Biografia di Suor Aline Pereira Ghammachi: Da Abbadessa Imprenditrice a Nuova Comunità

La storia di Suor Aline Pereira Ghammachi, originaria del Brasile, è un esempio di come vocazione, ambizione e dinamiche interne complesse possano intrecciarsi all'interno delle istituzioni religiose. Da giovane abbadessa a capo di un fiorente monastero, la sua vicenda ha catturato l'attenzione mediatica, culminando in un allontanamento e nella fondazione di una nuova comunità.

Le Origini e la Vocazione

Nata in Brasile, nella città di Macapà, Aline Pereira Ghammachi è figlia di benestanti editori proprietari di un importante quotidiano. Descritta come una bambina prodigio, ha conseguito un diploma a sedici anni e, a venti, una laurea in Business Management e un master. Aveva un passato nel mondo della comunicazione, collaborando con il quotidiano di famiglia e in radio e TV per spiegare la Parola del giorno.

Nonostante la possibilità di seguire la passione familiare per il giornalismo, Aline ha sentito la vocazione a soli 15 anni, maturandola definitivamente dopo la laurea in Economia e commercio. Ha trascorso alcuni mesi di prova all'interno delle mura monacali vittoriesi, decidendo infine di abbracciare la vita monastica.

Riguardo alla sua vita prima della clausura, Suor Aline ha raccontato: «Non mi piace dire che era normale, perché così sembra che la vita di adesso sia anormale. Facevo quello che mi piaceva, uscivo con gli amici, studiavo, frequentavo la parrocchia, anche come chierichetta. Non mi mancava niente, ero felice anche lì».

Foto di Suor Aline Pereira Ghammachi sorridente, primi anni

L'Ascesa ad Abbadessa e l'Imprenditoria Monastica

Nel 2018, all'età di 34 anni, Madre Aline è diventata la più giovane abbadessa d'Italia, a capo del monastero cistercense di clausura dei Santi Gervasio e Protasio di San Giacomo di Veglia, a Vittorio Veneto. Questo fatto fece rumore nella Chiesa, vista la sua giovane età, i suoi due grandi occhi azzurri e il sorriso contagioso.

Carismatica e con uno spiccato spirito imprenditoriale, in pochi anni ha messo a frutto le sue conoscenze di business per risollevare le finanze del convento. Il monastero produceva miele, creme, aloe e un apprezzato Prosecco Docg, la cui vendita era promossa sui media. Le suore gestivano gli orti, lavoravano con persone con disabilità e offrivano ascolto a chi era in difficoltà e alle donne vittime di violenza.

Madre Aline spiegava il suo approccio: «Contrariamente a quanto si crede, i monasteri non dipendono economicamente dal Vaticano, e le suore di clausura non trascorrono la loro vita isolate tutto il giorno in meditazione. Dobbiamo lavorare per mantenerci». Ha ridefinito lo stereotipo della badessa anziana, affermando che «la clausura non deve essere intesa come una restrizione, un obbligo a rimanere chiusi tra le mura, in una specie di gabbia da dove non si può uscire. Vivere in un convento significa soprattutto dedicare la propria vita al lavoro e alla preghiera ricercando l'unica cosa che non abbiamo mai visto ma cerchiamo di raggiungere: l'eternità».

La Giornata nel Monastero

La giornata nel convento iniziava alle 5 con le Vigilie, la preghiera più lunga, della durata di un'ora, scandita da salmi e letture di testi sacri. Successivamente, le suore alternavano preghiera, lavoro e riposo, con ruoli assegnati in base alle capacità individuali. C'erano sorelle che si occupavano della vigna, delle api e della produzione di miele, dell'aloe per infusi, della realizzazione di particole, ricamo, cucito e restauro di paramenti sacri e statue.

La gestione della vinificazione era affidata a persone competenti, come Sarah Dei Tos, che produceva il Prosecco con un'etichetta del convento. Tre sorelle fisse si occupavano della cucina, assistite all'occorrenza. I pasti erano serviti in assoluto silenzio, mentre una sorella leggeva pagine da un libro sacro. La conversazione era riservata al momento della ricreazione dopo cena, alle 20, prima dell'ultima preghiera della sera, la Compieta, alle 20:30.

