Le Origini dell'Unitalsi: Un Carisma Nato a Lourdes
La storia dell'Unitalsi inizia nel 1903, quando Giovanni Battista Tomassi, un giovane nobile, si reca in pellegrinaggio a Lourdes con l'associazione. Nato a Roma nel 1880, Tomassi era affetto da una grave forma di artrite deformante irreversibile che lo costringeva in carrozzella da quasi dieci anni. Molto sofferente nel corpo e nello spirito per la sua ribellione a Dio e alla Chiesa, la sua intenzione iniziale era quella di togliersi la vita. Tuttavia, appena giunto alla Grotta di Massabielle, luogo in cui l'Immacolata apparve a Santa Bernadette, Gian Battista Tomassi venne colpito dalla presenza dei volontari che aiutavano i malati. Al momento del rientro, consegnando la pistola al direttore spirituale del pellegrinaggio, il Vescovo Mons. Radini Tedeschi, disse: "Ha vinto la Madonna. Tenga, non mi serve più! La Vergine ha guarito il mio spirito". Insieme al vescovo era presente un giovane sacerdote, don Angelo Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII.
L'U.N.I.T.A.L.S.I. (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) nasce quindi ufficialmente nel 1903 ad opera di Giovanni Battista Tomassi. Uomo disabile, costretto a vivere su una sedia a rotelle, rimase talmente colpito dalla serenità degli altri malati e dalla presenza dei volontari che si adoperavano per aiutarli, che la sua rabbia si trasformò in commozione. La sua anima si sentì rigenerata e decise di dedicare tutte le sue forze alla fondazione dell'associazione, con lo scopo di consentire a quante più persone possibile il pellegrinaggio a Lourdes, specialmente a chi si trovava in situazioni di maggior difficoltà.

L'Evoluzione dell'Associazione: Dall'Organizzazione dei Pellegrinaggi all'Impegno Annuale
A poco a poco, dall'originaria attività volta quasi unicamente all'organizzazione di pellegrinaggi, l'associazione ha compiuto un importante cammino. La prima fondamentale tappa è stata "l’Unitalsi tutto l’anno". Sulla scia di questo modo di pensare sono nati i primi soggiorni estivi al mare e in montagna, e successivamente i primi gruppi che programmavano un'attività continuativa con assistenza domiciliare, incontri di formazione spirituale, ritiri spirituali, gite e interventi in occasione di calamità naturali. Successivamente, l'associazione ha esteso il suo raggio d'azione affrontando anche il problema del lavoro con le prime cooperative.
“Il pellegrinaggio - dice il presidente Mutti - è il cuore dell’Unitalsi. Ogni anno, come ormai da 120 anni, vogliamo far vivere a tutti coloro che lo desiderano un’esperienza forte di fede e condivisione fraterna che lasci il segno nella mente e nel cuore. È un’esperienza di carità che accompagna il nostro agire quotidiano per essere sostegno, vicinanza e solidarietà nella vita di ogni giorno.”
La missione dell’Unitalsi si alimenta dell’operosità gratuita di volontari che si impegnano per organizzare, accompagnare e assistere durante i pellegrinaggi le persone con disabilità, malate, anziane o bisognose di aiuto. Per questo l’Unitalsi non solo è un’associazione ecclesiale, ma è anche un’associazione di promozione sociale nonché organizzazione di volontariato facente parte del Servizio nazionale della protezione civile.

Le Sottosezioni Territoriali: Diffusione e Impegno Locale
Negli anni del dopoguerra e del boom economico, il carisma unitalsiano iniziò a diffondersi capillarmente in tutta la diocesi, alimentato dalla disponibilità di molti parroci e dall’impegno quotidiano e fattivo di persone che dedicarono tempo e capacità alla crescita e allo sviluppo delle sottosezioni. Una figura di spicco in questo ambito fu la sig.ra Teresa Caldara, la mitica “Teresa”, segretaria tuttofare di Piacenza, punto di riferimento per molti lustri.
La Sottosezione di Piacenza
Il gruppo nominò il primo presidente nella persona del conte Giuseppe Manfredi, che si avvalse della collaborazione di mons. Fra i presidenti va menzionato il dott. Negli anni del dopoguerra e del boom economico il carisma unitalsiano iniziò a diffondersi capillarmente in tutta la diocesi, alimentato dalla disponibilità di molti parroci e dall’impegno quotidiano e fattivo di persone che dedicarono tempo e capacità alla crescita e allo sviluppo della sottosezione. Figura di spicco in questo ambito deve essere ricordata la sig.ra Teresa Caldara, la mitica “Teresa”, segretaria tuttofare di Piacenza, punto di riferimento per tutti per molti lustri, fino a quando le forze l’hanno sostenuta. Fra i presidenti va menzionato il dott. In questo breve excursus si devono ricordare due assistenti spirituali dell’associazione: don Bruno Negri seguito da don Claudio Sesenna, due parroci di campagna che vissero in maniera totale il carisma unitalsiano e contribuirono a svilupparlo e a mantenerlo nei giusti binari. Due momenti forti della vita della sottosezione, ambedue legati alla presenza a Piacenza della Statua della Madonna di Lourdes, meritano di essere ricordati. Il primo risale al luglio 2008 con l’arrivo in città della Madonna in occasione della “Peregrinatio Mariae” nazionale per il 150^ anniversario dell’apparizione.
