Il Suffragio per le Anime del Purgatorio secondo Padre Pio

Padre Pio nutriva un interesse vivo e un affetto speciale per le anime purganti. Fin da bambino, aveva appreso da mamma Peppa e poi dal suo parroco la devozione alle anime del Purgatorio e la necessità di suffragarle con preghiere e opere buone. Sempre si impegnò con tutte le sue forze di bambino e poi di adulto ad abbreviare e lenire le sofferenze di queste povere anime, fino ad arrivare a nutrire nel suo cuore il desiderio di offrirsi vittima per esse.

L'Offerta di "Vittima" per la Liberazione delle Anime

Il desiderio di Padre Pio di offrirsi vittima per i peccatori e per le anime del Purgatorio si realizzò il 29 novembre 1910. In una lettera a padre Benedetto Nardella, suo direttore spirituale, Padre Pio scriveva:

«Ed ora poi vengo padre mio, a chiederle un permesso. Da parecchio tempo sento in me un bisogno di offrirmi al Signore vittima per i poveri peccatori e per le anime del Purgatorio. Questo desiderio è andato crescendo sempre più nel mio cuore tanto che ora è divenuto, sarei per dire, una forte passione. L’ho fatta, è vero, più volte questa offerta al Signore, scongiurandolo a voler riversare su di me i castighi che sono preparati sopra dei peccatori e sulle anime purganti, anche centuplicandoli su di me, purché converta e salvi i peccatori ed ammetta presto in Paradiso le anime del Purgatorio, ma ora vorrei fargliela al Signore questa offerta con la sua ubbidienza. A me pare che lo voglia proprio Gesù» (Ep. I, n. 23).

La richiesta fu accordata, e ciò significò per Padre Pio una catena di sofferenze spasmodiche che accettò con amore. L'offerta di «vittima» comportò una serie di pene che non hanno riscontro fra le sofferenze comuni agli uomini. Egli stesso ebbe a dire una volta riguardo alla preziosità della sofferenza: «La chiedo a Dio, la bramo per i frutti che mi dà: [...] libera le anime dal fuoco del Purgatorio». Questa offerta vittimale, unita alle preghiere che elevava, otteneva alle anime in espiazione innumerevoli suffragi e grazie.

Ritratto di Padre Pio in preghiera, con un'espressione di profonda devozione e sofferenza

I Mezzi di Suffragio Adoperati da Padre Pio

Padre Pio cercava di usufruire di tutti i mezzi possibili per suffragare le anime purganti, in particolare della preghiera, a cominciare dalla Santa Messa.

La Santa Messa: Un Potentissimo Strumento

Quando aveva notizia di persone defunte, celebrava sempre la Santa Messa in loro suffragio. Chi ha assistito alla Messa celebrata dal Padre ricorderà che al memento dei morti, come nota padre Agostino, si fermava per circa un quarto d’ora, ricordando al Signore l’anima per cui offriva il Santo Sacrificio e tutte le altre anime sofferenti del Purgatorio.

La potenza del Santo Sacrificio per la liberazione delle anime da quel luogo di purificazione il santo cappuccino la sperimentò in diverse occasioni. Avvenne, una mattina, che un Frate Cappuccino raccomandò a Padre Pio di ricordare, durante la Santa Messa, il papà che era morto trent’anni prima. Padre Pio gli rispose che preferiva applicare la Messa del giorno seguente in suffragio dell’anima di suo papà. Il giorno successivo, subito dopo la Santa Messa, Padre Pio disse al Frate: «Oggi tuo papà è entrato in Paradiso!». Il Frate, commosso, gli disse: «Padre Pio, sono trascorsi trent’anni di Purgatorio!». E Padre Pio rispose: «Fratello mio, davanti a Dio tutto si paga!».

A controprova di tale efficacia, Padre Pio spesso raccontava questo episodio: durante la Prima Guerra Mondiale, Assunta Di Tommaso venne a San Giovanni Rotondo per visitare suo fratello, padre Paolino da Casacalenda, superiore del convento dei cappuccini. Una sera, Padre Paolino invitò Padre Pio ad andare con lui in foresteria per un breve colloquio con la sorella. Subito dopo, entrambi si recarono in chiesa per una visita a Gesù sacramentato, e Padre Pio rimase solo in foresteria. Stanco, si appisolò accanto al camino. Ad un tratto si svegliò di soprassalto e vide che vicino a lui era seduto un uomo avvolto in una mantellina. Sorpreso e spaventato, chiese: «Ohè! Chi sei tu?». L’uomo rispose: «Sono tal dei tali e sono morto in questo convento il giorno…. nell’anno…». Padre Pio domandò: «E adesso cosa fai qui?». E lui: «Sto scontando la pena del purgatorio per avere…» (e disse il suo peccato). Padre Pio aggiunse: «Beh domani dirò la Santa Messa, però tu qua non devi più tornare». E lo accompagnò fino alla sagrestia della chiesa. Al ritorno, trovò il portone chiuso, suonò la campanella e venne ad aprirgli il superiore che era appena rientrato in foresteria. Padre Paolino chiese cosa avesse fatto fuori e Padre Pio dovette raccontargli l’accaduto. Per accertarsi della realtà dei fatti, il superiore consultò i registri dell’anagrafe e verificò con stupore che i dati riferiti avevano una corrispondenza storica.

