Il 31 dicembre 2022, Benedetto XVI è tornato alla Casa del Padre. Joseph Ratzinger, divenuto Pontefice nel 2005, è succeduto a san Giovanni Paolo II come romano pontefice e ha guidato la Chiesa Cattolica fino al febbraio del 2013, quando rinunciò al ministero petrino, diventando Papa Emerito. La sua vita e il suo pontificato sono stati caratterizzati da un profondo magistero e da una chiara testimonianza di fede.
La storia di Benedetto XVI in 3 minuti [PDF IN DESCRIZIONE]
La Vita e il Percorso di Joseph Ratzinger
Dalla Nascita al Sacerdozio
Nella sua autobiografia, l'allora cardinale Joseph Ratzinger ha spiegato come il giorno più importante della sua vita fu quello in cui venne ordinato sacerdote. L'ordinazione avvenne il 29 giugno 1951, un momento che ha segnato profondamente il suo cammino.
Il Pontificato (2005-2013)
Il 19 aprile 2010, il Papa ha celebrato cinque anni di pontificato. Per ringraziarlo del suo lavoro, il Prelato dell'Opus Dei, Monsignor Javier Echevarría, ha sottolineato il tono lieto del suo messaggio "esposto con tutte le risorse dell'intelligenza, con un linguaggio cristallino e con la testimonianza del suo rapporto personale con Gesù Cristo". Il suo operato è stato un faro di luce e fortezza per la Chiesa.

La Morte e le Esequie
Il 31 dicembre 2022, Benedetto XVI è deceduto. Per la sua dipartita, il 5 gennaio, alle ore 9.30, papa Francesco ha celebrato la Santa Messa funebre in piazza san Pietro.
Le Encicliche di Benedetto XVI
Il magistero di Benedetto XVI si è espresso in importanti Lettere Encicliche, che hanno approfondito temi fondamentali della fede cristiana e dello sviluppo umano:
- L'enciclica Deus Caritas Est, pubblicata nel 2005, è una lettera enciclica sull'amore cristiano.
- L'enciclica Spe Salvi, pubblicata nel 2007, è una lettera enciclica sulla speranza cristiana.
- L'enciclica Caritas in Veritate è una lettera enciclica a tutti gli uomini di buona volontà sullo sviluppo umano integrale nella carità e nella verità.

La Rinuncia al Ministero Petrino e il Pontificato Emerito
Nel febbraio del 2013, Benedetto XVI divenne Papa Emerito rinunciando al ministero petrino, una decisione di grande portata storica. Una lettera scritta dal Papa emerito nell'agosto 2014, destinata a monsignor Nicola Bux e pubblicata per la prima volta nel libro "Realtà e utopia nella Chiesa", ha chiarito le sue motivazioni e la validità della sua scelta.
In essa, Benedetto XVI ha affermato: «Dire che nella mia rinuncia avrei lasciato “solo l’esercizio del ministero e non anche il munus” è contrario alla chiara dottrina dogmatica-canonica (…) Se alcuni giornalisti parlano “di scisma strisciante” non meritano nessuna attenzione». Giudicando «pienamente» valida la sua rinuncia e «fondato» il parallelismo «tra il Vescovo diocesano e il Vescovo di Roma in riferimento alla questione della rinuncia», ha fornito una spiegazione teologica e canonica della sua decisione.
Questa lettera è di fondamentale importanza storica perché permette di comprendere la mens del Papa emerito riguardo alla sua rinuncia e all’istituzione del pontificato emerito, ma anche più in generale la sua visione teologica del papato. Benedetto XVI è anche tra i protagonisti del libro, di cui il carteggio con monsignor Nicola Bux è un’appendice. Il testo evidenzia come l’insegnamento e l’azione pastorale di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI fossero state centrate sulle parole dell’Apostolo: «La realtà invece è Cristo».
Il Testamento Spirituale di Benedetto XVI
Il Papa Emerito Joseph Ratzinger ha lasciato un testamento spirituale, scritto nel 2006 e pubblicato su Vatican.va, in cui esprime gratitudine, riflessioni sulla fede e raccomandazioni.
Se in quest’ora tarda della mia vita guardo indietro ai decenni che ho percorso, per prima cosa vedo quante ragioni abbia per ringraziare.
Ringrazio prima di ogni altro Dio stesso, il dispensatore di ogni buon dono, che mi ha donato la vita e mi ha guidato attraverso vari momenti di confusione; rialzandomi sempre ogni volta che incominciavo a scivolare e donandomi sempre di nuovo la luce del suo volto. Retrospettivamente vedo e capisco che anche i tratti bui e faticosi di questo cammino sono stati per la mia salvezza e che proprio in essi Egli mi ha guidato bene.
Ringrazio i miei genitori, che mi hanno donato la vita in un tempo difficile e che, a costo di grandi sacrifici, con il loro amore mi hanno preparato una magnifica dimora che, come chiara luce, illumina tutti i miei giorni fino a oggi. La lucida fede di mio padre ha insegnato a noi figli a credere, e come segnavia è stata sempre salda in mezzo a tutte le mie acquisizioni scientifiche; la profonda devozione e la grande bontà di mia madre rappresentano un’eredità per la quale non potrò mai ringraziare abbastanza.
Mia sorella mi ha assistito per decenni disinteressatamente e con affettuosa premura; mio fratello, con la lucidità dei suoi giudizi, la sua vigorosa risolutezza e la serenità del cuore, mi ha sempre spianato il cammino; senza questo suo continuo precedermi e accompagnarmi non avrei potuto trovare la via giusta. Di cuore ringrazio Dio per i tanti amici, uomini e donne, che Egli mi ha sempre posto a fianco; per i collaboratori in tutte le tappe del mio cammino; per i maestri e gli allievi che Egli mi ha dato. Tutti li affido grato alla Sua bontà.
E voglio ringraziare il Signore per la mia bella patria nelle Prealpi bavaresi, nella quale sempre ho visto trasparire lo splendore del Creatore stesso. Ringrazio la gente della mia patria perché in loro ho potuto sempre di nuovo sperimentare la bellezza della fede. Prego affinché la nostra terra resti una terra di fede e vi prego, cari compatrioti: non lasciatevi distogliere dalla fede.
E finalmente ringrazio Dio per tutto il bello che ho potuto sperimentare in tutte le tappe del mio cammino, specialmente però a Roma e in Italia che è diventata la mia seconda patria.
A tutti quelli a cui abbia in qualche modo fatto torto, chiedo di cuore perdono.
Quello che prima ho detto ai miei compatrioti, lo dico ora a tutti quelli che nella Chiesa sono stati affidati al mio servizio: rimanete saldi nella fede! Non lasciatevi confondere! Spesso sembra che la scienza - le scienze naturali da un lato e la ricerca storica (in particolare l’esegesi della Sacra Scrittura) dall’altro - siano in grado di offrire risultati inconfutabili in contrasto con la fede cattolica. Ho vissuto le trasformazioni delle scienze naturali sin da tempi lontani e ho potuto constatare come, al contrario, siano svanite apparenti certezze contro la fede, dimostrandosi essere non scienza, ma interpretazioni filosofiche solo apparentemente spettanti alla scienza; così come, d’altronde, è nel dialogo con le scienze naturali che anche la fede ha imparato a comprendere meglio il limite della portata delle sue affermazioni, e dunque la sua specificità.
Sono ormai sessant’anni che accompagno il cammino della Teologia, in particolare delle Scienze bibliche, e con il susseguirsi delle diverse generazioni ho visto crollare tesi che sembravano incrollabili, dimostrandosi essere semplici ipotesi: la generazione liberale (Harnack, Jülicher ecc.), la generazione esistenzialista (Bultmann ecc.), la generazione marxista. Ho visto e vedo come dal groviglio delle ipotesi sia emersa ed emerga nuovamente la ragionevolezza della fede. Gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita - e la Chiesa, con tutte le sue insufficienze, è veramente il Suo corpo.
Infine, chiedo umilmente: pregate per me, così che il Signore, nonostante tutti i miei peccati e insufficienze, mi accolga nelle dimore eterne. A tutti quelli che mi sono affidati, giorno per giorno va di cuore la mia preghiera.

