Mara Santangelo: Il Viaggio da Wimbledon a Medjugorje e la Scoperta della Vera Felicità

La vita di Mara Santangelo, ex campionessa italiana di tennis, è stata un percorso di straordinari successi sportivi, ma anche di profonde sfide personali. Nata a Latina nel 1981, Mara ha raggiunto le vette del tennis mondiale, conquistando titoli prestigiosi e partecipando alle Olimpiadi, eppure, come rivela lei stessa, la vera felicità è arrivata solo con la scoperta dell'amore di Cristo, un cammino iniziato dopo un decisivo viaggio a Medjugorje.

L'Infanzia, la Promessa e una Carriera Straordinaria

Fin da bambina, Mara Santangelo ha dimostrato una passione innata per il tennis, giocando con le palline nell'albergo gestito dai suoi genitori a Panchià, in Trentino. Cresciuta guardando il tennis in televisione e ammirando Martina Navrátilová, il suo mito, all'età di dodici anni ha partecipato al Campionato italiano, dando il via a una carriera strepitosa.

Fu proprio in quel periodo che, all'età di dieci anni, tra le braccia di sua madre, Mara fece una promessa destinata a segnare la sua intera esistenza: diventare una tennista professionista e calcare un giorno il campo centrale di Wimbledon. Questa promessa divenne la sua ragione di vita, specialmente dopo la tragica scomparsa della madre, avvenuta il 23 novembre 1997, quando Mara aveva sedici anni, a causa di un incidente stradale. Da quel momento, il dolore scese nei suoi occhi di adolescente, ma la promessa la spinse a lottare con tenacia e sacrificio.

Nonostante una malformazione a entrambi i piedi, che le causava dolori acuti e lancinanti e la accompagnava fin dagli albori della carriera, Mara non si arrese. I suoi successi parlano chiaro: 9 tornei vinti in singolare e 23 in doppio, specialità nella quale si è aggiudicata nel 2007 anche il Roland Garros e gli Internazionali d'Italia. Ha partecipato alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, rappresentando la squadra azzurra, e ha conquistato il titolo di Campionessa del Mondo a squadre (Fed Cup) nel 2006. Il suo best ranking nella classifica mondiale è stato 27ª in singolo e 5ª in doppio. Nel 2009 ha vinto anche gli Europei di Beach Tennis, prima dell'annuncio del suo ritiro dalla carriera agonistica.

Infografica con i principali successi e trofei di Mara Santangelo

Le Sfide e la Ricerca della Felicità Oltre il Successo

Nonostante un palmares così brillante, il successo, la popolarità e il denaro non le regalavano la felicità che cercava. Nulla le bastava: le copertine, la ricchezza, il plauso del pubblico. Il dolore fisico, causato dalla malformazione ai piedi e da problemi posturali che le hanno imposto un intervento chirurgico alla fine del 2009, si univa a un profondo dolore interiore. La sua infanzia era stata segnata anche dalla separazione dei genitori e da un rapporto complesso con la madre, che aveva cercato in ogni modo di salvare la loro relazione, ma in una famiglia "nordica" (Mara ha origini trentine) dove le manifestazioni d'affetto erano inusuali, per lei anche un semplice abbraccio era difficile da ricevere e da donare. Dopo la perdita della madre, Mara dovette diventare donna in fretta, prendendosi cura dei suoi due fratelli più piccoli.

In questo periodo di sofferenza e di ricerca, Mara sentiva il desiderio di compiere un pellegrinaggio, ponendosi molte domande esistenziali. Era il caso di continuare la sua carriera sportiva, affrontando dolori cronici, o di fermarsi?

L'Incontro con Medjugorje e la Conversione

Il momento decisivo nella vita di Mara Santangelo arriva nel 2010. «A Medjugorje, che assieme al santuario di Lourdes rappresenta il mio luogo del cuore», racconta. Aveva conosciuto Paolo Brosio tramite un'amica comune, e fu lui a spingerla a fare un'esperienza in quei luoghi. Partì spinta dalla curiosità e, non lo nasconde, anche da una punta di scetticismo, insieme a sua nonna. Era il 2 novembre 2010. Trascorse la notte sulla collina delle apparizioni, tra preghiere e riflessioni, in attesa dell'apparizione della veggente Mirjana.

