Il libro dell'Apocalisse, l'ultimo del Nuovo Testamento e delle Sacre Scritture, è una "Rivelazione" ricevuta dall'apostolo Giovanni sull'isola di Patmos "a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù" (Ap 1,9). Per comprendere pienamente il suo messaggio, è fondamentale adottare un'interpretazione limpida dei numerosi simboli che lo permeano, come colori, numeri, bestie e vesti, tipici della letteratura apocalittica scritta in tempi di persecuzione. Senza questa premessa, si rischia di abusare del suo significato. Tra i temi centrali, l'Apocalisse introduce il concetto del regno dei mille anni e, in particolare, la "prima resurrezione".
Il Contesto Biblico della Prima Resurrezione
Il passaggio chiave si trova in Apocalisse 20:4-6, dove viene descritta una visione di Giovanni, che riportiamo per intero:
"Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico - cioè il diavolo, satana - e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni."
Questo brano pone le basi per la comprensione di un evento cruciale nella teologia cristiana, distinguendo tra due tipi di risurrezione e stabilendo un periodo di regno millenario con Cristo. La domanda fondamentale è: cos'è la "prima resurrezione"?

Interpretazioni della "Prima Resurrezione"
Il termine "Prima Risurrezione" in Apocalisse 20:5 implica che ci saranno due resurrezioni e ha dato origine a diverse interpretazioni teologiche. Se fosse chiamata semplicemente "risurrezione", i lettori presumerebbero naturalmente che si riferisca alla resurrezione corporea alla fine dei tempi. Invece, l'uso del termine "prima" suggerisce una distinzione.
La Risurrezione Spirituale (Rinascita nella Grazia)
Alcune scuole di pensiero, inclusa la Chiesa Cattolica, interpretano la "Prima Resurrezione" principalmente come un evento spirituale, la rinascita nella grazia. Questa visione si concentra sulla trasformazione interiore e sulla salvezza già sperimentata dai credenti.
- La Scrittura offre una risposta chiara riferendosi alla resurrezione spirituale della rigenerazione. L'apostolo Paolo, in Efesini 2:4-6, usa il linguaggio della resurrezione per descrivere la salvezza e la nuova nascita: “Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), [Dio] ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù”. Paolo qui afferma che i credenti sono già seduti con Cristo, indicando un evento spirituale passato.
- Nel Vangelo di Giovanni (5:24-25), si legge: “Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: L'ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l'avranno udita, vivranno”. Qui, il concetto di "morti" si riferisce a coloro che sono spiritualmente morti nel peccato, e la "vita" è la vita eterna che si ottiene credendo.
- Questa interpretazione intende la "Prima Resurrezione" come una risurrezione spirituale, in cui gli uomini risorgono dai loro peccati per ricevere il dono della grazia, in contrasto con la seconda risurrezione dei corpi. Essa simboleggia il Battesimo, mediante il quale si partecipa alla Risurrezione di Cristo.
La Risurrezione Letterale dei Corpi (in Fasi)
Altre interpretazioni considerano la "Prima Resurrezione" come un evento letterale e corporeo che avviene in diverse fasi, riguardante i giusti che risorgeranno con Cristo. Si tratta della risurrezione preliminare dei giusti, che conduce alla vita eterna, come profetizzato nelle Scritture.
- Gesù Cristo stesso è definito la "primizia" dei risorti (1 Corinzi 15:20), avendo aperto la strada per tutti coloro che credono in Lui.
- La Bibbia parla della resurrezione dei santi di Gerusalemme (Matteo 27:52-53).
- La resurrezione dei "morti in Cristo" al ritorno del Signore (1 Tessalonicesi 4:16) e quella dei martiri alla fine della Tribolazione (Apocalisse 20:4) sono eventi futuri attesi.
- Il testo di Apocalisse 20:4 non limita il regno esclusivamente ai martiri, ma li mette in risalto. La "prima risurrezione" di Rivelazione 20:4-6 è una reale, letterale risurrezione dalla morte fisica, dallo Sceol, la comune tomba del genere umano.
- Questa risurrezione è "prima" non solo nel tempo, ma anche per qualità (Ebrei 11:35), essendo una risurrezione "migliore" che conferisce immortalità e incorruttibilità, a differenza delle risurrezioni temporanee operate in passato. I partecipanti a questa resurrezione avranno corpi spirituali, non umani, adatti per regnare nei cieli (1 Corinzi 15:40). Essi divengono "partecipi della natura divina" (2 Pietro 1:4).