Messaggi e Discorsi Significativi
Ai Giovani
Benedetto XVI ha rivolto parole di speranza ai giovani in diverse occasioni. Nell'ebook gratuito "Protagonisti del Giubileo: memoria e speranza", sono raccolte le sue parole, insieme a quelle di San Giovanni Paolo II, Francesco e Leone XIV, rivolte ai giovani in occasione dei giubilei e delle Giornate Mondiali della Gioventù.
Durante l'omelia della Santa Messa conclusiva della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, Benedetto XVI ha esortato: "Giovani, costruite un futuro di speranza per l'umanità". Ha aggiunto: "Come sorgente della nostra nuova vita in Dio, lo Spirito Santo è anche, in un modo molto vero, l’anima della Chiesa, l’amore che ci lega al Signore e tra di noi e la luce che apre i nostri occhi per vedere le meraviglie della grazia di Dio in tutti noi”.
Una selezione di testi del Papa alla Giornata Mondiale della Gioventù del 2011 a Madrid include la domanda "Che cosa direte ai vostri amici?", invitando i giovani alla testimonianza.
Ai Fidanzati
Rivolgendosi ai fidanzati, Benedetto XVI ha affermato che "Il vero amore promette l’infinito!". Questo discorso era diretto a quanti, insieme a un'altra persona, cercano di gettare le basi per vivere un amore definitivo, sottolineando l'importanza di una promessa duratura.
Agli Artisti
In un incontro con 250 artisti di tutto il mondo, il Papa ha invitato a sentirsi responsabili della trasmissione della bellezza, sottolineando che "ciò di cui il mondo ha bisogno è la bellezza".
Viaggi Apostolici
Durante il suo pontificato, Benedetto XVI ha compiuto numerosi viaggi apostolici, portando il suo messaggio in diverse nazioni.
Regno Unito (16-19 Settembre)
In occasione del pellegrinaggio apostolico che si è svolto dal 16 al 19 settembre nel Regno Unito, uno dei più attesi di questo pontificato, Benedetto XVI ha chiesto ai credenti di tutto il mondo di accompagnarlo con la preghiera. Durante il viaggio, ha tenuto diversi interventi significativi.
Germania (22-25 Settembre)
Il programma ufficiale del viaggio apostolico di Benedetto XVI in Germania (22-25 settembre) ha incluso numerosi discorsi, omelie e interventi del Papa nella sua terra natale.
Croazia (4-5 Giugno)
Un viaggio in Croazia, svoltosi il 4 e 5 giugno, ha visto il Papa compiere una serie di interventi, dei quali è stata riportata una sintesi.
Milano (1-3 Giugno)
La settimana del VII Incontro mondiale delle Famiglie è culminata nella visita del Papa a Milano, da venerdì 1 a domenica 3 giugno, un evento che ha richiamato famiglie da tutto il mondo.

Testimonianze e Collaborazioni
Monsignor Fernando Ocáriz ha espresso gratitudine per Benedetto XVI, definendolo "un umile lavoratore nella vigna del Signore". Il prelato dell’Opus Dei ha collaborato con il cardinale Ratzinger fin dal 1986, quando venne nominato consultore per la Congregazione della Dottrina Per la Fede, e in un articolo ha ricordato il defunto Papa Emerito.