Informazioni sulla Statua di Gesù di Nazareth: Storia, Significato e Rappresentazioni

La figura di Gesù di Nazareth ha ispirato innumerevoli opere d'arte e monumenti in tutto il mondo. Tra le rappresentazioni più iconiche, spiccano le statue monumentali che incarnano la sua immagine di Redentore. Questa articolo esplora alcune di queste sculture e approfondisce la figura storica e teologica di Gesù.

Il Cristo Redentore di Rio de Janeiro

Il Cristo Redentore (in portoghese Cristo Redentor) è una statua in stile decò raffigurante Gesù di Nazareth, situata nella città brasiliana di Rio de Janeiro, in cima al monte Corcovado. La statua, realizzata in calcestruzzo e pietra saponaria tra il 1922 e il 1931, è diventata un simbolo della città e del Brasile, rappresentando Cristo redentore dell'umanità. Nel 2007, è stata inserita tra le sette meraviglie del mondo moderno. Cristo è raffigurato con le braccia spalancate, un gesto che richiama la sua crocifissione, ma anche un accogliente abbraccio o una benedizione globale.

Storia e Costruzione

L'idea di costruire una statua in cima al monte Corcovado nacque intorno al 1850, quando il prete cattolico Pedro Maria Boss chiese alla principessa Isabella dei fondi per la costruzione di un grande monumento religioso. Una seconda proposta per la costruzione della statua fu lanciata dall'arcidiocesi di Rio de Janeiro nel 1921. Fu organizzato un evento chiamato "Settimana del monumento" per la raccolta dei fondi necessari alla sua costruzione, i quali giunsero in larghissima parte da cattolici brasiliani. Il progetto originale prevedeva una rappresentazione del simbolo cristiano della croce, con Cristo che doveva avere nelle mani un globo ed essere situato su un basamento rappresentante il mondo.

illustrazione del progetto originale della statua del Cristo Redentore

Il monumento fu progettato dallo scultore francese Paul Landowski e l'ingegnere locale Heitor da Silva Costa fu scelto come supervisore alla costruzione. Un gruppo di tecnici studiò il progetto di Landowski e decise di sviluppare la struttura in calcestruzzo e pietra saponaria anziché in acciaio, poiché quest'ultimo materiale era più adatto a strutture a forma di croce. Si decise, inoltre, di ricoprire lo strato esterno di un materiale al tempo stesso malleabile e resistente a condizioni climatiche estreme. Il monumento fu inaugurato il 12 ottobre 1931 dal presidente Getúlio Vargas in una grande e sontuosa cerimonia.

Accessibilità

Per raggiungere la statua, esiste una linea ferroviaria che la collega alla città di Rio de Janeiro. Prima del 2002, per raggiungere la statua era necessario percorrere 222 gradini che la dividevano dal terminale della linea ferroviaria, una barriera architettonica insuperabile per i visitatori disabili.

Il Segreto del Cristo Redentore 🗿✨ | La Storia Nascosta Dietro l’Icona di Rio de Janeiro 🇧🇷

Il Cristo Redentore di Maratea

Presso Maratea, in provincia di Potenza, sulla costa tirrenica lucana, si trova una statua simile a quella del Corcovado, ancorché leggermente più bassa: si tratta del Cristo Redentore di Maratea. È la seconda statua più alta d'Italia ed è gemellata con il Cristo Redentore di Rio de Janeiro.

La Statua di Maria di Nazareth: Un'Opera per il Giubileo del 2000

La statua di "Maria di Nazareth", titolare della basilica dell'Annunciazione di Nazareth, è una deliziosa immagine della Vergine, opera dello scultore Gregor Mussner. Questa statua, eseguita nel 1998 per la "Peregrinatio Mariae Mondiale in preparazione dell'Anno Santo 2000", presenta le seguenti caratteristiche:

  • Altezza della scultura: cm 165
  • Peso: circa 65 kg
  • Materiale: legno di tiglio
  • Colorazione: colori ad olio
  • Stellario: cesellato in argento con stelle formate da circogne e brillanti

La Vergine è ritratta in attesa, mentre scende in fretta i gradini per portarsi in aiuto della cugina Elisabetta (Luca 1,39). Il suo vestito indica tutta la sua regalità: nel colore verde smeraldo della veste si riconosce la Regina del mare; nel colore marroncino della sua mantellina intorno alla vita, la Regina della terra; e nel colore bianco azzurro del mantello e del velo, la Regina del cielo. Sul capo un diadema in cui brillano, intrecciate tra i capelli, dodici stelle. Le mani: la sinistra rivolta verso il suo seno, per indicare che Gesù è in lei e che lei ci dona Gesù. La statua, scolpita in occasione del Giubileo del 2000 per consacrare il mondo a Maria, fu incoronata dal beato Giovanni Paolo II.