Il Regno dei Mille Anni e la Morte Seconda
L'Apocalisse introduce il tema del regno dei mille anni verso la fine del libro, dopo il canto di trionfo per le nozze dell’Agnello e prima del loro compimento (Apocalisse 19:1-9; 21:9-27).
Giovanni descrive la visione di un angelo che incatena Satana nell'Abisso per mille anni, impedendogli di sedurre le nazioni. Durante questo periodo, coloro che partecipano alla prima risurrezione regneranno con Cristo. Il numero mille è spesso interpretato come simbolico di un lungo periodo di tempo o della completezza di un'era divina, piuttosto che un lasso temporale letterale, come suggerito dal Salmo 90 che compara mille anni a un giorno divino. Questo periodo è visto come un regno di bene, in cui il male è limitato, ma non annientato definitivamente ("verrà sciolto per un po’ di tempo").
La Distinzione Cruciale: Prima Risurrezione e Seconda Morte
Un aspetto fondamentale della prima risurrezione è che “su di loro non ha potere la seconda morte” (Apocalisse 20:6). Tale seconda morte è simboleggiata dal “lago di fuoco che brucia con zolfo” (Apocalisse 19:20; 20:14) e rappresenta la condanna finale e l'annientamento totale per i malvagi.
- La prima risurrezione è la risurrezione di tutti i credenti, che include i martiri e i fedeli deceduti prima del 70 d.C., i quali entrano pienamente nel regno celeste. Essa corrisponde all’insegnamento di Gesù sulla "risurrezione dei giusti" (Luca 14:14) e la “risurrezione di vita” (Giovanni 5:29). Su questi "beati e santi" non ha potere la seconda morte.
- La seconda risurrezione, invece, riguarda tutti i miscredenti e gli ingiusti, ed è collegata alla "resurrezione di condanna" (Giovanni 5:29). Apocalisse 20:12-13 conferma che ad essa appartengono i malvagi giudicati da Dio al giudizio del Grande Trono Bianco, prima di essere gettati nel lago di fuoco. L’evento che divide la prima dalla seconda risurrezione sembra essere il regno di 1000 anni.

Approfondimento sul Versetto Apocalisse 20:5
Il versetto "Gli altri morti non tornarono in vita prima che i mille anni fossero trascorsi. Questa è la prima risurrezione" (Apocalisse 20:5) è stato oggetto di intenso dibattito interpretativo a causa della sua apparente ambiguità e delle varianti testuali nei manoscritti antichi.
Le Varianti Testuali e la Chiarificazione del Riferimento
La frase "Gli altri morti non tornarono in vita prima che i mille anni fossero trascorsi" è presente nel manoscritto Alessandrino e nella Vulgata latina, ma manca nel Codice Sinaitico e nella Pescitta Siriaca. La sua collocazione ha spesso generato confusione, facendo sembrare che la "prima risurrezione" si riferisca agli "altri morti". Tuttavia, un'attenta lettura e il confronto con altri passi biblici (come 1 Corinzi 15:23 e 1 Tessalonicesi 4:16) indicano che la frase "Questa è la prima risurrezione" si riferisce ai giusti che regnano con Cristo per mille anni, menzionati nel versetto 4. Alcuni traduttori, come la Bibbia Concordata, rendono "quella è la prima risurrezione" per chiarire il riferimento al versetto precedente.
Il Significato di "Tornare in Vita" (ζάω)
Il verbo greco ζάω (záo), di cui ἔζησαν (èzesan) è indicativo aoristo attivo alla terza persona plurale, significa non solo "vivere e respirare", ma anche "avere una vita piena e vera, degna del nome". La sua interpretazione è cruciale per comprendere il destino degli "altri morti".
- In Matteo 8:22, Gesù dice di lasciare che "i morti seppelliscano i loro morti", definendo "morti" persone fisicamente vive ma spiritualmente lontane da Dio.
- In Apocalisse 3:1, alla chiesa di Sardi è detto che "ha fama di vivere ma è morta", indicando una vita che non è "vera vita".
