Basilica di San Paolo fuori le mura

La Basilica di San Paolo fuori le mura è una delle quattro basiliche papali di Roma. È la più grande tra le basiliche dopo San Pietro e, fino alla ricostruzione cinquecentesca di quest'ultima, deteneva il primato di chiesa più grande del mondo. La sua pianta presenta dimensioni quasi identiche alla basilica Ulpia del Foro di Traiano, offrendone una testimonianza architettonica ideale.

Pianta architettonica della Basilica di San Paolo fuori le mura

L'Apostolo Paolo: vita e missione

La vita di San Paolo (Tarso, 5-15 a.C. - Roma, 67 d.C.) è documentata dagli Atti degli Apostoli e dalle sue celebri Lettere, che costituiscono le prime forme di commento teologico e una preziosa testimonianza dell'organizzazione delle primitive comunità cristiane. Nato da una famiglia israelita della tribù di Beniamino, Saulo - questo il suo nome originale - studiò a Gerusalemme sotto la guida di Gamaliele.

Inizialmente incaricato dal sinedrio di perseguitare i cristiani, subì una folgorante conversione sulla via di Damasco nel 35 d.C. Battezzato con il nome di Paolo, intraprese tre lunghi viaggi missionari in Asia Minore, Macedonia e Grecia, guadagnandosi l'appellativo di apostolo delle genti. Dopo un periodo di prigionia a Cesarea e successivamente a Roma, fu giustiziato per decapitazione il 29 giugno del 67 d.C., lo stesso giorno di Pietro.

Storia della Basilica

Dalle origini al borgo fortificato

La basilica sorge sul luogo della sepoltura dell'apostolo, indicato come praedio Lucinae. Per volere dell'imperatore Costantino, fu edificato un primo luogo di culto, consacrato da papa Silvestro attorno al 330 d.C. Nel 386, sotto l'imperatore Onorio, si decise la costruzione di un edificio più grande, terminato dall'architetto Ciriade, che presentava cinque navate suddivise da 80 colonne.

Nel corso del IX secolo, papa Giovanni VIII fortificò l'area per proteggerla dalle scorrerie, creando il borgo di Giovannopoli. Tale insediamento, un vero e proprio stato monastico-feudale, resistette a numerosi assedi, inclusi quelli dei Longobardi e dei Saraceni, rimanendo abitato fino al terremoto del 1348.

L'incendio del 1823 e la ricostruzione

La notte tra il 15 e il 16 luglio 1823, un grave incendio distrusse gran parte della struttura originale. Si salvarono solo il transetto, l'arco trionfale, parte della facciata e il chiostro. La ricostruzione fu affidata a un gruppo di architetti guidati da Luigi Poletti. Grazie a donazioni internazionali, come le colonne in alabastro dal viceré d'Egitto e i blocchi di malachite dallo zar Nicola I di Russia, la chiesa fu restaurata. Gregorio XVI consacrò il transetto e l'altare papale nel 1840.

Foto storica o ricostruzione grafica della facciata dopo l'incendio

Elementi architettonici e artistici

La facciata e il quadriportico

La facciata, opera di Guglielmo Calderini (1892-1928), è preceduta da un ampio quadriportico sorretto da 146 colonne di granito. Al centro svetta la statua di San Paolo di Giuseppe Obici, che presenta l'apostolo con la spada del martirio e le Lettere. Presso l'arco trionfale si trovano le statue di San Pietro, opera dello Jacometti, e di San Paolo, scolpita da Salvatore Revelli.

Porte monumentali

  • Porta mediana: in bronzo, opera di Antonio Maraini (1931), raffigura scene della vita di Pietro e Paolo.
  • Porta Paolina: realizzata nel 2008 da Guido Veroi in occasione del bimillenario della nascita dell'apostolo.
  • Porta Santa: arricchita dai battenti bizantini cesellati da Staurachios da Scio (1070), è il reperto più antico salvato dall'incendio.

L'interno e i mosaici

All'interno, sopra le colonne, si susseguono i tondi con i ritratti di tutti i 266 papi, da San Pietro a Francesco. L'arco trionfale è decorato con mosaici del V secolo, restaurati, che raffigurano il Salvatore Benedicente tra due Angeli. L'abside ospita un maestoso mosaico del XIII secolo commissionato da Onorio III, con la figura centrale di Gesù benedicente.

Dettaglio dei mosaici dell'abside e del ciborio di Arnolfo di Cambio

Il ciborio di Arnolfo di Cambio

Sopra l'altare maggiore sorge il ciborio eretto nel 1285 da Arnolfo di Cambio. Si tratta di uno splendido esempio di arte gotica, sorretto da quattro colonne di porfido. Sotto l'altare, nella zona della confessione, è conservato il sarcofago con le spoglie di San Paolo, visibile attraverso una fessura aperta nel 2006.

San Paolo: sarcofago dellapostolo.

Curiosità e reperti

Nella Biblioteca del monastero è custodita la Bibbia di Carlo il Calvo, il più ricco manoscritto carolingio a noi pervenuto. Un altro elemento di rilievo è il Candelabro per il cero pasquale del XII secolo, opera di Nicolò di Angelo e Pietro Vassalletto, alto oltre cinque metri e decorato con complesse sculture di animali e scene della Passione.

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