La Peregrinatio Mariae Mondiale

La "Peregrinatio Mariae" Mondiale fu un'intuizione profetica di un frate cappuccino delle Marche, Padre Giovanni Maria Leonardi. Dopo aver pregato lo Spirito Santo e chiesto alla Madonna di poterla meglio servire, scrisse una lettera - datata l'8 dicembre 1995 - al Santo Padre Giovanni Paolo II, affinché, come preparazione mariana al grande Giubileo del 2000, si potesse svolgere una "Peregrinatio" della Madonna attraverso le nazioni cristiane. Il 26 settembre 1997, a Gerusalemme, il Rev.mo Padre Custode di Terra Santa, P. Giuseppe Nazzaro, diede il suo pieno assenso all'iniziativa e incaricò lo stesso P. Giovanni Maria di procedere nella realizzazione della "Peregrinatio". La "Peregrinatio" iniziò l'8 marzo 1998 dalla Basilica dell'Annunciazione a Nazareth e raggiunse subito dopo Loreto per la Solennità dell'Annunciazione (25 marzo). Il 15 aprile, "Maria di Nazareth" venne incoronata da Sua Santità Giovanni Paolo II. Il viaggio toccò numerosi paesi, tra cui Egitto, Argentina, Uruguay, Brasile, Paraguay, Bosnia, Albania, Macedonia, Bulgaria, Malta, Turchia, Romania, Russia, Stati Uniti, Canada, Bielorussia, Polonia.

foto della statua di Maria di Nazareth durante la peregrinatio

Il "Santo Cristo" nella Chiesa di Santa Maria di Nazareth a Sestri Levante

Il Santo Cristo è collocato nella cappella della navata sinistra della Basilica di Santa Maria di Nazareth, la chiesa “bianca” situata a Sestri Levante. Conosciuto localmente come “Santo Cristo”, una tradizione popolare vuole che il crocifisso fu portato a Sestri Levante dal mare, trasferito nella chiesa dell’Isola e, nel 1616, collocato nel coro. Malandato e spostato in sacrestia tra il 1690 e il 1700, per un evento considerato prodigioso dalla popolazione (secondo la leggenda “il volto del Cristo aprì gli occhi come una persona viva”) fu risparmiato da un imminente rogo.

foto del Santo Cristo nella chiesa di Santa Maria di Nazareth a Sestri Levante

Gesù di Nazareth: Vita, Fonti e Interpretazioni

Gesù di Nazareth (Betlemme, 6 a.C. circa; † Gerusalemme, 7 aprile 30) è il Figlio di Dio fatto uomo, il Cristo (Messia) atteso dalla tradizione ebraica. Il nome "Gesù" è un adattamento del nome aramaico יֵשׁוּעַ (Yēšūa', corrispondente all'italiano Giosuè), che significa "Yahweh è salvezza" o "Yahweh salva". Il titolo "Cristo" significa letteralmente "unto" e corrisponde all'ebraico "Messia". Altri appellativi includono "Signore", "Figlio dell'uomo", "Figlio di Dio" e "Re".

Le Fonti su Gesù

Le principali fonti relative a Gesù sono i quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni). Le neotestamentarie lettere paoline esaltano il valore salvifico della sua morte e risurrezione. Gli ultimi secoli hanno visto lo sviluppo di ricerche secondo moderni metodi di critica storica, volti a valutare sia l'effettiva attendibilità storica dei vangeli, inclusi gli elementi soprannaturali e miracolosi, sia a ricostruire il profilo del Gesù storico.

Fonti Testuali Canonici e Apocrife

  • Lettere paoline: scritte approssimativamente tra il 51 e il 63 da Paolo di Tarso, che non conobbe direttamente Gesù, rappresentano i documenti noti più antichi. Contengono pochi dati biografici sulla figura storica di Gesù, ma esaltano il valore salvifico della sua morte e risurrezione.
  • Quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni):
    • I primi tre, detti sinottici (Matteo, Marco, Luca), scritti nella seconda metà del I secolo, sono stati preceduti da una tradizione orale e da appunti scritti.
    • Il vangelo di Giovanni ha invece una datazione più avanzata, tra la fine del I e l'inizio del II secolo.

    I vangeli raccontano dettagliatamente la vita pubblica di Gesù, cioè il periodo della predicazione negli ultimi anni della sua vita, mentre sulla sua vita privata precedente forniscono informazioni piuttosto scarne. Rappresentano i principali, ma non gli unici, documenti sui quali converge il lavoro ermeneutico degli storici.

