Takashi Nagai: Una Vita tra Scienza, Fede e Rinascita a Nagasaki

La figura di Takashi Paolo Nagai (1908-1951), medico radiologo giapponese e sopravvissuto alla bomba atomica di Nagasaki, rappresenta un esempio straordinario di resilienza umana e conversione spirituale. La sua vita, segnata da un profondo percorso di ricerca della verità, dalla dedizione alla medicina e dalla tragica esperienza dell'olocausto nucleare, è oggi al centro di una causa di beatificazione e canonizzazione, che lo rende un punto di riferimento spirituale per il Giappone e il mondo intero.

Ritratto di Takashi Nagai come medico

Le Origini e il Percorso verso la Fede

Dall'Ateismo al Materialismo

Nato nel febbraio del 1908 a Isumo, vicino a Nagasaki, in una famiglia di stretta osservanza shintoista, Takashi Nagai dimostrò fin da giovane una spiccata attitudine per gli studi. Suo padre, esperto di medicina orientale, gli trasmise la passione per questa disciplina, portandolo a iscriversi alla Facoltà di Medicina nel 1928. Durante gli studi liceali e universitari, Nagai divenne un convinto materialista, come egli stesso ricorderà: «Fin dagli studi liceali ero diventato prigioniero del materialismo. Appena entrato nella facoltà di medicina, mi fecero sezionare cadaveri… La struttura meravigliosa dell’insieme del corpo, l’organizzazione minuziosa delle sue minime parti, tutto ciò provocava in me ammirazione. Ma quel che maneggiavo così, non era altro che pura materia. L’anima? Con la morte si decompone tutto e ogni elemento ritorna al suo stato primitivo».

La Prima Scossa e l'Inizio della Ricerca

La prima profonda scossa alle sue convinzioni giunse nel 1930, all'età di 22 anni, con la morte della madre, colpita da emorragia cerebrale. Senza poter parlare, la madre gli rivolse un ultimo sguardo. «Con quell’ultimo sguardo penetrante, mia madre demolì il quadro ideologico che avevo costruito… mi diceva che lo spirito umano continua a vivere dopo la morte. Quella donna -scriverà Nagai- che non si era mai concessa un istante di tregua nel suo amore per me, negli ultimi istanti di vita mi parlò molto chiaramente. Il suo sguardo mi diceva che lo spirito umano continua a vivere dopo la morte. Tutto ciò era un'intuizione, un'intuizione che aveva il sapore della verità». Provocato da questi interrogativi e dai testi di Blaise Pascal sulla preghiera cristiana, per verificarne la validità, Nagai si trasferì a Urakami, il quartiere cattolico di Nagasaki, ospite della famiglia Moriyama, umili fattori cattolici da 250 anni.

La Conversione e il Matrimonio

Nel 1932, a causa di una grave otite, Nagai divenne sordo da un orecchio, dovendo rinunciare alla medicina ordinaria e allo stetoscopio. Si specializzò così in radiologia, una branca medica agli albori in Giappone, intuendone subito l'importanza diagnostica. Nello stesso anno, a Natale, fu invitato a partecipare alla Messa di mezzanotte in cattedrale con la famiglia Moriyama. Impressionato dai cinquemila cristiani che riempivano la cattedrale e dai loro canti, Takashi ricevette un ulteriore stimolo per la sua ricerca. L'indomani, il giovane medico salvò la figlia dei Moriyama, Midori, da un'appendicite acuta, diagnosticandola prontamente e partecipando all'operazione d'urgenza. Da quel giorno, Midori, riconoscente, iniziò a pregare per la sua conversione. L'amicizia tra loro si trasformò in amore e, nel giugno 1934, Takashi ricevette il battesimo con il nome di Paolo, in onore di Paolo Miki, uno dei martiri giapponesi crocifissi nel 1597. Due mesi dopo sposò Midori, non senza averla informata dei rischi a cui il suo mestiere di radiologo lo esponeva a causa delle radiazioni. Dalla loro unione nacquero quattro figli.

Il Medico, la Guerra e il Sacrificio

La Missione del Medico

Cosciente del pericolo delle radiazioni nocive alla salute a cui era continuamente esposto, Nagai continuò il suo servizio con una motivazione rafforzata dalla fede. Scriveva: «Il compito del medico è quello di soffrire e di rallegrarsi con i suoi pazienti, di sforzarsi di diminuire le loro sofferenze, come se fossero le sue proprie… Tuttavia, in fin dei conti, non è lui che guarisce l’ammalato, è la volontà di Dio».

