Lo Sri Lanka: Un Mosaico di Spiritualità e Patrimonio Culturale

Lo Sri Lanka è una terra dove si fondono spiritualità millenaria, natura lussureggiante e un patrimonio culturale straordinario. Incastonata nell’Oceano Indiano, quest’isola è stata plasmata nel corso dei secoli da influenze hindu e buddhiste, oltre che coloniali e mercantili, lasciandoci in eredità un mosaico di templi sacri, rovine antichissime e città-fortezza. Non a caso molti dei suoi siti sono riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Conosciuta nei secoli come Serendib, Ceylon, Lacrima dell’India, Isola Risplendente, Isola del Dharma o Perla d’Oriente, lo Sri Lanka continua ad affascinare viaggiatori e pellegrini con le sue atmosfere dense di spiritualità, serenità e leggenda.

Mappa dello Sri Lanka con indicazione dei principali siti culturali

La Presenza Cristiana e il Simbolo del Crocefisso in Sri Lanka

Oltre alla predominante tradizione buddhista, lo Sri Lanka custodisce una significativa storia cristiana, testimoniata da comunità, chiese e luoghi di culto che rappresentano una parte integrante del suo ricco mosaico culturale e spirituale. La presenza del cristianesimo nell'isola affonda le sue radici nei secoli e si manifesta attraverso figure storiche e santuari.

L'Evangelizzazione e i Missionari

L’opera missionaria cattolica ha avuto inizio nello Sri Lanka già nella metà del Cinquecento. L’articolo descrive in particolare l’operato di P. Francesco da Monteprandone, frate Minore Osservante, che fu tra i pionieri dell’evangelizzazione dell’isola. Curiosamente, era l’unico italiano tra i missionari dell'epoca, il resto dei quali erano tutti portoghesi. È ricordato nelle cronache per aver battezzato il Re di uno dei regni in cui era divisa l’isola, segnando un momento cruciale nella diffusione della fede cristiana.

Il Santuario di Nostra Signora di Madhu: Un Faro di Fede e Riconciliazione

Il santuario di Madhu, dedicato a Nostra Signora di Madhu, risale al 1670 circa. La sua storia è profondamente legata alle persecuzioni religiose. L’invasione dell’isola di Ceylon (oggi Sri Lanka) da parte degli olandesi e la conseguente persecuzione dei cattolici, costrinse circa 700 fedeli a fuggire nelle foreste abbandonando la città di Mantai. Durante l’esodo, si portarono dietro la statua della Madonna per evitarne la distruzione.

Statua della Madonna di Madhu in processione

In seguito venne costruito, nella giungla, un nuovo santuario a Madhu, dove la statua venne ricollocata e dove ancor oggi viene venerata. Le persecuzioni terminarono con l’arrivo degli inglesi nell’800. Nel tempo, nella piccola comunità cattolica, si diffuse la consuetudine di compiere pellegrinaggi a Madhu. Nel 1872 iniziò la costruzione di una nuova chiesa, con anche la realizzazione di una grotta della Madonna di Lourdes.

Nel 1924, su concessione di Papa Pio XI, avvenne la solenne incoronazione della statua della Madonna di Madhu; il Pontefice inviò per la cerimonia un suo inviato. La chiesa venne consacrata ufficialmente solo nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, e nonostante tutte le difficoltà, per la cerimonia accorsero ben 30mila fedeli.

La statua della Madonna di Madhu è stata portata dai vescovi in processione per le parrocchie del Paese per tre volte: nel 1948, 1974 e 2001. In particolare, nell’ultima occasione si pregò per la pace e la riconciliazione nazionale, in un periodo in cui il Paese era dilaniato da una sanguinosa guerra civile tra i Tamil e i Cingalesi, le due etnie principali.

Il santuario fu al centro di momenti drammatici nel novembre del 1999, quando in pieno conflitto civile diverse migliaia di sfollati si erano sistemati in un campo profughi vicino alla chiesa. La zona però divenne l’epicentro degli scontri tra governativi e ribelli. Diverse bombe colpirono l’area del santuario e in 44 persone, tra cui 13 bambini, rimasero uccise e altri 60 feriti. La responsabilità del bombardamento non è stata ancora chiarita.

