Suor Pura Pagani: Vita, Santità e il Cimitero di Campofontana

Introduzione: La Fama di Santità di Suor Pura Pagani

Dato il permanere della fama di santità che ne accompagna il ricordo, sebbene non sia ancora iniziata l’inchiesta diocesana sulla vita, virtù e fama di santità di suor Pura Pagani, qui si anticipano le notizie biografiche che la riguardano. Il 27 aprile 2023 si è conclusa la fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione, e ora spetta al Dicastero delle Cause dei Santi proseguire l’iter. È stato anche pubblicato dalla curia diocesana l’Editto (letteralmente «Annuncio») con il quale il vescovo di Verona monsignor Giuseppe Zenti invita tutti i fedeli a far pervenire alla cancelleria vescovile qualsiasi scritto che abbia come autore la serva di Dio suor Pura Pagani, specificando manoscritti, diari, lettere e ogni altra scrittura privata.

Le Origini e la Vocazione Religiosa

Carmela Cesira Pagani, come fu registrata al momento del battesimo, nacque a Campofontana nel comune di Selva di Progno (Verona) il 5 novembre 1914, quinta di nove figli. Visse la sua infanzia serenamente accanto ai genitori Benedetto e Oliva e con gli otto fratelli. Fede e amore erano ben radicati nella famiglia Pagani, dalla quale proveniva almeno una zia materna fattasi religiosa. Il 28 giugno 1932, spinta da vocazione ferma e ispirata dalla decisione di servire gli altri, entrò nell’Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia a Castelletto di Brenzone. Fu ammessa al noviziato il 19 febbraio 1933 con il nome di suor Pura, emise i primi voti il 19 marzo 1935 e fece la professione perpetua il 12 gennaio 1941.

Il Mandato di Educatrice e le Difficoltà

Foto d'epoca di Suor Pura Pagani in abito religioso

Dopo il primo noviziato, suor Pura accettò con gioia il mandato di educatrice nella scuola materna, ufficio che esercitò con amore e dedizione fino alla morte. Nel 1940 superò l’esame di Stato per l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole inferiori, nelle quali fu educatrice a Folgaria (Trento), Cavazzale (Vicenza) nel 1935-38, Verona Porta Nuova nel 1938-39, Ferrara, Stienta (Rovigo) e Porto Sant'Elpidio (Ascoli Piceno).

Pronunciò i voti perpetui nel 1941 e fu immediatamente inviata a Monte Romano (Viterbo) per seguire la scuola materna comunale come insegnante e poi anche superiora. Dal 1941 al 1954 fu a Monte Romano (Viterbo), da dove dovette allontanarsi a causa di infondate calunnie sul suo conto, per l’aggravarsi delle condizioni di salute e forse per qualche errore o incomprensione nei rapporti col suo Istituto. La sua vicenda umana e religiosa è stata ampiamente raccontata e documentata, in maniera niente affatto agiografica, da Raffaello Canteri nel volume "Suor Pura Pagani", 286 pagine pubblicate nel 2011 a cura dell'Associazione Amici di suor Pura Pagani.

Nel 1956 suor Pura venne esclaustrata, cioè estromessa dalla comunità religiosa, obbligata a portare abiti civili, ma a conservare l’osservanza dei voti perpetui. Tutto era nato a Monte Romano da invidie e dispetti fra diverse fazioni di parrocchiani. Arrivò invece il decreto di espulsione dalla congregazione e anni di sofferenza. Costretta ad alcuni anni di esilio da essa, e recatasi a Roma nel 1956, poté uscire dalla grande prova grazie all’aiuto di mons. Fortunato Raspanti (+1960), anziano e ammalato, presso il quale fu ospitata. In questo periodo, i familiari intervennero con un avvocato per liberare la suora dall'accusa di «mancata moralità», lei che aveva denunciato «prigionia e persecuzioni» anche fisiche, mostrando i segni delle manette ai polsi e inviando lettere e biglietti disperati per essere liberata.

