Il Monastero femminile di San Giovanni Evangelista a Lecce ha segnato in modo indelebile le vicende di Terra d’Otranto, un fatto ben noto agli storici. È impossibile giungere a Lecce come turisti o viaggiatori e non voler assaporare la maestosità di questo Monastero, che si pone tra il Medioevo e il Barocco. La sua storia abbraccia circa la metà della storia del mondo, a partire dalla nascita di Cristo, e ha avuto il privilegio, e forse anche la fortuna, di non aver subìto l'onta di alcuna soppressione.

L'Ora et Labora e l'Ospitalità Benedettina
Ancora oggi, la massima benedettina Ora et labora et lege scandisce il fluire dei giorni all'interno del monastero, fatte salve le diverse modalità che l’evolversi dei tempi esige. L’"ora" custodisce il tesoro della liturgia e del canto gregoriano, facendo anche spazio al salmodiare in lingua italiana.
Anche l’ospitalità, dimensione costitutiva della vita di un monastero, assume qui, in San Giovanni Evangelista, sempre più la modalità della promozione di occasioni e iniziative per alimentare un dialogo. Questa pratica si fonda sulla consapevolezza che ogni essere umano è “parola” da ascoltare, interpretare e custodire. Parimenti la vita in comune, quella cenobitica per intenderci, tipica del Monastero benedettino, diviene officina e laboratorio di comunione, che educa a sillabare l’esigente parlare evangelico, il quale ha gli accenti della misericordia, dell’umile compatire, dell’amicizia e dell’amore che vanno sempre oltre ogni speranza.
Gregorian Monastero di S. Benedetto e S. Scolastica
L'Arte Centenaria dei Dolci: La "Pasta te Mendule"
Tra le tradizioni più affascinanti e deliziose custodite dalle Suore Benedettine di Lecce vi è un'arte centenaria nella lavorazione delle mandorle per preparare dolci rituali, in particolare per il Natale e la Pasqua. Un alimento d'origine araba, questa memorabile “Pasta” legava Lecce, sin dal XVI secolo, alle tavole nobiliari di tutta la nazione, anche se ai più era sconosciuta. Era una sorta di distintivo del Monastero di clausura di San Giovanni Evangelista.

La Ricetta Tradizionale della "Pasta Reale"
La preparazione della "pasta te mendule" o Pasta Reale prevedeva l'uso di mandorle strettamente pugliesi, prodotte localmente, di una varietà autoctona e meno grassa di quelle provenienti da altri paesi. Il processo iniziava con l'immersione delle mandorle con buccia, dolci e un po' amare, in acqua calda per rendere agevole la separazione dalle scorze. I frutti bianchi venivano poi tritati con grana non troppo fine.
In una casseruola, l'impasto così ottenuto doveva essere unito a un po' d'acqua e zucchero e fatto cuocere a fuoco moderato. Questo era accompagnato da un costante rimestare con un cucchiaio di legno, sino a quando l'impasto non si fosse distaccato dalle pareti del recipiente. A quel punto, la Pasta reale era pronta per vestire i panni di agnelli, pesci, frutti, fiori e ogni forma che la fantasia suggeriva.
Nelle Sante ricorrenze, in particolare a dicembre e in primavera, dalle parti più riposte della dispensa venivano tirati giù gli stampi, le cosiddette formelle, specificamente per agnelli e pesci, simboli delle festività pasquali e natalizie.

Il Rapporto Culturale tra Monastero e Territorio
Il rapporto che si instaura tra il Monastero femminile di San Giovanni Evangelista e questo lembo di terra, spesso appellato il Tacco d’Italia, è profondo. Un rapporto stretto, che non si può forse definire paritario, ma che è innegabilmente basato su scambi reciproci. Questi scambi portano chiaramente alla luce una relazione dualistica: da una parte il forte sentire delle benedettine che “dilatano” la loro spiritualità nel tessuto della società salentina, dall’altra l’enorme e crescente fabbisogno dell’essere umano alla ricerca costante di certezze, che approdino a nuovi spazi e a nuove esperienze spirituali, che solo l’amore di Dio può dare.
tags: #suore #benedettine #lecce #orari