La società moderna è un terreno fertile per l'emergere di nuove forme di solidarietà, sviluppo e assistenza, che possono essere metaforicamente definite come "germogli di rinascita". Questa esplorazione si concentra sull'operato di enti e consorzi che, attraverso l'impegno comunitario e l'adesione a principi etici, cercano di generare valore sociale e restituire dignità alle persone. Un esempio emblematico è l'UNITALSI, un'associazione storica che da oltre un secolo incarna la carità operativa, affiancata da iniziative di cooperazione sociale che promuovono lo sviluppo locale e l'investimento nei talenti giovanili, affrontando le sfide sociali in contesti sia locali che globali.
L'UNITALSI: Un Faro di Carità Operativa e Comunità
Origini e Missione
L'UNITALSI, acronimo di Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali, è un'associazione che dal 1903 è alimentata dall’operosità gratuita di volontari. Questi si impegnano per organizzare, accompagnare e assistere, durante i pellegrinaggi, le persone con disabilità, malate, anziane o bisognose di aiuto. Per questo, l'UNITALSI non solo è un'associazione di Chiesa, ma è anche un'associazione di promozione sociale nonché organizzazione di volontariato facente parte del Servizio nazionale della protezione civile. L'obiettivo primario è essere uno strumento di “carità operativa” e di “carità creativa”.
Presenza e Attività sul Territorio
L’Unitalsi è presente in tutte le regioni italiane, con le sue Sezioni, Sottosezioni e Gruppi. Negli anni ha organizzato molti pellegrinaggi, portando più di 3000 persone a Lourdes. Ha anche supportato diversi eventi, come ad esempio “Apri le ali e poi vola”, un'iniziativa durante la quale ragazzi con disabilità venivano portati su di un elicottero che sorvolava la Pietra di Bismantova. L'associazione organizza viaggi, eventi, manifestazioni e feste sempre con la presenza di persone con disabilità e anziane più bisognose.
Una delle preoccupazioni che l'UNITALSI ha voluto affrontare è la difficoltà, soprattutto economica, di affrontare lunghi periodi fuori dal luogo di residenza per poter curare i propri bambini e ragazzi nei centri pediatrici di eccellenza. Negli anni, seguendo l'esempio di Roma, altre sedi UNITALSI hanno preso in affitto degli appartamenti da adibire a questo tipo di accoglienza. In una delle strutture romane, Casa Bernadette, arrivano famiglie presentate direttamente dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. A questa attività si aggiungono i servizi proposti dalle Sottosezioni di Bologna e Napoli di assistenza alle famiglie durante il periodo di ricovero dei piccoli pazienti, accompagnandoli dalle stazioni, dai porti e dagli aeroporti ai luoghi di ricovero e viceversa.
Coinvolgimento e Sostegno
Per partecipare ad un pellegrinaggio o diventare volontario, è necessario contattare la sezione o sottosezione da cui si desidera partire. La partecipazione prevede il pagamento di una quota associativa di 30 euro che dà diritto a partecipare a tutte le attività associative. I volontari sono la risorsa più importante dell'UNITALSI, dedicandosi gratuitamente, amorevolmente e responsabilmente ai malati, ai bambini in difficoltà e agli anziani soli. Chi sceglie l’Unitalsi può contare su una puntuale assistenza tecnica e religiosa, per vivere al meglio ogni istante del pellegrinaggio. I volontari Unitalsi garantiscono un puntuale servizio per rendere confortevole il viaggio. Il trasporto ferroviario è svolto su carrozze Trenitalia; per i pellegrinaggi a Lourdes, l’Unitalsi prevede la sistemazione in carrozze cuccette, oltre che in posti ordinari.
Eventi e Progetti Salienti
- 10 Marzo 2026: Dal 23 al 30 giugno si rinnova la magia del Pellegrinaggio dei Piccoli dell'Unitalsi.
- 12 Novembre 2025: Sempre più pazienti si spostano al Nord per cure avanzate (+ 12 % in un anno). Le regioni in testa sono Lombardia ed Emilia Romagna.
- 21 Ottobre 2025: Ogni anno un calendario di eventi speciali all’Acquario di Genova e a La Città dei Bambini e dei Ragazzi.
- 9 Settembre 2025: Il triatleta seregnese Raffaello Fossati in aiuto alla struttura dell'Unitalsi in Liguria.
- 16 Giugno 2025: Serata di beneficenza per “Casa Sveva”, una delle strutture nata dal Progetto dei Piccoli per le famiglie dei bimbi ricoverati.
- 12 Giugno 2025: L’Unitalsi porta più di 160 bambini a Lourdes in un pellegrinaggio speciale.

