Trekking degli Eremiti: Un Viaggio nella Spiritualità e nella Natura

La Majella, conosciuta come la Montagna Madre, è un luogo di profonda spiritualità, ospitando oltre 50 eremi, molti dei quali legati alla figura di Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V. Questa escursione è un'opportunità unica per esplorare due degli eremi più significativi: l'eremo di San Bartolomeo in Legio e l'eremo di Santo Spirito, quest'ultimo considerato il cuore del movimento Celestiniano.

Panoramica della Majella con un eremo incastonato nella roccia

L'Itinerario: Dalla Pietra alla Roccia

Il percorso ad anello, con partenza alle 08:00 da Caramanico Terme (PE), inizia nel borgo in pietra di Decontra. Da qui, ci dirigeremo verso la Valle Giumentina per poi addentrarci nel bosco, dirigendoci verso la zona dei “Tre Fossi”, nel cuore del Vallone di Santo Spirito.

L'avvicinamento all'eremo che dà il nome alla valle è graduale. L'eremo, splendidamente incastonato su una parete calcarea, offre uno spettacolo mozzafiato. Dopo aver ammirato questo luogo sacro, proseguiremo su strada asfaltata fino a Macchie di Coco. Qui, riprenderemo il sentiero che ci condurrà all'eremo di San Bartolomeo, un luogo più piccolo ma non meno affascinante del precedente.

Caratteristiche del Sentiero e Livello di Difficoltà

L'escursione è classificata come EE (Escursionisti Esperti), indicando un livello di difficoltà impegnativo. Il sentiero si presenta prevalentemente come un classico single-track, caratterizzato da terra battuta e sassi.

La risalita dall'eremo di San Bartolomeo verso Valle Giumentina presenta un tratto a volte ripido e potenzialmente scivoloso. Nel fitto del bosco di Monte Maggiore, si snoda un sentiero antico, percorso un tempo da monaci e carbonai, e oggi da cacciatori locali e da alcuni escursionisti.

Sentiero di montagna ripido e sassoso con vegetazione rigogliosa

Un Viaggio nella Storia e nella Spiritualità di Altri Territori

Parallelamente, in un altro contesto geografico, si esplorano percorsi legati agli eremi nel territorio del Medio Volturno, nell'Alto Casertano, con piccoli comuni come Formicola, Pontelatone, Rocchetta e Croce. Questo territorio, caratterizzato da lecci, querce e faggi, offre sentieri poco segnalati ma ricchi di storia.

Da Formicola, lungo la strada provinciale 270 in direzione di Rocchetta e Croce, si individua l'inizio del sentiero sulla destra. Il percorso è prevalentemente in salita e, nonostante la mancanza dei segnali CAI, si possono trovare segni rossi e gialli delle associazioni locali.

L'Eremo di Fradejanne

La prima tappa di questo itinerario è l'Eremo di Fradejanne, situato a circa tre chilometri con un dislivello di almeno 400 metri. Frate Giovanni, noto come Fradejanne, costruì questa piccola cappella intorno al 1300 per i carbonai della montagna. Imbiancata a calce, la cappella presenta una minuscola navata con soffitto dipinto di azzurro, un altare, immagini della Madonna, ex voto e un crocifisso. Dall'alto si gode di una vista panoramica sulla vallata e sull'abitato di Pietramelara.

Interno di una piccola cappella di montagna con affreschi e immagini sacre

L'Eremo di San Salvatore

Ripercorrendo lo stesso sentiero, si ritorna al bivio che indica la direzione per l'Eremo di San Salvatore, distante circa un chilometro. L'arrivo all'eremo è emozionante: il piccolo monastero, risalente intorno all'anno Mille, appare nascosto e protetto tra imponenti blocchi di pietra calcarea a 857 metri di altezza. Sospeso per tre lati sul vuoto, l'unico accesso è un passaggio sul lato occidentale.

Questo monastero arroccato, anch'esso imbiancato a calce, è dotato di un campanile a vela, un pozzo, una chiesa e un ipogeo segreto dove sono conservati teschi e ossa. All'esterno, i resti di un muro di cinta testimoniano le antiche difese del monastero. Oggi, l'eremo è meta di pellegrinaggi, con una processione che si tiene il 1° maggio.

