Il Significato Profondo e la Pratica della Preghiera di Supplica

La preghiera cristiana è un’espressione pienamente umana che comprende la lode e la supplica. Quando Gesù ha insegnato ai suoi discepoli a pregare con il “Padre nostro”, lo ha fatto affinché ci poniamo con Dio in una relazione di confidenza filiale e gli rivolgiamo tutte le nostre domande. La preghiera di domanda va di pari passo con l’accettazione del nostro limite e della nostra creaturalità. Le parole greche e latine più spesso tradotte con il termine "supplica" nella Bibbia significano letteralmente "richiesta o petizione". A differenza della preghiera di petizione, che comporta il pregare per gli altri, la preghiera di supplica è generalmente una richiesta rivolta a Dio per la persona stessa che sta pregando.

La supplica è quella parte della preghiera in cui il bisogno diventa una richiesta umile e intensa davanti a Dio. Se la preghiera è l'ampia conversazione con Dio, la supplica è l’appello concentrato e urgente che sorge al suo interno.

Il Concetto di Supplica nella Tradizione Cristiana

La Natura Umana della Domanda

Chiedere, supplicare è un atto profondamente umano. Con la preghiera di domanda noi esprimiamo la coscienza della nostra relazione con Dio: in quanto creature, non siamo noi il nostro principio, né siamo padroni delle avversità, né siamo il nostro ultimo fine. Anzi, essendo peccatori, noi, come cristiani, sappiamo che ci allontaniamo dal Padre, e la domanda è già un ritorno a Lui (Catechismo n. 2629). Se uno si sente male perché ha fatto delle cose brutte - è un peccatore - quando prega il Padre Nostro già si sta avvicinando al Signore.

A volte possiamo credere di non aver bisogno di nulla, di bastare a noi stessi e di vivere nell’autosufficienza più completa, ma prima o poi questa illusione svanisce. L’essere umano è un’invocazione, che a volte diventa grido, spesso trattenuto. L’anima assomiglia a una terra arida, assetata, come dice il Salmo (cfr Sal 63,2). Tutti sperimentiamo, in un momento o nell’altro della nostra esistenza, il tempo della malinconia o della solitudine. La Bibbia non si vergogna di mostrare la condizione umana segnata dalla malattia, dalle ingiustizie, dal tradimento degli amici, o dalla minaccia dei nemici. In queste situazioni apparentemente senza sbocchi c’è un’unica via di uscita: il grido, la preghiera: «Signore, aiutami!». La preghiera apre squarci di luce nelle tenebre più fitte.

Persona in ginocchio, in preghiera, con il volto rivolto verso l'alto in un momento di difficoltà e speranza.

Non dobbiamo scandalizzarci se sentiamo il bisogno di pregare, non avere vergogna. E soprattutto quando siamo nella necessità, chiedere. È il grido del cuore verso Dio che è Padre. La preghiera di domanda va di pari passo con l’accettazione del nostro limite e della nostra creaturalità. Si può anche non arrivare a credere in Dio, ma è difficile non credere nella preghiera: essa semplicemente esiste; si presenta a noi come un grido; e tutti quanti abbiamo a che fare con questa voce interiore che può magari tacere per lungo tempo, ma un giorno si sveglia e grida.

La Supplica nel "Padre Nostro"

Il “Padre nostro” ci insegna a implorare Dio per i doni più alti: la santificazione del suo nome tra gli uomini, l’avvento della sua signoria e la realizzazione della sua volontà di bene nei confronti del mondo. Il Catechismo ricorda: «Nelle domande esiste una gerarchia: prima di tutto si chiede il Regno, poi ciò che è necessario per accoglierlo e per cooperare al suo avvento» (n. 2632).

Testo del Padre Nostro in latino su un'antica pergamena.

Ma nel “Padre nostro” preghiamo anche per i doni più semplici, per i doni più feriali, come il “pane quotidiano” - che vuol dire anche la salute, la casa, il lavoro, le cose di tutti i giorni; e pure l’Eucaristia, necessaria per la vita in Cristo -. Così come preghiamo per il perdono dei peccati - una cosa quotidiana di cui abbiamo sempre bisogno - e quindi la pace nelle nostre relazioni; e infine che ci aiuti nelle tentazioni e ci liberi dal male.

