La Beata Vergine Annunziata e il Patrimonio Ecclesiastico di Agrigento

Il contesto religioso e architettonico dell'agrigentino si rivela ricco di storia e arte, in particolare per quanto riguarda le strutture dedicate alla Beata Vergine Annunziata e gli edifici di formazione ecclesiastica come i seminari.

La Chiesa Madre di Naro e l'Antico Collegio Teologico

La chiesa di Maria Santissima Annunziata, più nota semplicemente come chiesa madre di Naro, si trova al centro dell’itinerario barocco che percorre longitudinalmente l’abitato. Questa chiesa venne costruita a partire dal 1619 su iniziativa della Compagnia di Gesù e affiancata da un collegio teologico, un'istituzione formativa che fungeva da seminario. Di questo antico collegio oggi rimangono solo i resti dell’elegante portale intagliato nella pietra arenaria, accesso ai resti del vecchio chiostro porticato.

Veduta esterna della Chiesa Madre di Naro, che mostra elementi barocchi e l'antico portale del collegio teologico

Estromesso l’ordine gesuita e chiuso al culto l’antico duomo normanno nel 1867, la chiesa di Naro divenne il principale edificio di culto cittadino. In questo ruolo, ereditò una nutrita collezione di pregiati manufatti artistici, tra cui il quattrocentesco fonte battesimale tardogotico, finemente scolpito con le figure dei dodici apostoli e la scena del battesimo di Cristo, o la cinquecentesca statua in marmo della Madonna della Catena.

Le sfarzose decorazioni in stucco a motivi floreali degli interni risalgono al ’700, epoca alla quale risalgono anche le tele del pittore palmese Domenico Provenzani poste lungo le navate laterali.

Caratteristiche Architettoniche della Chiesa (Ricostruita post-bombardamento)

La pianta di una significativa chiesa della zona, la cui ricostruzione è stata cruciale per la comunità, è rettangolare, ad una sola navata senza transetto, con sette altari laterali; essa misura 48,90 metri di lunghezza, per una larghezza di 9,70 metri.

Le pareti e la volta di questa chiesa sono state affrescate dal pittore Lucio Gurreri. Sulla volta dell’abside, tra i santi, in un’affollata immagine paradisiaca, egli ha effigiato le figure di Mons. Michele Sclafani e del Vescovo. Mons. Sclafani fu una nota figura di sacerdote e di politico, che ebbe il merito di reperire i fondi necessari per la ricostruzione della Chiesa dopo i bombardamenti del 1943.

Dettaglio degli affreschi di Lucio Gurreri sulla volta dell'abside, raffigurante Mons. Michele Sclafani

La Cappella: Armonia e Raccoglimento

All'interno di questo contesto ecclesiastico, si trova una Cappella, il cui interno, ben proporzionato, si articola su robusti pilastri ed archi ogivali le cui nervature si abbracciano nella volta a crociera. Questa architettura conferisce all’ambiente un particolare armonioso equilibrio, espressione di grazia oltre che di gusto ed eleganza, che induce al raccoglimento ed alla preghiera.

Lo stile gotico

Il Bombardamento di Agrigento e la Ricostruzione

Un evento significativo che ha segnato profondamente il patrimonio ecclesiastico e civile della città fu il 12 luglio del 1943, quando la città di Agrigento venne bombardata dagli anglo-americani. In quella tragica occasione, tanti edifici vennero distrutti. Tra gli edifici colpiti, vi fu anche una Basilica, il cui tetto crollò e, di conseguenza, la volta subì gravi danni.

La successiva opera di ricostruzione, in cui fu determinante l'apporto di figure come Mons. Michele Sclafani, ha permesso di restituire alla città le sue importanti strutture religiose, preservando la memoria storica e la fede della comunità.

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