Gli Incontri Spirituali e il Ritorno all'Istituto

A Roma, suor Pura ebbe il provvidenziale incontro con il servo di Dio, gesuita e moralista, padre Felice Cappello (1879-1962), noto anche come “il confessore di Roma”. In tale periodo ebbe anche contatti intensi con Padre Pio da Pietrelcina (1887-1968), ora santo, con il quale intrattenne una costante amicizia e al cui convento fece diverse visite, diventandone figlia spirituale e amica «miracolata». Ebbe il permesso di rientrare nell’Istituto il 5 aprile 1960. Ripresasi nelle sue forze psico-fisiche, all’inizio del 1961 fu destinata a riprendere la sua attività a Cavazzale. Nel 1970 fu inviata a San Zeno di Mozzecane (Verona), dove diresse la Scuola Materna Miniscalchi Erizzo per oltre trent'anni, gestita dalla piccola comunità di suore, aiutando al tempo stesso in parrocchia.

Fu proprio a San Zeno in Mozzo di Mozzecane che dal 1980 crebbe la fama di «santità» di suor Pura. Molto amata da chi la conobbe, si dedicò all’ascolto e alla consolazione di quanti ricorrevano a lei, accolti dal suo “cuore di madre”. Le veniva riconosciuto il carisma della lettura dei cuori, insieme ad altri doni, e quanti la incontravano uscivano dal colloquio con lei sollevati e attirati alle virtù cristiane. Sensibile alle necessità delle Missioni sostenute dal suo Istituto, indirizzava a tale scopo quanto gli offerenti mettevano a disposizione, opera proseguita in seguito dall'Associazione Amici di suor Pura.

Il Cimitero di Campofontana: Luogo di Sepoltura e Storia

Veduta panoramica del cimitero di Campofontana, incastonato nel paesaggio montano con lapidi antiche

Un Camposanto ad Alta Quota

Il cimitero di Campofontana, frazione di Selva di Progno, è il più alto della provincia di Verona. Dall’alto dei suoi 1.200 metri, svetta su un’altura alle spalle della chiesa. Orientato a sud, fu costruito a metà dell’800, dopo che Napoleone impose di spostare i morti lontano dai centri abitati; prima il camposanto era situato a nord della chiesa. Al cimitero si accede da piazza Mons. Walter Pertegato (1930-1997), sacerdote e giornalista, a lungo direttore di "Verona Fedele". Risalendo l’imponente scalinata e varcato il cancello, si entra nella “città dei morti”. Peloso, Roncari, Furlani, Gugole, Pozza, Griso, Fainello, Tornieri, Zocca: sono questi i cognomi più ricorrenti.

L'Arte di Giorgio Griso, "Giorgio Signore"

La vera particolarità di questo cimitero sono le splendide lapidi antiche, adornate con motivi floreali cesellati con gusto e sapienza da Giorgio Griso, detto Giorgio Signore. «Fu questo scalpellino e scultore di Campofontana, nato nel 1868 e morto nel 1931, a realizzare queste opere d’arte, tra il 1910 e il 1929», ci racconta Antonia Stringher, storica locale. Il figlio Fortunato ne ha avuto cura e, in buona parte, ora sono murate nel cimitero, anche se le scritte sono un po’ consumate e coperte qua e là da macchie, per cui non è sempre facile decifrarle. Nonostante la patina del tempo, anche a un occhio poco esperto le lavorazioni su questi marmi bianchi e rossi colpiscono per bellezza e varietà. Ci sono diversi motivi floreali (salice piangente, foglia d’edera, boccioli di fiori), obelischi, zoccoli con merletti, drappeggi e iscrizioni scolpite con maestria. Alcune lapidi sono davvero commoventi, come quella col più lungo epitaffio, che “lo sposo desolato pose” per la giovane moglie Silvia Roncari, morta a soli 33 anni “colpita da un male ribelle ad ogni cura e che incessantemente la travagliava”. Per questa “sposa virtuosa, madre tenera, esatta nell’osservanza dei suoi doveri” non ci fu nulla da fare: “con rassegnazione e coraggio soffriva gli strazi del male crudele”.

