La Storia di Fatima Zahra e Ali ibn Abi Talib

Nel secondo anno dell'Egira, Dio concesse la vittoria all'Islam nella battaglia di Badr. In questo contesto storico, si intreccia una delle storie più significative dell'Islam, quella di Fatima Zahra e Ali ibn Abi Talib, che rappresenta un modello di devozione, unità e servizio a Dio.

La Figura di Fatima Zahra: L'Ideale di Femminilità

Fatima Zahra aveva solo cinque anni quando sua madre, Khadija - che Dio la benedica - morì. Da quel momento, suo padre, Muhammad Mustafa, l'Apostolo di Dio, assunse anche il ruolo di madre per lei. Muhammad, il Messaggero di Dio, dedicò la massima attenzione all'educazione e alla crescita di sua figlia. Se lui era l'ideale per tutti gli uomini, sua figlia doveva essere l'ideale per tutte le donne, e così fu. La rese l'ideale di femminilità nell'Islam.

Era la personificazione della devozione e dell'obbedienza al Creatore, e l'incarnazione di ogni purezza e santità celestiale. Per carattere e personalità, assomigliava in modo sorprendente a suo padre. In virtù della sua obbedienza e del suo servizio a Dio, Fatima Zahra raggiunse il più alto rango agli occhi di Dio, come attestato da Al-Qur’an al-Majid. Breve e fulgida fu la vicenda terrena di Fatima.

Chi si accosti alla figura di Fatima la Fulgente per tentare di penetrarne l’indole e la misteriosa grandezza, ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad un segreto inattingibile. Poche le testimonianze storiche, pochi i dati concreti; di lei non ci resta neppure la memoria del luogo in cui riposano le sue spoglie mortali. Ma la sua pur breve vita rifulse del vivido bagliore della pienezza spirituale. La tradizione più accreditata afferma che Fatima nacque nel 605 circa alla Mecca, ultima di quattro figlie femmine di Muhammad e Khadija.

Rappresentazione di Fatima Zahra con il Profeta Muhammad da bambina

Il Matrimonio con Ali ibn Abi Talib

Quando Fatima crebbe, due anziani compagni - prima uno e poi l'altro - chiesero la sua mano in matrimonio a suo padre. Allah, tuttavia, fece la Sua scelta. Scelse il Suo servo, Ali ibn Abi Talib, per essere lo sposo della figlia del Suo servo più amato, Muhammad Mustafa. Ali era il cugino del Profeta e suo pupillo, allevato nella sua casa.

Due mesi dopo la battaglia di Badr, nel mese di Zilqa'ad (l'undicesimo mese) del 2 A.H., Ali si recò da Muhammad Mustafa e disse: “O Messaggero di Dio, tu mi hai cresciuto come tuo figlio. Mi hai inondato dei tuoi doni, della tua generosità e della tua gentilezza. Ti devo tutto nella mia vita.” L'Apostolo comprese ciò che Ali stava cercando di dire. Il suo volto si illuminò in un ampio sorriso e chiese ad Ali di aspettare qualche istante finché non avesse ottenuto la risposta di sua figlia. Entrò in casa, disse a Fatima che Ali stava chiedendo la sua mano in matrimonio e le chiese quale fosse la sua risposta. Lei rimase in silenzio, un silenzio che il Profeta interpretò come consenso.

La Cerimonia Nuziale e il Corteo

L'ultimo giorno di Zilqa'ad, Muhammad Mustafa, l'Apostolo di Dio, invitò i Muhajireen e gli Ansar a un banchetto in occasione del matrimonio di sua figlia. Sarebbe stato il loro ospite. Muhammad Mustafa lodò Allah e Lo ringraziò per tutte le Sue misericordie. Poi lesse il sermone nuziale; dichiarò Ali e Fatima marito e moglie, e invocò le benedizioni di Allah su entrambi. Tutti gli ospiti si congratularono con l'Apostolo per questa occasione così propizia.

