Suor Camilla e la Casa di Nazareth di Solane

L'articolo esplora la figura di Suor Camilla in relazione alla Casa di Nazareth di Solane, un centro spirituale e di accoglienza che si inserisce nel contesto più ampio dell'Opera Famiglia di Nazareth.

L'Opera Famiglia di Nazareth: Carisma e Missione

I Servi di Nazareth fanno parte dell’Opera Famiglia di Nazareth, approvati dal Vescovo di Verona il 25 dicembre 1962. Essi vivono il carisma, la spiritualità e la missione apostolica a favore degli adolescenti, dei sacerdoti e delle famiglie, condividendolo con le Serve di Nazareth.

I membri sono consacrati a Dio mediante i voti pubblici di Castità, Povertà e Obbedienza. Vivono in semplicità, umiltà e laboriosità, prendendo esempio dalla Santa Famiglia. Sono chiamati a vivere di fede e fiducia nella Divina Provvidenza e in una sincera comunione fraterna. Ogni comunità dell'Opera è chiamata Casa di Nazareth.

Mappa o infografica che illustra le diverse realtà della Casa di Nazareth a Solane

La Casa di Nazareth di Solane: Storia e Fondazione

La Casa di Nazareth di Solane è un centro formato da cinque realtà distinte. Con il passare degli anni, in questo luogo è stata costruita una casa dedicata al ramo femminile dell'Opera. Su tutte queste realtà svetta una croce monumentale in traliccio di ferro, alta 22 metri, eretta nel 1965, prima ancora della costruzione del santuario.

Origini Antiche del Monte Solane

Il Monte Solane, con i suoi 654 metri sul livello del mare, è stato forse da sempre un luogo di culto, come suggerisce il suo stesso nome. Questa ipotesi è confermata dalla presenza di un altare pagano, conservato nella chiesa di San Giorgio di Valpolicella, che porta l’iscrizione: «Soli ac lunae» (al dio sole e alla dea luna).

Foto del Monte Solane o ricostruzione artistica dell'altare pagano

Fino alla metà del XIX secolo, il Monte Solane era diviso tra molti proprietari. La terra veniva coltivata con cura e, nonostante la siccità del luogo, si producevano cereali e uva. La principale risorsa era però il sottosuolo, dal quale si estraevano in caverna le lastre di pietra caratteristiche della Lessinia.

Gaspare Biondetti e il Voto alla Madonna Addolorata

Nel 1860, il colle divenne proprietà di Gaspare Biondetti, un veneziano nato nel 1800, di professione ingegnere-impresario e restauratore di molte opere d’arte nella città lagunare. Per i suoi lavori, Biondetti faceva arrivare i marmi da alcune cave che possedeva nella Valpolicella, dove in seguito si stabilì definitivamente.

A riposo nella Valpolicella, con più tempo da dedicare alla propria anima, Biondetti decise di recarsi pellegrino in Palestina. Durante il suo percorso nella terra di Gesù, rimase profondamente colpito, in particolare dal Calvario. La pace ritrovata sul Calvario lo avrebbe dominato negli anni successivi.

Durante il viaggio di ritorno, che si preannunciava sereno, il cielo si coprì all’improvviso di nubi e la nave fu scossa da un uragano pauroso. Gaspare, da buon navigatore, era consapevole del pericolo ma non si lasciò prendere dal panico. Con il cuore e la mente pieni dell’amorosa immagine della Madre ‘incontrata’ sul Calvario, si recò sulla tolda della nave e promise, con un voto, di costruire un capitello alla Madonna Addolorata se la nave avesse raggiunto il porto senza vittime. Il salvataggio fu evidentemente miracoloso.

Tornato a casa, Gaspare cercò subito un’immagine che riproducesse l’idea della Madonna che si era formato sul Calvario. Non si sa se l’abbia trovata nelle sue terre, ma è certo che la scultura, realizzata in pietra locale, è opera di Augustino, artista nativo di Molina. L’immagine porta la data del 1613.

Immagine della scultura della Madonna Addolorata menzionata nel testo

La Nascita del Santuario della Beata Vergine della Salute

Nel marzo 1964, un gruppo di seminaristi e studenti, fuggendo dalla nebbia della pianura, giunse sulla collina di Solane. Il luogo, abbandonato da tempo, era arido e privo di vegetazione, e la casa era disabitata.

