La devozione a Santa Rita da Cascia è molto diffusa nella Tuscia, e ogni anno la sua festa viene celebrata con grande solennità e partecipazione. A Viterbo, il fulcro delle celebrazioni è la Chiesa della Santissima Trinità, Santuario della Madonna Liberatrice, che ospita eventi dedicati alla santa agostiniana.

Le Celebrazioni in Onore di Santa Rita a Viterbo
I festeggiamenti in onore di Santa Rita da Cascia si svolgono tradizionalmente presso la parrocchia della Santissima Trinità a Viterbo. Questi eventi richiamano numerosi cittadini viterbesi che rinnovano la loro secolare devozione alla Santa.
Il Triduo di Preparazione
In preparazione alla solennità, si tiene un triduo. Ad esempio, gli appuntamenti possono includere:
- Giovedì 19 maggio: Celebrazione della Santa Messa alle ore 18:30.
- Venerdì 20 maggio: Celebrazione della Santa Messa alle ore 18:30. Alle ore 21:00, proiezione della prima parte del film 'Santa Rita' di Giorgio Capitani, introdotta da Simona Tartaglia, moglie del regista.
- Sabato 21 maggio: Solenne Celebrazione del Transito di Santa Rita alle ore 18:00, seguita dalla Santa Messa alle ore 18:30 e dalla seconda parte del film 'Santa Rita' alle ore 21:00.
Il Giorno della Solennità: 22 Maggio
Il 22 maggio, giorno della solennità di Santa Rita, la giornata è scandita da numerose celebrazioni e benedizioni. Le Sante Messe vengono officiate fin dalle prime ore del mattino e per tutta la giornata.
- Orari delle Sante Messe: 6:15, 7:00, 7:30, 8:15, 8:30, 9:15, 9:30, 10:15, 10:30, 11:30, 12:00, 17:00, 18:30.
- La Santa Messa delle ore 9:30 può essere celebrata da padre Felix Marian Bla.
- Quella delle ore 10:30 da don Roberto Mingolla.
- Alle ore 12:00, la celebrazione può essere a cura di don Paolo Chico.
- Nel pomeriggio, alle ore 17:00, la Santa Messa può essere celebrata da padre Damian Frunza.
- La liturgia eucaristica delle ore 18:30 può essere presieduta dal Vescovo di Viterbo, Mons. Orazio Francesco Piazza, o dal Vicario Generale della Diocesi Don Luigi Fabri.
Durante la giornata, nel chiostro del convento della Santissima Trinità di Viterbo, vengono recitate preghiere specifiche, come la supplica a cura dei padri Agostiniani.
Benedizioni e Processione
Un momento molto atteso è la benedizione dei bambini, prevista nel pomeriggio, ad esempio alle ore 16:00. Per tutta la giornata, sulla piazza antistante la chiesa, si svolge la tradizionale benedizione delle rose e delle automobili, un simbolo tangibile della devozione dei fedeli.
Le celebrazioni possono includere anche una processione lungo le vie del quartiere. Per consentire lo svolgimento di questi eventi, come la tradizionale benedizione delle rose e delle macchine in piazza della Trinità, e la processione, vengono disposti provvedimenti riguardanti la sosta e la circolazione veicolare, con divieti di sosta e interruzioni del traffico veicolare lungo il percorso processionale (es. piazza della Trinità, via Maria Santissima Liberatrice, piazza San Faustino).
La Figura di Santa Rita da Cascia: "Santa degli Impossibili"
Santa Rita da Cascia è una delle Sante più importanti d'Italia, venerata da molti soprattutto come protettrice della Famiglia e santa delle cause impossibili. La sua vita, segnata dal dolore e dalle miserie umane, è ancora oggi un esempio di alta santità per il Popolo di Dio.
La Vita di Margherita Lotti
Il vero nome di Santa Rita da Cascia è Margherita Lotti. La sua vita è tradizionalmente suddivisa in diverse fasi significative:
- Rita figlia (1381 - 1397): Nata a Roccaporena, frazione di Cascia, Margherita Lotti svolgeva, insieme ai suoi genitori Antonio Lotti e Amata Ferri, la funzione di "pacieri" in un clima di conflitti. I suoi genitori erano stimati e gli statuti del comune di Cascia affidavano loro l'incarico di pacificare i contendenti.
- Rita moglie e madre (1397 - 1406): Sposò Paolo di Ferdinando di Mancino. Contrariamente a talune narrazioni, Paolo non era violento, ma un ghibellino risentito. Rita lo aiutò a vivere con una condotta più autenticamente cristiana, frutto di un amore incondizionato e reciproco.
- Rita vedova (1406 - 1407): Il marito Paolo venne assassinato nei pressi del “Mulinaccio”. Rita si accorse dell'accaduto, corse sul luogo e nascose la camicia insanguinata del marito per impedire che i figli covassero vendetta. I due figli, in seguito, giurarono di vendicarlo; Rita, non riuscendo a dissuaderli, pregò Dio affinché li facesse piuttosto morire. Quando ciò si verificò, Rita si ritirò.
- Rita monaca (1407 - 1457): Dopo l'assassinio del marito e la tragica morte dei suoi due figli, Rita si rifugiò nella preghiera e maturò il desiderio di dedicarsi a Cristo. All'età di circa 36 anni, bussò alla porta del Monastero di Santa Maria Maddalena. Superate le difficoltà con l'aiuto dei suoi protettori Sant'Agostino, San Nicola da Tolentino e San Giovanni Battista, coronò il suo desiderio.
