Attraversamento di Castel Giubileo: Storia, Diga e Territorio

portalcenter.cl

L'area di Castel Giubileo, situata nella periferia nord di Roma, rappresenta un punto di grande interesse storico, naturalistico e infrastrutturale, grazie alla sua posizione strategica lungo il fiume Tevere e le antiche vie di comunicazione. Oggi, questa zona è nota non solo per le sue vestigia storiche, ma anche per le moderne infrastrutture che ne hanno ridefinito il paesaggio.

Mappa geografica dell'area di Castel Giubileo con evidenziato il Tevere, il GRA, il percorso ciclabile e l'ubicazione del vecchio ponte in ferro e della diga

Contesto Geografico e Percorsi

Pedalando in direzione nord, l'itinerario è semplice, senza tanti incroci e piuttosto pianeggiante, rendendolo particolarmente adatto alle famiglie e agli appassionati di bicicletta. Dopo il primissimo tratto, al di sopra degli argini del fiume, si scende e si passa sotto il monumentale Ponte Flaminio, interamente rivestito di travertino. Poco più avanti termina l’area urbanizzata, passando nelle vicinanze dell’Ippodromo di Tor di Quinto, di diversi circoli sportivi e, attraverso un ponticello di legno, si supera il fosso dell'Acqua Traversa. La Ponte Milvio-Castel Giubileo è una pista ciclabile realizzata nel 1990 in occasione dei Mondiali di calcio, quando si volle dotare la città della cosiddetta “Dorsale Tevere”. Ai margini delle rive del Tevere, gli appassionati di pesca frequentano i laghetti artificiali, soprattutto nel periodo di sbarramento della diga, quando le acque sono ricche di barbi, scardole, cefali e cavedani che risalgono le acque del fiume.

Le Antiche Origini e il Castello Medievale

Già nell'XI Secolo avanti Cristo, la zona di Castel Giubileo corrispondeva a quella dove sorgeva l'antica città di Fidenae, poi sconfitta da Roma al tempo di Romolo. L'insediamento fu molto importante per la posizione strategica lungo le antiche vie di comunicazione (Tevere e Salaria), la morfologia che spiccava sulla pianura circostante e la localizzazione tra Roma, il territorio degli Etruschi e quello dei Sabini. In età medievale Fidaenae divenne territorio del Monastero di San Ciriaco e su una collina della zona venne posto un castello, chiamato Giubileo. Nel 1280, l'altura sulla quale sorgeva un castello era di proprietà del Monastero di San Ciriaco. Due le ipotesi sull'origine del nome Castel Giubileo: la prima vuole che il maniero sia stato acquistato da Papa Bonifacio VIII Caetani con i soldi incassati durante il Giubileo del 1300; la seconda ipotesi fa riferimento a una proprietà della famiglia Giubilei.

Negli anni il castello subì diverse invasioni: venne prima bombardato e poi occupato dagli Orsini nel 1400 e, qualche anno dopo, fu saccheggiato dai trasteverini. Nel 1406 il castello fu conquistato da Paolo Orsini. Per un lungo tempo il castello venne abbandonato a sé stesso, ma nel 1800 tornò ad avere la sua importanza. Ad oggi il castello ha perso la bellezza di un tempo, diventando un rudere. La collina in cui si trova, invece, garantisce una bellissima vista di Roma e permette di vedere la cupola di San Pietro e il monte Gennaro. Il territorio di Castel Giubileo è composto anche dalla città di Fidene, che ha la particolarità di avere al suo interno dei resti di una capanna, appartenenti al periodo preistorico e ritrovati durante alcuni scavi nel 1988. Un’altra zona appartenente a Castel Giubileo è poi Serpentara, una città che si sviluppa nel 1970 e che è al contempo un ricco punto archeologico romano. La zona di Castel Giubileo si estende in gran parte sul Parco Delle Sabine, un’immensa distesa verde considerata come il terzo parco più grande di Roma, che comprende i quartieri di Fidene, Serpentara e Viale Carmelo Bene. Nel 2007, nel bel mezzo del parco, è stato inaugurato un grande complesso residenziale e un centro commerciale, il Porta di Roma.

Illustrazione storica o fotografia del castello di Castel Giubileo, o delle sue rovine attuali

Il Ponte in Ferro di Castel Giubileo: Dalla Nascita alla Distruzione

La Necessità di Nuovi Ponti per la Capitale

Tutto ha inizio dieci anni dopo la Presa di Porta Pia, il 14 novembre 1880, quando fu stipulata una Convenzione fra il Governo e il Comune di Roma “pel concorso governativo nelle opere edilizie in detta città”, ovvero per “l’eseguimento delle opere d’ingrandimento edilizie più importanti di cui ha bisogno la Capitale del Regno”. Una sorta di legge per Roma Capitale ante litteram. La firmarono il presidente del Consiglio Benedetto Cairoli e il Sindaco Augusto Armellini. All’articolo 4 della Convenzione si specificava che “nel piano stesso saranno progettati almeno due nuovi ponti sul Tevere, coordinati al Piano regolatore ed alle grandi vie da aprirsi lungo le rive del fiume”. L’articolo 6 precisava che andranno realizzati “in un decennio” e si aggiungeva che “oltre a ciò il Comune di Roma eseguirà entro il periodo di anni venti, decorrenti dal 1° gennaio 1882, le opere edilizie che sono notate nell’annessa tabella A”.