L’idea di costruire un santuario nacque come adempimento di un voto alla Madonna. Per un ammalato si rendeva indispensabile un intervento chirurgico, che però appariva pieno di incognite. I Fratelli fecero ricorso all’Addolorata, che a Solane è venerata come Beata Vergine della Salute, come sta scritto sul frontale della cappella. Promisero di costruire un ampio santuario se la guarigione fosse avvenuta senza operazione.

La mattina del 2 febbraio 1966, antivigilia del difficile intervento, l’ammalato si assopì. Al risveglio, verso le ore 11, si sentì del tutto guarito. Quanto prima, iniziarono i lavori per la costruzione di una chiesa che venne ad inglobare l’antica cappella del Biondetti.

Il sacro edificio è costruito in forma di tenda che protegge il capitello. La parte di sinistra è occupata da una vetrata che illustra i dolori di Maria e la sua glorificazione. L’altare è costituito da un blocco unico di pietra del monte Pastello. Il Santuario è stato benedetto e inaugurato l’11 gennaio 1967 dal Vescovo.

Foto esterna del Santuario di Solane o planimetria della sua struttura a tenda

Biografia di Suor Camilla: Una Vita Dedicata a Dio a Solane

Infanzia e Giovinezza

Suor Camilla nasce a Zevio, provincia di Verona, il 25 marzo 1930. Era la quinta di sette figli, la prima femmina, seguita da altre due sorelle. Il padre, Giovanni, era fattorino comunale, mentre la madre, Maria, era casalinga.

Suor Camilla ha sempre conservato un buon ricordo di questo periodo. Fu qui che, avendo molto tempo a disposizione, imparò l’arte del pizzo chiacchierino, un’attività che la tenne occupata nei momenti liberi fino agli ultimi anni della sua vita. Inoltre, nacque in lei la passione per la lettura, un interesse che l'avrebbe accompagnata per tutta l'esistenza.

Foto di Suor Camilla da giovane o in attività di cucito/lettura

Tornata a casa guarita da una malattia, ma rimanendo di salute fragile, si dedicò al lavoro di cucito, confezionando soprattutto corredi per le ragazze che si sposavano.

La Vocazione e l'Ingresso nell'Opera

Tramite suo fratello Severino, futuro monaco trappista nel monastero delle Tre Fontane a Roma e poi eremita in Toscana, Suor Camilla conobbe P. Igino Silvestrelli. Fu lui che la invitò a entrare nella Casa di Nazareth per una vita di consacrazione.

Camilla accettò la proposta ed entrò nell’Opera, a Solane, il 19 marzo 1966. Fece la professione dei Santi Voti con il primo gruppo di Sorelle che per la prima volta emisero la loro professione religiosa l’11 gennaio 1967 a Solane, dopo essere state approvate da mons. Giuseppe Carraro l’8 settembre 1966.

Foto di gruppo delle prime Suore di Nazareth durante la professione dei voti

Il Servizio e il Carattere

Suor Camilla si alternò nelle varie case di Nazareth, prestando il suo lavoro in cucina e guardaroba, un lavoro sempre puntuale e ordinato. Era una persona taciturna, che non amava perdere tempo, ma partecipava con gioia e ilarità ai momenti di ricreazione e di svago.

Gli Ultimi Anni e l'Eredità Spirituale

Negli ultimi tre anni, a causa del progressivo peggioramento della sua infermità, il bisogno di cura crebbe. Fu accolta nella casa di riposo delle suore Piccole Figlie di S. Giuseppe, Casa Betania, dove si fece ben volere da tutti.

Ricordando i momenti di difficoltà superati, Suor Camilla spesso si esprimeva dicendo: “A chi arriva alla fine della vita rimanendo fedele alla sua vocazione bisogna fargli un monumento!”. Traduceva a suo modo le parole dell’Apocalisse: “Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita” (Ap.).

Era una donna di fede molto semplice. Ci piace pensare a lei così, abbracciata al suo Gesù tanto desiderato.

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