- Rita sale al Cielo (1457): Nell'inverno precedente la sua scomparsa, gravemente ammalata, Rita trascorse lunghi periodi nella sua cella. In un'estasi ricevette uno speciale stigma sulla fronte, una spina della corona di Cristo, che le rimase fino alla morte. Poco prima di morire, chiese a sua cugina dei fichi e una rosa rossa; nonostante fosse inverno, la cugina trovò una rosa rossa fiorita e due fichi, un segno del cielo.
Il Culto e i Miracoli
La venerazione della Santa cominciò quasi subito dopo la sua morte, grazie ai numerosi avvenimenti prodigiosi avvenuti per sua intercessione. Per questo motivo, fu chiamata la "Santa degli Impossibili". Si narra che ogni qualvolta Rita interceda per un miracolo, il suo corpo emani profumo di rosa. È perciò anche chiamata "Santa della Rosa" e "Santa della Spina".
Nel 1457, i primi miracoli per intercessione di Rita iniziarono a essere riportati nel Codex miraculorum. Tra questi, il più straordinario fu quello di un cieco che riacquistò la vista. Il corpo di Rita non fu mai sepolto, a causa del forte culto nato immediatamente dopo la sua morte. Vedendo tanta venerazione, le monache decisero di riporre il santo corpo in una cassa, costruita da Mastro Cecco Barbari, denominata "cassa umile". Il corpo della Santa si trova tuttora nella Basilica di Cascia, all'interno di una teca di vetro.
Beatificazione e Canonizzazione
Il processo di beatificazione ebbe inizio il 19 ottobre 1626, sotto il pontificato di Urbano VIII. Tra i principali sostenitori della causa, oltre alla famiglia Barberini, vi fu il Cardinale Fausto Poli. Papa Leone XIII riconobbe ufficialmente le date 1381-1457 per la sua vita, proclamandola Santa.
La Supplica a Santa Rita da Cascia
Una preghiera molto sentita dai devoti è la supplica a Santa Rita:
“O gloriosa Santa Rita, raccolti attorno a te in questo giorno solenne, con cuore lieto e riconoscente, ancora una volta ci affidiamo alla tua preghiera che sappiamo potente presso Dio, Padre onnipotente e misericordioso. Tu che hai vissuto le diverse condizioni della vita e conosci le preoccupazioni e le ansie del cuore umano, tu che hai saputo amare e perdonare ed essere strumento di riconciliazione e di pace, tu che hai seguito il Signore come il bene prezioso davanti al quale impallidisce ogni altro bene, ottieni per noi il dono della sapienza del cuore che insegna a percorrere la via del Vangelo. Guarda alle nostre famiglie e ai nostri giovani, a quanti sono segnati dalla malattia, dalla sofferenza e dalla solitudine, ai tuoi fratelli e sorelle agostiniani, ai devoti che a te si affidano con speranza. Chiedi per tutti la grazia del Signore, la fortezza e la consolazione dello Spirito, la forza nella prova e la coerenza nelle azioni, la perseveranza nella fede e nelle opere buone, perché possiamo testimoniare davanti al mondo, in ogni circostanza, la fecondità dell’amore e il senso autentico della vita, fino a quando, al termine del nostro pellegrinaggio terreno, saremo accolti nella casa del Padre, dove insieme con te canteremo la sua lode per i secoli eterni. Amen.”

Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e la Devozione a Santa Rita
La Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio partecipa attivamente ai festeggiamenti in onore di Santa Rita da Cascia. Guidati dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d'Oro, i membri dell'Ordine onorano la "grande Santa agostiniana" presso il Convento della Santissima Trinità.
Al termine del Sacro Rito, i Cavalieri e i Postulanti Costantiniani distribuiscono le rose benedette ai fedeli radunati nel Santuario. Alcuni Confratelli della Sacra Milizia prestano servizio d'ordine all'ingresso del Convento e servizio d'onore alla statua di Santa Rita, garantendo anche sicurezza.
La devozione dei Cavalieri Costantiniani verso Santa Rita è costante. Un esempio è il pellegrinaggio effettuato il 17 ottobre 2015 dalla Delegazione della Tuscia e Sabina, insieme a una rappresentanza della Delegazione Marche e Romagna, al quale presenziò anche il compianto Presidente della Real Commissione per l'Italia, S.E. il Duca Don Diego de Vargas Machuca. Durante la Solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta da Mons. Giovanni D'Ercole, furono benedetti i mantelli dei nuovi Cavalieri.
Altre Celebrazioni dell'Ordine Costantiniano nella Tuscia
La Chiesa della Santissima Trinità è stata prescelta come centro della vita spirituale della Delegazione della Tuscia e Sabina fin dalla sua istituzione nel 2002. I Costantiniani hanno scelto la Madonna Liberatrice come loro celeste Patrona, impegnandosi per la diffusione della sua devozione e partecipando ogni anno alla tradizionale processione in suo onore, come nella ricorrenza del 26 maggio, festa di Maria Santissima Liberatrice, Protettrice della Città di Viterbo. Inoltre, l'Ordine partecipa a importanti solennità come quella del Corpo e Sangue di Cristo (Corpus Domini) a Bolsena, con una processione solenne che include il Santissimo Sacramento e la Sacra Pietra.