  • Vangeli apocrifi: la maggior parte di essi non è considerata dagli studiosi una testimonianza affidabile del Gesù storico, data la composizione tarda (a partire dalla metà del II secolo) e il genere letterario favolistico-leggendario. Sono utili per ricostruire l'ambiente religioso dei secoli successivi a Gesù. Di particolare interesse per gli storici si è comunque rivelato il ritrovamento del Vangelo di Tommaso. I cosiddetti vangeli dell'infanzia (come il Vangelo dell'infanzia di Tommaso e il Vangelo dello pseudo-Matteo) presentano un carattere abbondantemente e gratuitamente miracolistico che sfocia spesso nel magico-fiabesco, in netto contrasto con la sobrietà dei quattro vangeli canonici.

Fonti Storiche Non Cristiane e Archeologiche

  • Autori antichi non cristiani: in alcune opere (Tacito, Flavio Giuseppe, Plinio il Giovane, Luciano di Samosata) si trovano accenni a Gesù o ai suoi seguaci. Il più antico è il cosiddetto Testimonium Flavianum.
  • Reperti archeologici: il papiro P52, scritto in greco e datato attorno al 125, è il più antico documento riguardante Gesù che ci sia pervenuto. L'iscrizione di Nazareth, databile alla metà del I secolo, è il più antico artefatto archeologico a lui correlabile, punendo la profanazione dei sepolcri e lo spostamento dei cadaveri, possibile riferimento alle accuse rivolte ai primi cristiani. Scavi recenti hanno fornito riscontri archeologici relativi a Ponzio Pilato, Caifa, Simone di Cirene, e luoghi come la Piscina di Siloe e la Piscina di Betzaeta.
mosaico di Gesù Cristo pantocratore nella Cattedrale di Cefalù

La Vita di Gesù Secondo i Vangeli

La narrazione della vita e dell'insegnamento di Gesù procede nei quattro vangeli prevalentemente in modo parallelo, soprattutto tra i sinottici: un certo episodio è narrato da più vangeli, solitamente con alcune variazioni, ma sono presenti anche lacune o racconti propri di un singolo evangelista. Sia Matteo che Luca collocano la nascita di Gesù a Betlemme, in Giudea, «al tempo di re Erode».

Nascita e Infanzia

Non si conosce con esattezza la data di nascita di Gesù. Il solo vangelo secondo Luca racconta l'episodio dell'adorazione dei pastori, a cui un angelo annunciò la nascita di un Salvatore a Betlemme. Dopo la nascita di Gesù, il solo vangelo secondo Matteo racconta la cosiddetta "Epifania", in cui alcuni magi (tradizionalmente "Re Magi") vennero dall'oriente a Gerusalemme, avendo visto «il suo astro» (tradizionalmente "stella cometa"), con l'intento di portare al nuovo re oro, incenso e mirra. Re Erode, temendo l'usurpazione del trono, ordinò la "strage degli innocenti".

Vita Privata e Professione

I vangeli non narrano esplicitamente la vita di Gesù prima del suo ministero pubblico. A Nazaret, Gesù era conosciuto come «il figlio del carpentiere» Giuseppe e «carpentiere» egli stesso. Gesù discendeva per parte di padre dal re Davide di Israele e per parte di madre dalla tribù di Levi. Nel Nuovo Testamento sono presenti diversi accenni a "fratelli" e "sorelle" di Gesù, che tuttavia non sono mai detti figli di Giuseppe o Maria. I vangeli canonici e le altre opere neotestamentarie non fanno alcuna menzione di una sposa di Gesù o di suoi figli: la tradizione cristiana lo ha pertanto considerato celibe. Parlava correntemente aramaico e conosceva profondamente le Scritture ebraiche.

Ministero Pubblico

Secondo il vangelo secondo Luca, Gesù iniziò il suo ministero pubblico di predicazione quando aveva «circa trent'anni», ipotizzato intorno al 28 d.C., in seguito al battesimo ricevuto da Giovanni Battista presso il fiume Giordano. Dopo il battesimo, Gesù si ritirò nel deserto della Giudea, dove stette quaranta giorni digiunando e subendo le tentazioni del demonio. La durata del ministero di Gesù non è conoscibile con certezza; il vangelo secondo Giovanni accenna a tre Pasque, portando a ipotizzare una durata triennale. Le località menzionate dai vangeli sono concentrate soprattutto nella zona del lago di Tiberiade, in Galilea, ma Gesù si recò anche a Gerusalemme e in località limitrofe della Giudea, prevalentemente in occasione delle feste di Pasqua. Il Regno predicato da Gesù appare privo di connotazioni propriamente politiche e sociali, essendo principalmente una realtà teologica, spirituale e morale, centrata sul duplice comandamento dell'amore a Dio e al prossimo. La morale del Regno è proposta in continuità con gli insegnamenti della tradizione ebraica dell'Antico Testamento. Le modalità della predicazione di Gesù furono diverse dagli insegnamenti rabbinici del tempo, facendo larghissimo uso di parabole. Si rivolse principalmente agli ebrei, e la sua predicazione riscosse un limitato successo, principalmente tra i ceti più bassi.