Il Consorzio per lo Sviluppo Sociale e la Dignità Umana
Costituzione e Obiettivi
Il consorzio è costituito da Cooperative Sociali, associazioni ed enti del Terzo settore che operano sul territorio della Diocesi di Termoli-Larino. Queste realtà sono nate da un processo di formazione continua che ha portato alla fiducia e al riconoscimento dei propri talenti, messi a servizio della comunità attraverso azioni e attività generative. Promosso e sostenuto dal Vescovo Gianfranco De Luca, il Consorzio si propone di intervenire sulle diverse forme di disagio sociale della nostra società e per restituire alle persone la dignità perduta, attraverso un rinnovamento nella cultura del lavoro e la promozione dello sviluppo locale, operando per contrastare le lacerazioni sociali e per rafforzare i legami solidaristici nella comunità.
Stile Operativo e Fondamenti
Lo stile cooperativo e rigenerativo nell’ambito imprenditoriale e l’attenzione ai bisogni e allo sviluppo sostenibile della comunità sono alla base del Consorzio. Questi principi sono alimentati da un cammino diocesano di crescita, formazione e sviluppo, compiuto nelle comunità di questa terra dai promotori di una nuova dimensione umanistica della società. Dalla scelta di privilegiare la centralità della persona sono discesi tutti gli altri processi di trasformazione e di modernizzazione che hanno visto protagonista la cooperazione locale e l’investimento di giovani nel proprio territorio di appartenenza, dove tradizione e modernità trovano l’equilibrio di una forza distintiva e particolarissima: essere agente di sviluppo non solo economico, ma anche della società.
I Tre Passaggi Chiave per la Realizzazione
Nel consorzio sono fondamentali tre passaggi chiave per un'azione efficace e generativa:
- Sapere: la conoscenza specifica, lo studio, la conoscenza, per sapere bene quello che si vuole realizzare; implementare percorsi di tirocinio, stage, affiancamento da offrire a giovani e giovanissimi per trasferire competenza e imparare facendo.
- Saper fare: la competenza, la capacità di tradurre in pratica il pensiero, il progetto, la teoria.
- Far fare: far crescere gli altri, delegare, trasmettere sapere, far fiorire talenti; curare la formazione specifica tecnica e manageriale di giovani e adulti, con particolare attenzione allo sviluppo delle capacità intrinseche e all'amplificazione del talento e individuare quelli che hanno attitudini e caratteristiche al fare impresa, e offrire loro percorsi di accompagnamento a scoprire eventualmente questa loro peculiarità.

Principi Etici e Valori Guida
La Carta dei Valori e la Dottrina Sociale della Chiesa
La Carta dei Valori del Consorzio è uno strumento a sostegno dell’azione etica dei soci e della comunità. Essa riafferma la necessità di agire guidati dall’impegno associativo e imprenditoriale che illumina la responsabilità morale dei singoli e che assicura le basi per un comportamento etico. La Carta dei Valori consente di orientare con trasparenza e con autorevolezza il Sistema cooperativo dei soci appartenenti al Consorzio. L’agire del Consorzio si ispira a 3 principi chiave della Dottrina Sociale della Chiesa: Mutualità interna, Cooperazione, Reciprocità, fondamentali per orientare e regolare il modo di operare e generare valore delle imprese consorziate. Questi valori saranno vissuti nella libertà e nel rispetto delle specificità statutarie di ognuna delle realtà.
Mutualità, Cooperazione e Reciprocità
Il valore della mutualità è il fondamento costitutivo della cooperazione. Essa è strumento per raggiungere, uniti, beni che non si potrebbero ottenere individualmente. Esiste una prima mutualità diretta all’interno del consorzio, attraverso servizi diretti ai soci, tutela del posto di lavoro e qualità della vita lavorativa. Il Consorzio persegue l’ulteriore finalità di ampliare i benefici mutualistici favorendo l’adesione di nuovi soci, la costituzione di nuove imprese cooperative e il benessere dell’intera popolazione, sempre più multi-culturale e multi-religiosa, attraverso la promozione e la partecipazione a progetti di aiuto prima di tutto rivolti al proprio territorio, oltre che in ambito nazionale e internazionale. Agire in modo solidale significa contribuire a ridurre, per la propria parte, il crescente divario dovuto a gravi disuguaglianze economiche e sociali. Mutualità per sostenere in modo fattivo chi ha più bisogno, in altre parole ‘sentirsi comunità’, dare valore all’interesse generale di cui la comunità è portatrice, anche mettendosi nei panni degli altri.
La cooperazione non significa solo lavoro in comune e lavorare insieme, ma anche lavorare nello stesso territorio con motivazione e impegno, a beneficio non solo dei soci ma anche “degli altri”, in un ruolo primario di umanizzazione del mercato, e attraverso di questo della società.