Resta ancora nella memoria il 15 agosto del 2007, quando 25mila pellegrini singalesi e tamil arrivarono al santuario, attraversando numerosi posti di blocco e in mezzo ai bombardamenti e agli scontri, per pregare che “arrivi presto la pace”. L’anno prima, invece, i ribelli tamil avevano bloccato l’accesso dei pellegrini al santuario. Nel 2008 il santuario rimase chiuso per diverso tempo perché la zona era stata minata dai combattenti e il 15 agosto poterono arrivare fin qui solo 200 fedeli al giorno, sempre per motivi di sicurezza. I pellegrinaggi poterono poi ripartire nel 2009.

Come spiegato alla Radio Vaticana da don Anselmo, “Madhu è un simbolo della riconciliazione, perché è situata in una zona dove c’era la guerra, abitata dalla popolazione Tamil. Ci sono tantissimi cattolici anche lì. Il vescovo della diocesi di Mannar ha deciso di condividere la statua con il Paese e la statua ha iniziato a girare per il Paese. Dopo un anno, sono iniziati i primi negoziati di pace. Questo è un simbolo: la Madonna sicuramente ci ha salvati dalla guerra. Poi, la chiesa è sempre, ogni giorno, piena di pellegrini: non solo da quella zona, ma da tutto lo Sri Lanka.”

Il Triangolo Culturale: Culla del Buddhismo Cingalese

Nel cuore dello Sri Lanka si trovano le pianure centrali, che ospitano i resti delle antiche capitali del regno singalese e siti archeologici molto importanti. Le città di Dambulla, Polonnaruwa e Anuradhapura rappresentano i vertici di un triangolo immaginario, che si delinea in un territorio pianeggiante ricoperto da laghi, giungla e parchi naturali, formando appunto il cosiddetto Triangolo Culturale dello Sri Lanka. Questa regione è un concentrato di storia e spiritualità buddhista, rientrando tra i luoghi da non perdere sull’isola.

Mappa del Triangolo Culturale dello Sri Lanka

Dambulla: Il Tempio d'Oro e le Grotte Reali

Dambulla è una piccola cittadina attraversata da un’arteria principale, che si dirama all’altezza della Clock Tower. Lungo la strada A9, nel tratto tra Matale e Dambulla, ci sono diversi giardini delle spezie che propongono visite guidate.

Golden Temple

Il Golden Temple (Tempio d'Oro) è un recente tempio dominato da un’enorme statua in oro di Buddha seduto. L’architettura del tempio, con le sue forme stilizzate e le decorazioni cromaticamente accese, riflette l’estetica del buddhismo Theravada moderno, ponendosi in dialogo simbolico con la tradizione monastica più antica rappresentata dal vicino Tempio delle Grotte. Da qui inizia la scalinata che porta al Royal Rock Temple.

Royal Rock Temple (Le Grotte di Dambulla)

Il Royal Rock Temple, o Tempio delle Grotte, è un complesso di cinque grotte con pareti ricoperte da dipinti e numerose statue di Buddha, fondate più di 2000 anni fa come luogo di culto. Nei secoli sono stati introdotti vari abbellimenti fino a creare l’opera d’arte che oggi vediamo. Il re Walagamba, che fece dipingere queste grotte per farne dei templi, sarebbe fiero della loro immutata bellezza!

Interno delle Grotte di Dambulla con statue di Buddha e affreschi

Varcato l’ingresso, ci si ritrova in un mondo quasi incantato: cinque grotte si aprono nella parete di pietra come scrigni antichi, custodendo 153 statue del Buddha, tre figure di re singalesi e quattro divinità induiste, tra cui Vishnu e Ganesha, che raccontano la storia di un’isola in cui il sacro non conosce confini. Gli affreschi che ricoprono oltre 2.100 m² narrano la vita del Buddha, le sue esistenze precedenti attraverso le storie Jātaka, e si intrecciano con motivi floreali e cosmologici, rivelando secoli di evoluzione pittorica, dal I secolo a.C.