Supplica e il Gemito del Creato

Noi esseri umani condividiamo questa invocazione di aiuto con tutto il creato. Non siamo i soli a “pregare” in questo sterminato universo: ogni frammento del creato porta inscritto il desiderio di Dio. San Paolo lo ha espresso in questo modo: «Sappiamo che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente» (Rm 8,22-24).

Illustrazione di animali e natura che sembrano innalzare un lamento o una preghiera verso il cielo.

In noi risuona il multiforme gemito delle creature: degli alberi, delle rocce, degli animali… Ogni cosa anela a un compimento. Tertulliano ha scritto: «Prega ogni essere creato, pregano gli animali e le fiere e piegano le ginocchia; quando escono dalle stalle o dalle tane alzano la testa al cielo e non rimangono a bocca chiusa, fan risuonare le loro grida secondo le loro abitudini. E anche gli uccelli, non appena spiccano il volo, van su verso il cielo e allargano le loro ali come se fossero mani a forma di croce, cinguettano qualcosa che pare preghiera» (De oratione, XXIX). Tuttavia, siamo gli unici a pregare coscientemente, a sapere che ci rivolgiamo al Padre, a entrare in dialogo con Lui.

Supplica versus Altre Forme di Preghiera

Lode e Ringraziamento: Il Contesto della Supplica

La preghiera è un grandissimo privilegio che include lodi, rendimento di grazie e supplicazione. La lode è una forma nobile ed elevata di preghiera, dovuta al Creatore per le sue qualità e opere. Strettamente connesso alla lode è il rendimento di grazie. È giusto esprimere gratitudine a Geova per tutto ciò che ha fatto, che sta facendo e che farà per noi. Tantissime sono le cose per cui dovremmo quotidianamente esprimere gratitudine al nostro Padre celeste, dalle benedizioni materiali a quelle spirituali come il sacrificio di Cristo, la Parola di Dio, la congregazione cristiana e il dono della preghiera.

È vero che non sempre riusciamo a ricordare o a enumerare tutto ciò che Dio ha fatto per noi. Ma dovremmo sentirci come il salmista, che disse: “Benedici Geova, o anima mia, e non dimenticare tutte le sue imprese” (Sal. 103:2).

Supplica come Richiesta Specifica e Fervente

La supplicazione va oltre le semplici richieste. È un tipo di preghiera particolarmente seria e fervida, una supplica umile e accorata. Nelle Scritture Greche Cristiane la parola originale è sempre usata con riferimento a Dio. Questo dà risalto al fatto che, oltre a essere costanti nella preghiera, è necessario prenderla con molta serietà. Si legge che persino Gesù Cristo “offrì supplicazioni . . . con forti grida e lagrime, e fu favorevolmente udito per il suo santo timore” (Ebr. 5:7).

La supplica è ciò che accade quando smetti di cercare di sembrare forte e chiedi semplicemente al Signore misericordia, aiuto, saggezza, provvidenza, guarigione, perdono o liberazione. Il significato biblico della supplica non è semplicemente chiedere qualcosa. La preghiera generale può includere lode, attesa, ascolto, confessione e comunione con Dio. La supplica solitamente si concentra su un peso o una richiesta. Un modo semplice per ricordarlo è questo: la supplica è preghiera con un bisogno nelle mani.

Inforgrafica che mostra la differenza tra

La parola Ebraica per “supplica” significa “un ramo d'ulivo avvolto dalla lana o un qualche tipo di tessuto, agitato da una persona supplicante in cerca di pace o in segno di resa”. Questo atto simbolizza l'arresa e la dipendenza totale da Dio. La supplica non è un rivolgersi a Dio per fare ciò che si vuole; non è nemmeno una richiesta di assistenza fatta a Lui affinché ci assista nei nostri piani. Negli ultimi giorni lo Spirito Santo produrrà un senso di rottura spirituale, facendoci comprendere che anche con tutte le nostre risorse non abbiamo minimamente lasciato il segno in questo mondo, e che c'è bisogno di arresa.

