Le Grandi Vie di Pellegrinaggio Europee

Le vie di pellegrinaggio in Europa rappresentano un patrimonio storico e culturale di inestimabile valore, tracciate nei secoli da genti diverse per motivazioni religiose e non solo. Questi antichi percorsi sono giunti fino a noi e, negli ultimi anni, hanno acquisito nuova popolarità, in particolare grazie alla crescente tendenza verso le vacanze attive e sostenibili. Molti di questi cammini sono stati valorizzati e resi più sicuri, offrendo l'opportunità di vivere un'esperienza totale che coinvolge corpo e mente, camminando o pedalando lungo tracciati suggestivi.

Il detto che "tutte le strade portano a Roma" trova un riscontro storico nella realtà: i sistemi viari d'Italia e d'Europa, sviluppatisi nel corso dei secoli, avevano il loro punto nevralgico nella città conosciuta come "caput mundi". Quest'imponente reticolo viario si rivelò estremamente strategico sia dal punto di vista geopolitico sia da quello commerciale. La meta di molti pellegrinaggi era proprio Roma, sede della Santa Sede, motivo per cui questi cammini sono noti anche come "Vie Romee".

Mappa delle principali vie di pellegrinaggio europee

La Via Francigena: L'Itinerario Storico

Origini e Storia

Naturalmente, il primo cammino da segnalare è la Via Francigena. La storia di questa via inizia nel 990, quando l’arcivescovo di Canterbury, Sigerico, si recò a Roma per ricevere da papa Giovanni XV il pallium, l'investitura ad arcivescovo. Nel suo viaggio di ritorno in Inghilterra, Sigerico descrisse dettagliatamente l’itinerario percorso e gli 80 punti di sosta, lasciandoci la relazione più antica in riferimento alla Via Francigena. Questo tracciato è infatti chiamato anche Via Francigena di Sigerico.

Storicamente, con il termine "Via Francigena", o meglio "Vie Francigene", si intende un fascio di vie che collegavano i territori dominati dai Franchi (le attuali Francia e Germania) a Roma in epoca medievale. Il detto "tutte le strade portano a Roma" può ironicamente dare un’idea di quante fossero le Vie Francigene a livello teorico. I pellegrini nel Medioevo partivano dalla propria casa e percorrevano non solo la rete 'stradale' dell’epoca, ma anche tutti quei sentieri e selciati che meno li esponessero al rischio di assalto o incidenti, ma che nel contempo passassero per luoghi dove era possibile ricevere ospitalità e cibo.

Riconoscimento e Percorso

La Via Francigena è ufficialmente riconosciuta dal Consiglio d’Europa come itinerario culturale dal 1994 e come Grande Itinerario culturale nel 2004. A essa si affiancano molte varianti gestite da enti territoriali o associazioni di volontari. Il percorso promosso è stato valutato e scelto dalle amministrazioni pubbliche e approvato dal Ministero dei Beni Culturali, che si assumono la responsabilità dell'effettiva percorribilità della Via. Le amministrazioni locali dovrebbero anche occuparsi di garantire una buona fruizione del percorso, soprattutto in termini di accoglienza, manutenzione della segnaletica e messa in sicurezza delle strade, sebbene purtroppo questo non sempre avvenga.

L’intera Via Francigena, oggi, è sicuramente il cammino più famoso d’Europa e può essere percorso a piedi, in bici o addirittura a cavallo! Il tracciato ministeriale è sempre aperto e di libera circolazione.

Cartina del percorso della Via Francigena

Dettagli del Percorso di Sigerico

  • Punto di partenza: La Via Francigena inizia di fronte alla Cattedrale di Canterbury e, lungo la Pilgrim Way, arriva a Dover.
  • Attraversamento della Manica: Da Dover, a mezzo di traghetto o treno, si attraversa la Manica per raggiungere Calais.
  • In Francia: Passa nelle regioni del Nord-Pas-de-Calais-Picardie, dello Champagne-Ardenne e della Franche-Comté.
  • In Svizzera: Entra in Svizzera e prosegue nei cantoni del Vaud, costeggiando il lago di Ginevra, e del Vallese in direzione delle Alpi.
  • In Italia: Entra in Italia attraverso il Passo del Gran San Bernardo e, dopo aver salutato la Val d’Aosta, prosegue in Piemonte e bassa Lombardia, tra campi di riso e frumento. Intrapreso il guado del fiume Po con un taxi fluviale, passa quindi in Emilia e valica gli Appennini scendendo dal Passo della Cisa.

