Roma, credette opportuno (1913-1932) sostituire all'ordinamento originale dell'archivio un ordinamento basato sui nomi delle località cui i singoli affari e decisioni si riferiscono. Costituì così la serie che chiamò degli "Atti per luoghi" e procedette al completamento della divisione in serie dell'archivio e all'ordinamento di alcune di esse. Altre furono ordinate da Armando Lodolini, dopo l'acquisizione del fondo da parte dello Stato italiano. Al termine del lavoro del Tuccimei erano stati complessivamente ordinati e inventariati circa i tre quarti dell'archivio. Il rimanente fu completato a partire dal 1950 da Elio Lodolini, che costituì alcune appendici a serie già ordinate, ne ordinò altre, riunì al complesso della documentazione della Congregazione il materiale giudiziario conservato già in precedenza dall'Archivio di Stato di Roma e riorganizzò il materiale sulla carta, nell'inventario a stampa, descrivendolo secondo un ordine logico diverso da quello della numerazione progressiva delle singole buste.

La Sede della Segreteria e Computisteria

Sin dal 1786 gli uffici sia della Segreteria che della Computisteria, nonché l'abitazione del prefetto, si trovavano in via della Scrofa nel Palazzo del Collegio Germanico-Ungarico. Dopo la Restaurazione, però, questo palazzo venne dato da Leone XII al Seminario romano e al cardinal vicario, che vi fissò la propria residenza. Perciò lo stesso Leone XII e Pio VIII trasportarono l'abitazione del prefetto del Buon Governo e gli uffici della Segreteria della Congregazione al Palazzo della Cancelleria.

Sorte diversa ebbe l'archivio della Computisteria. Prima del 1786 la Computisteria aveva avuto sede presso il monastero delle monache benedettine a Campo Marzio. Da quella data si trasferì nel Palazzo del Collegio Germanico-Ungarico, nel quale ancora nel 1833 occupava sette stanze al secondo piano. Nel periodo tra gennaio 1811 e dicembre 1813 i locali della Computisteria erano stati occupati dall'Amministrazione del debito pubblico; pertanto furono riuniti in una sola stanza e qui conservati i mastri, i protocolli, tabelle e scritture diverse della Computisteria, il cui archivio non fu mai trasportato a Parigi. Fra il dicembre 1829 e il febbraio 1830 "tutte le carte antiche e di raro uso della Computisteria" furono trasferite in una stanza in Palazzo Pentini in via della Maschera d'Oro. Sia queste carte che quelle sistemate in una stanza della Computisteria vennero riordinate. Nei locali d'ufficio furono, invece, sistemate le carte relative all'amministrazione dei beni delle Comunità e alla dimissione del debito comunitativo e le carte moderne (grosso modo quelle dell'ultimo cinquantennio) in genere. Soltanto nei primi mesi del 1837 la Computisteria del Buon Governo fu trasferita dai locali in via della Scrofa al Palazzo della Cancelleria, dove già si trovava la Segreteria.

Facciata del Palazzo della Cancelleria a Roma, attuale sede di una parte degli archivi

Il Trasferimento Finale e l'Accordo con l'Archivio di Stato di Roma

La Congregazione del Buon Governo rimase nel Palazzo della Cancelleria fino alla soppressione (31 dicembre 1874). Cessata la Congregazione, l'archivio era alle dirette dipendenze della Segreteria di Stato, fino a che per disposizione di Leone XIII, passò a quelle dell'Archivio Segreto Vaticano. Nel 1918, a seguito di un accordo sottoscritto il 17 novembre 1918 dal cardinal Gasquet e dal professor Casanova, l'Archivio Segreto Vaticano cedette all'Archivio di Stato di Roma il grande fondo della Congregazione del Buon Governo in cambio di materiale documentario concernente decime ed altri affari di pertinenza strettamente ecclesiastica.

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