La Sottosezione di Pistoia
La Diocesi di Pistoia conobbe l’U.N.I.T.A.L.S.I. nel periodo fra le due guerre. Sin dai primi anni di attività l’Unitalsi Pistoiese si è distinta nell’organizzare pellegrinaggi a Loreto e Lourdes, oltre che al Santuario Mariano di Valdibrana. Lo spirito altruistico, caritatevole e perseverante di coloro che negli anni si sono succeduti al timone dell’associazione ha fatto sì che la sottosezione crescesse sempre più. Negli anni, la sottosezione di Pistoia si è potuta ancor più consolidare grazie alla costante ed amorevole dedizione dell’Assistente Spirituale e Presidente Monsignor Giuseppe Bonacchi, instancabile organizzatore delle innumerevoli attività. Una volta ammalatosi e constatato l’impossibilità a proseguire con impegno il proprio mandato, nel 1975 ha passato il testimone all’attuale Assistente Spirituale Mons. Cesare Tognelli, che ha portato avanti con rinnovato vigore le proprie iniziative, facendo conoscere il nome e l’operato della nostra associazione in tutta la diocesi.
Umanamente è impossibile valutare il bene spirituale filtrato attraverso i pellegrinaggi ed è altrettanto impossibile descrivere le tante esperienze personali scaturite dal rapporto “ammalati” - personale di assistenza e fra gli stessi ammalati. L’imponderabile è noto solo a Dio che lo ha prodotto.
La Sottosezione di Ravenna
La prima notizia relativa all’organizzazione dell’Unitalsi nella Arcidiocesi di Ravenna risale al 1930, quando Padre Raffaele Grassi, fondatore dell’Unitalsi Regionale nel 1909, d’accordo con i Vescovi regionali, provvide alla nomina dei delegati diocesani. Il delegato diocesano per Ravenna fu don Giulio Balardini, Rettore della Chiesa del Suffragio.
Tra il 1940 e il 1947, il primo Presidente della Sottosezione risulta ufficialmente Mons. Angelo Rossini, Vicario Generale, che mantenne l’incarico fino al marzo del 1947, quando fu nominato Vescovo di Amalfi. Da maggio 1947 la Presidenza fu riservata al nuovo Arcivescovo S.E. mons. Giacomo Lercaro fino al marzo del 1949, quando successe all’Arcivescovo di Bologna Giovanni Battista Nasalli Rocca di Cornegliano. Nel giugno del 1949, il Presidente della Sezione comunicò a S.E. Lercaro lo scioglimento del Consiglio di Sottosezione e la formazione del nuovo, composto da: Presidente Mons. Giuseppe Brasini, Vice Presidente Figini rag. Giuseppe, Segretario Figini Elena, Vice Segretario Ranuzzi Evelina, Cassiere Borghi rag.
Nel luglio del 1952, prese possesso dell’Arcidiocesi S.E. Mons. Egidio Negri, che rimase a Ravenna fino a giugno, quando passò alla diocesi di Treviso. Gli successe S.E. mons. Seguono a Brasini: Rag. Giuseppe Figini; Pietro Pasini; Dino Veroli; Gianni Amadori; Pietro Pasini; Patrizia Amici; dal 2025 Presidente in carica è Elisabetta Tiberio. Il ruolo di Assistente Spirituale della Sottosezione è ricoperto da Don Pietro Parisi.
Con il passare degli anni si è sentita la necessità di migliorare anche la professionalità delle Sorelle e dei Barellieri, come persone più vicine nell’assistenza al malato. Infatti, oggi non basta più fare il bene.
Eventi e Pellegrinaggi Significativi
L'impegno dell'Unitalsi si concretizza in numerosi pellegrinaggi e iniziative che coinvolgono migliaia di partecipanti. Ad esempio, sono 520 i partecipanti registrati per un evento, di cui 188 in aereo e 332 in pullman, tra cui oltre 100 ammalati. Le richieste da parte di molti ammalati e pellegrini che desiderano vivere l'emozione della partenza e della partecipazione con persone fragili e ammalate continuano a registrarsi ogni anno.
Per organizzare eventi così partecipati, vengono impiegati aerei con voli esclusivi Unitalsi e pullman attrezzati per disabili e ammalati, dotati di pedane mobili per accogliere lettighe e carrozzine, posti letto, poltrone modulari e bagni più ampi, oltre ai pullman ordinari. L’Arcidiocesi di Pisa, ad esempio, partecipa con il suo pellegrinaggio diocesano, guidato dall'Arcivescovo Mons. A prendersi cura della numerosa delegazione toscana sono le dame, i barellieri ed i medici dell’Unitalsi, i quali accompagnano gli ammalati, i bisognosi ed i fragili durante tutte le funzioni religiose e le varie iniziative organizzate nella splendida cornice del Santuario di Nostra Signora di Lourdes, garantendo una costante assistenza, anche notturna.
Prima serata - Pellegrinaggio Unitalsi a Lourdes
tags: #unitalsi #assistenti #spirituali #sottosezioni