L’intero percorso pedonale si aggira intorno ai 2200 chilometri. Considerando una media di 25 km al giorno, oltre alle difficoltà di accoglienza in alcuni tratti all’estero e la difficoltà di alcune tappe, si devono calcolare dai 75 agli 85 giorni per completarlo. Riguardo alla Francia, è importante sapere che a rappresentare la Via Francigena è stata scelta la GR 145, un percorso pedestre che in alcuni punti tappa non rispetta l’itinerario descritto da Sigerico, allungando il percorso effettivo per un buon 10%.

L’unico tratto in cui non si può passare per più della metà dell’anno è il Passo del Gran San Bernardo (da Bourg Saint Pierre a Saint Rhemy), che rimane chiuso all’incirca da inizio ottobre ai primi giorni del mese di giugno, in base alla situazione della neve. Un altro punto un po’ critico in inverno è il passaggio degli Appennini per il Passo della Cisa.

Varianti della Via Francigena in Italia

Oltre al percorso principale, oggi è ufficialmente riconosciuto anche il tracciato originario che prosegue fino a Santa Maria di Leuca. Esistono diverse varianti significative:

  • Via Francigena del Sud: Da Lecce a Leuca, è un trekking individuale che si snoda fino al Santuario di Finis Terrae, lungo il versante adriatico del Salento.
  • Magna Via Francigena: A piedi da Palermo ad Agrigento, questo tour offre un’immersione totale nella cultura e nelle tradizioni della Sicilia, da sempre teatro di incontri tra popoli diversi.

Abbadia a Isola (SI) - L'accoglienza ai pellegrini della Via Francigena

La Via di Maria: Un Percorso di Fede Mariama

Nascita e Sviluppo

Nel XIV secolo, la crescita del culto verso la Vergine Maria portò alla creazione di nuove vie di pellegrinaggio nei luoghi mariani. La Via di Maria trae origine dal Medioevo e arriva fino ai giorni nostri. Questo percorso si articola lungo due percorsi principali, est-ovest e nord-sud, passando attraverso sette nazioni dell’Europa centrale: Ungheria, Romania, Polonia, Slovacchia, Croazia e Bosnia-Erzegovina.

I percorsi per i pellegrini che vogliono intraprendere la Via di Maria a piedi fanno riferimento a un sistema basato su quattro colori: il blu (che indica il percorso principale), il rosso, il giallo e il verde. Le principali caratteristiche del percorso sono segnalate con simboli specifici: il quadrato indica il rifugio, il cerchio la sorgente, la "L" le rovine e, infine, il semicerchio (o omega) le grotte.

Percorsi Principali della Via di Maria

  • Percorso Ovest-Est (M01): Questo è il cammino più articolato della Via di Maria. Il consiglio è quello di dividere il tragitto in più periodi, in modo da percorrere le tappe un po’ alla volta. Se si ha il tempo di completarlo tutto, nei 60 giorni stabiliti, si vive un’esperienza unica che arricchisce sotto più punti di vista.
  • Percorso Nord-Sud (M02): Questo cammino passa da Czestochowa, attraversa Budapest e termina in uno dei siti di pellegrinaggio mariani più famosi al mondo, Međugorje. Il cammino passa per Esztergom, sede della cattedrale di Nostra Signora e di Sant'Adalberto, considerata la più grande chiesa d’Ungheria e al diciottesimo posto nel mondo per dimensioni.

Se per esigenze di tempo o di salute non fosse possibile percorrere uno dei due percorsi principali, è consigliato scegliere cammini più brevi, con distanze che vanno dai 100 km ai 1.000 km, come ad esempio la via contrassegnata da M04.