Monastero rupestre arroccato su una parete rocciosa

Percorsi Alternativi e Testimonianze Storiche

Il percorso prosegue in discesa verso il paese fantasma di Croce, ma una deviazione merita la Grotta di San Michele Arcangelo, una grande cavità carsica con una piccola statua del santo. All'esterno, si notano i segni di un affresco, purtroppo trafugato.

Un altro itinerario, con difficoltà media e un dislivello di 400 metri per circa 6 km, offre un'esperienza ricca di storia e natura, includendo eremi, neviere, caciare, boschi e testimonianze della Resistenza partigiana.

Sentiero della Memoria e Monte Vena Rossa

A Colle San Marco, vicino ad Ascoli Piceno, si imbocca il "Sentiero della memoria". Dopo un tratto che costeggia una casa, il sentiero entra nella pineta e sale fino a un pianoro. Da qui, svoltando a sinistra, si raggiunge la sommità del Monte Vena Rossa (948 m), dove si trovano le croci dedicate ai partigiani trucidati durante l'ultimo conflitto.

Tornati indietro, si prosegue verso ovest e, dopo circa 400 metri, si devia a destra per raggiungere una caciara (restaurata di recente) e successivamente salire al Monte Giammatura (1034 m), dove si trovano i ruderi di un rifugio.

Monumento ai caduti della Resistenza in un ambiente montano

Monte Soratte: La Montagna Sacra

Il Monte Soratte, con i suoi 691 metri, è una montagna isolata che sorge nella campagna tra il Tevere e Roma. Considerato una Montagna Sacra fin dall'antichità, è stato luogo di culto per i Falisci, che vi veneravano Sorano, divinità legata alla luce e al sole. In seguito, con la conquista romana, la cima fu dedicata ad Apollo Sorano.

Con l'editto di Milano del 313, numerosi monaci ed eremiti si ritirarono sul Soratte. La leggenda di Papa Silvestro è legata alla sua guarigione dalla lebbra dell'imperatore Costantino, grazie all'intercessione del Papa che si era rifugiato in una grotta del Soratte.

L'itinerario parte dall'abitato di Sant'Oreste (420 m) e si snoda lungo sentieri naturalistici, tra cui il sentiero Vita e il sentiero delle Carbonare.

Gli Eremitani del Monte Soratte

Imboccando il sentiero degli Eremiti dalla cappella dell'Annunziata, si raggiunge l'eremo di Santa Lucia (640 m), da cui si gode di un ampio panorama sui Monti Sabini e sul lago di Bracciano. Successivamente, si prosegue verso l'eremo della Madonna delle Grazie (660 m) e si raggiunge il punto più alto dell'escursione all'eremo di San Silvestro (685 m).

Dopo un pranzo al sacco in quota, il rientro avviene lungo lo stesso sentiero fino alla Madonna delle Grazie, per poi scendere verso Sant'Oreste. È prevista la visita alla mostra fotografica e di cimeli presso la Casa delle Arti e Mestieri, curata dall'Associazione Bunker Soratte.

Vista panoramica dai Monti Sabini verso il Lago di Bracciano

Sant'Oreste: Borgo Storico e Bunker Nazisti

L'abitato di Sant'Oreste, sorto sulle pendici del Monte Soratte, conserva un centro storico con caratteristiche cinquecentesche e strutture medievali. Accessibile tramite tre porte monumentali, costruite intorno al 1554, il borgo vanta la presenza di opere realizzate da Jacopo Barozzi da Vignola, tra cui la Chiesa di San Lorenzo e il Palazzo Caccia (oggi sede del Museo naturalistico della Riserva del Monte Soratte e della Pinacoteca).

Tra il 1937 e il 1943, il Monte Soratte fu scelto come rifugio antiaereo per il Governo Italiano, con la realizzazione di 4,2 km di gallerie. Dopo l'8 settembre 1943, i bunker furono occupati dalla Wehrmacht tedesca, che vi installò il Comando Supremo del Sud Europa.

Il mistero del bunker segreto del Monte Soratte: leggenda e terrore sotterraneo

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