È essenziale coltivare le forme di reciprocità positiva e combattere le forme di reciprocità negativa. La reciprocità positiva impegna a comportarsi verso gli altri come si vorrebbe gli altri si comportassero verso di noi. La reciprocità è alla base delle relazioni, che sono il modo in cui le persone si rapportano e costruiscono il presente e il futuro. Lo stesso valore della cooperazione necessita di reciprocità per poter essere sviluppato. La reciprocità è l’indicatore di come l’azione economica che stiamo mettendo in piedi vede (considera) la società su cui opera e la socialità in cui è immersa.

Responsabilità, Trasparenza e Comunione
Declinare la responsabilità individuale, collettiva e sociale è fondamentale. Essere responsabili significa fare fronte agli impegni presi con la propria capacità e col proprio impegno. La trasparenza è sia interna al consorzio, favorendo la condivisione e il controllo degli altri, spiegando le scelte fatte o da fare, sia verso l’esterno, comunicando quanto è possibile e opportuno condividere per far comprendere appieno la propria azione e usando linguaggio e stile adeguati a ottenere la comprensione degli interlocutori. Essere autenticamente attenti agli altri, nel rispetto della libertà altrui e nella consapevolezza degli obblighi reciproci, trattare ciascuno con equità, impedendo ogni sorta di discriminazioni, riconoscendo e valorizzando il merito delle persone e favorendone l’espressione, operando per lo sviluppo dei talenti e delle capacità di ciascuno, per far fiorire le persone.
La comunione è il luogo delle passioni, della vita, delle relazioni, del dono dato e ricevuto, delle ferite, degli obblighi. Non ci scegliamo ma nella maggioranza ci troviamo uomo accanto a uomo, tra amicizie e discordie, simpatie e antipatie. È il luogo dell’interdipendenza che ci ricorda un principio fondamentale: non ci si salva da soli. È la via principale per una vita felice ed è possibile solo in una comunità (ma non tutte le comunità vivono la comunione). Riconoscere le esperienze di comunione, ad iniziare da quella del lavoro, per continuare con la famiglia e tutte le altre relazioni della nostra vita. La comunione è la vocazione della persona in ogni ambito in cui l’umano viene esercitato. Il soggetto della comunione è il “noi” e le azioni della comunione sono la comunione delle idee, dei beni, tra le persone, ecc… È necessario promuovere l’uguaglianza e la pari dignità per poter far vivere la comunione, insieme alla libertà e gratuità.
L'impresa sociale - La riforma del Terzo settore in 100 secondi
Sostenibilità Economica e Identità del Consorzio
Il consorzio si assume i costi e i benefici per un’economia più densa di umanità attraverso lo strumento della ripartizione degli utili a favore delle necessità delle imprese aderenti al Consorzio. Questo modello è in grado di garantire la sostenibilità economica non solo dei soci ma anche delle realtà nascenti o di quelle che si trovano in difficoltà attraverso una gestione degli utili basata sull’effetto moltiplicatore: alla fine di ogni anno una parte dell’utile delle cooperative ed enti soci autosufficienti sarà destinato al sostegno delle necessità e dei bisogni delle imprese o delle realtà consortili più svantaggiate o al finanziamento di altri progetti giovanili e sociali proprio nell’ottica dell’incubazione di semi di speranza. Gli enti del terzo settore senza scopo di lucro garantiranno, attraverso le risorse umane, il supporto alle attività di rigenerazione delle comunità.
La declinazione della missione rappresenta con chiarezza lo scopo e le caratteristiche distintive del Consorzio. Autonomia e co-responsabilità sono i fondamenti del patto mutualistico e solidale tra i soci, basato su fiducia, cooperazione, costruzione di comunità, cura della generatività, formazione, sviluppo dei talenti. Adottando progetti fedeli alla propria missione, il Consorzio esprime compiutamente la propria identità, rafforzando così lo spirito di appartenenza dei soci. Di essi il Consorzio rispetta il principio dell’autonomia, mai separato dalle comuni responsabilità derivanti dalla scelta libera di aderire a un sistema di valori fondato sulla mutualità, la solidarietà e la cooperazione. L'obiettivo è costruire continuità, cultura e valori, identità locale e globale, promuovendo i principi e la cultura della cooperazione sociale.
Germogli di Speranza in Contesti Globali: L'Esperienza in Congo
Un Viaggio Missionario e le Sfide di Kinshasa
Un'estate missionaria ha portato l'Arcivescovo di Milano in viaggi in Perù e in Congo. A Kinshasa, è stata osservata solo una parte della grande capitale, ma è stato un incontro con l'assurdo e l'inatteso. L’assurdo è l’abitare di un numero imprecisato di persone (15 milioni? 20?) lungo strade in ostaggio di un traffico esasperante, strade su cui si affacciano senza interruzione chioschi per ogni mercanzia, chiese di ogni confessione, in ambienti senz’acqua, senza fognature, senza raccolta dei rifiuti, con limitata fornitura di energia elettrica. La speranza, alla vigilia della partenza, era di vedere qualche germoglio di una possibilità nuova in una Chiesa così segnata dalla sofferenza e dalla passione per il Vangelo. Tuttavia, la speranza riscontrata è stata poca, e le risposte sulla situazione ("Le cose vanno meglio o peggio di quando sono venuto l’altra volta nell’estate 2019?") non sono state incoraggianti.