Esempi Biblici e Pratici di Supplica

Gerarchia delle Richieste

In genere le nostre richieste riguardano tre campi generali: il trionfo della giustizia, i nostri bisogni spirituali e i nostri bisogni fisici. Gesù ci disse di pregare innanzi tutto per la santificazione del nome di Geova, per la venuta del suo regno e perché sulla terra si faccia la sua volontà. Sono incluse le richieste che Geova benedica l’opera dei suoi servitori terreni e che sorregga quelli che affrontano difficoltà e prove per amore del suo nome. Non dovremmo poi dimenticare l’esortazione di Paolo a pregare per le persone altolocate “onde continuiamo a condurre una vita calma e quieta con piena santa devozione e serietà” (I Tim. 2:1, 2).

Bisogni Spirituali e Quotidiani

Le nostre preghiere dovrebbero mostrare che ci interessiamo seriamente della nostra condizione spirituale. Questo include la richiesta al nostro Padre celeste di perdonare i nostri peccati e di ricevere in maggior misura il suo spirito, per non contristarlo. Dovendo affrontare situazioni difficili, siamo incoraggiati dalle Scritture a pregare per avere sapienza. È bene anche pregare Geova perché benedica il nostro sacro servizio, inclusa l’attività di predicazione e insegnamento, riconoscendo che, anche se noi possiamo piantare e innaffiare, è Dio che fa crescere.

Nelle nostre richieste a Dio non dovremmo dimenticare eventuali contrasti sorti fra noi e un fratello cristiano, il nostro coniuge o altri membri della famiglia. Dovremmo invece pregare per avere la guida e la forza necessarie per risolvere il problema esistente, e chiedere aiuto per saper perdonare e dimenticare i torti, in modo da non sentirci amareggiati e da non nutrire rancore.

A parte le cose spirituali, Gesù mostrò che è appropriato chiedere a Geova Dio il pane quotidiano e le necessarie cose materiali. Possiamo chiedere a Dio di aiutarci in relazione a tutte le nostre necessità, giorno per giorno. Siamo senza lavoro, disoccupati? Possiamo chiedere a Geova Dio di benedire e guidare i nostri sforzi per trovare lavoro. Siamo malati? Possiamo pregare per ricevere la saggezza, la forza e la perseveranza per affrontare il male nel miglior modo possibile.

Ci conforta sapere che possiamo riversare su Geova tutte le nostre preoccupazioni, come si legge: “Non siate ansiosi di alcuna cosa, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio con preghiera e supplicazione insieme a rendimento di grazie” (Filip. 4:6). Ovviamente, nel chiedere tutte queste cose dobbiamo tener presente la clausola condizionale: ‘Se è volontà di Dio’, proprio come fece Gesù quando pregò nel giardino di Getsemani.

Esempi Biblici di Supplica

La Bibbia presenta molte preghiere di supplica. Numerosi esempi si trovano nei Salmi di Davide, pieni di suppliche per avere misericordia (Salmo 4:1), guida (Salmo 5:8), liberazione (Salmo 6:4) e salvezza dalla persecuzione (Salmo 7:1). Quando Daniele apprese che il Re Dario aveva emesso un editto che proibiva di pregare altro dio al di fuori del re, continuò a pregare Dio con preghiere di ringraziamento e di supplica per avere il Suo aiuto in quella situazione terribile. Daniele è uno degli esempi più chiari in tutta la Scrittura: pregò sulla base della misericordia, confessando il peccato e ricordando l'alleanza di Dio, appellandosi alla sua grande misericordia.

Illustrazione di Daniele in preghiera, forse nella fossa dei leoni.

Nel Nuovo Testamento Gesù ci insegna a chiedere il nostro pane quotidiano in Matteo 6:11, che rientra nella categoria di preghiere di supplica. Inoltre, in Luca 18:1-8, Gesù ci insegna a non rinunciare a pregare per ciò di cui abbiamo bisogno. Hannah ci insegna che la supplica può essere intrisa di lacrime ed essere comunque santa; la sua richiesta era specifica, ma anche consegnata, chiese con audacia, ma aprì le mani davanti a Dio.