Il 14 maggio 1881, con la Legge n.209, venne approvata la Convenzione del 1880, ma solo il 4 marzo 1887 arrivò la proposta di deliberazione del Consiglio comunale di Roma che - “accogliendo le proposte di una Commissione speciale che aveva studiato la questione dal punto di vista del movimento commerciale dell’Agro romano e delle nuove esigenze imposte dalla legge di bonifica” - determinava le località dove realizzare i due nuovi ponti: Magliana e Castel Giubileo. La scelta - si precisava - era stata già accettata dal Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio con parere favorevole della Commissione agraria per il bonificamento dell’Agro romano.

Progettazione e Costruzione

In seguito, la Divisione idraulica dell’Ufficio tecnico municipale fu incaricata di studiare i progetti dei due ponti e delle strade di accesso, stilando una relazione particolareggiata. Così il 23 marzo 1888 arrivò la Proposta di deliberazione n. 45, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, che sbloccava la “costruzione di due ponti sul Tevere nel suburbio e relativo appalto a licitazione privata”. Nella delibera si legge: “Opera lungamente desiderata e più volte sollecitata è la costruzione di due ponti l’uno a monte, l’altro a valle di Roma.” Quanto ai dettagli tecnici: “L’ufficio propose un sistema a tre campate in ferro sostenute da pile tubolari e da spalle in muratura. Ambedue i ponti avrebbero la larghezza di 10 metri dei quali sette di partita carreggiabile fra le travate e tre pei marciapiedi di m. 1,50 ciascuno fuori delle travate medesime, ottenendo così il duplice scopo d’alleggerire il manufatto e di garantire i pedoni nel caso di passaggio di mandrie di bestiame”.

Una notazione sugli appalti, che appare di una stupefacente modernità pensando ai moderni ponti autostradali che crollano: “Per la costruzione dei due ponti non mancarono offerte d’appalto a trattativa privata - metteva in chiaro la deliberazione n. 45 del Consiglio comunale di Roma - le Commissioni tecniche però furono d’avviso, dopo lunga discussione, che fosse preferibile un esperimento di licitazione privata fra le ditte più accreditate in lavori di ponti metallici che abbiano officina in Italia. Troppo infatti interessa, per un’opera di questo genere, assicurarsi della bontà e della durata del lavoro ed evitare i rischi che talvolta si corrono coll’asta pubblica”.

Nel 1890 il ponte “nei pressi di Castel Giubileo” risultava dalle cronache d’epoca “in costruzione avanzata”. A giugno del 1891 fu finalmente aperto al transito, come unico attraversamento carrabile del Tevere a monte di Ponte Milvio. Come si evince da alcuni trafiletti pubblicati sul quotidiano Il Messaggero, fu quasi subito scenario di importanti eventi sportivi: il 4 dicembre 1904, ad esempio, sul ponte transitò la prima corsa ciclistica organizzata dalla Società podistica Lazio sul percorso di 20 km Porta Salaria-Castel Giubileo-Grotta Rossa-Due Ponti-Salita di Tor di Quinto-Viale dell’Olmo-Piazza d’Armi.

Vecchia fotografia in bianco e nero del Ponte in ferro di Castel Giubileo in fase di costruzione o appena inaugurato

Il Ponte in Guerra: Ruolo Strategico e Distruzione

Un capitolo a parte merita il periodo della Seconda guerra mondiale, con un flash che vede il Ponte in ferro di Castel Giubileo ritratto in alcune sequenze del film “Fari nella nebbia” diretto nel 1942 da Gianni Franciolini. Le immagini mostrano un grande camion autocisterna che transita più volte sul Tevere, con la collinetta di Castel Giubileo che spicca a destra sullo sfondo. Durante il periodo bellico la zona di Castel Giubileo con la sua altura, come già era avvenuto all’epoca degli antichi romani, tornò a ricoprire un ruolo strategico fondamentale alle porte della città. Nei cunicoli-grotte trovò scampo la popolazione locale per proteggersi dai bombardamenti aerei. Dopo il secondo bombardamento, quello del 13 agosto 1943, arrivò la dichiarazione unilaterale di Badoglio che proclamò “Roma città aperta” (dichiarazione mai accettata dagli Alleati).

Da quella data le truppe tedesche motorizzate mandate in rinforzo dal Nord verso il Sud Italia, per evitare di attraversare direttamente la Capitale, utilizzarono il Ponte in ferro di Castel Giubileo dove, allo snodo con la Salaria, fu posto un imponente posto di blocco. Durante l’occupazione i tedeschi presero possesso anche di un casale sulla Salaria dove fu insediato il Comando dell’Aviazione (lo stesso edificio sarà poi utilizzato anche dalle truppe francesi e dagli inglesi, per poi diventare negli anni Cinquanta la residenza dell’attrice Claudia Cardinale). Subito dopo la caduta di Mussolini e del regime, il 25 luglio 1943, sulla rocca di Castel Giubileo era stata posizionata la decima Divisione di fanteria motorizzata “Piave” (Corpo d’Armata Motorizzato del Generale Carboni) per garantire la difesa di Roma.