Riguardo alla tecnologia, Madre Aline dichiarava che in convento c'erano due telefonini da lei custoditi e che la televisione era guardata solo per cerimonie importanti o notizie di rilievo. Sottolineava la sua felicità e realizzazione nella scelta della vita monastica: «No, mai. Sono felice della mia scelta, realizzata. Rifarei tutto il mio percorso».

Infografica sulle attività produttive del monastero (Prosecco, miele, aloe)

Le Tensioni e l'Allontanamento

Nonostante l'apparente serenità, qualcosa si incrinò. Fatti oscuri cominciarono a consumarsi dietro le mura del monastero. Madre Aline racconta di aver scoperto, prima di diventare abbadessa, che nel convento entravano "strani gruppi spirituali" guidati da finti veggenti che sostenevano di vedere Gesù e la Madonna. Questi gruppi trascorrevano molto tempo con le suore, fingevano estasi e consegnavano "messaggi celesti" apocalittici, come l'imminente fine del mondo con tre giorni di buio. Avrebbero manipolato le monache, convincendole a fare scorte e a consegnare denaro. Questo accadeva quando la precedente abbadessa, Suor Rosaria, era anziana e gravemente malata, e la sua incapacità di opporsi portava le consorelle a credere che fosse d'accordo.

Dopo la morte di Suor Rosaria, Madre Aline fu eletta nuova abbadessa. Lei stessa ha raccontato: «Forse pensavano che, in quanto giovane, fossi manipolabile». La sua nomina scatenò malumori tra suore più anziane che aspiravano al suo posto, e la sua decisione di allontanare i falsi veggenti fu considerata una "colpa inaccettabile". Iniziò un periodo di bisbigli, messaggi sui telefonini e "congiure sotterranee".

Le Accuse e le Ispezioni

Nel 2023, una lettera anonima indirizzata a Papa Francesco, scritta da quattro suore, accusò Madre Aline di manipolare e maltrattare le consorelle, di essere sempre in giro per ristoranti e che i suoi genitori gestivano i soldi del convento. L'invio di una prima ispezione durò una settimana, e la conclusione fu che le accuse erano false: l'abbadessa non mandava soldi ai genitori, ma erano loro a fare donazioni al monastero.

Nonostante ciò, il clima nel convento divenne insostenibile. Due autrici della lettera anonima andarono via prima dell'ispezione, senza giustificazioni. Le altre due rimasero, ma Madre Aline consigliò un trasferimento per prevenire tensioni che potevano "arrivare alle mani". Si affidò a un canonista per garantire che tutto si svolgesse secondo le regole, ma il documento redatto presentava vizi formali.

Questo portò a una nuova ispezione che si concluse, secondo Madre Aline, con le accuse ritenute vere. «Mi hanno accusata di fatti che non ho commesso», ha dichiarato. Il Venerdì Santo successivo, le fu notificato un decreto che disponeva il suo trasferimento in un altro monastero. Pochi giorni dopo, Madre Aline fu costretta ad andarsene. La sua destituzione giunse in un periodo particolare, con alcune fonti che ne hanno sottolineato la tempistica, giudicata non casuale. Un sito specializzato in questioni religiose, Silere Non Possum, avrebbe pubblicato documenti che dimostrerebbero la sua innocenza.

SUORE IN FUGA DAL CONVENTO, L'EX BADESSA AL CONTRATTACCO | 03/05/2025

La Nuova Vita e l'Associazione "100 Volte Melius"

Dopo l'allontanamento, Madre Aline si è rifugiata da sua sorella. Alcune consorelle decisero di seguirla, andando dai carabinieri per dichiarare il loro allontanamento volontario e la volontà di vivere in un luogo segreto, lontano dal "clima insopportabile" del convento originale. Tra queste c'era Suor Maria Paola, la più anziana, che si manteneva con la sua pensione di ex direttrice delle Poste, e Suor Gabriella. Due novizie da Malta si unirono al gruppo, una delle quali disse: «Ho lasciato madre e fidanzato per seguire la vocazione».

Cinque mesi dopo, le undici suore si ritrovarono in una villa abbandonata tra le campagne di San Vendemiano, in provincia di Treviso, messa a disposizione da un misterioso benefattore. Qui hanno ricominciato da zero, acquistando l'essenziale e decidendo di non abbandonare la loro vocazione. Si ispirano alla tradizione delle beghine medievali: donne che, senza appartenenza ufficiale a congregazioni, vivevano insieme, pregavano e si dedicavano ai poveri, spesso guardate con sospetto ma testimoniando il loro amore per Cristo.