Illustrazione di Hannah in preghiera con lacrime.

Anche il nostro Salvatore pregò in questo modo; se Gesù offrì preghiere e suppliche, allora l'intensità e le lacrime non sono un segno di fallimento spirituale. A volte la supplica è molto breve: Bartimeo non tenne un discorso lucido quando Gesù passò accanto, gridò: ‘Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!’ (Marco 10:47). Questa è la supplica in una frase: bisogno chiaro, appello umile, fede ostinata. Salomone fece un appello fervente al Signore, esprimendo desideri di guida e benedizioni, e Giacobbe espresse la sua vulnerabilità cercando la connessione con Cristo.

Come Praticare la Supplica in modo Efficace

Requisiti per la Supplica

La preghiera è una forma di adorazione praticata in tutto il mondo. Molti sono convinti che Dio esaudisca le loro preghiere, anche se le loro richieste non soddisfano le esigenze divine. Tuttavia, quelli che soddisfano tali esigenze hanno prove inconfondibili che Dio esaudisce le loro preghiere. La preghiera non può essere compiuta solo come un rituale; chi prega deve essere consapevole del proprio stato di bisogno, altrimenti è formalismo. Non si può pregare bene se non si sente di averne bisogno. È possibile compiere una preghiera senza il senso di Dio? Senza essere disposti ad entrare in relazione con Dio? La risposta è sì, ma è una preghiera vuota, cieca. Il medesimo atto di pregare viene espresso con l’invito ad elevare suppliche. Il supplicare sottolinea lo stato di bisogno ed anche l’angoscia di chi lo sta compiendo.

Atteggiamento del Cuore nella Supplica

Forse il modo migliore di iniziare le suppliche è quello di chiedere a Dio in tutta onestà, proprio come bambini che parlano al loro Padre dal cuore gentile, ma poi dobbiamo concludere la preghiera in piena sottomissione alla Sua volontà con "sia fatta la tua volontà" (Matteo 26:39). Dal momento che spesso non sappiamo per cosa o come pregare quando ci rivolgiamo a Dio, lo Spirito intercede e prega per noi, interpretando le nostre suppliche. In questo modo, quando siamo sopraffatti dalle prove e dalle preoccupazioni della vita, Egli viene al nostro fianco per darci assistenza nelle nostre preghiere di supplica, sostenendoci davanti al trono della grazia (Romani 8:26).

La supplica è abbastanza audace da chiedere, ma abbastanza umile da inginocchiarsi. Non cerca di controllare Dio o fare affari con lui; viene a mani vuote. Questa umiltà non è debolezza, è fede. La supplica è onesta e specifica: nomina ciò che fa male e chiede aiuto chiaramente, e lo fa con azioni di grazie, perché non ci presentiamo a uno straniero riluttante ma a un Padre premuroso. Inizia dove sei, non hai bisogno di un tono di voce speciale, vocabolario impressionante o uno stato emotivo perfetto. Dobbiamo stare attenti a non pregare in modo affrettato e ad evitare di essere troppo suscettibili.

La Perseveranza nella Supplica

Pregare con perseveranza significa pregare oltre il limite, anche quando sembra che non ne valga più la pena. Sono due i motivi per cui noi smettiamo di pregare: quando perdiamo il senso di Dio o quando perdiamo il senso della nostra necessità. Efesini 6:18 parla di perseveranza: alcuni pesi non scompaiono dopo una preghiera, e il Signore non è irritato dal nostro continuo venire; continua a portarli a lui.