  • Nella prima grotta, il Buddha giace scolpito nella roccia lungo 14 metri, circondato dal silenzio del parinirvana e vegliato da Ananda, in un’atmosfera sospesa e sacra.
  • La seconda grotta, la più vasta, custodisce oltre sessanta statue e affreschi vivaci che raccontano la vita del Buddha, le Jātaka e la storia dei re Valagamba e Nissanka Malla.
  • La terza, trasformata in tempio nel XVIII secolo dal re Kirti Sri Rajasinghe, riflette lo stile kandyano con colori intensi e un altro Buddha sdraiato.
  • La quarta è più raccolta, dominata da uno stupa reliquiario, che un tempo si credeva contenesse i gioielli della regina Somawathi.

Ogni giorno, specialmente al mattino presto, i monaci e i devoti offrono ciotole di riso, frutta e fiori alle statue del Buddha all’interno delle grotte. La durata consigliata per la visita, inclusa la salita, è di circa 1,5 ore.

Sigiriya: La Fortezza Rupestre e le Antiche Meraviglie

Sigiriya è l’enorme roccia che si innalza solitaria in mezzo alle pianure centrali dello Sri Lanka, un luogo da visitare preferibilmente di mattina presto per evitare la calura e le folle di turisti. L’insolita forma non è l’unica straordinarietà di Sigiriya: la sua cima piatta nasconde infatti le rovine di un antico palazzo reale, aggiudicandole un posto tra i siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il palazzo reale è stato fondato dal re Kasyapa I (477-495 d.C.), che ha saputo sfruttare la posizione inattaccabile all’apice della roccia a 180 m di altezza. Subito dopo il regno di Kasyapa I, il sito fu convertito in un monastero fino al XIII secolo e poi abbandonato.

Veduta aerea della Roccia di Sigiriya con i Giardini Acquatici

L’ingresso a Sigiriya appare teatrale: la roccia domina su tutto il paesaggio circostante e una distesa di Giardini Acquatici, con prati, laghetti e fontane, conduce alla sua base. Dalla base inizia la scalinata per raggiungere la cima, che si snoda attraverso i Giardini Rocciosi e i Giardini Terrazzati. All’ingresso ci sono guide disponibili per tour a pagamento.

Galleria degli Affreschi e Mirror Wall

Salendo lungo una scala a chiocciola quasi sospesa nel vuoto, si raggiunge la Galleria degli Affreschi, con alcune damigelle dipinte sulle pareti. Diverse sono le teorie legate a questi dipinti: potrebbero rappresentare le concubine del re Kasyapa I oppure divinità. Si prosegue verso il Mirror Wall, un muro dalla superficie lucida in cui i visitatori dal VII al XIII secolo d.C. hanno inciso alcuni versi che esaltano la bellezza delle damigelle dipinte negli affreschi e della natura circostante. Queste incisioni sono chiamate i Graffiti di Sigiriya.

Zampe di Leone (Lion’s Paws)

A metà del percorso si arriva alle Zampe di Leone (Lion’s Paws), che sono ciò che rimane di una scultura raffigurante l’intero animale e poggiano su una terrazza con i resti di alcune postazioni di difesa.

La Cima di Sigiriya

Passando tra le Zampe di Leone, si prosegue lungo la scalinata sospesa ai bordi della parete per arrivare finalmente sulla cima di Sigiriya, tra i resti del palazzo reale di re Kasyapa I che ricoprono una superficie di 1,5 ettari. Nella parte ovest ci sono le rovine del palazzo, mentre nella parte est ci sono le cisterne. La vista dall’alto è straordinaria e ripaga tutta la fatica della salita.

Altri Punti di Interesse

Ritornando verso la base della roccia, si incontrano altri punti di interesse: la Cobra-Hood Cave è un pezzo di roccia che assomiglia alla testa di un cobra; la Audience Hall è ciò che resta di una sala delle udienze con un enorme trono; l’Asana Cave è riconducibile ad un luogo di preghiera che era parte del monastero successivo al palazzo.

La Roccia di Sigiriya si può vedere anche dall’antistante Roccia di Pidurangala. Molte persone preferiscono questa opzione rispetto alla visita al sito di Sigiriya, perché più economica.