L'Impegno durante i Conflitti

La vita di Nagai fu segnata anche dai conflitti bellici. Dopo aver ricevuto l'ordine di mobilitazione nel 1933, andò in Manciuria a combattere i cinesi. Tra il 1937 e il 1940 fu nuovamente coinvolto nella guerra sino-giapponese, prodigandosi eroicamente per soldati e civili, giapponesi e cinesi, indistintamente, vittime di orribili carneficine. Portava sempre con sé un piccolo catechismo regalatogli da Midori. Rientrato in Giappone, i suoi studi di radiologia e l'esposizione costante ai raggi X iniziarono a lasciare segni preoccupanti sulle sue mani e a causargli spossatezza. L'8 dicembre 1941, allo scoppio della guerra tra Giappone e le forze alleate, presagì la distruzione di Nagasaki e iniziò a preparare i suoi studenti al peggio, facendo costruire sale operatorie e di radiologia sotterranee.

L'Auto-diagnosi e la Bomba Atomica

Nell'aprile del 1945, a causa di un violentissimo raid americano, il suo ospedale traboccava di feriti, e Takashi lavorava giorno e notte in radiologia. Nel giugno di quell'anno, si auto-diagnosticò una forma di leucemia con ipertrofia della milza, con una previsione di vita di soli tre anni. Accolse la notizia con rassegnazione e fede: «Signore -così accoglie la notizia della sua malattia- non sono che un servo inutile. Proteggi Midori e i nostri due figli. Avvenga di me quello che Tu vuoi».

Il 6 agosto 1945, la prima bomba atomica distrusse Hiroshima. Tre giorni dopo, il 9 agosto, una seconda bomba atomica esplose sul quartiere cattolico di Urakami a Nagasaki, la più importante e numerosa comunità cattolica dell'Estremo Oriente, distruggendo la cattedrale e uccidendo all'istante 8.000 cristiani. Nagai, Preside della Facoltà di medicina, si trovava nel suo laboratorio a 700 metri dall'epicentro. Fu proiettato al suolo e crivellato da schegge di vetro, ma nonostante le ferite, lavorò instancabilmente per soccorrere i feriti in quella visione apocalittica.

LA BOMBA ATOMICA: Hiroshima e Nagasaki (1945)

La Perdita di Midori e la Promessa

L'11 agosto, tornando a quella che era stata la sua casa, Nagai ritrovò solo un mucchietto di cenere e poche ossa dell'amata moglie Midori (i figli Makoto e Ikuko erano fortunatamente al sicuro dai nonni in campagna). Tra le ossa carbonizzate della mano destra della moglie trovò intatto il suo rosario, che brillava nella polvere. «Dio mio -pregò il marito tra le lacrime- ti ringrazio di averle permesso di morire pregando. Maria, madre del dolore, ti ringrazio di averla accompagnata nell'ora della morte». Raccogliendo i poveri resti in un secchio, Takashi promise alla sua donna di dedicare agli altri ciò che gli restava da vivere: «in ricordo di te, per amore di te...».

Mappa del quartiere di Urakami a Nagasaki con l'epicentro della bomba atomica

La Resilienza, l'Eredità e il "Santo di Urakami"

Il Nyokodō e la Rinascita

Già moribondo a settembre per l'aggravarsi della leucemia a causa delle radiazioni, Takashi si affidò al Signore. Uscito da un semicoma grazie anche all'acqua di Lourdes e alla preghiera a San Massimiliano Kolbe, divenne un "esempio vivente". Tornò per primo a vivere nel quartiere distrutto, costruendosi il Nyokodō (letteralmente "Capanna come la mia amata") - una piccolissima capanna di legno di quattro metri quadrati - sul luogo della sua casa distrutta, dove ritrovò il crocifisso di famiglia. Lì trascorse i suoi ultimi anni, malato nel corpo ma sano nello spirito, trasformando la sua immobilità forzata in un periodo di preghiera, contemplazione e intensa scrittura. Accanto a questa umilissima dimora fu inaugurato in suo onore il Nagai Takashi Memorial Museum.

Il Messaggio di Pace e Speranza

Takashi Nagai invitò a perdonare immediatamente e incoraggiò tutti a credere nella Provvidenza Divina che trae sempre il bene dal male. In occasione di una Messa da Requiem, disse ai suoi concittadini: «Nagasaki -non era forse la vittima scelta, l'agnello immolato, olocausto offerto sull'altare del sacrificio, morta per i peccati di tutte le nazioni, durante la seconda guerra mondiale? … Siamo riconoscenti che Nagasaki sia stata scelta per tale olocausto!». Fece piantare mille ciliegi per lanciare un segnale di vita e di speranza, diventando il simbolo del Giappone che voleva risorgere. Fu soprannominato il “santo di Urakami” o il “Gandhi giapponese”.