(3) LA PERSEVERANZA NELLA PREGHIERA S Alfonso M De Liguori

In Giacomo, troviamo un equilibrio: da una parte non riceviamo perché non chiediamo (Giacomo 4:2), dall’altra chiediamo e non riceviamo perché stiamo pensando solo ai desideri della carne (Giacomo 4:3). Dovremmo anche essere disposti a fare la nostra parte: il re Davide non solo supplicò Dio in momenti di grave difficoltà, ma fece anche passi pratici. Se preghiamo per avere il pane quotidiano, allora dovremmo essere disposti a lavorare per guadagnarlo, perché “se qualcuno non vuole lavorare, neppure mangi” (Matteo 6:11; II Tess. 3:10). Se preghiamo di non essere condotti in tentazione, allora dovremmo evitare di trovarci deliberatamente in circostanze compromettenti. Se preghiamo che vi sia pace fra noi, allora dovremmo essere pacificatori. Se preghiamo che l’opera di Dio si estenda, allora dovremmo ‘avere sempre molto da fare nell’opera del Signore’. Se preghiamo per ottenere sapienza, allora dobbiamo anche valerci di tutti i mezzi che Dio ha provveduto a tale scopo.

Sappiamo che Dio risponderà. Non c’è orante nel Libro dei Salmi che alzi il suo lamento e resti inascoltato. Dio risponde sempre: oggi, domani, ma sempre risponde, in un modo o nell’altro. La Bibbia lo ripete infinite volte: Dio ascolta il grido di chi lo invoca. Anche le nostre domande balbettate, quelle rimaste nel fondo del cuore, che abbiamo anche vergogna di esprimere, il Padre le ascolta e vuole donarci lo Spirito Santo, che anima ogni preghiera e trasforma ogni cosa. È questione di pazienza, sempre, di reggere l’attesa. La supplica non garantisce che otteniamo tutto esattamente come chiesto, ma garantisce che non stiamo parlando al soffitto.

Suggerimenti Pratici per la Supplica

Per praticare la supplica nella vita ordinaria, inizia dove sei. Non hai bisogno di un tono di voce speciale, vocabolario impressionante o uno stato emotivo perfetto. Ecco alcuni passaggi:

  1. Vieni a Dio personalmente. Indirizzalo come Padre, Signore o Dio Altissimo.
  2. Nomina il bisogno onestamente. Di cosa fa male, cosa ti confonde o cosa temi.
  3. Chiedi specificamente. Dì a Dio quale aiuto stai cercando.
  4. Fai appello al suo carattere. Come Daniele, chiedi sulla base della misericordia, saggezza e amore costante.
  5. Consegna l’esito. La supplica è intensa, ma non controllante.

Questo è il motivo per cui la supplica può essere ripetuta. Il Signore non è irritato dal nostro continuo venire.

I Benefici e l'Efficacia della Supplica

Risposta Divina e la Grazia dello Spirito Santo

Coloro che appartengono a Cristo possiedono anche l’inabitazione dello Spirito Santo, il Quale intercede per noi. Dal momento che spesso non sappiamo per cosa o come pregare quando ci rivolgiamo a Dio, lo Spirito intercede e prega per noi, interpretando le nostre suppliche. In questo modo, quando siamo sopraffatti dalle prove e dalle preoccupazioni della vita, Egli viene al nostro fianco per darci assistenza nelle nostre preghiere di supplica, sostenendoci davanti al trono della grazia (Romani 8:26). La morte è già stata sconfitta in Cristo, e verrà il giorno in cui tutto sarà definitivo. La risposta del Signore può venire come liberazione, resistenza, saggezza, correzione o pace inaspettata, ma la Scrittura è chiara: ascolta i gridi del suo popolo.

Impatto sulla Vita Spirituale

La preghiera può aiutarci anche in modo indiretto. Il fatto stesso di aver scaricato il nostro peso su Geova, nostro Padre celeste, ci fa sentire più vicini a lui. Esprimendogli la nostra gratitudine con lodi e rendimento di grazie, siamo aiutati a essere più contenti di ciò che possediamo. Supplicandolo ardentemente siamo aiutati ad essere umili e a confidare in lui anziché nel nostro proprio intendimento o nella nostra forza (Prov. 3:5, 6; Filip. 4:13). Inoltre, mentre preghiamo la nostra mente è senz’altro concentrata su cose edificanti (Filip. 4:4-8). Non nascondendo nulla al nostro Padre celeste saremo aiutati a esaminarci e ad avvicinarci sempre più a lui (I Piet. 5:7; II Cor. 7:1). Pregando dimostreremo di avere veramente fede.

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