Su quella collina, si è accesa una luce che le ha permesso di capire che era ora di appendere la racchetta al chiodo. «Andando a Medjugorje ho avuto la certezza e la conferma che la mia strada dovesse essere un’altra», afferma Mara. Lì ha compreso che Dio esiste e ha desiderato seguirlo. «Se Dio esiste, mi sono detta, lo voglio seguire. Di conseguenza sono scesa da quella collina con il desiderio di intraprendere un cammino di fede e di testimonianza».

In precedenza, il suo rapporto con Dio era stato turbolento. Non lo ringraziava mai per quanto le era stato concesso e, in un episodio emblematico, si era addirittura scagliata contro di lui nel bagno di Wimbledon, anziché riconoscere la grandezza di un sogno realizzato dopo anni di sacrifici. Dopo Medjugorje, Mara ha iniziato a vedere tutto con occhi diversi, trovando motivo di ringraziamento anche nell'alzarsi la mattina.

Nel gennaio 2011, ha annunciato il suo ritiro dal tennis professionistico. Questa decisione, seppur forzata dal dolore al piede, è stata per lei una chiara indicazione del Signore che aveva scelto un'altra strada. L'infelicità, causata dalla lontananza da Dio, si è trasformata in un continuo godimento. Ha iniziato un cammino di fede facendo la Cresima, leggendo il Vangelo e la Bibbia, vivendo i sacramenti e la messa, e risanando le sue ferite interiori.

Una Nuova Vita di Fede, Testimonianza e Servizio

Foto di Mara Santangelo che incontra giovani e famiglie, parlando della sua esperienza

Dopo il viaggio a Medjugorje, la vita di Mara è completamente virata, scacciando ombre e fragilità dal suo cuore. Oggi, la campionessa, che ha trovato un punto di riferimento nella comunità Nuovi Orizzonti, cerca di vivere la quotidianità affidando tutto a Dio, ritagliandosi momenti di preghiera per nutrirsi della Parola e partecipare alla messa, avendo sperimentato la forza salvifica dell'Eucaristia.

Il suo obiettivo, come da lei stessa dichiarato, è «testimoniare la mia esperienza cercando di essere d’aiuto al prossimo». Mara gira l'Italia, visita i circoli di tennis, incontra giovani, famiglie e religiosi, raccontando la sua straordinaria esperienza e prodigandosi affinché il seme della fede venga accolto da tanti cuori. Nonostante le sue importanti cariche istituzionali all'interno della Federazione Tennis e del CONI, dove ricopre il ruolo di Presidente della commissione atleti e rappresentante degli atleti nel Consiglio, Mara cerca di portare avanti il sorriso e l'amore del Signore, credendo che questo sia il modo migliore per farlo conoscere, anche attraverso piccoli gesti come un semplice sorriso.

Nel 2013, ha pubblicato per Piemme la sua autobiografia, intitolata Te lo prometto, un racconto commovente e sferzante che mescola la storia della bambina-prodigio, gli appunti presi a bordo campo e la svolta della fede. Questo libro le ha permesso di rendere pubblico quell'amore profondo che da bambina non era stata in grado di dimostrare a sua madre, sanando le ferite del cuore e dell'anima grazie all'amore di Gesù e di Maria.

Lo sport fa ancora parte della sua vita: si allena sul campo da tennis, in palestra o corre nei boschi del Trentino. Ma la preghiera è ora una parte fondamentale e fissa della sua esistenza, in cui si fa aiutare dai fratelli della comunità Nuovi Orizzonti. La sua testimonianza è un invito a chiunque a visitare Medjugorje, a "provare per credere", perché, come dice lei, «la felicità deve partire da noi, ma prima dobbiamo risanare le tante ferite che ci portiamo dentro».

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