Tappe e Attrazioni

Il cammino della Via di Maria prevede alcune tappe in Slovacchia, dove si percorrono campi e vigneti, valli e foreste, scoprendo scorci panoramici, siti minerari e chiese monumentali come la chiesa dedicata a tutti i Santi, considerata l’edificio più antico conservato nella città di Tvrdošín e inserita nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Lungo il tragitto si incontrano alcune fattorie, luoghi ideali per una piccola pausa, assaggiando la cucina locale e magari concedendosi un giro a cavallo o una passeggiata nella natura fiabesca tipica di queste aree rurali.

Il cammino orientale della Via di Maria prosegue fino alla regione rumena della Transilvania. L’ultimo tratto conduce a Csíksomlyó (Șumuleu Ciuc), sede di uno dei principali santuari mariani e meta di pellegrinaggio che riunisce i cattolici dell’Ungheria e della Romania. Nel 2019, il Papa vi si è recato in visita, conferendo a Csíksomlyó l’onorificenza papale più preziosa, la Rosa d’Oro.

Santuario di Csíksomlyó, un importante sito della Via di Maria

Eventi e Comunità

Ogni anno, a Pentecoste, l’associazione La Via di Maria, in collaborazione con Radio Maria, organizza un pellegrinaggio al santuario di Csíksomlyó che vede la partecipazione di circa 10.000 pellegrini provenienti dall’Austria, dall’Ungheria e dalla Transilvania. Inoltre, il 15 agosto, durante la festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo, l'Associazione Mária Út, sempre in collaborazione con Radio Maria, organizza il pellegrinaggio internazionale per le famiglie. Il pellegrinaggio di 1Úton è un momento unico che vede la partecipazione di migliaia di persone camminare insieme, unite dalla fede e dalla condivisione di ideali.

Per supportare i pellegrini moderni, il progetto europeo rurAllure prevede la collaborazione di alcuni rappresentanti dei cammini più famosi d’Europa che lavorano in sinergia per valorizzare il patrimonio rurale lungo il percorso della Via di Maria. L'app rurAllure permette di personalizzare il cammino secondo le proprie esigenze e segnala eventi e manifestazioni locali.

Il Pellegrinaggio nel Medioevo: Sfide e Accoglienza

Nel Medioevo, i pellegrini e i viandanti attraversavano l’Europa per recarsi in visita ai siti religiosi più importanti del mondo cattolico: Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela. Per raggiungere queste mete, i pellegrini tedeschi, ungheresi, cechi, polacchi e croati passavano per Colonia, Aquisgrana, Mariazell e altre località di grande rilevanza storica in cui erano sepolti re e regine beatificati.

Le antiche vie di pellegrinaggio nascondevano mille insidie. I pellegrini coprivano spesso lunghe distanze a piedi per raggiungere un santuario dove compiere un voto o esprimere il proprio pentimento, o anche solo per pura devozione. Attraversavano territori sconosciuti, dove rischiavano di imbattersi in molti pericoli e imprevisti: foreste abitate da fuorilegge di ogni tipo, passi alpini, epidemie, conflitti militari, pedaggi per attraversare i fiumi, condizioni meteo avverse. Prima di mettersi in cammino, i pellegrini erano soliti fare testamento, nominare gli eredi, saldare i debiti e dare disposizioni per l’amministrazione del proprio patrimonio, se non veniva lasciato alla chiesa.

Lungo la strada, il pellegrino poteva trovare ristoro presso gli "spedali", gestiti da religiosi, che offrivano accoglienza e assistenza.

Prospettive Future: Il Cammino di Santiago Europeo

Il progetto più ambizioso in corso è quello di cooperazione transnazionale che vede partecipare Germania, Austria, Svizzera, Italia (solo il Sudtirolo), Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Slovenia e Ungheria alla creazione di un Cammino di Santiago Europeo (Jakobsweg). Questo impegno congiunto mira a connettere ulteriormente le diverse realtà europee sotto il segno del pellegrinaggio e della riscoperta culturale.

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