Biografia e percorso artistico
Tommaso Pincio, pseudonimo di Marco Colapietro, è uno scrittore, traduttore e pittore nato nel 1963. Formatosi all’Accademia di belle arti di Roma, Pincio esordisce come fumettista e gallerista, integrando presto la sua vocazione per l’arte con la passione per la scrittura. Pur essendo coetaneo e, per certi versi affine, al filone dei “cannibali” degli anni Novanta, approda alla letteratura in modo singolare e personale.
Il suo esordio editoriale, M. (1999), è una rivisitazione di Blade Runner ambientata in una Berlino distopica. Tuttavia, è con Un amore dell’altro mondo (2002) che l'autore acquisisce una notorietà significativa. Tra le sue opere principali figurano:
- La ragazza che non era lei (2005)
- Gli alieni (2006)
- Cinacittà (2008)
- Panorama (2015), vincitore del Premio Sinbad
- Il dono di saper vivere (2018)
- Diario di un’estate marziana (2023)

La costruzione del nome e dell’identità
La questione dello pseudonimo è centrale nella poetica dell'autore. Come egli stesso afferma: «Come scrittore mi sono condannato da solo a una maledizione, nel senso che devo costantemente spiegare perché mi chiamo in un certo modo». Il nome "Tommaso Pincio" deriva in parte dalla traduzione italiana di Thomas Pynchon e in parte dal luogo romano di Villa Borghese, il Pincio, oltre che dal riferimento all'apostolo scettico.
Pincio si definisce un "pittore mancato" o un artista che ha smesso di dipingere, preferendo utilizzare la scrittura come specchio per indagare l'alterità. La sua produzione è costellata di riferimenti a figure come Caravaggio, Franz Kafka, Edgar Allan Poe e Philip K. Dick, artisti che, al pari dell'autore, presentano percorsi irregolari e una visione paranoica o complessa della realtà.
Temi ricorrenti nelle opere di Pincio
Roma e la fine delle società letterarie
Roma è lo sfondo trasfigurato di gran parte dei suoi libri, spesso rappresentata come un luogo di malinconia, deserto o sospeso in una torrida estate perenne. In Diario di un’estate marziana, Pincio dialoga con la figura di Ennio Flaiano, rievocando l'epoca dei café e dei salotti letterari, lamentando la scomparsa di una vera società culturale italiana.
La scrittura come autoritratto
L'opera di Pincio si è fatta progressivamente autobiografica, filtrata però attraverso un "falso specchio". Libri come Hotel a zero stelle rappresentano una via di mezzo tra narrativa autobiografica e saggio, svelando come il vissuto personale si trasformi in materiale letterario. Il dolore, il fallimento e l'inettitudine sono analizzati con una prosa colta e una profonda consapevolezza della propria "impostura" creativa.

Panorama e la satira del mondo editoriale
Panorama rappresenta una riflessione impietosa sulla letteratura nell'era dei social network. Protagonista è Ottavio Tondi, un lettore che vive in una società in cui la lettura è un atto clandestino. Pincio mette in scena il mondo editoriale italiano, popolato da direttori che non leggono e autori ossessionati dal successo, contrapponendo la "dissoluzione positiva" dell'io che deriva dalla lettura alla cassa di risonanza egoistica dei social media.
| Opera | Tematica centrale |
|---|---|
| Cinacittà | Una Roma deserta e distopica abitata solo da cinesi. |
| Il dono di saper vivere | Ossessione per Caravaggio e la natura dell'artista. |
| Panorama | Satira del mondo letterario e declino della lettura. |
TEDxReggioEmilia - Tommaso Pincio - Come e perché Caravaggio strega il mondo
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