Secondo le testimonianze dei residenti il ponte fu preso di mira da un bombardamento degli Alleati poco prima del loro ingresso a Roma (in effetti fu definitivamente distrutto da un raid americano compiuto il 30 maggio 1944), ma la zona era già stata colpita sia nel 1943 che a febbraio-marzo del 1944. Come già avevano fatto i tedeschi, anche gli Alleati pensarono bene di ripristinare il prezioso attraversamento del Tevere a Nord di Roma con la costruzione di un ponte su barche, secondo alcune fonti però solo ad uso pedonale e con il passaggio di una tubazione sospesa di acqua potabile (visibile ancora oggi). Quel che restava della struttura fu infine spazzato via dalla tragica e rovinosa piena con alluvione che si verificò il primo settembre 1965, che allagò completamente le zone di Labaro e Prima Porta provocando 14 morti e oltre 4.000 sfollati.

Fotografia aerea o schematica del Ponte in ferro di Castel Giubileo durante la Seconda Guerra Mondiale con segni di bombardamenti

Il Ponte Gemello della Magliana

Merita un cenno anche il ponte in ferro gemello del suburbio, quello della Magliana, previsto sempre a fine Ottocento a Sud di Roma. La sua realizzazione prese le mosse dalla “passerella” costruita nel 1878 per l’attraversamento a pedaggio del Tevere fra Prati e Ripetta. Nel 1901, con il completamento di Ponte Cavour, il Comune di Roma riscattò la passerella e decise di trasferire la struttura in ferro alla Magliana. Essendo lunga 100 metri, però, era troppo corta per congiungere le due sponde del fiume (che in quel tratto è largo 130 metri). Così fu deciso di segarla in due tronconi, lasciando al centro un ponte levatoio ad azionamento elettrico per consentire il transito anche dei vaporetti più alti. In prossimità di questo ponte in ferro l’8 settembre 1943 si svolsero duri scontri armati tra i Granatieri di Sardegna e i Paracadutisti tedeschi.

La Diga e l'Attraversamento Moderno: Il Grande Raccordo Anulare

La parabola del ponte in ferro aveva già iniziato a volgere verso la sua fine nel 1951, con l’inaugurazione del vicino viadotto in cemento armato del Grande Raccordo Anulare, in connessione con la centrale idroelettrica con diga sul Tevere progettata dall’architetto Gaetano Minnucci. Nel 1951 venne inaugurata sul Tevere, nella periferia nord di Roma, una grande opera idraulica con la quale cercare di fare da sbarramento alle ondate di piena del fiume e produrre una discreta quantità di energia elettrica attraverso una grande centrale idroelettrica, con paratoie mobili e fondazioni a cassoni ad aria compressa. L'opera venne realizzata sulle sponde del ponte di Castel Giubileo che in realtà non è un vero e proprio ponte, ma l'attraversamento nord, sul Tevere, del tracciato del Raccordo Anulare, inaugurato al traffico proprio nel 1951.

Tre grandi piloni rugginosi a mollo nel fiume e una campata che finisce nel nulla. È tutto ciò che resta oggi dello storico Ponte in ferro di Castel Giubileo, unico attraversamento carrabile del Tevere nel tratto romano a nord di Ponte Milvio per quasi mezzo secolo - dalla fine dell’Ottocento sino al 1944 - infine sovrastato nei primi anni Cinquanta dall’imponente diga con viadotto in cemento armato del Grande Raccordo Anulare, che ne ha oscurato per sempre il ricordo e ne ha scippato persino il nome. L’inizio di un lungo oblio che ne ha quasi cancellato del tutto la memoria. Il moncone del vecchio ponte, pur se ridotto, ha fatto capolino in altre pellicole cinematografiche. In particolare nel film “Siamo Donne” del 1953 e in alcune sequenze del film “Lo scopone scientifico” del 1972 di Comencini (dove in quel luogo si suicida il personaggio interpretato da Alberto Sordi). Da segnalare, infine, che sul moncone del ponte verso Castel Giubileo è stato in attività negli anni Settanta il Club “La Rigattiera”.

Vista aerea o frontale della diga di Castel Giubileo e del viadotto del Grande Raccordo Anulare che lo sovrasta, con i resti del vecchio ponte in ferro

La Diga di Verzasca , il film originale da 1961

La Sirena della Diga: Un Echeggiante Ricordo

Una curiosità, legata alla diga di Castel Giubileo, è il suono della sirena che viene azionata per avvertire dell’apertura delle paratie con conseguente ondata di piena del Tevere, per invitare ad allontanarsi dagli argini. È una delle ultime sirene che ancora si possono sentire suonare a Roma e il suo ululato ricorda in modo impressionante quello delle sirene antiaereo del periodo bellico. Altrettanto impressionanti sono le dimensioni dei pesci siluro che vengono pescati nel tratto subito a valle della diga.

tags: #traversa #di #castel #giubileo