Polonnaruwa: L'Antica Capitale Reale

Dopo la visita a Sigiriya, ci si può spostare a Polonnaruwa, una delle due antiche capitali dello Sri Lanka. Questa cittadina è stata capitale del regno singalese per tre secoli, dal X al XIII secolo d.C., ed oggi è dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Nell’immenso parco archeologico di Polonnaruwa sono custodite le rovine del regno di Parakramabahu I (1153-1186) e del suo successore Nissanka Malla (1187-1196), che si affacciano sul bacino artificiale di Parakrama Samudra.

Rovine del Vatadage a Polonnaruwa

Le rovine sono divise in raggruppamenti: il Royal Palace, il Quadrilatero, il Gruppo Settentrionale, il Gruppo della Rest House ed il Gruppo Meridionale.

Museo Archeologico

Prima di addentrarsi nel sito, è consigliata una visita al Museo Archeologico, dove sono esposti oggetti ritrovati a Polonnaruwa, riproduzioni in miniatura e testimonianze della vita nell’antica capitale.

Royal Palace

Il primo gruppo di rovine è il Royal Palace, dove sorgono i resti del palazzo reale di Parakramabahu I. Si pensa che questo edificio in origine fosse alto sette piani. Tra le rovine meglio conservate c’è la Sala delle Udienze, con una scalinata sorvegliata dalle statue di due leoni e i resti di un colonnato.

Il Quadrilatero

Ci si sposta poi verso il gruppo del Quadrilatero, il cui nome deriva dal fatto che le rovine sono disposte su una piattaforma quadrata. La struttura di maggiore interesse e la più spettacolare è il Vatadage, un tempio buddhista circolare con un diametro di 18 m, che racchiude i resti di un dagoba contenente quattro statue di Buddha seduto. Tra le varie rovine del Quadrilatero spicca anche un libro gigante in pietra di 9 m dal nome Gal Pota, che esalta le virtù del re Nissanka Malla. Nei dintorni si incontrano altri piccoli templi induisti dedicati a Shiva, che custodiscono un simbolo sacro di forma fallica, il lingam.

Gruppo Settentrionale

Le rovine del Gruppo Settentrionale includono il Rankot Vihara, il dagoba più grande di Polonnaruwa con un’altezza di 54 metri, e il Lankatilaka, un tempio buddhista con mura spesse dai sofisticati bassorilievi, che ospita una statua di Buddha in piedi. Entrambi gli edifici erano utilizzati per la cremazione dei componenti della famiglia reale.

Poco più a nord si trova il Gal Vihara, uno dei monumenti più suggestivi di Polonnaruwa, che racchiude un gruppo di quattro statue di Buddha scolpite in una parete rocciosa: due statue lo rappresentano seduto, una in piedi e l’altra sdraiato. Questo sito è tutt’ora un luogo di culto e i fedeli in preghiera gli conferiscono un’aura spirituale.

Anuradhapura: La Città Sacra e le Sette Dagoba

Anuradhapura, le cui rovine sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO, risalgono agli anni in cui la città fu capitale del regno singalese (dal IV a.C. al X secolo d.C.). Le rovine sono tuttora riconosciute come luogo di culto: qui si respira una forte spiritualità e, oltre ai turisti, ci sono molti fedeli. I resti sono sparsi in quattro zone principali, tra musei, giardini, laghi e dagoba: il Mahavihara, il Monastero di Abhayagiri, la Cittadella e Jetavanarama.

Il Jetavanarama Dagoba ad Anuradhapura

Jetavanarama

La visita al sito di Anuradhapura può iniziare dall’area di Jetavanarama, dove spicca il Jetavanarama Dagoba, che risale al III secolo d.C. All’epoca di costruzione era il più grande dagoba del mondo, mentre oggi misura circa 70 metri in altezza, come altri dagoba presenti nel sito.

Monastero di Abhayagiri

Proseguendo verso nord si incontrano le rovine del Monastero di Abhayagiri, che include l’imponente Abhayagiri Vihara, un enorme dagoba costruito dal re Walagamba nel I secolo d.C. Il dagoba è alto circa 71 metri e per la sua ristrutturazione sono stati utilizzati oltre 2 milioni di mattoni. Vicino al dagoba ci sono le Kuttam Pokuna (Vasche Gemelle), due vasche usate dai monaci per le abluzioni rituali, e la Eth Pokuna (Vasca dell’Elefante), usata per raccogliere l’acqua piovana. Nel complesso di rovine si può vedere il bianco Thuparama Dagoba, il dagoba più antico dello Sri Lanka. Pare che nel tempio sia custodita la clavicola destra di Buddha.