La Preghiera del Santo Rosario: Un Tesoro per Svuotare il Purgatorio

La preghiera che più di tutte Padre Pio adoperava e raccomandava in suffragio delle anime purganti era certamente la preghiera del Rosario. Chi non potrebbe avere, infatti, una corona del Rosario fra le mani e recitarla in suffragio delle anime del Purgatorio? Padre Pio considerava il Rosario come un gioiello da tesoreggiare particolarmente per liberare le anime dal Purgatorio. Per questo, una volta, donando una corona del Rosario ad un’anima, disse: «Ti affido un tesoro: sappi tesoreggiare. Vuotiamo il Purgatorio». Ai suoi figli spirituali diceva: «Le anime purganti si suffragano con il Rosario e con le opere di carità. Ricorriamo alla Madonna affinché venga in aiuto refrigerando le loro pene ed il fuoco che le tormenta».

Racconta Enedina Mori, una sua figlia spirituale, che il Padre voleva che si recitasse sempre il Rosario per aiutare le anime purganti, applicando loro l’indulgenza annessa alla recita della corona. Un giorno, avendogli detto, per farlo contento, che alcune persone recitavano sempre il Rosario, si sentì subito rispondere di rimando: «Sai cosa dovresti fare quando ti stanchi? Riposati e poi ricomincia». Questo episodio sottolinea la potenza del Rosario nel sollevare e liberare le anime purganti dalle loro terribili pene, perché entrino nella Patria dei cieli.

Perché pregare il ROSARIO (non è roba da vecchi!)

La "Pagella" e i Dischetti del Convento

Sul pianerottolo della scala interna del convento di San Giovanni Rotondo che dal corridoio mena alla sacrestia della vecchia chiesa, c’era e c’è tuttora un quadro con una pagella intitolata “Modo facile e breve per suffragare le povere anime del Purgatorio”, in cui è riportato l’elenco delle categorie di anime bisognose di suffragi. Sotto questo quadro vi è una cassetta di legno con dei dadi numerati che corrispondono ai numeri dell’elenco.

Padre Pio, tutte le volte che saliva e scendeva la scalinata, si fermava immancabilmente davanti a quel quadro. Estraeva un dado dal primo scomparto della cassettina e, controllato a quale categoria di anime corrispondeva (ad esempio: per le anime più abbandonate, per le anime dei sacerdoti, ecc.), proseguiva recitando per quelle anime una giaculatoria, un Requiem æternam e altre preghiere.

L'Efficacia del Rosario per le Anime Purganti: Insegnamenti dei Santi e di Padre Pio

Se pensassimo a ciò che Padre Pio disse a fra Modestino sulla sofferenza delle anime purganti: «Se il Signore dovesse permettere all’anima di passare da quel fuoco a quello più bruciante di questa terra, sarebbe come passare dall’acqua bollente all’acqua fresca», capiremmo e condivideremmo la preoccupazione e l’ansia del Padre di aiutare queste povere anime ad uscire quanto prima dal Purgatorio.

L’antico insegnamento della Chiesa sull’efficacia del Rosario nell’alleviare le anime purganti dalle loro sofferenze e liberarle dal Purgatorio è supportato anche da altri Santi. La grande Santa Teresa d’Avila ammaestrava e raccomandava alle sue monache di suffragare generosamente le anime purganti con la recita dei Rosari, perché ogni Ave Maria è un sollievo, è un ristoro per quelle penanti nel fuoco dell’espiazione e della separazione da Dio Amore. Per questo Sant’Alfonso de’ Liguori, ammaestrato da santa Teresa d’Avila, raccomandava: «Se vogliamo aiutare le anime del Purgatorio, recitiamo per loro il Rosario che arreca grande sollievo». E Sant’Annibale di Francia affermava anch’egli che «quando noi recitiamo la corona di Maria Santissima per qualche anima, quell’anima sente quasi smorzare le ardenti fiamme che lo circondano e prova un refrigerio di Paradiso».

Grandi Apostoli del Rosario per le Anime Purganti

  • San Pompilio Pirrotti, sacerdote piissimo e grande apostolo, vissuto nel secolo XVIII, era straordinario nell’apostolato del Rosario per le anime purganti. Recitava il Rosario non soltanto dovunque e con chiunque, ma anche con le stesse anime purganti. Nella Chiesa del Purgatorio, dove il Santo officiava, non raramente avveniva che recitando egli il Rosario si udivano con chiarezza le voci delle anime defunte che rispondevano la seconda parte dell’Ave Maria, suscitando stupore e commozione tra i presenti.
  • San Giovanni Massias, padre domenicano, recitò tanti Rosari per le anime del Purgatorio e ricevette la rivelazione che con i Rosari aveva liberato dal Purgatorio un milione e quattrocentomila anime. Papa Gregorio XVI volle che questo fatto straordinario ed edificante venisse inserito nella stessa Bolla di Beatificazione, a insegnamento per tutti.
Illustrazione o icona che raffigura San Pompilio Pirrotti o San Giovanni Massias mentre recitano il Rosario

L'Esortazione alla Carità e alla Preghiera

Animiamoci anche noi a questa carità verso le anime purganti, recitando il Rosario per alleviare le loro sofferenze, per ottenere a loro la liberazione da quel luogo di pene, con l’entrata nel Regno dei cieli, dove gioire eternamente beate. Suffragare le anime purganti, del resto, è una carità che non resterà senza ricompensa sulla terra e nei cieli. Gli esempi e gli ammaestramenti dei Santi ci illuminino e ci spronino alla generosità nella recita di molti Rosari per le anime purganti. Sarebbe davvero salutare tener presente questa esortazione di san Pio da Pietrelcina, soprattutto in occasione della morte dei nostri parenti, per i quali, di solito, siamo pronti a versare lacrime e a spendere soldi in corone di fiori, mentre potremmo donare a loro le corone ben più preziose e sante dei Rosari recitati senza stancarci.

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