Pochi giorni dopo, nel mese di Zilhajj (il dodicesimo mese), Fatima Zahra dovette salutare la sua casa paterna per recarsi nella dimora di suo marito. Suo padre l'aiutò a salire sulla sua cammella. Medina risuonò con le grida di "Allah-o-Akbar". Salman il Persiano teneva le redini della cammella e camminava davanti ad essa, recitando il Corano. L'Apostolo di Dio camminava su un lato della cammella, e Hamza, il Leone di Dio, sull'altro. Tutti i giovani cavalieri di Banu Hashim cavalcavano come scorte della sposa, con spade lucenti tenute in alto. Dietro di loro c'erano le donne Muhajir e Ansar, e dietro ancora i Muhajireen e gli Ansar stessi. Essi recitavano inni da Al-Qur’an al-Majid alla gloria di Dio.

Questa cavalcata celestiale fece un giro della Grande Moschea di Medina, per poi fermarsi a destinazione: la casa dello sposo, Ali ibn Abi Talib. Muhammad Mustafa aiutò sua figlia a scendere dalla cammella. In quel momento, pronunciò una preghiera: “O Allah! Affido Fatima e Ali, tuoi umili servi, alla Tua protezione. Sii Tu il loro Protettore. Benedicili. Sii compiaciuto di loro e concedi loro la Tua grazia sconfinata, la Tua misericordia e le Tue migliori ricompense.” Fu un giorno veramente felice nella vita di Muhammad Mustafa.

Illustrazione del corteo nuziale di Fatima e Ali a Medina

Una Vita di Devota Unione

Pochi giorni dopo, l'Apostolo di Dio andò a trovare sua figlia e le chiese come avesse trovato suo marito. Lei rispose di averlo trovato il miglior compagno nel dedicarsi alla devozione e all'obbedienza a Dio. In seguito, chiese ad Ali come avesse trovato sua moglie, e lui disse di averla trovata la migliore compagna nel servizio al Creatore. Tra Ali e Fatima Zahra c'era una totale identità di interessi. Entrambi furono cresciuti ed educati da Muhammad Mustafa, il Messaggero di Dio, e da Khadija-tul-Kubra. Entrambi, quindi, condividevano gli ideali dei loro genitori. Entrambi ponevano il servizio a Dio al di sopra di ogni altra cosa. Non c'era assolutamente spazio per alcun disaccordo tra loro. I loro pensieri, parole e azioni erano tutti "condizionati" da Al-Qur’an al-Majid.

Il più grande piacere di Fatima era servire Allah. Trascorreva la maggior parte del suo tempo in preghiera. Il suo secondo più grande piacere era svolgere i suoi doveri verso la sua famiglia. Dio fu lieto di donarle quattro figli - prima due maschi e poi due femmine: Hasan nel 625 e Husayn nel 626, i due unici discendenti maschi del Profeta, oltre a due femmine. Macinava il grano in un mulino che suo padre le aveva dato come parte della sua dote e preparava il pane per loro. I doveri domestici potevano essere piuttosto impegnativi per Fatima Zahra, ma trovava felicità e forza nel ricordo di Dio. Il Libro di Dio era il suo costante compagno. Dimenticava la fatica del lavoro mentre leggeva passi da quel libro. E quando metteva a dormire i suoi figli nella culla, leggeva di nuovo selezioni dallo stesso libro come "ninne nanne" per loro. Crebbero ascoltando Al-Qur’an al-Majid fin dall'infanzia. Impresse la Parola di Dio nei loro giovani cuori.

Toccò a Fatima e al marito Ali seppellire Muhammad subito dopo la sua morte nel giugno 632, ma la giovane non gli sopravvisse a lungo, morendo a sua volta pochissimi mesi dopo o al più tardi all’inizio del 633. Questi i dati scarni, sicuri, di una biografia che si è aureolata di leggenda.