A sud dell’area si trova anche il Isurumuni Raja Maha Viharaya, un tempio con bellissime sculture e un punto panoramico sul paesaggio circostante.

Mihintale: La Culla del Buddhismo

La Collina di Mihintale si dice essere il luogo da cui si è diffuso il buddismo in Sri Lanka. Questo posto ha davvero un’atmosfera mistica e al tramonto è ancora più suggestivo. Dalla cima della collina la veduta delle pianure all’imbrunire è magnifica. La Collina di Mihintale è cosparsa di templi, statue e monumenti. Tra la vegetazione spicca una grande statua bianca di Buddha seduto e la Aradhana Gala, una roccia sulla cui sommità si radunano molti visitatori in attesa del tramonto. Il Mahaseya Dagoba è il più grande di Mihintale e offre una vista meravigliosa, particolarmente consigliata per assistere al tramonto.

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Consigli per la Visita del Patrimonio Culturale dello Sri Lanka

Un itinerario classico per scoprire il ricco patrimonio dello Sri Lanka inizia spesso da Anuradhapura, passando per Sigiriya, Polonnaruwa e Dambulla, alternando arte e paesaggi incontaminati di grande fascino. Altri siti significativi includono Kandy, che ospita una delle reliquie più sacre del mondo buddhista, e Galle, che fu un importantissimo centro commerciale e culturale portoghese, olandese e inglese.

Punti di Interesse Imperdibili:

  • Le antiche capitali di Anuradhapura e Polonnaruwa, Patrimoni dell’UNESCO.
  • La roccia di Sigiriya, importante sito archeologico e Patrimonio UNESCO.
  • Dambulla, i templi scavati nella roccia, tra i santuari buddhisti più spettacolari dell’Asia.
  • La città sacra di Kandy con il Tempio della Reliquia del dente del Buddha, anch’essa Patrimonio UNESCO.
  • Mihintale, considerata la culla del Buddhismo Cingalese.
  • La pittoresca città di Galle con l’Imponente Fortezza Patrimonio UNESCO.
  • Nuwara Eliya - la “piccola Inghilterra” - tra le piantagioni di tè.
  • Il Tempio di Kelaniya a Colombo, uno dei luoghi di culto più sacri del Buddhismo Theravada.
  • Il Tempio di Seetha Amman, un luogo di pellegrinaggio.

Informazioni Pratiche:

  • Costi di Ingresso:
    • Roccia di Sigiriya: 30,00 $ a persona.
    • Polonnaruwa: 25,00 $ a persona.
    • Anuradhapura: 25,00 $ a persona.
    • Collina di Mihintale: 500 Rs (circa 2,20 euro) a persona.
    • Tempio Isurumuni Raja Maha Viharaya: 200 Rs (circa 0,90 euro) a persona.
    • La visita al Royal Rock Temple di Dambulla è stata gratuita (costo per lasciare le scarpe).
  • Durata delle Visite: Per la visita ai siti considerate almeno mezza giornata. Per Sigiriya, se si vogliono passeggiare nei giardini e visitare il Sigiriya Museum, considerare almeno mezza giornata.
  • Orari Migliori: Si consiglia di iniziare la visita di mattina presto, evitando le ore più calde e le folle di turisti. Anche il tardo pomeriggio, con la luce del tramonto, può essere un buon momento.
  • Abbigliamento: Per entrare in alcune rovine e templi è necessario coprirsi gambe e spalle e togliersi le scarpe, poiché sono considerati luoghi sacri.
  • Trasporti tra i Siti: Per muoversi tra i siti, a Polonnaruwa si possono noleggiare le biciclette (circa 500 Rs per 3.30h), dato che le distanze tra le rovine sono grandi.
  • Guide: All’ingresso di Sigiriya ci sono guide disponibili per tour a pagamento.

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