I Miracoli di Gesù

Secondo i vangeli canonici, Gesù operò diversi miracoli durante la sua vita, tra cui:

  • Guarigione di una donna curva con la parola e l'imposizione delle mani (Luca 13:10-17).
  • Cura di un fariseo dall'idropisia il sabato.
  • Moltiplicazione dei pani e dei pesci (riportato in tutti i vangeli sinottici: Mc 6,32-44; Mt 14,13-21; Lc 9,10-17; Jn 6,1-13).

Non tutti apprezzarono questi miracoli; scribi e farisei accusarono Cristo di aver stretto un patto con Belzebù. Diversi studiosi atei e alcuni cristiani contemporanei negano valore storico ai miracoli evangelici, considerandoli rappresentazioni simboliche. Questa opinione è respinta dalla maggioranza degli studiosi cristiani, che ritengono che Gesù disponesse effettivamente di capacità miracolose. I Vangeli sinottici narrano anche l'episodio della Trasfigurazione sul monte, dove Gesù salì a pregare con Pietro, Giacomo e Giovanni, e il suo aspetto mutò.

pittura raffigurante la moltiplicazione dei pani e dei pesci

Passione, Morte e Resurrezione

La predicazione di Gesù si concluse con la morte in croce, richiesta dalle autorità ebraiche del Sinedrio, ma irrogata dall'autorità di Roma su decisione finale del prefetto Ponzio Pilato. Dopo la morte, i suoi seguaci ne sostennero la risurrezione e diffusero il messaggio della sua predicazione subendo anche persecuzioni.

La Cristologia: Studio della Figura di Gesù

La cristologia è quella parte della teologia cristiana che definisce e studia razionalmente, sulla base della rivelazione, la figura di Gesù Cristo. Si occupa di:

  • Il ruolo della morte e risurrezione di Gesù nella redenzione e salvezza del genere umano (cristologia soteriologica).
  • Il rapporto tra la natura umana e divina in Gesù (cristologia antropologica).
  • In che modo la natura divina di Gesù si relaziona con quella del Padre e dello Spirito Santo (cristologia trinitaria).

In epoca moderna, si è sviluppato il binomio "cristologia esplicita" (cosa i testi dicono di lui, il «Cristo della fede») e "cristologia implicita" (come era realmente Gesù e cosa ha detto di sé, il «Gesù della storia»). Il Nuovo Testamento lascia largo spazio alla libera riflessione cristologica e trinitaria. Durante i primi secoli della cristianità furono elaborate molte teorie teologiche, giudicate eretiche dai primi concili ecumenici, tra cui Ebionismo, Docetismo, Adozionismo, Modalismo (o Sabellianesimo), Arianesimo, Anomeismo, Omoiusiani, Omeismo, Apollinarismo, Nestorianesimo, Monofisismo, Monotelismo.

I Concili Ecumenici e la Cristologia Cattolica

La Chiesa cattolica, già prima del Grande Scisma, ha elaborato un insieme di dottrine e dogmi definiti come cristologia, durante i primi sette concili ecumenici, in base ai quali altre correnti di pensiero o altre interpretazioni delle scritture sono state definite eresie. Questi concili furono:

  1. Primo concilio di Nicea (325)
  2. Primo concilio di Costantinopoli (381)
  3. Concilio di Efeso (431)
  4. Concilio di Calcedonia (451)
  5. Secondo concilio di Costantinopoli (553)
  6. Terzo concilio di Costantinopoli (680-681)
  7. Secondo concilio di Nicea (787)

Le decisioni di questi sette concili sono adottate dalle maggiori confessioni cristiane, che condividono dunque la stessa cristologia: cattolici, ortodossi, protestanti, anglicani. Alcune chiese di tradizione monofisita riconoscono solo i primi tre concili, mentre alcune chiese di tradizione nestoriana riconoscono solo i primi due concili.