Eredità Spirituale e Significato

Fatima è stata infatti descritta innanzi tutto come madre e moglie esemplare, come il modello della moglie e della madre, senza derogare al posto a lei dovuto all’interno della società. Il grande pensatore sciita rivoluzionario Ali Shariati così ne parla: “Che cosa ha da offrire l’Islam al tempo presente? Il volto di Fatima, il volto di una donna che ha vissuto, parlato, svolto un ruolo nella moschea, nella società, nella formazione dei figli, nella famiglia, nell’impegno sociale”. È stata Fatima ad aver scelto Ali, non subì l’imposizione dei costumi patriarcali, sebbene altri maggiorenti di Mecca la desiderassero.

L’aspetto più caratterizzante è quello che ne fa il personaggio femminile della “famiglia del Profeta”, gli ahl al-bayt, venerata dai sunniti ma esaltata al massimo grado dagli sciiti che, come noto, riconoscono in Ali il primo imam e l’autentico successore designato di Muhammad. Il Corano nel versetto 33,33 accenna all’eccellenza degli ahl al-bayt, che Dio accredita di speciale purezza, pur senza citarli per nome, ed è la tradizione successiva che fa di Muhammad, Fatima, Ali, Hasan e Husayn i “cinque puri”, coloro i quali furono insieme avvolti per protezione e distinzione dal mantello del Profeta.

Così si esprime Dio stesso nel Sacro Corano (3, 61) a questo riguardo: “Chiamiamo i nostri figli, le nostre donne e noi stessi”. E’ il celebre versetto della Mubahala, l’Ordalia. Le Tradizioni narrano che il Profeta comparve ad affrontare il Giudizio di Dio sulla questione della natura umana o Divina di Gesù, tenendo per mano Ali, con Hasan e Husayn che lo precedevano e Fatima che lo seguiva da presso. Recitano le medesime Tradizioni che Fatima era la persona più cara al Profeta assieme ad Ali, Hasan ed Husayn, la più vicina al suo cuore.

Anche Fatima, dunque, è pura luce mohammadica, Nome e Gloria di Dio, che procede dalla prossimità della Sua Santa Essenza per dimorare nel mondo. La figura di Fatima scaturisce dal cuore stesso di questa natura primordiale, fulgida manifestazione della Gloria di Dio. Non è dunque certo un caso che Fatima sia figlia dell’Inviato di Dio e moglie del suo Wali, l’unico legittimo erede e degno successore di Muhammad.

Infatti, come l’Altissimo volle trarre la prima donna dalla stessa sostanza creata del suo uomo (30, 21), così ha fatto scaturire dal cuore stesso del Profeta il fiore della bellezza spirituale. Invero, tanto nell’espressione coranica `le nostre donne’, quanto nelle Tradizioni secondo le quali l’amore e l’odio nei confronti di Ali e Fatima sono amore e odio per la persona stessa di Muhammad, è contenuto l’accenno implicito al fatto che essi si traggono dalla stessa sostanza medesima, il `noi stessi’ del Glorificato.

Ella fu figlia del Profeta e madre dei due Imam, Hasan e Husayn, il Principe della Gioventù Celeste ed il Signore dei Martiri, simbolo delle due vie che conducono al Trono dell’Altissimo. Hasan è la via serena, benefica ed espansiva della gnosi realizzatrice mentre Husayn è la via del sacrificio che tutto nega, travolge ed incenerisce affinché nulla resti se non il Suo Volto (28, 88). I due Imam fratelli costituiscono l’anello successivo della successione al Profeta da parte delle Genti della Casa.

Fatima venne poi denominata “la splendente” (al-zahra) ed è attributo quanto mai appropriato se si pensa a una interpretazione mistica sciita del famoso versetto coranico “della Luce” (24,35). Su Fatima sono state scritte innumerevoli laudi e poemi, esaltandone l’eccezionalità e l’immacolatezza, e il suo nome è oggetto di preghiere e fonte di protezione. La “mano di Fatima” è un amuleto che si vende in tutti i mercatini delle città arabo-islamiche, ritenuto efficace contro il malocchio.

LA STORIA MAI RACCONTATA DI FATIMA binti MUHAMMAD (SAW)!

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