Segni di Rinnovamento e Resilienza
Nonostante le difficoltà, sono stati osservati segni di vitalità: giovani, canti, balli, celebrazioni festose, colorate e accompagnate dalla generosa condivisione. Nelle comunità religiose, mentre sta finendo la generazione degli italiani che hanno avviato la presenza di un’opera in Kinshasa, giovani donne e uomini si stanno preparando alla sostituzione. Dunque, la vita consacrata esercita un’attrattiva nella Chiesa della Repubblica democratica del Congo, rivelando una riserva di giovinezza inesauribile nella Chiesa. In questo contesto, il ricordo di eventi significativi è forte: il 18 agosto si è celebrata a Uvira la beatificazione di quattro martiri trucidati nel 1964 (due preti saveriani, padre Luigi Carrara e padre Giovanni Didonè, un fratello saveriano, Luigi Faccin, e un prete congolese, padre Albert Joubert) in un contesto di violenza anti cattolica e anti europea. Questo ha offerto motivo per ricordare i santi congolesi: religiose, religiosi, laici vittime della violenza o delle malattie affrontate per non abbandonare i malati, come le Suore Poverelle di Bergamo, morte a causa dell’Ebola. Il sangue dei martiri e la testimonianza dei santi non saranno senza frutto. Questi elementi - la giovinezza, il martirio, l’autorevolezza di una Chiesa dedicata al servizio della gente - suggeriscono l'idea di germogli per una necessaria primavera.

Corruzione, Dipendenza e Ammirazione
Dovunque si è andati - in cliniche, ambulatori, comunità di suore, istituzioni educative - si è sentito ripetere: «Luca veniva spesso a trovarci. Luca e sua moglie si interessavano sempre di noi. Quel generatore di energia elettrica ce lo ha procurato Luca. Qui abbiamo le galline di Luca». Si parla di una corruzione paralizzante, di intere regioni dell’immenso Paese fuori controllo e di un continuo afflusso verso la capitale che moltiplica i problemi. Si dice che in gran parte le iniziative di assistenza e di formazione dipendano dall’aiuto esterno, spesso dalla Chiesa italiana e da benefattori generosi. Mentre interessi stranieri saccheggiano un territorio di straordinaria ricchezza, il servizio alla gente non trova nel Paese risorse e organizzazione per migliorare la vita ordinaria.
Il mondo è troppo grande, i Paesi sono troppo diversi, i problemi sono troppo complicati, rendendo difficile formulare pensieri semplici. Ci si rende conto di essere inadeguati a comprendere la realtà: i grandi numeri, gli spazi immensi, lo sfruttamento insensato, l’ingiustizia scandalosa, i centri di potere irraggiungibili e insindacabili, la latitanza di istituzioni internazionali che abbiano incidenza significativa, tutto lascia smarriti. Ma la gente, la gente semplice, vive, sopravvive, sogna, canta, scrive poesie, crea opere d’arte, mette al mondo bambini: tutto incanta. Tornati a Milano, si è provato ammirazione per quello che fanno i preti, le suore, i volontari che vengono dalla Diocesi, e stupore nel vedere una condizione di benessere, organizzazione e servizi che non ha eguali altrove. Si è ritrovata stanchezza là dove ci si potrebbe aspettare un senso di responsabilità che rende solidali, un mondo invecchiato là dove potrebbe abitare la giovinezza del mondo, rassegnazione e generosità insieme, notizie noiose e una cauta indifferenza.
La Fede come Esperienza e il Miracolo Quotidiano
L'esperienza di Lourdes commuove la gioia di una conversione senza miracolo annesso, con una malattia invalidante che non dà segni di arretramento. Alla domanda: "Che senso ha tornare qui per tutti questi anni a Lourdes?", la risposta è che "la fede è un’esperienza. Torno perché sento che il miracolo avviene ogni anno. Venire qui è rinascere. Questo ci dà la forza di portare la croce." La felicità è la presenza di chi si interessa alle persone con gesti gentili, con parole e sorrisi. Sono proprio quei sorrisi, quei battiti di ciglia, quegli occhi “luminosi”, quelle mani calde che ogni volta fanno fermare e riflettere sul dono della vita e che danno senso al proprio “eccomi”. Il miracolo è nella serenità dei momenti difficili. È l'abbandono che fa dire: “Signore fammi vivere al meglio anche questo giorno per stare con le persone che amo”. Tutto questo è un dono.