L'Attività di Scrittore

Costretto a letto dal 1947, Takashi lasciò la professione medica ma si dedicò completamente alla scrittura, consapevole che "la mia testa funziona ancora", e che "gli occhi, le mani e le dita sono ancora in buono stato". Pubblicò quindici volumi in quattro anni, scrivendo di notte e ricevendo visitatori di giorno, convinto che anche i malati dovessero lavorare con tutte le loro forze. Nei suoi libri, offrì un resoconto dell'esplosione atomica attraverso la sua esperienza e competenza, propagando il messaggio cristiano come unica via per una pace duratura. I suoi testi, come il best-seller “Le campane di Nagasaki” (da cui fu tratto l'omonimo film nel 1950), ebbero un'enorme risonanza in Giappone, contribuendo notevolmente all’educazione sociale e all'evangelizzazione del paese. Nagai affermava: «la luna sarebbe buia senza la luce del sole. Il sole è Gesù; io rifletto soltanto un po' della sua luce. Senza Dio, io sarei soltanto un servo inutile».

Foto storica del Nyokodō, la capanna di Takashi Nagai

La Morte e l'Eredità Duratura

Il suo stato di salute si fece preoccupante nel marzo del 1951, ma senza fargli perdere il buonumore. Nell'aprile di quello stesso anno, Nagai riuscì a terminare il suo ultimo libro. Il 1° maggio 1951, primo giorno del mese dedicato a Maria, Takashi Paolo Nagai morì a 43 anni per un'emorragia cerebrale, tenendo in mano il Crocifisso di famiglia. Al suo funerale accorse una folla immensa. Maestro di "spiritualità della pace", esempio di umiltà, abnegazione e spirito di sacrificio nella ricerca appassionata della verità, Takashi volle porre come epitaffio sulla sua tomba la frase evangelica: «Siamo servi inutili».

Copertina del libro

Il Percorso verso la Canonizzazione

La Causa di Beatificazione e Canonizzazione

Già in vita chiamato il "santo di Urakami", Takashi Paolo Nagai è oggi oggetto di una causa di beatificazione in solido per lui e per sua moglie Midori. L'associazione "Amici di Nagai", nata nel 2017 e riconosciuta canonicamente nel settembre 2021 dall'arcivescovo di Nagasaki, si dedica a sostenere questo processo, facendo conoscere la vita e il messaggio di questa coppia.

Sebbene del dottor Takashi esista molta documentazione, della moglie Midori ci sono meno notizie dirette, ma la testimonianza che Takashi stesso ne dà, soprattutto nel suo libro "Pensieri dal Nyokodō", è impressionante e cruciale per la causa congiunta. L'evidenza che si tratti di una "coppia di santi" è forte per molti, anche se spetta alla Chiesa accertarlo ufficialmente.

Eventi e Riconoscimenti

Il Centro Culturale di Milano, in occasione della traduzione dell'ultimo libro di memorie di Nagai, ha ripercorso la sua potente vicenda umana, organizzando un emozionante incontro sulla sua figura. Gabriele Di Comite, uno dei relatori, ha sottolineato l'insaziabile fame di verità di Nagai fin da bambino e la sua chiara percezione che questa corrispondesse anche alla bellezza. Di Comite ha evidenziato come Nagai abbia avuto il coraggio di affrontare l'inferno atomico e la tragedia personale della perdita di Midori, trovando la vera pace anche "sotto le bombe" grazie all'incontro cristiano e alla "presenza carnale, vivente, di quell'Eterno" sperimentata con Midori, una donna "completamente appoggiata a Cristo nell’umile offerta di sé alla propria vocazione".

Il 9 novembre scorso, l'arcivescovo di Nagasaki ha concesso l'imprimatur canonico a una preghiera scritta per invocare l'intercessione e la canonizzazione dei coniugi Takashi Paolo e Midori Nagai. Mostre dedicate alla loro vita e al Nyokodō continuano a essere allestite, come quella presso la Biblioteca Umanistica di Santa Maria Incoronata a Milano, che ha esposto otto pannelli e una "ricostruzione" della capanna.

La storia di Takashi e Midori Nagai continua a ispirare migliaia di persone in tutto il mondo, che in questa coppia di sposi trovano compagni di vita, capaci di attraversare le circostanze più difficili come un cammino alla scoperta della verità di sé e della vita, anziché fuggire.

Bibliografia Principale

  • O. P. GLYNN, Pace su Nagasaki
  • T. NAGAI, I figli di Nagasaki
  • T. NAGAI, Il rosario di Nagasaki

tags: #takashi #nagai #canonizzazione