Il Convento dei Cappuccini e il Santuario di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo

Il Convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo e il suo annesso Santuario di Santa Maria delle Grazie rappresentano un fulcro di spiritualità e storia, indissolubilmente legato alla figura di San Pio da Pietrelcina. Le sue origini affondano in un passato remoto, testimone di secoli di fede e devozione.

Le Radici Storiche: La Donazione di Antonio Landi

Cinque secoli fa, un tale di nome Antonio Landi, proprietario di una vigna con casupola, spinto da generoso impulso religioso, donò ai Padri Cappuccini il suo podere, adagiato su un poggio, ad ovest dell’abitato di San Giovanni Rotondo. I cappuccini comparvero a S. Giovanni Rotondo nel 1540 ed eressero la croce sopra un poggetto alle falde di Montenero, croce che ancor oggi si ammira sul sagrato del santuario, simbolo della loro presenza e della fondazione di questo luogo sacro.

Un Passato Illustre: San Camillo de Lellis

Prima di San Pio da Pietrelcina, questo convento ospitò un altro santo illustre: San Camillo de Lellis. Nella celletta n. 5, infatti, come lo stesso Padre Pio faceva notare, dormì San Camillo de Lellis, in un periodo in cui il convento non era stato ancora del tutto completato. La serenità del luogo, tuttavia, entrò in conflitto con il suo animo turbolento. L’indomani, nel tragitto di ritorno a Manfredonia, Camillo ripensò alla propria vita dissennata e, giunto nella Valle dell’Inferno, fu come San Paolo fulminato da un raggio di luce divina, un evento che segnò profondamente la sua conversione.

Illustrazione di San Camillo de Lellis in preghiera nel convento

Le Sfide e la Rinascita del Convento

La storia del convento è stata segnata da periodi di chiusura e riapertura. Fu chiuso una prima volta dal 1811 al 1816, durante l’occupazione napoleonica del Regno di Napoli. Nonostante le difficoltà, nell’annessa chiesetta si venera da sempre la sacra effige di Santa Maria delle Grazie, alla quale i sangiovannesi sono particolarmente devoti. La chiesa si trovava in condizioni molto migliori rispetto alle altre chiese del paese e i frati si erano impegnati ad impartire l’insegnamento gratuito ai figli del popolo.

Tuttavia, il progetto di far restare i frati nel convento non riuscì immediatamente. I loro sforzi ebbero successo soltanto nel 1909 quando, dopo altre infinite bocciature, le autorità provinciali approvarono un contratto di affitto ventinovennale stipulato tra il Comune e i Padri minori cappuccini Francesco Latiano e Nicola Ciavarella, a condizione di tenere aperta al pubblico l’annessa chiesa. Il consesso comunale, composto prevalentemente da elementi di destra, approvò la delibera col voto unanime dei dodici presenti, tra cui Giuliani Giovanni (sindaco), Ruberto Antonio, Palumbo Donato, Merla dott.

L'Incontro con Padre Pio: Un Destino Legato

Questo luogo è legato indissolubilmente alla vita di Padre Pio da Pietrelcina. Il frate vi giunse per la prima volta il 28 luglio del 1916. Era inizialmente un soggiorno provvisorio per i soliti motivi di salute. Tornato a Foggia il 5 agosto dello stesso anno, Padre Pio fece ritorno a San Giovanni Rotondo il 4 di settembre. Dopo qualche assenza dovuta a motivi militari e spirituali, Padre Pio non si allontanò più neppure per un sol giorno da questo convento. Qui il Padre Santo occupò la celebre cella n. 5, che oggi è meta di pellegrinaggio.

Naturalmente, nel corso dei secoli, il convento ha subito profonde e significative modifiche, ma rimane sostanzialmente invariato dal momento dell’arrivo del giovane frate in questo che egli stesso definiva un "Asil di pace dove di Dio si parla e d’altro si tace". Da quel momento, questo luogo si lega indissolubilmente alla vita del santo e alle vicissitudini che si susseguirono.

Foto storica di Padre Pio al Convento dei Cappuccini

Miracoli e il Sigillo delle Stimmate

Fu in questo luogo sacro che Padre Pio ricevette le stimmate e dove si manifestarono numerosi eventi soprannaturali. Uno di questi, particolarmente suggestivo e in tema con il presepe, fu descritto da Padre Raffaele da Sant'Elia a Pianisi:

“Dormivo in una cella angusta, quasi di fronte a quella n° 5 dove stava Padre Pio. Non so il perché, forse per il caldo, verso mezzanotte mi levo dal letto quasi spaventato. Il corridoio era nell’oscurità, rotta solo dalla luce incerta di un lumicino a petrolio. Mentre stavo sull’uscio per uscire, ecco che passa Padre Pio che torna dal coro ove era stato in preghiera: era mezzanotte: Padre Pio, tutto luminoso, con Gesù Bambino sulle braccia, andava a lenti passi e mormorava preghiere.”

Il pellegrino ancora oggi può visitare la cella o stanza di Padre Pio e altri luoghi a lui legati, in particolar modo il coro della vecchia Chiesa ove il 20 settembre del 1918 al giovane frate fu impresso dal Signore il sigillo delle stimmate.

Padre Pio

L'Inaugurazione del Santuario di Santa Maria delle Grazie

Nel 1959 fu inaugurato il Santuario di Santa Maria delle Grazie. Si racconta che in quella occasione Padre Pio, osservando la nuova struttura, esclamasse rivolto ai fratelli: “Che cosa avete fatto, una scatoletta di fiammiferi?”, un'espressione che sottolineava la sua umiltà e la predilezione per le cose semplici, nonostante la grandezza dell'opera eretta per accogliere i numerosi fedeli.

Il Convento Oggi: Un Luogo di Pellegrinaggio

Oggi il Convento e Santuario di Santa Maria delle Grazie continua ad essere un punto di riferimento mondiale per milioni di pellegrini. I visitatori hanno l'opportunità di immergersi nella storia e nella spiritualità di Padre Pio, percorrendo gli stessi luoghi che lo hanno visto vivere e operare. È possibile visitare la sua cella, il coro della vecchia Chiesa dove ricevette le Stimmate, e gli altri ambienti che testimoniano la sua vita francescana e il suo profondo legame con Dio.

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