Le origini e la formazione sacerdotale
Francesco Spoto nasce l'8 luglio 1924 a Raffadali, in provincia di Agrigento. Dalla famiglia riceve una salda fede, correttezza morale e uno straordinario senso del dovere. La madre lo consacra fin da piccolo a San Francesco Saverio, patrono delle missioni, facendogli indossare l'abitino votivo del santo.
All'età di 12 anni, nel 1936, rispondendo alla chiamata di Dio, entra nel seminario dei Missionari Servi dei Poveri, noti come padri Bocconisti, a Palermo. Qui si impegna con passione negli studi, dimostrando un'intelligenza vivissima. Il 22 luglio 1951, nel santuario della "Madonna dei Rimedi" a Palermo, viene ordinato sacerdote dal cardinale Ernesto Ruffini.

L'impegno come Superiore Generale
Nel 1959, durante il Capitolo generale, ad appena 35 anni, i confratelli lo eleggono Superiore Generale della congregazione, con dispensa della Santa Sede. In una lettera alla madre, Spoto esprime il suo stupore per questo incarico: «Questa elezione è stata una sorpresa per me: ho cercato di vivere sempre nel nascondimento e nella ritiratezza... ora in un momento ho compiuto un balzo in avanti impensabile e imprevedibile».
Nonostante la giovane età, guida l'ordine con prudenza e sapienza spirituale. Durante il suo mandato, porta a compimento l'approvazione delle costituzioni da parte della Santa Sede e promuove l'introduzione della causa di canonizzazione del fondatore, il Beato Giacomo Cusmano. Nei suoi scritti e nelle prediche, Spoto sottolinea costantemente l'importanza del cristocentrismo e la necessità di una sequela di Cristo vissuta con dedizione e povertà.
La missione in Zaire e il martirio
Il 4 agosto 1964, padre Spoto parte per una visita pastorale a Biringi, nello Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo), dove la congregazione aveva aperto una missione tre anni prima. Purtroppo, il suo arrivo coincide con la violenta rivoluzione dei «Simba». Il 3 dicembre, insieme a tre confratelli, viene catturato dai ribelli.
Padre Spoto riesce a evadere, vagando per un intero giorno a piedi nudi e stremato nella boscaglia. In quel momento di estrema sofferenza, si inginocchia e prega: «Signore, ti offro la mia vita, ma salva i miei confratelli». Il sacrificio viene compiuto: il 27 dicembre 1964, a soli 40 anni, padre Spoto muore in seguito ai maltrattamenti, alle percosse e alle vessazioni subite, mentre i suoi confratelli riescono miracolosamente a salvarsi.

Il percorso verso la beatificazione
Il riconoscimento del martirio di don Francesco Spoto segna una tappa fondamentale per la sua congregazione. Il 26 giugno 2006, papa Benedetto XVI autorizza la promulgazione del decreto che ne riconosce ufficialmente il martirio. La solenne cerimonia di beatificazione si è svolta il 21 aprile 2007 nella cattedrale di Palermo, presieduta dal cardinale Salvatore De Giorgi.
Le sue spoglie mortali, riportate in Italia, sono custodite dal 1987 nella chiesa "Cuore Eucaristico di Gesù" a Palermo. La Congregazione dei Servi dei Poveri celebra la sua memoria il 24 settembre, giorno del suo Battesimo.
P. Francesco Spoto - L'ultimo dono
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