In questo nuovo contesto, Madre Aline ha fondato l'associazione "100 Volte Melius", con l'obiettivo di offrire sostegno spirituale e umano a chi soffre. Hanno avviato nuove attività produttive, tra cui miele balsamico, aloe con oli essenziali e ricette che uniscono le proprietà benefiche di piante amazzoniche e italiane. Il sogno più grande è creare serre e percorsi sensoriali per aiutare persone colpite da stress, ansia, depressione o solitudine a ritrovare sé stesse, cercando partner e sostegni economici per rendere l'esperienza gratuita e accessibile a tutti. Non indossa più l'abito dell'ordine cistercense, ma tuniche che variano dal nero all'azzurro, mantenendo però il velo.

La sua volontà, come ha scritto in un messaggio, è di vivere «in pace, preghiera e armonia in una comunità di battezzate» facendo sempre la volontà del Signore, senza necessariamente fondare un nuovo ordine. Una nuova villa con terreni sarebbe già pronta per le suore nel Coneglianese, con offerte di aiuto e solidarietà che continuano ad arrivare.

Foto delle suore della nuova comunità in una serra

Risonanza Mediatica e Questioni Aperte

La storia di Madre Aline ha attirato l'attenzione dei media, con una casa di produzione tedesca che sarebbe pronta a ispirarsi alla sua vicenda per un progetto cinematografico. Produttori come Ruggero De Virgiliis hanno espresso la loro fascinazione per questa "vicenda umana e spirituale", definendola "dolcissima, quasi d'altri tempi".

Tuttavia, la vicenda non è priva di ulteriori controversie. L'ex badessa è stata vista accogliere una troupe televisiva brasiliana nella sua villa, trasformata in set, dove ha parlato di "mobbing ecclesiastico". Nel contempo, continuano a filtrare accuse dal convento madre, come quelle secondo cui lei e Suor Paola dormivano "accanto alla cassa" o che l'abbiano vista partire per il Brasile due volte con "valigie che non sembravano solo da viaggio". Suor Paola Dal Zotto, la più anziana tra coloro che l'hanno seguita, ha chiesto ufficialmente la dispensa dai voti, mentre un'altra sorella si è allontanata dalla nuova comunità per riflettere sul suo percorso.

Circolano anche accuse più risalenti ai primi anni della sua vita monastica, riguardanti tensioni con un'altra postulante brasiliana, che includerebbero minacce. Madre Aline nega queste "malelingue". È inoltre emerso che l'ex badessa starebbe contattando sostenitori storici del monastero per invitarli a non acquistare più i prodotti del convento ufficiale, ma a sostenere "la loro realtà", sollevando interrogativi su una possibile "crociata spirituale o una vendetta commerciale". Avrebbe anche denunciato una consorella rimasta nella struttura originaria per diffusione di notizie false alla stampa e si sarebbe affidata ad avvocati della Rota per far valere la sua voce contro l'Abate Generale dell'Ordine cistercense, Padre Mauro Giuseppe Lepori.

Le foto e i video sui social media, che mostrano Aline mentre coltiva aloe o zappa la terra con le consorelle, appaiono ad alcuni "terribilmente studiati". Nel silenzio ufficiale della Chiesa, tra Treviso, Agrigento e Roma, lo scandalo si allarga, lasciando aperta la domanda: si tratta di una vocazione autentica o del tentativo di reinventare la clausura in chiave più contemporanea?

Il Monastero dei Santi Gervasio e Protasio Dopo

Nel convento originale di San Gervasio e Protasio, a Vittorio Veneto, ora sono rimaste circa 14 donne che continuano la vita monastica secondo la regola cistercense. Al posto di Suor Aline, è stata nominata badessa Madre Martha Driscoll, di 81 anni. Il monastero ospita una decina di donne di età avanzata, alcune delle quali vorrebbero andarsene ma sono impossibilitate per ragioni fisiologiche. Si attende di vedere come si evolveranno le vicende del monastero e delle sorelle rimaste, in un contesto di incertezza anche riguardo alle dinamiche interne alla Chiesa.

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