- Il verbo ἔζησαν (èzesan) usato per gli eletti che "tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni" (Apocalisse 20:4) indica chiaramente una vita vera e duratura.
- Quando lo stesso verbo è applicato agli "altri morti" (Apocalisse 20:5), si pongono due possibilità per comprendere il loro "tornare in vita":
- Che tornino in vita temporaneamente, per essere poi distrutti. Questa ipotesi comporterebbe che questi morti, risuscitati solo alla fine del Millennio, sarebbero svantaggiati, esposti all'influsso satanico dopo il Millennio e giudicati senza aver avuto la possibilità di conoscere Dio. Ciò sarebbe contrario all’amore e alla misericordia di Dio.
- Che tornino in vita nel senso pieno durante il Millennio, vivendo sotto il Regno di Dio e venendo istruiti nelle sue vie, per poi affrontare una prova finale. Questa spiegazione risolve le incongruenze ed è più coerente con il piano misericordioso di Dio, dando loro l'opportunità di salvarsi.
Questa seconda interpretazione si allinea con Giovanni 5:25, 28-29, dove Gesù afferma che "i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l'avranno udita, vivranno". "Udire" (ἀκούω - akúo) in questo contesto non significa solo ascoltare fisicamente, ma "prestare orecchio a un insegnamento" e accoglierlo. Questo implica che tutti i morti risorgeranno e avranno l'opportunità di essere istruiti da Gesù durante il Millennio. Poi, alla fine, per "gli aventi agito" (οἱ ποιήσαντες - òi poièsantes) bene, sarà "risurrezione di vita"; per "gli aventi praticato" (πράξαντες - pràcsantes) male, sarà "risurrezione di giudizio [κρίσεως (krìseos); “sentenza di condanna”]". Tutto ciò accade dopo che hanno udito la voce, non prima. Anche qui i tempi verbali danno la sequenza. La risurrezione riporta in vita una vita condizionata: se si agirà male, sarà resurrezione di condanna; se si ubbidirà a Dio, sarà davvero risurrezione alla vita piena, vera e duratura.
La Natura della Resurrezione
La risurrezione è un concetto fondamentale per la fede cristiana, offrendo speranza contro il non senso della morte. La Bibbia chiarisce che la morte non era parte del piano originale di Dio, ma è entrata nel mondo a causa del peccato (Romani 5:12).
La Reale Speranza della Vita Eterna
La risurrezione è la base della speranza di essere liberati dal non senso della vita a termine. Come affermato in Daniele 12:2, "Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno; gli uni per la vita eterna, gli altri per la vergogna e per una eterna infamia". Gesù stesso conferma che "verrà l’ora in cui TUTTI coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno" (Giovanni 5:28), indicando una risurrezione universale, sebbene con esiti differenti. È ovvio che quel “molti” di Daniele è riferito alla quantità, alla moltitudine, perché i morti saranno miliardi alla fine di tutti i tempi!
Il Corpo della Resurrezione
La risurrezione non implica il recupero degli stessi atomi che componevano il corpo originale, poiché il corpo si consuma e si rigenera continuamente durante la vita, e i suoi elementi possono disperdersi o essere riutilizzati. Per esempio, il corpo di Lazzaro si era notevolmente decomposto, eppure fu risuscitato (Giovanni 11:43-44). Piuttosto, Dio è in grado di ricreare un corpo rinnovato o ristabilito, mantenendo le caratteristiche fondamentali e la memoria della persona, così che possa essere riconosciuta e funzionare come "anima" completa. La nostra costituzione fondamentale è tutta rappresentata nelle cellule del corpo, e il Creatore può riprodurre questo modello, l’esatta disposizione chimica e strutturale delle cellule, insieme al modello della memoria (Salmo 139:13-16).
L'anima non è uno "spirito disincarnato" ma la persona vivente nella sua interezza, che include personalità e organismo. È il funzionamento dell'organismo a esprimere la personalità. Un corpo morto non ha nessuna personalità né attività, non è più un'anima vivente (Ezechiele 18:4). Pertanto, la risurrezione è una ricreazione completa che consente alla persona di vivere una vita piena e vera.
Che grande gioia attende coloro che partecipano alla prima resurrezione, e che grande responsabilità abbiamo di condividere il Vangelo, per salvare gli altri, "strappandoli dal fuoco" (Giuda 1:23).
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