Don Erminio Viviani e Altri Personaggi

Tra il 1926 e il 1930, lo scultore Giorgio Griso collaborò col parroco don Erminio Viviani al rifacimento della facciata della chiesa del paese. «Anche don Viviani, che qui riposa, fu un personaggio molto autorevole nel suo tempo: aveva la fama di liberare i bambini instriè e i genitori, anche dai paesi vicini, glieli portavano per i riti di liberazione dal male», ricorda Stringher.

Suor Pura Pagani: La Sepoltura e il Culto

Suor Pura Pagani morì per malattia, recidiva polmonare, il 2 luglio 2001 a San Zeno di Mozzecane. Il 4 luglio 2001, dopo i funerali celebrati a San Zeno di Mozzecane, fu sepolta nella tomba di famiglia nel piccolo cimitero di Campofontana, nella cappella della famiglia Pagani Benedetto, dove si danno convegno annualmente i devoti a ricordarne l'anniversario della morte. Ancora oggi è oggetto di un continuo viavai di fedeli. Davanti alla tomba della Serva di Dio, nata a Campofontana 110 anni fa e salita al cielo nel 2001, non si contano i ceri votivi e i fiocchi rosa e azzurri dei bambini nati sotto la sua protezione.

Il sindaco Marco Cappelletti si è detto «felice che inizi questo processo che potrà portare al riconoscimento della santità della nostra compaesana». Il sindaco di Selva di Progno ha avanzato la proposta di traslare la salma di Suor Pura Pagani in una cappella adeguata del cimitero di Campofontana, nel rispetto delle volontà dei famigliari, dell’Istituto religioso delle Piccole Suore della Sacra Famiglia e della Curia di Verona. Questa idea nasce dal crescente numero di pellegrini che si recano alla tomba della Serva di Dio per pregare e rendere omaggio, e l'obiettivo è di riconoscere alla sua salma uno spazio adeguato per accogliere sempre più dignitosamente le centinaia di visitatori e fedeli che salgono quassù per pregare e onorare la memoria di suor Pura.

"Sui Passi di Suor Pura": Un Cammino di Fede e Storia

Mappa schematica del sentiero

La storica «strada del spin» un tempo collegava contrada Pagani, luogo di nascita di suor Pura Pagani, alla chiesa parrocchiale di Campofontana: era l’itinerario che la religiosa affrontava spesso per raggiungere a piedi la sperduta località per partecipare alla messa e alla vita comunitaria. Nell’Anno Giubilare, questo percorso dimenticato è stato recuperato dall’amministrazione comunale e trasformato nel cammino «Sui passi di suor Pura», restituendolo in tal modo alla comunità e ai fedeli che lo potranno continuare percorrere.

«Questo progetto», spiega il sindaco Marco Antonio Cappelletti, «sarà un omaggio alla nostra storia e a suor Pura, donna capace di attirare a sé la gente, di pregare per tutti e di condividere il dolore di tutti con un cuore di madre». La restituzione all’uso pubblico della strada assume quindi un duplice valore: quello storico-religioso, accompagnando sui passi della religiosa e aiutando a chi ancora non la conosce a scoprirne il carisma. Con la sistemazione anche di altre strade che sicuramente furono calpestate dalla nostra illustre concittadina, si persegue l’obiettivo di tutelare la storia e la bellezza del patrimonio naturalistico, storico e culturale del comune.

Lungo il tracciato sono stati collocati una decina di pannelli informativi che raccontano la vita della Serva di Dio suor Pura Pagani. Le tappe del cammino ripercorrono: la nascita nella sperduta contrada della Lessinia orientale, nel 1914, in una famiglia numerosa; la fede e l’amore che la portarono a scegliere il primo noviziato e in seguito il mandato di educatrice nella scuola materna, che svolse fino alla fine dei suoi giorni; la dedizione esemplare e la straordinaria gentilezza, tanto da essere ricordata come la suora dell’ascolto e del sorriso. L’inaugurazione del percorso, reso possibile grazie al contributo economico del Consorzio Bim Adige e alla collaborazione della parrocchia, è avvenuta nella chiesa di San Giorgio in Campofontana, preceduta dalla messa e seguita dalla proiezione di un video di presentazione del progetto.

Suor Pura - Monografia

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