Interpretazioni di Gesù in Altre Confessioni Cristiane

  • Testimoni di Geova: Gesù non è Dio e non esiste dall'eternità, ma rappresenta il principio della creazione di Dio-Geova, ed è chiamato dalla Bibbia «Figlio Unigenito». Per mezzo di lui sono state create tutte le cose; nacque verginalmente da Maria, era il Messia preannunciato, ha predicato e compiuto miracoli, è morto su un palo di tortura (non una croce) in sacrificio di riscatto, per redimere l'umanità dal peccato di Adamo; è risorto e tornerà alla fine dei tempi per instaurare un regno di pace.
  • Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni): Gesù è il Cristo, il Redentore, il Figlio di Dio e l'Iddio Eterno. È considerato il Geova dell'Antico Testamento e dunque il Creatore del mondo. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono un solo Dio, in quanto uniti e in armonia nei propositi e nella dottrina, benché siano personaggi separati e distinti. Secondo il Libro di Mormon, Gesù, dopo essere risorto a Gerusalemme, apparve e impartì i suoi insegnamenti a un popolo che abitava il continente americano.
  • Chiesa dell'Unificazione del reverendo Sun Myung Moon: Gesù non è Dio, ma soltanto un uomo. Non è nato verginalmente, ma era figlio illegittimo di Maria e Zaccaria. La sua predicazione si rivelò fallimentare, principalmente a causa del mancato supporto di Giovanni Battista. La morte in croce di Gesù non ha significato salvifico, mentre la sua risurrezione non è stata corporale, ma un suo "ritorno" in forma spirituale.

Il Cristianesimo: Riti e Tradizioni

I riti principali del Cristianesimo sono i sacramenti (sette nella tradizione cattolica e ortodossa, di numero variabile nelle chiese protestanti), considerati basati sul comando e l'esempio di Gesù. Il principale sacramento è l'Eucaristia (dal greco eucharistía, "rendimento di grazie"), che Gesù istituì nel corso dell'Ultima Cena. Per la Chiesa cattolica e quella ortodossa, durante l'Eucaristia avviene il miracolo della transustanziazione: la sostanza del pane e del vino muta in quella del corpo e sangue di Gesù («presenza reale»), rimanendo però inalterati gli accidenti (forma, colore, sapore...). Le preghiere usate nella liturgia si basano sui testi della Bibbia. Secondo le tradizioni cattolica e ortodossa, esistono numerose reliquie attribuibili a Gesù. La più nota, studiata e discussa in epoca contemporanea è la Sindone (dal greco sindón, "lenzuolo").

dipinto di Duccio di Buoninsegna raffigurante Gesù Cristo risorto apparendo agli Apostoli

L'Indagine Storica su Gesù di Nazareth

A partire dal Settecento, con lo svilupparsi del moderno metodo storico-critico, numerosi studiosi hanno cercato di ricostruire e interpretare la figura storica di Gesù. La prima fase (first quest) inizia alla fine del Settecento con Reimarus ed è caratterizzata dall'utilizzo delle metodologie dell'epoca per cercare di distinguere elementi storici ed elementi mitologici. Segue quindi una fase di calo di interesse per la ricerca storica su Gesù, nella quale viene comunque proposto (Bultmann) di filtrare il linguaggio delle fonti antiche, tenendo conto del contesto del tempo e della natura teologica degli scritti. Lo studio sulla figura di Gesù si è quindi ampliato notevolmente negli ultimi decenni, estendendo la base documentale e considerando anche testi quali i vangeli apocrifi e i manoscritti non biblici di Qumran.

Controversie e Prospettive

Secondo alcuni studiosi e confessioni cristiane di stampo fondamentalista (tra le quali la cattolica Scuola esegetica di Madrid), i vangeli rappresentano dei fedeli resoconti storici della vita e dell'operato di Gesù. Secondo molti storici non cristiani e alcuni teologi e biblisti cristiani, seppure caratterizzati da notevoli differenze nei presupposti e nelle conclusioni della ricerca, le fonti evangeliche non sarebbero totalmente attendibili: sarebbe perciò effettivamente esistito all'inizio del I secolo un predicatore ebreo itinerante chiamato Gesù (nome comune all'epoca), un uomo di grande levatura morale, secondo alcuni un Esseno o un Nazireo, che avrebbe terminato in croce la sua esistenza. La comunità dei suoi credenti lo avrebbe poi esaltato, attribuendogli miracoli e prodigi. Per risalire al vero Gesù storico occorre pertanto "demitizzare" i vangeli, privandoli delle aggiunte e reinterpretazioni attuate dai suoi fedeli.

tags: #statua #gesu #di #nazareth